Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme!

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By Graziana Filomeno - italiano onlineEducationHow ToCoursesLanguage Learning
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Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme! episodes

  • Come fare il Tiramisù (due ricette: caffè e limone) – Cucina Italiana!
    Questo articolo è dedicato alla cucina italiana: in particolare, vedremo alcune curiosità e la preparazione di uno dei dolci italiani più amati e conosciuti in tutto il mondo: il tiramisù!
    

     

    Curiosità e preparazione del Tiramisù
     

    Sapevate che la parola “tiramisù” è presente in ben 23 lingue? Pensate: è la quinta parola della cucina italiana più conosciuta al mondo, ed è la più conosciuta nell’ambito dei dolci.

    Come sapete, le tradizioni sono importanti, specialmente quando si parla di cucina italiana (e di mamme e nonne italiane, che di fronte alle novità storcono sempre un po’ il naso), ma noi, che non abbiamo paura di rinnovare un po’ gli usi e i costumi, abbiamo deciso di cimentarci nella preparazione di una versione piuttosto insolita del tiramisù, ovvero quella al limone. In questo articolo vi proporrò quindi due ricette del tiramisù, quella tradizionale al caffè e quella al limone. Vedremo quale ne uscirà vincitrice!

    Ma prima di iniziare la sfida “tradizione” vs. “modernità”, ecco un paio di domande che riguardano alcune curiosità sul tiramisù. Vediamo quanto ne sapete sul dolce più famoso del mondo!

    P.S. Per conoscere le risposte esatte, guardate il video allegato a questo articolo!

     
    1) Perché si chiama “tiramisù”?
    a) Perché si diceva aiutasse a combattere la depressione
    b) Perché si diceva fosse un afrodisiaco
    c) Perché si diceva aiutasse a combattere la stanchezza
     
    2) Da dove viene il tiramisù?
    a) Dalla Toscana
    b) Dal Friuli-Venezia-Giulia
    c) Non si sa
     
    3) Sapevate che esiste anche il Tiramisù Day? Quando si festeggia?
    a) Il 21 marzo
    b) Il 3 settembre
    c) Il 12 dicembre
     

    Fatte queste premesse necessarie, non ci resta che andare direttamente in cucina e metterci al lavoro. E che la sfida abbia inizio!

     
    TIRAMISÙ AL LIMONE
     
    Ingredienti (per 4 persone)
    - 150 g di savoiardi

    - 250 g di mascarpone

    - 2 uova piccole

    - 1 o 2 limoni

    - 90 g di zucchero

    - 50 ml di limoncello

    - 150 ml di acqua

    Le quantità della bagna, ovvero quelle di acqua e limoncello, possono variare: se durante la preparazione vi accorgete che non basta, potete aggiungerne un po’.

     
    PREPARAZIONE
     
    La crema
    1) Rompete le uova e separate i tuorli dagli albumi in due ciotole diverse.

    2) Aggiungete 60 g (dei 90 totali) di zucchero ai tuorli e mescolate.

    3) Montate a neve gli albumi.

    4) Grattugiate la scorza di uno o due limoni, a seconda di quanto intenso volete il sapore del limone nel vostro tiramisù.

    5) Tagliate i limoni e spremetene il succo, per poi versarlo nella ciotola dove avete precedentemente unito i tuorli e lo zucchero. Mescolate per bene.

    6) Aggiungete sempre in questa ciotola il mascarpone e mescolate fino a quando il composto risulterà omogeneo. Aggiungete infine la scorza grattugiata del limone e mescolate ancora.

    7) Aggiungete infine anche gli albumi montati a neve e mescolate, ma questa volta con molta cautela, facendo attenzione a non perdere la tipica “spumosità” degli albumi a neve.

    8) Quando il composto sarà diventato piuttosto omogeneo, potete riporlo in frigorifero e dedicarvi alla preparazione della bagna.

     
    La bagna
    1) Mettete l’acqua in una ciotola e aggiungete il limoncello e lo zucchero rimasto, ovvero circa 30 g.

    2) Mescolate con un cucchiaio fino a quando lo zucchero si sarà completamente sciolto.

     
    Assembliamo il nostro tiramisù!
    1) Prendete la pirofila in cui avete deciso di preparare il tiramisù.

    15 min
  • Riassunto Seconda Guerra Mondiale: il ruolo di Italia, Germania e Giappone
    Nella lezione seguente ci occuperemo nuovamente di storia: ripercorreremo, infatti, tutte le vicende principali della Seconda Guerra Mondiale, un conflitto passato alla storia come il più costoso in termini di vite umane e che ha visto l'Italia in un ruolo di primo piano.
    

     
    Il Secondo Conflitto Mondiale: date, eventi e protagonisti
     
    Inizio del confitto e ascesa di Hitler 
    - 1939 (1 settembre): Adolf Hitler, dittatore della Germania, decise di in invadere la Polonia, costringendo la Francia e l'Inghilterra ad intervenire, a seguito della violazione di alcuni accordi stipulati qualche anno prima, e dando il via a quello che sarebbe diventato il più grande confitto della storia. L'invasione della Polonia fu rapida: infatti, fu conquistata in soli 20 giorni, grazie alla strategia militare tedesca nota come guerra-lampo (blitzkrieg), caratterizzata da attacchi rapidi e violenti mediante l’uso di tutti i mezzi bellici a disposizione. In seguito Hitler procedette con l'invasione dei Paesi dell’Europa del Nord, conquistando Norvegia e Danimarca.

    - 1940: Hitler diede inizio alla conquista della Francia: passando dai Paesi Bassi e il Belgio, le truppe tedesche invasero la Francia ed entrano a Parigi, costringendo l’allora presidente, Charles de Gaulle, a fuggire a Londra e, da lì, ad esortare i francesi alla resistenza nei confronti dell’occupazione nazista. La Francia si ritrovò così occupata dai nazisti nella parte settentrionale e sotto il governo di Vichy, che collaborava con i tedeschi, nella parte meridionale.

     
    Attacco alla Gran Bretagna e entrata in guerra dell'Italia
    - 1940: Hitler avviò un’operazione militare anche contro la Gran Bretagna, che prevedeva principalmente  battaglie aeree e marine e che portò al bombardamento di diverse aree, tra cui Londra, Coventry e Birmingham. Tuttavia, la determinazione degli inglesi, guidati da Winston Churchill, impedì ai tedeschi di conquistare l’isola, costringendo Hitler a rimandare l’occupazione della Gran Bretagna (che non sarebbe mai avvenuta).

    L’Italia, invece, nonostante fosse alleata con la Germania, non entrò da subito nel conflitto, in quanto il suo esercito non era sufficientemente preparato, come dimostrato in seguito con il fallimentare tentativo di conquista della Grecia da parte di Mussolini, portato a compimento solo con il supporto delle truppe tedesche. Anche in Africa il tentativo da parte dell'Italia di sottrarre l’Egitto agli inglesi si rivelò un fallimento e nemmeno il supporto tedesco fu sufficiente per sbaragliare gli inglesi.

     
    Operazione Barbarossa e attacco a Pearl Harbor 
    - 1941: nonostante il "patto di non aggressione" siglato con Stalin, Hitler avviò un'ulteriore operazione militare contro l’Unione Sovietica, nominata operazione Barbarossa, che vide, in un primo momento, l'esercito tedesco riuscire ad avanzare all'interno del territorio sovietico fino ad arrivare a pochi chilometri da Mosca, Stalingrado e Leningrado, per poi essere fermato dalla resistenza della popolazione e dell’armata rossa, aiutati anche dall'inverno rigido dell’Europa dell’Est al quale l’esercito di Hitler non era preparato.

    - 7 dicembre: Intanto, il Giappone, alleato di Hitler e Mussolini, dopo aver provato ad invadere la Cina nel 1937, sferrò un attacco a sorpresa agli Stati Uniti, alla base di Pearl Harbor nelle isole Hawaii. Di conseguenza, gli Stati Uniti, guidati dall'allora presidente Franklin Roosevelt, entrano in guerra al fianco della Gran Bretagna contro Germania, Italia e Giappone.

    - 1942: I nazisti, con il supporto dei fascisti, iniziarono ad arrestare, deportare ed eliminare gli ebrei d'Italia ed Europa, scrivendo una delle pagine più oscure della storia dell'umanità: il genocidio degli ebrei o Olocausto. Queste pratiche sarebbero durate fino alla conclusione della guerra; tuttavia non tratteremo l'a...
    12 min
  • I 10 monumenti italiani più belli e famosi (da visitare almeno 1 volta nella vita!)
    Ah, l’Italia! Il luogo dove bellezza, storia, tradizione, cultura e buon cibo si incontrano e danno vita ad uno dei Paesi più belli del mondo! Un Paese pieno di bellissimi e famosissimi monumenti che ogni anno attirano tantissimi turisti da tutto il mondo. Pensate che nel 2019 l’Italia è stato il quarto Paese più visitato al mondo, con ben 94 milioni di turisti! Se non l’avete ancora visitata, questo articolo è perfetto per voi: vi parlerò dei 10 monumenti più belli e più famosi d’Italia e vi darò sicuramente delle buone idee per pianificare un viaggio nel nostro Paese. Se invece ci siete già stati, leggete l'articolo e fateci sapere quali monumenti avete già visto e quali no.
    

     

    I 10 monumenti più famosi d'Italia
     
    10. La Galleria degli Uffizi (Firenze)
    Al decimo posto abbiamo la Galleria degli Uffizi: si tratta di un bellissimo museo che, nel cuore di Firenze, ospita una raccolta di opere d’arte inestimabili, che derivano direttamente dalle collezioni della grande famiglia dei Medici. L’esposizione comprende opere che vanno dal XII al XVIII secolo, disposte in ordine cronologico all’interno di diverse sale. Proprio qui si trova la migliore collezione al mondo di opere del Rinascimento fiorentino (d'altronde, dove altro poteva trovarsi, se non a Firenze?).


    9. La Fontana di Trevi (Roma)
    Al nono posto c’è la Fontana di Trevi: si tratta della più grande fontana di Roma, costruita fra il 1732 e il 1762, alta ben 26 metri, in stile tardo barocco. Al centro della maestosa fontana si trova una scogliera rocciosa, in cima alla quale si colloca la maestosa statua del dio Oceano, dal fisico muscoloso e dallo sguardo fiero ed altezzoso, che viene trainato sul suo cocchio da due cavalli alati, che rappresentano i due momenti del mare: la calma e la burrasca; infatti, il cavallo a sinistra è soprannominato “cavallo agitato”, e quello a destra “cavallo placido”. Ai lati del grande Oceano troviamo le statue della Salubrità e dell’Abbondanza, rispettivamente a sinistra e a destra del dio. Insomma, la Fontana di Trevi è un vero e proprio capolavoro artistico.



    8. I Sassi di Matera (Matera)
    All’ottavo posto troviamo i Sassi di Matera: si tratta di due quartieri di Matera in Basilicata, formati da edifici e architetture rupestri scavati nella roccia della Murgia materana, che costituiscono il centro storico della città. L’UNESCO ha dichiarato i Sassi di Matera Patrimonio dell’Umanità nel 1993, e la città di Matera è stata designata Capitale Europea della Cultura per il 2019. La vista sulla città è a dir poco spettacolare: il colore della pietra e la forma irregolare degli edifici rendono questo paesaggio unico al mondo. Se passate per la Basilicata, una tappa a Matera è assolutamente d'obbligo!



    7. L'Arena di Verona (Verona)
    Al settimo posto c’è l’Arena di Verona, icona della città: si tratta di uno degli anfiteatri antichi giunti fino a noi con il miglior grado di conservazione. L’arena ha pianta ellittica, con una grandezza di circa 75 x 44 metri, ed ha una capienza massima di circa 30.000 persone, anche se oggi, per via del palcoscenico, ne può ospitare “solo” 22.000. Ogni anno è sede di moltissimi festival e spettacoli di cantanti e musicisti internazionali.



    6. La Basilica di San Marco (Venezia)
    Al sesto posto, ecco la Basilica di San Marco, uno dei simboli della meravigliosa città di Venezia. Anche in questo caso parliamo di un monumento con una storia lunghissima: pensate che la prima Chiesa di San Marco fu costruita proprio in questo luogo nell’832 d.C.: dopo un incendio, però, fu ricostruita nel 978. La Basilica che vediamo oggi risale invece ad una ricostruzione iniziata nel 1063, e fu consacrata nel 1094. Insomma, potete vederlo con i vostri occhi: è un capolavoro architettonico ricchissimo di opere,
    13 min
  • Cosa significa e come si usa la parola ECCO in italiano
    In questa lezione vi spiegheremo nel dettaglio quando usare la parolina "ECCO" e soprattutto come usarla in maniera appropriata! Spesso viene usata in modo scorretto dalla maggior parte degli studenti stranieri di italiano, ma si tratta solo di capire il suo ruolo e a cosa serve: dopodiché, sarà un gioco da ragazzi usarla!
    

     

    Come e quando usare "ecco" in italiano
    1) La parola "ECCO" può introdurre l’apparizione di qualcosa o qualcuno.
    Ma vediamo alcuni esempi:

    A: Hey! Cosa stai facendo qui?

    B: Sto aspettando mia madre e mio padre!

    [arrivano i genitori]

    A: Ecco i tuoi genitori!

     

    A: Quando arriva il treno?

    [il treno arriva]

    B: Oh, ecco il treno!

     

    ECCO si può anche usare con i pronomi diretti (mi, ti, lo, la, ci, vi, li, le), in base alla persona o cosa di cui vogliamo sottolineare l’apparizione:

    A: Ma quando arrivi?

    [appare B]

    B: Eccomi!

     

    A: Dov’è il tuo cane?

    B: Eccolo, è proprio dietro di te!

    2) Qualche volta, la parola ECCO è anche usata come “riempitivo” all’inizio di una frase per prendere tempo e pensare a cosa dire.
    A: Mi puoi dare un passaggio dal dentista dopo?

    B: Ecco… in realtà, non credo che potrò darti un passaggio... mi hanno rubato la macchina...

    A: Cosa?!

     
    3) Infine, ECCO si usa come parte di alcune espressioni italiane come:

    Ecco perché: significa “questo è il motivo”.

    A: Sono felicissimo!

    B: Come mai?

    A: Abbiamo superato i 100 mila iscritti sul nostro canale YouTube!

    B: Aaaah, ecco perché!

    Ecco fatto: significa “ho finito”, “ho completato quello che dovevo fare”.

    A: Puoi spegnere l’aria condizionata?

    [B spegne il condizionatore]

    B: Ecco fatto!

    Ecco cosa succede quando... : significa “queste sono le conseguenze quando...”

    A: Mi hanno licenziato!

    B: Ecco cosa succede quando non si lavora bene!

    Ecco come... = significa “questo è il modo in cui...”

    A: Non riesco ad accendere il cellulare!

    [B accende il cellulare]

    B: Ecco come si fa!

     

    Allora? Che ve ne pare? Non è tanto difficile, vero?

    Per ripassare i pronomi diretti potete dare un'occhiata alla lezione sui Pronomi DIRETTI e INDIRETTI in italiano.

    Adesso però vorrei farvi una domanda seria: voi sapete qual è l’accento standard in Italia? Siete sicuri di star apprendendo quello più corretto? Vi siete mai chiesti Chi parla l’italiano STANDARD? Qual è l’ACCENTO PURO? Quanti DIALETTI ci sono?

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    Vediamo se hai appreso i contenuti di questa lezione! Prova a fare gli esercizi!
    9 min
  • Il Ventennio Fascista: storia di Benito Mussolini e del fascismo italiano
    In questa lezione ci occuperemo di storia, più precisamente di di uno dei momenti più delicati, drammatici e oscuri della storia italiana: il ventennio fascista. Vedremo, infatti, le origini del movimento fascista, analizzeremo la figura di Benito Mussolini, leader del movimento, e scopriremo gli eventi che hanno portato l'Italia a ritrovarsi in una dittatura totalitaria e, in seguito, in una guerra mondiale!
    

     
    Il Ventennio Fascista: date ed eventi
     
    La crisi del biennio rosso
    Iniziamo con il dire che la prima guerra mondiale aveva portato l’Italia a trovarsi in uno stato di totale devastazione, a causa dei combattimenti, e in una profonda crisi economica e sociale, soprattutto a causa delle crescenti disoccupazione e inflazione, che colpivano soprattutto impiegati, contadini e operai.

    - 1919 e 1920: in Italia, tutti gli avvenimenti sopraccitati portarono ad una serie di manifestazioni, scioperi, proteste e rivolte (caratterizzate anche dall'occupazione delle fabbriche) al fine di ottenere aumenti sugli stipendi e misure per contrastare l’aumento dei prezzi, in un periodo conosciuto come “biennio rosso”.

     
    L'inizio del fascismo
    - 1919/1921: Benito Mussolini fondò i Fasci di Combattimento (dal nome dei bastoni usati dagli antichi littori, ossia le “guardie del corpo” dei magistrati romani), il movimento politico che, due anni dopo, avrebbe dato origine al fascismo, movimento caratterizzato principalmente per l’uso della violenza contro tutti gli oppositori politici.

    I fascisti, infatti, si riunivano in squadre riconoscibili dalla tipica camicia nera con l'obiettivo di terrorizzare e umiliare gli avversari.

    Presto in molti si convinsero che il fascismo avrebbe potuto placare le rivolte delle classi inferiori e riportare ordine nel Paese, tanto che i fascisti, per la prima volta, riuscirono ad entrare in parlamento con 35 deputati.

     
    La marcia su Roma e l'ascesa al potere di Mussolini
    - 1922: i fascisti, mossi da una crescente smania di potere, organizzarono la famosa marcia su Roma: una manifestazione durante la quale circa 25 mila fascisti  occuparono stazioni e strade della capitale nel tentativo di ottenere le dimissioni del primo ministro Luigi Facta e ottenere la guida politica del regno. Facta, pertanto, chiese a Vittorio Emanuele III di bloccare l’avanzata fascista con il supporto dell’esercito, ma il re, per non rischiare di causare scontri violenti, convocò a Roma Benito Mussolini (che si trovava a Milano) e lo incaricò di formare un nuovo governo, nonostante avesse pochissimi deputati.

    Nel 1922 iniziò dunque il potere di Benito Mussolini, il quale rimarrà alla guida del Regno d’Italia fino al 1943 con il titolo di Duce. Il regime fascista iniziò da subito a governare l’Italia con il pugno di ferro, eliminando chiunque si opponesse.

    - 1924: i fascisti vinsero le nuove elezioni, falsificando i risultati elettorali, ma alcuni si accorsero della pratica fraudolenta, come il deputato antifascista Giacomo Matteotti, il quale denunciò apertamente le violenze e gli imbrogli

     
    Il Delitto Matteotti, le leggi fascistissime e la propaganda
    - (10 giugno): Giacomo Matteotti fu assassinato. Il suo omicidio sarebbe passato alla storia come uno degli eventi più bui della storia d'Italia: il delitto Matteotti, l'omicidio che fece più scalpore tra tutti quelli commessi dai fascisti. Il  discorso del deputato, carico di accuse, è sicuramente rimasto nella storia dell’Italia, soprattutto la celebre frase che avrebbe detto ai suoi compagni al termine: “Io, il mio discorso l'ho fatto. Ora voi preparate il discorso funebre per me”.

    - 1925: Mussolini decise di optare definitivamente per la dittatura, emanando le cosiddette “leggi fascistissime” , le quali stabilivano stabilivano che:

    13 min
  • I 6 CIBI italiani più STRANI: quanti ne conoscete?
    L’Italia è considerata la patria del buon cibo: chi non ha mai mangiato la pizza, la pasta o le lasagne? Tutti quelli che sono stati almeno una volta in Italia probabilmente conosceranno molte ricette buonissime, ma tra le tantissime ricette regionali italiane, ce ne sono alcune un po’ “particolari”. In questo articolo vi parleremo proprio dei 6 cibi italiani più strani e insoliti: vediamo quanti ne conoscete! Ah, se siete deboli di stomaco, tenete un secchio vicino a voi… non si sa mai!
    

     
    I cibi italiani più insoliti (e disgustosi)
    6. Al sesto posto ci sono le LUMACHE:
    questi graziosi animaletti un po’ viscidi, sono stati utilizzati in cucina fin dalla preistoria e lo sono tuttora, specialmente in Francia, ma anche in alcune regioni italiane del Nord, così come in Lazio e in Umbria. Vengono cucinate in diversi modi: in umido, fritte, alla Bourguignonne, al pomodoro… Insomma, sono un cibo molto versatile. Vi piacerebbe provarle? Molta gente che le ha assaggiate dice che sono deliziose…
    5. Al quinto posto troviamo la MEUSA:
    se vi è mai capitato di mangiare street food a Palermo avrete sicuramente incontrato il cosiddetto “pani ca meusa”, letteralmente “panino con la milza”: si tratta di un panino cosparso di sesamo e ripieno di milza e polmone di vitello, fatti bollire e poi soffritti nello strutto. Insomma, una merenda non proprio tra quelle più leggere! Ciò nonostante, molti siciliani vanno pazzi per questo panino!
    4. Al quarto posto abbiamo il CIBREO:
    un secondo piatto tipico della cucina fiorentina, a quanto pare molto amato da Caterina de' Medici, la regina consorte di Francia vissuta nel XVI secolo. Si tratta di una specie di zuppa a base di uova, brodo di carne, cipolle e salvia, con fegatini, creste, bargigli e cuori di pollo. Mmmh, che prelibatezza! I Medici non erano tutti raffinati a quanto pare…
    3. Al terzo posto c’è la PAJATA ROMANA:
    un piatto tipico del Lazio, delle Marche e dell’Umbria. Il termine “pajata” in romanesco indica l’intestino tenue del vitello, che viene usato in cucina soprattutto per preparare i “rigatoni con la pajata”, un primo piatto tradizionale dell’Italia centrale.
    2. Al secondo posto c’è il SANGUINACCIO:
    un piatto tipico di tutte le regioni italiane, ognuna con la sua particolare variante. Si tratta di un insaccato fatto con interiora e sangue di maiale, simile al Blutwurst tedesco. In realtà esiste un altro piatto che ha lo stesso nome ma è completamente diverso: si tratta del “sanguinaccio dolce”, una crema speziata a base di cioccolato fondente, cacao e cannella, preparata in molte regioni d’Italia nel periodo di Carnevale. Il nome “sanguinaccio” non è a caso: infatti, originariamente anche questa crema era preparata con il sangue di maiale!
    1. Al primo posto, dulcis in fundo, il CASU MARZU:
    letteralmente significa “formaggio marcio”: si tratta di un piatto tipico sardo costituito da un formaggio, solitamente pecorino o caprino, che viene colonizzato dalle larve della mosca casearia. In pratica è un formaggio con i vermi! L’Unione Europea ne ha proibito la produzione e la commercializzazione, quindi non c’è pericolo di trovarlo al supermercato.

     

    Questi sono i 6 cibi che, secondo noi, sono i più strani (e a questo punto direi anche un tantino disgustosi) della tradizione culinaria italiana! Fateci sapere nei commenti se nel vostro Paese esiste qualcosa di simile… Spesso, molti studenti di italiano dicono che alcuni piatti esistono anche nei loro Paesi, ma con nomi diversi!

    Se adesso invece volete vedere qualcosa di seriamente delizioso, vi consiglio di dare un’occhiata al video in cui preparo la parmigiana di melanzane insieme a mia madre! È un video piuttosto divertente, non perdetevelo: Come Fare la Parmigiana di Melanzane (ricetta e procedura).
    10 min
  • Vocabolario della FAMIGLIA in italiano: impara a parlare della tua genealogia!
    Gli italiani sono, tradizionalmente, molto legati alle proprie radici e la famiglia è uno dei valori più importanti. In questa lezione abbiamo pensato di descrivervi un esempio di albero genealogico, in modo che possiate imparare i termini del vocabolario sulla famiglia e riusciate poi a parlare della vostra in italiano!
    

     

    Come descrivere la propria famiglia in italiano
    Per parlare del vocabolario della famiglia in italiano, useremo l'albero genealogico di Graziana!

     

    "Allora, innanzitutto voglio presentarvi i miei nonni materni, Agnese e Raffaele.

    I miei nonni materni hanno avuto 3 figli: Marco e Lucia (i miei zii) e Teresa (mia madre).

    Teresa si è sposata con Francesco (mio padre) e da quest’unione sono nati Gianni (mio fratello maggiore), Marzia (mia sorella minore) e Graziana (cioè io!).

    Mio zio Marco, invece, si è sposato con Paola (mia zia acquisita), con cui ha avuto una figlia, mia cugina Marialuisa.

    Per quanto riguarda mia zia Lucia, è zitella, cioè non ha figli, ma, in compenso, ha 4 nipoti: Gianni, Marzia, Marialuisa e io.

    Anche i miei nonni, ovviamente, hanno 4 nipoti e sono felicissimi quando questi li vanno a visitare!

    I miei nonni paterni, invece, hanno avuto solo 2 figli maschi: mio zio Matteo e mio padre Francesco.

    Mio zio e mio padre sono gemelli: quindi spesso la gente li confonde!

    Mio padre, come già sapete, si è sposato con Teresa (mia madre), mentre mio zio Matteo è scapolo, cioè non è sposato.

    Tuttavia, siccome si sentiva spesso solo e depresso, ha preso due animali domestici: un cane di nome Jack e un gatto di nome Lulu.

    E con questo è tutto: ora conoscete tutti i miei parenti!"

     

    In ogni caso, potrebbe tornarvi utile conoscere anche altri vocaboli relazionati con la famiglia come:

    La suocera, il suocero (i suoceri) = sono i genitori del proprio partner

    Il genero, la nuora (i generi, le nuore) = il marito, la moglie dei propri figli

    Il cognato, la cognata (i cognati) = sono dei parenti acquisiti, essendo il marito o la moglie dei nostri fratelli, oppure i fratelli del nostro partner

    Il padrino, la madrina = persona (di famiglia, ma non solo) che assiste durante cerimonie religiose il battezzando o il cresimando (cioè la persona che sta per ricevere il sacramento del battesimo o della cresima)

    La matrigna, il patrigno = la nuova moglie, il nuovo marito di uno dei propri genitori dopo che questi è rimasto vedovo o ha divorziato

    Figliastro, figliastra = figlio/a che il proprio partner ha avuto con un’altra persona

    Sorellastra, fratellastro = persona con cui condividiamo uno dei genitori oppure figlio/a del nuovo partner del proprio genitore, avuto con un’altra persona

    Bisnonno, bisnonna = i genitori dei propri nonni

    Procugino, procugina = figli del proprio cugino o cugina oppure figli degli zii dei propri genitori (che per noi saranno prozii)

    Fidanzato/a = un tempo indicava la persona con cui si aveva un vincolo di promessa di matrimonio (ci si sarebbe sposati in futuro). Oggi indica semplicemente la persona con cui si sta insieme, ma con cui di solito non si convive

    Compagno/a = usato soprattutto dagli adulti, indica il proprio “fidanzato” o “fidanzata” con cui si vive insieme, anche se non si ha intenzione di sposarsi

    Quando un uomo e una donna sono sposati, si dice che sono marito e moglie.

    Altri termini per definire le persone sposate sono coniugi (il coniuge / la coniuge) o consorti (il consorte / la consorte), ma sono usati raramente.

    Se due persone vivono insieme, ma non sono sposate si dice che convivono (convivere) e si chiamano conv...
    11 min
  • Espressioni idiomatiche con i COLORI in italiano: Quante ne conosci?
    Cesare Pavese disse “Ogni nuovo mattino, uscirò per le strade cercando i colori.” Infatti, i colori fanno bene alla vita, la rallegrano e la riempiono. Tutti possono confermare l’effetto benefico di una passeggiata nel verde, no? Ci sono tanti modi per aggiungere un po' di colore alla vita quotidiana tramite piccole cose, come l'abbigliamento, un rossetto, dei fiori, ecc., ecc. E se questo loro potere benefico si riversasse anche sulla lingua? Se anche solo parlando si riuscisse a colorare la realtà? In italiano ci sono tantissime espressioni idiomatiche relazionate con i colori!
    

     
    Modi di dire con i COLORI in italiano
    1 - Passare la notte in bianco
    Questa espressione significa “non riuscire a dormire per un’intera notte”. Questo significato viene dal Medioevo e, più precisamente, dal fatto che, in questo periodo, quando una persona doveva ricevere l’investitura di cavaliere, la sera precedente avrebbe dovuto passare la notte sveglia, indossando un vestito bianco in segno di purezza.

    Per esempio:

    -Stai bene? Ti vedo particolarmente pallido…
    -Non me ne parlare… Ho passato la scorsa notte in bianco… Perché mio figlio non ne voleva proprio sapere di smettere di piangere… Non appena torno a casa, crollerò sul divano!
    2 - Essere nero
    Cosa vuole comunicarvi qualcuno che vi dice che è proprio nero? Ebbene, vi sta dicendo che è veramente arrabbiato, furioso! Quindi fate attenzione!

    Per esempio:

    -Buongiorno direttore, il cliente di ieri vuole sapere se oggi può incontrarlo…
    -No guarda, oggi cancellami tutti gli appuntamenti! Non voglio parlare con nessuno! Sono nero! Ho appena scoperto che i nostri avversari ci hanno soffiato un importantissimo affare!

    [soffiare qualcosa a qualcuno = rubare, portare via abilmente, con destrezza]
    3 - Essere al verde
    Generalmente, il verde viene visto come il colore della speranza, del buon auspicio, eppure questa espressione relazionata con il colore verde è tutt’altro che ottimista e positiva! Se qualcuno rimane, è o si trova al verde, significa che è rimasto senza nemmeno un soldo in tasca, che è ormai ridotto alla miseria.

    Ma perché si sceglie proprio il colore verde? A quanto pare, il significato di questa espressione viene da un’antica tradizione: quella di dipingere proprio di verde il fondo dei ceri e delle candele. Perciò, una candela arrivata al verde era una candela ormai consumata, a cui non restava più nulla.

    Per esempio:

    -Hai sentito di Paolo? È al verde da quando si è licenziato…
    -Poverino! Era sicuro di trovare un lavoro migliore, ma infatti è ancora disoccupato…
    4 - Avere il sangue blu
    Quest’espressione viene di solito utilizzata per indicare persone che hanno origini nobili. Ma perché proprio la scelta del blu? In realtà la ragione per la scelta di questo colore non è chiara, ma c’è un’ipotesi piuttosto convincente. Sembrerebbe infatti che, dal momento che i nobili non si esponevano mai al sole (a differenza delle classi povere, che lavoravano in campagna), la loro carnagione era particolarmente chiara, tanto da lasciare intravedere le vene, di colore bluastro.

    Per esempio:

    -Antonella mi sta davvero antipatica: ha degli atteggiamenti troppo da diva e da principessa, pur non avendo una goccia di sangue blu.
    -Sì, hai proprio ragione! Non so come faccia Sergio a sopportarla!
    5 - Avere il pollice verde
    Questa espressione ha un significato abbastanza evidente: la si usa per riferirsi a chi ha una grande abilità nel coltivare e prendersi cura di piante e fiori o un orto.

    Ma perché proprio il verde? Beh, il colore verde, sul pollice in questo caso, è dovuto al contatto della mano con le piante quando non si utilizzano i guanti.

    Per esempio:

    15 min
  • IMPERFETTO vs PASSATO PROSSIMO: Quando si usano? Qual è la differenza?
    Quando si studia l'italiano, l'imperfetto e il passato prossimo sono tra i primi tempi verbali, assieme al verbo presente, ad essere studiati. Pertanto, possono sembrare argomenti per principianti ma, in realtà, il loro uso può creare delle difficoltà anche agli studenti più esperti, a causa delle loro differenze che talvolta possono essere molto sottili. Per questo motivo, nella lezione seguente vedremo insieme come utilizzare propriamente questi due tempi verbali e le loro differenze. Inoltre, nel video allegato a quest'articolo, troverete un utile esercizio per verificare ciò che avete imparato!
    

     
    Imperfetto e Passato Prossimo: usi e differenze
    Iniziamo col dire che entrambi i tempi si usano per parlare del passato, ma da due prospettive diverse:

    - il passato prossimo si riferisce a eventi circoscritti nel tempo, ossia che hanno un inizio e una fine

    - l’imperfetto si riferisce ad eventi abituali, di cui non si conosce esattamente l’inizio e la fine

     

    Ma vediamo più nel dettaglio questi due tempi

    Il passato prossimo è usato:

    per indicare un’azione che è avvenuta, una o più volte, in un momento definito del passato (ieri, due mesi fa, l’anno scorso, in quel momento, ecc.).

    Esempi: "Ieri ho mangiato la pizza ai 4 formaggi" (il momento in cui si svolge l’azione è chiaro a
    tutti: ieri)

    "Sono andata allo stadio soltanto 3 volte l’anno scorso"  (l’azione si è svolta l’anno scorso)

    "Quando ho guardato il Re Leone, ho pianto" (l’azione si è svolta quando ho guardato il Re Leone)

    ATTENZIONE! In alcuni testi o discorsi potrebbe capitare che il momento in cui si svolge l’azione non venga espresso; in questi casi il tempo in cui si è svolta l’azione è sicuramente stato dichiarato precedentemente o è già chiaro a tutti, pertanto non è necessario ripeterlo.

    Esempio: "- Cosa hai fatto l’altro ieri? - Sono andato a correre!"

    Nella frase “sono andato a correre” è presente un passato prossimo sebbene nella frase non venga espresso il momento definito in cui si svolge l’azione.
    Questo accade perché nella frase precedente l’interlocutore aveva già chiarito che il tempo in questione fosse l’altro ieri.

     

    per parlare di un’azione con una durata definita, di cui si conoscono con certezza l’inizio e la fine.

    Esempi: "Ho vissuto a Roma per 5 anni" (l’arco di tempo in cui si è svolta l’azione è di 5 anni)

    "Ci siamo rilassati durante l’estate" (l’arco di tempo è definito, in quanto si sa quando l’estate comincia e quando finisce)

    "Gli studenti hanno chiacchierato tra loro per tutta la lezione" (in questo caso ci si riferisce a una durata definita, quella dell’intera lezione)

     

    L’imperfetto è usato:

    per indicare un’azione abituale, collocata in un arco di tempo indefinito, nel passato,
    di cui non sappiamo inizio, fine o durata (tutti i giorni, ogni estate, sempre, da bambino, di
    solito…)

    Esempi: "Da bambina, mangiavo la pizza con i würstel" (era un’abitudine in una fase non ben definita della vita, in quanto non si sa da che età a che età)

    "Prima di vivere a Roma, non prendevo mai la metropolitana" (era un' abitudine durante un periodo di cui non si conosce la data di inizio e fine)

    "Di solito, andava allo stadio per vedere la sua squadra del cuore" (Non si sa quando esattamente)

    "Quando ero adolescente, guardavo solo film romantici" (in questo caso ci si riferisce ad una fase della
    vita, di cui non è precisata la durata, né l’inizio, né la fine)

     

    ATTENZIONE!

    - se il tempo è indefinito, però l’azione si è svolta solo una o un numero determinato di volte,
    14 min
  • Aggettivi per descrivere il CARATTERE di una persona!
    In questo articolo vi darò qualche dritta su come descrivere il proprio carattere e comportamento o quello di un’altra persona, cosa che in italiano può rivelarsi piuttosto difficile!

    



    Ancora non l’hai fatto? Resta aggiornato, seguici su YouTube, Facebook, Instagram e Twitter!
    Come descrivere comportamento e personalità
    Ho deciso di dividere gli aggettivi in due gruppi:
    1 - quelli positivi, cortesi e gentili;
    2 - quelli negativi, scortesi e talvolta volgari.
     

    Partiamo dagli aggettivi che ci aiutano a descrivere il carattere di una persona in maniera positiva e cortese!

    Una persona BUONA potrebbe essere definita come:

    GENEROSA o ALTRUISTA, se è caratterizzata da un reale desiderio di aiutare gli altri, che li conosca o meno.

    Esempio: un cittadino altruista.

    Entrambi questi aggettivi indicano la propensione a dare aiuto, ma l’aggettivo “generoso” indica in particolare la volontà e disponibilità a dare denaro.

    Esempio: un capo generoso.

    CORDIALE o AFFABILE si usano se una persona è amichevole, gentile nei confronti degli altri, anche degli sconosciuti, che non rifiuta mai una chiacchierata o un saluto e che dispensa sorrisi spontanei e calorosi. In questo caso, si potrebbe anche definire ALLA MANO.

    Es: una ragazza cordiale.

    RICONOSCENTE è colui che riconosce, appunto, il bene ricevuto mostrando gratitudine e volontà di ricambiarlo.

    Es: un figlio riconoscente.

    BONARIO o INDULGENTE o CONCILIANTE è qualcuno di natura mite e tollerante, pronto a considerare gli errori altrui con umanità e comprensione.

    Es: un esaminatore indulgente.

    Una persona TRANQUILLA e AFFETTUOSA, invece, potrebbe essere definita come:

    PRUDENTE, cioè che agisce con precauzione e saggezza e valuta le conseguenze delle proprie azioni, al fine di evitare ogni inutile rischio.

    Es: un autista prudente.

    AFFIDABILE, ossia che merita la nostra fiducia perché ha dimostrato grandi doti o capacità e serietà.

    Es: un dipendente affidabile.

    PREMUROSA, se presta molti riguardi e attenzioni affettuose e amorevoli.

    Es: un marito premuroso.

    TACITURNA, di poche parole, che parla raramente.

    Es: un amico taciturno.

    Una persona che è DECISA, ha MOLTA ENERGIA e VOGLIA DI FARE si può descrivere come:

    VIVACE o EUFORICA, se rivela appunto una forte vitalità ed è dunque particolarmente sveglia, attiva ed esuberante.

    Es: un bambino vivace.

    CIARLIERA o LOQUACE o CHIACCHIERONA, se parla molto ed ha sempre qualcosa da dire.

    Es: una bambina loquace.

    VOLENTEROSA o DILIGENTE, se ha molta voglia di fare e buona volontà, che le piaccia o no.

    Es: un apprendista volenteroso.

    CAPARBIA o TENACE, se è particolarmente ostinata, che fa o pensa sempre a suo modo e non sente ragioni.

    Es: una donna caparbia.

    Una persona che NON HA LE IDEE CHIARE e ha confusione nella sua vita potrebbe essere considerata:

    LUNATICA, se ha un carattere strano, un umore instabile che cambia facilmente e in poco tempo.

    Es: un adolescente lunatico.

    IPOCONDRIACA, se ha un’eccessiva preoccupazione per la propria salute e quando ha anche il minimo problema pensa subito al peggio ed è sempre profondamente convinta di essere affetta da una grave malattia.

    Es: un’amica ipocondriaca.

     

    Una persona FALSA, un po’ VUOTA e DEBOLE caratterialmente può essere descritta come:

    IPOCRITA, vale a dire simulatrice di atteggiamenti o sentimenti esemplari; in altre parole,
    13 min

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