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Se riconosciamo che gli esseri umani sono il vero valore aggiunto non replicabile di un'azienda, è inevitabile porci il problema di come minimizzarne il turnover. Come posso, quindi, persuadere le persone a rimanere in un'organizzazione nel medio e lungo periodo?
Enrico Porceddu di VLK Studio ha investito su due aspetti principali: il lifelong learning, e quindi il mettere a disposizione dei collaboratori una formazione continua, e la cessione di quote societarie.
In un settore in grande cambiamento, come quello del software, e in un'azienda liquida, si tratta di una scelta sicuramente lungimirante, per garantire quella continuità che sa creare valore dentro le aziende.
Esistono alcuni problemi che ci riguardano non solo come comunità, ma come sistema globale. Problemi che hanno a che fare con il fatto che siamo al momento intrappolati su un'astronave con risorse limitate, e dobbiamo fare in modo che quelle risorse durino il più a lungo possibile: pensiamo all'inquinamento, al riscaldamento globale, all'approvvigionamento di cibo.
Che il consumo massiccio di carne del mondo occidentale sia un problema non è un segreto. Collegato sia alle carenze idriche, che alla produzione di gas serra, oltre che al benessere dell'animale e al sovraconsumo di antibiotici, possiamo dire che sarà uno dei grandi temi dei prossimi anni.
Le soluzioni sono molte, come la carne plant-based, e quella sintetica prodotta in laboratorio. Ma esiste un'altra strategia molto interessante: quella dell'introduzione dell'insetto nell'alimentazione.
L'idea forse può risultare repellente ai più, ma la verità è che in molte culture del mondo l'insetto è già abbondantemente consumato. Come fare, quindi, a trasformare l'insetto in un cibo accettabile dal mondo occidentale?
Semplice, trasformandolo in farina, e proponendolo come cracker.
Questa è l'idea della startup Small Giants, che seguo con grande interesse dalle sue origini, e che ho avuto il piacere di avere come ospite in questo episodio.
In Italia abbiamo un po' una fissa per il cibo, lo sappiamo.
Siamo uno dei paesi con la più antica e variegata tradizione culinaria al mondo. E nonostante questo, dobbiamo arrenderci all'evidenza: siamo molto più bravi a cucinare che a valorizzare la nostra cucina. Ed è facile capirlo facendo a caso che delle grandi catene internazionali pressoché nessuna è italiana.
Perché questo non avviene? Perché ristoranti che preparano piatti eccellenti non riescono a creare un modello che permetta loro di scalare il business? Di questo e delle peculiarità della ristorazione internazionale ho parlato con Mauro D'Errico, che con il modello Fra Diavolo sta rivoluzionando il mondo delle pizzerie.
Quando andavo all'università il Diritto non è mai stato tra le mie corde. Ho dato gli esami, certo (dopo qualche tentativo di troppo), ma non mi è mai appartenuto.
Come molte persone, ho sempre provato diffidenza per gli avvocati: la sensazione, quando parlavo con un avvocato, è che avrei avuto bisogno di un avvocato per capire cosa mi stava dicendo.
Per questo motivo, quando ho scoperto il Legal Design l'argomento mi ha subito affascinato, e sono felice di aver intervistato Stefano Toro, con cui condivido la passione per le organizzazioni, e il desiderio per un legalese più comprensibile per chi lo deve usare.
L'Italia è il paese delle micro-aziende. Piccole realtà create da artigiani-imprenditori che assumono una o due persone nella propria attività per gestire meglio il lavoro e i clienti.
Quando Niccolò e Michele hanno fondato Barberino's però, non sapevano fare la barba, e nemmeno tagliare i capelli, ma questo non ha impedito loro di sviluppare uno dei principali marchi italiani nel settore della cura dell'uomo.
Con un approccio basato sui dati hanno affrontato sia la crescita dell'azienda e il suo posizionamento, sia una pandemia, investendo anzi il tempo che sarebbe stato altrimenti "perso" con attività di sviluppo e formazione.
Barberino's è un ottimo esempio di come "conoscere l'arte" non sia in realtà un requisito essenziale per un imprenditore, quanto una capacità di pianificare ed organizzare la crescita di un'azienda!
Quando si parla di prodotti per la cosmesi e la cura personale, subito si pensa ai grandi marchi, ai produttori famosi, come se fosse un mercato, tutto sommato, piuttosto rigido.
In realtà, è un mondo che offre incredibili opportunità, soprattutto per chi sia attendo a cogliere i trend, e ad ascoltare davvero i propri clienti.
Questo è il caso di vincenzo, che attraverso ProfumeriaWeb ha creato una piattaforma di riferimento per prodotti per la cosmesi, fino ad arrivare al lancio di una linea a proprio marchio, sia per donne che per uomini, il cui mercato è sempre più importante.
Grazie a una struttura organizzativa incredibilmente snella, l'azienda si è classificata seconda al mondo per fatturato per numero di dipendenti, un risultato eccezionale che offrirà incredibili spunti di riflessione agli imprenditori in ascolto!
Elena ha fin da subito catturato la mia attenzione, non tanto perché faccia un mestiere considerato tipicamente maschile (la gommista), ma perché racconta le sue battaglie quotidiane contro gli stereotipi, ma al tempo stesso senza rinunciare alla sua femminilità.
Con lei ho parlato di stereotipi di genere, sia maschili che femminili, e delle sfide che questi comportano.
Pur non occupandomi di sicurezza, nel mio lavoro, sono consapevole della sua importanza. Per questo ho voluto intervistare Mirko Damasco, che ha sposato la cultura della sicurezza a 360°, essendo anche presidente dell'associazione Salvagente, di cui ho avuto l'opportunità di frequentare un corso.
Il Italia, purtroppo tendiamo culturalmente a non preoccuparci dei problemi prima che abbiano fatto dei morti, e anche in questo caso, pensare spesso che comunque riguardino gli altri. Inutile ricordare quanto sia pericoloso questo atteggiamento, vero?
Considero Velasca una delle scale-up più interessanti in Italia, ed è per questo che ho intervistato in tandem Jacopo Sebastio ed Enrico Casati, i suoi due founder.
Jacopo ed Enrico hanno ben chiare le cose che contano nella gestione di un'azienda, e per questo investono costantemente per costruire un modello di azienda che non possa solo sopravvivere, ma che cresca costantemente. Un esempio? Nonostante il lockdown di quest'anno, e la contrazione importante del mercato della scarpa, l'azienda ha comunque raggiunto ottimi risultati per il 2020.
Un modello di filiera corta davvero interessante, e da tenere in considerazione!
Chiunque può assumersi la responsabilità di risolvere i grandi problemi del mondo.
Uno di quei problemi, lo sappiamo bene, è la plastica, e in particolare la plastica nei mari. Lo sa bene Luca de Gaetano, imprenditore, che ha deciso di dedicare una parte consistente del proprio tempo a fondare un'organizzazione nonprofit impegnata proprio su questo tema.
Nel podcast l'abbiamo discusso da varie angolazioni, dal comportamento che l'individuo può assumere a ciò che possono fare le aziende. E tu cosa puoi fare?
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