LIBRI GARANTITI - Scelti per voi

LIBRI GARANTITI - Scelti per voi

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LIBRI GARANTITI - Scelti per voi episodes

  • Otto libri da leggere e regalare nel 2020
    TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6031

    CIVITAVECCHIA 25 ANNI CON MARIA
    Le apparizioni, i segni, il messaggio
    Flavio Ubodi - Ares - pagine 312 - € 11,90 (prezzo Amazon) - febbraio 2020
    Dal 2 al 6 febbraio del 1995, a Pantano di Civitavecchia, una statuina della Madonna raffigurante la regina della Pace lacrimò sangue per tredici volte nel giardino della famiglia Gregori. Pianse ancora sangue il 15 marzo nelle mani del vescovo Girolamo Grillo. Da quel giorno altri eventi soprannaturali si sono succeduti: una seconda Madonnina, identica alla precedente, dono di un cardinale a nome del Papa, ha incominciato a effondere un olio profumato durante alcune feste religiose o di fronte a persone riunite in preghiera; la Vergine stessa è apparsa e ha dato i suoi messaggi. Prima destinataria e strumento di queste manifestazioni è la famiglia Gregori: padre, madre e tre figli, tutti resi partecipi di tante grazie e segni straordinari. Ma anche il vescovo è stato reso testimone di tutto.
    Questo volume, agile come una guida del pellegrino, espone tutti i fatti salienti della vicenda; i documenti sulle analisi scientifiche, che hanno escluso truffe e manipolazioni; i documenti che rivelano la devozione di san Giovanni Paolo II verso la Madonnina; i riconoscimenti pubblici dell'autorità della Chiesa; le testimonianze dei Gregori. Solo qui compaiono i testi dei messaggi della Madonna delle Rose dal Cuore Immacolato e Regina delle Famiglie - così Maria si è presentata a Civitavecchia -, nei quali mette in connessione queste sue visite con le apparizioni di Fatima. È in atto una battaglia contro la Chiesa e contro la famiglia - rivela nei messaggi -, ma il trionfo del suo Cuore Immacolato, promesso già nel 1917, si compirà, e ciò avverrà mediante la fedeltà delle famiglie nell'unità della Chiesa.
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    CATTOLICI NEL MONDO
    Uso e manutenzione
    Il Timone Editore - pagine 100 - € 7,90 - gennaio 2020
    Abbiamo un manuale d'istruzioni per tutto ormai, ci mancava proprio quello per vivere nel mondo senza essere del mondo. Le regole da sole non bastano, ma come diceva San Bendetto da Norcia, aiutano a dirigere «la vita di quelli che obbediscono».
    Quando e come pregare, come si sta a tavola, il lavoro, l'importanza dell'essere stanziali, il bel dormire, il silenzio, l'esercizio dell'autorità, questi sono alcuni elementi da non trascurare per fare funzionare al meglio un cattolico nel mondo,
    Quindi per mangiare, riposare, pregare, educare, lavorare, divertirsi… ci vogliono le istruzioni!
    Ecco il necessario libretto di 100 pagine da tenere sempre a portata di mano, seguendo la Regola di San Benedetto
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    SACERDOZIO E MONACHESIMO BENEDETTINO
    Come San Benedetto può essere un esempio per il prete diocesano
    Sergio Paganelli - Fede & Cultura - pagine 96 - € 14,00 - novembre 2019
    Nell'attuale sbandamento e disorientamento dottrinale e pastorale, la spiritualità monastica benedettina è un esempio che può tornare a dare sostanza al ministero sacerdotale, specie nel caso del prete diocesano che vive immerso nel mondo, in un contesto difficile. L'autore di questo libro, in una lettera a un immaginario sacerdote novello, spiega come tornare a vivere l'essenziale con lo sguardo rivolto al cielo e a Dio pur nella complessa quotidianità di questo secolo (prefazione di Aldo Maria Valli).
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    IL TRAMONTO DEL QUINTO SOLE
    Un romanzo storico che narra un viaggio avventuroso nel mondo azteco
    Matteo Soldi - Ares - pagine 272- € 15,30 (prezzo Amazon) - ottobre 2019
    Quando il 22 aprile 1519 Cortés sbarca sulle coste del Messico l'impero azteco è al culmine della sua potenza. Domina da mare a mare, è Cem Anahuac, l'Unico Mondo. Eppure sinistri presagi annunciano un'inesorabile rovina: il tramonto del Quinto Sole, cioè del quinto ciclo cosmico di creazione e distruzione.
    Cuauhtlatoatzin, Aquila Parlante, ha già cinquant'anni quando assiste tra la folla all'arrivo in Tenochtitlan dell'armata spagnola, accolta con tutti gli onori dall'Imperatore Montezuma II. È un suddito esemplare, nato contadino, elevato al rango di «venerabile» per meriti civili e poi di cacicco di una fiorente tenuta agricola. Credeva di aver già visto tutto nella vita, ma all'improvviso il destino gli spalanca una porta sull'infinito: il suo, non era l'Unico Mondo? E allora da dove vengono questi guerrieri di ferro, alti e pallidi, dalle chiome rosse, che cavalcano misteriosi animali, e possiedono armi capaci di distruggere con fragore tutto ciò che colpiscono? E che cosa resterà del grande popolo Azteco abbandonato dai suoi dèi? Prima di conoscere le risposte, Aquila Parlante dovrà assistere al sanguinoso calvario del suo popolo, fino all'estremo sacrificio.
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    UNA STORIA UNICA
    Da Saragozza a Guadalupe
    Angela Pellicciari - Cantagalli Edizioni - pagine 148 - € 14,45 (prezzo Amazon) - ottobre 2019
    Solo una nazione, solo la Spagna, è riuscita a liberarsi dal dominio musulmano e a difendere con eroismo il patrimonio di fede, di cultura e di civiltà ereditate dall'epoca romana. Nel 1492 una coppia di re d'eccezione, Isabella di Castiglia e Ferdinando d'Aragona, porta a termine la riconquista, annette Granada, trasforma la Spagna in una nazione moderna, crea scuole e università di eccellenza, forma un'amministrazione efficiente, attua una capillare riforma della chiesa che anticipa di mezzo secolo il concilio di Trento e che genera uno stuolo di santi. Con la scoperta dell'America i Re Cattolici - e gli spagnoli tutti - proiettato nel Nuovo Mondo la fede, l'eroismo e la forza della loro tradizione. In nome della fede e della cultura, che sempre la segue, la cattolica Spagna studia e documenta tutte le lingue e le usanze delle tante popolazioni amerinde che incontra e costruisce in America una rete di università e conventi che inseriscono nell'alveo della civiltà greco-romana un intero continente. America Latina si dirà. La Spagna che realizza con pochi uomini e in poco tempo un'impresa epica, deve molto all'intervento del cielo. Maria e Giacomo accompagnano la storia della penisola dai tempi della prima evangelizzazione. Da quando Maria, la Virgen del Pilar, appare a Giacomo a Saragozza, a quando la Morenita, la Vergine di Guadalupe, appare all'indio Juan Diego per riversare un fiume di grazie sui suoi figli americani. Una storia unica.
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    IL CHIOSTRO E IL FOCOLARE
    La Regola di San Benedetto: una traccia di vita familiare
    Isacco Tacconi - Fede & Cultura - pagine 304 - € 22,00 - settembre 2019
    Esiste una relazione fondamentale tra l'organizzazione della vita monastica e la struttura intima della famiglia cristiana: la Regola di San Benedetto è un tale tesoro di sapienza, prudenza e santità che può essere riproposta come modello di riferimento applicato anche ad altri stati di vita, laicale o clericale, celibataria o coniugale. L'insegnamento del Vangelo richiama infatti tutti gli uomini a rinunciare a se stessi, a diventare cristiani e a essere santi nel contesto storico-sociale contemporaneo nel quale sono inseriti. Solo così la vita della famiglia potrà essere rivitalizzata sulla base della Regola di San Benedetto e l'insegnamento perenne della Chiesa cattolica.
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    IL SACERDOTE NON SI APPARTIENE
    L'unione al Sacrificio di Cristo per la salvezza del mondo
    Fulton J. Sheen - Fede & Cultura - pagine 272 - € 18,00 - febbraio 2016
    Il sacerdote non appartiene a se stesso perché è tutto di Cristo, sommo Sacerdote e Vittima. Con parole appassionate, il Venerabile Fulton J. Sheen conduce il lettore alla scoperta del mistero sacerdotale, da vivere in pienezza e abbandono fiducioso alla Grazia divina. Una meditazione profonda, saldamente ancorata alla Sacra Scrittura, ma nello stesso tempo aperta al rapporto con il mondo, nel quale il sacerdote è chiamato a vivere con fedeltà la sua missione. Oltre il tempo, le parole del predicatore americano conservano una sorprendente attualità e una forza evangelizzatrice che stupiranno non solo i sacerdoti, ma anche i lettori comuni e ogni fedele infiammato dall'amore di Cristo. Da tenere in considerazione per fare un regalo al proprio sacerdote (prefazione del Card. Raymond Leo Burke).
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    TOLKIEN E LA FILOSOFIA
    R. Arduini (a cura di) - Marietti editore - pagine 160 - € 15,30 (prezzo Amazon) - gennaio 2011
    In che relazione si trova l'autore del Signore degli Anelli con il pensiero filosofico occidentale? In questo volume i più affermati studiosi di Tolkien, sia a livello internazionale (Tom Shippey, Verlyn Flieger, Christopher Garbowski) sia italiano (Franco Manni, Andrea Monda, Wu Ming 4), si ritrovano assieme proprio per discutere su questa tematica, che fino ad oggi è stata poco studiata anche da parte della critica più autorevole. I contributi, pur nell'indiscusso spessore dei contenuti, sono tuttavia scritti in un linguaggio non tecnico ed estremamente divulgativo, proprio perché le relazioni sono state tenute durante un convegno internazionale (che si è svolto a Modena il 22 maggio 2010) il cui pubblico era formato perlopiù da appassionati della Terra-di-mezzo. In una preziosa appendice si potranno infine leggere alcuni documenti inediti relativi alla formazione culturale che Tolkien ha ricevuto nella King Edward's School durante il suo periodo liceale. Ne risulta così un testo che, seppur di facile e accattivante lettura, ha una decisiva importanza per gli studiosi tolkieniani anche di livello internazionale.
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    12 min
  • Il finale sconosciuto dei Promessi Sposi
    TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5907

    IL FINALE SCONOSCIUTO DEI PROMESSI SPOSI di Giovanni Fighera
    I promessi sposi e la Divina Commedia sono due pilastri della letteratura italiana, fondamentali anche nell'impianto della scuola: il romanzo manzoniano è, infatti, centrale nello studio letterario del biennio (gran parte del secondo anno si affronta lo studio e la lettura dell'opera), mentre il poema dantesco dovrebbe essere affrontato lungo tutto il percorso del triennio (una cantica per anno), anche se questo, purtroppo, accade in pochissimi casi.
    Spesso, gli insegnanti si lamentano per il fatto che gli studenti non apprezzino I promessi sposi che, oltre ad essere il romanzo più importante che sia stato scritto nella nostra letteratura, rappresenta in forma concreta e incarnata il genio del cristianesimo. Il romanzo italiano più importante è anche il meno amato dai giovani, che si trovano a leggerlo in un'età forse sbagliata, troppo prematura.
    Il disamore è probabilmente accentuato anche dal fatto che, talvolta, gli insegnanti assegnano la lettura dei capitoli come compito a casa invece di accompagnare i ragazzi con spiegazioni che introducano alla comprensione e alla bellezza dell'opera.
    È più facile che gli studenti sappiano ripetere i commenti di critici illustri o il loro giudizio sulla provvidenza manzoniana piuttosto che dire semplicemente come si concluda il romanzo. Quando si chiede agli studenti come termini il romanzo più popolare della nostra letteratura, i più rispondono: «Con il matrimonio di Renzo e Lucia». Trovo assurdo (ovvero senza senso) che gli insegnanti leggano o facciano leggere i primi venti capitoli dell'opera (come accade da quanto so nella migliore delle ipotesi) in modo tale che gli studenti non conoscano il secondo e il terzo pilastro portante nero del romanzo (ovvero l'Innominato e la peste, mentre il primo pilastro nero è Gertrude) e non sappiano del tutto cosa accade dopo la pestilenza, quando Renzo ritorna al suo paese e si sposa con Lucia. E le vicende non sono ancora concluse.
    La lettura del romanzo dovrebbe approdare a quanto Manzoni racconta dopo il matrimonio dei due promessi sposi, nelle ultime pagine del romanzo. Una volta sposato con Lucia, Renzo va ad abitare in un paesino della bergamasca, dove si crea una forte attesa per vedere quella donna per la quale il giovanotto ha passato tante traversie. Quando finalmente la sposa giunge in paese, le persone incominciano a esprimere giudizi non sempre lusinghieri sull'aspetto della ragazza. Le voci girano finché qualche «amico» non pensa di riportarle a Renzo. Questi mostra di aver tutto sommato mantenuto l'indole di un tempo, covando dentro di sé un'ira pronta a esplodere.
    Ma finalmente Renzo ha la possibilità di cambiare paese e di comprare lì un filatoio assieme al cugino Bartolo. Ma i fastidi iniziano a farsi sentire anche lì. La vita dell'uomo non è mai perfetta, immune dalla sofferenza e dai problemi. Si desidera sempre indossare un vestito che non è il proprio, si percepisce un'insoddisfazione che è come un pungolo, anche quando si pensa di aver raggiunto l'obiettivo tanto agognato.
    Manzoni, per rappresentare tale situazione esistenziale, utilizza un'immagine icastica: l'uomo è come un infermo che desidera cambiare letto, guarda quello altrui e lo vede più comodo e confortevole. Quando finalmente riesce a trovare un altro giaciglio, inizia a sentire...

    "qui una lisca che lo punge, lì un bernoccolo che lo preme: siamo in somma, a un di presso, alla storia di prima. E per questo, soggiunge l'anonimo, si dovrebbe pensare più a far bene, che a star bene: e così si finirebbe anche a star meglio"

    Il romanzo non è ancora terminato. L'attività di Renzo procede bene. Nel primo anno di matrimonio, nasce Maria cui seguono tanti altri bambini. Renzo provvede a che studino («giacché la c'era questa birberia, dovevano almeno profittarne anche loro»). L'autore lombardo scrive che gli «imbrogli» descritti nella prima parte del racconto non ci sono più e che la vita trascorre in maniera abbastanza tranquilla tanto che non ce la racconta perché annoierebbe i lettori. Ma allora, qual è il significato di tutta la vicenda?
    Diverso è l'atteggiamento di Renzo e Lucia nei confronti degli eventi vissuti: quest'ultima, più discreta e meno moralista, mossa da una fede e da un abbandono totale al Mistero e a Dio, custodisce e medita l'accaduto in cuor suo senza eccessivi entusiasmi, mentre lo sposo racconta a chiunque le loro esperienze, soffermandosi sulle lezioni imparate. Insomma, Renzo fa il moralista, si pone di fronte all'accaduto con uno sguardo tutto proteso su di sé più che sul Mistero di Chi fa tutte le cose, sforzandosi di migliorare e cambiare per non ripetere più gli errori commessi.
    La visione di Renzo appare agli occhi di Lucia parziale, perché l'esperienza ci insegna che spesso quanto accade non è conforme ai nostri progetti e alle nostre aspettative, anche quando il nostro comportamento è stato dettato dal buon senso.

    "E io - disse un giorno al suo moralista - cosa volete che abbia imparato? Io non sono andata a cercare i guai: son loro che sono venuti a cercare me. Quando non voleste dire - aggiunse, soavemente sospirando, - che il mio sproposito sia stato quello di volervi bene, e di promettermi a voi"

    Ebbene i due novelli sposi si mettono a discutere su questo punto e arrivano a una conclusione che l'anonimo decide di porre come «sugo» di tutta la storia, perché estremamente giusta e ragionevole, anche se partorita da povera gente. Il sugo della storia è il senso che dà sapore e significato all'intera vicenda. È Manzoni stesso a rivelarlo...

    "i guai vengono bensì spesso, perché ci si è dato cagione; ma che la condotta più cauta e più innocente non basta a tenerli lontani, e che quando vengono, o per colpa o senza colpa, la fiducia in Dio li raddolcisce, e li rende utili per una vita migliore"

    Quindi, questo sguardo di misericordia e di tenerezza, nonostante il proprio e l'altrui male, è possibile grazie a Cristo, non proviene dalla censura del male o del dolore, dall'attenuazione o dall'eliminazione del desiderio (in modo tale da estirpare anche il dolore), come tante filosofie o religioni hanno proposto in questi secoli. Questa è la conclusione de I promessi sposi, che, «benché trovata da povera gente, c'è parsa così giusta», scrive il narratore, «che abbiam pensato di metterla qui, come il sugo di tutta la storia». Le ultime righe sembrano prelevate dal saluto finale di una commedia shakespeariana...

    "La quale, se non v'è dispiaciuta affatto, vogliatene bene a chi l'ha scritta, e anche un pochino a chi l'ha raccomodata. Ma se in vece fossimo riusciti ad annoiarvi, credete che non s'è fatto apposta. Pensate, ad esempio, alla conclusione di Sogno di una notte di mezza estate: Se noi ombre vi siamo dispiaciuti, / immaginate come se veduti / ci aveste in sogno, e come una visione / di fantasia la nostra apparizione. / Se vana e insulsa è stata la vicenda, / gentile pubblico, faremo ammenda; / con la vostra benevola clemenza, / rimedieremo alla nostra insipienza"

    In questo modo, rifacendosi all'espediente del manoscritto ritrovato, Manzoni si congeda dai suoi lettori.
    10 min
  • Comunismo, l'utopia senza Dio
    TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5902

    COMUNISMO, L'UTOPIA SENZA DIO di Giuliano Guzzo
    «Godless Utopia», l'utopia senza Dio. Si chiama così l'ultima fatica letteraria di Roland Elliott Brown, studioso e firma di autorevoli testate quali Foreign Policy, Guardian e The Spectator. Un libro che si annuncia davvero interessante se non altro perché è il primo, in assoluto, a raccogliere in modo sistematico il materiale propagandistico sovietico contro la religione. Battaglia, questa, che i comunisti continuarono senza tregua dal 1917 al 1991, fino all'implosione del loro regime, e che iniziarono subito a ridosso della Rivoluzione d'Ottobre al grido di «abbiamo sterminato gli zar terreni e stiamo arrivando a quelli celesti!».
    In effetti, i sovietici furono di parola dal momento che intrapresero una campagna martellante per screditare tutte le divinità, le confessioni e le tradizioni religiose sul vasto ex impero. Non solo. Chiusero tutte le scuole religiose, chiusero i monasteri e si attivarono per la distruzione totale delle proprietà della chiesa. A dire il vero, però, l'odio comunista non si limitò solo alla Chiesa e alla religione, ma incluse tutto ciò che riguarda l'ordine naturale, famiglia e vita in primis.

    APPENA AL POTERE LENIN APPROVÒ LEGGI SU MATRIMONIO CIVILE, DIVORZIO E ABORTO
    Sin dal principio, infatti, i comunisti si mostrarono tempestivi, come meglio non potevano, nel lavorare contro l'istituto familiare: il 19 ed il 20 dicembre 1917 - subito dopo la mitica Rivoluzione, dunque - furono varati due provvedimenti che oggi, peraltro, troverebbero senza dubbio posto nell'agenda progressista: il primo, sul divorzio, stabiliva che bastasse la richiesta di uno solo dei coniugi per ottenerlo, mentre il secondo decretò l'abolizione del matrimonio religioso in favore di quello civile. La ciliegina sulla torta, se così possiamo dire, arrivò poi nel novembre del 1920 con la legalizzazione dell'aborto procurato sulla base della semplice richiesta della donna, da effettuarsi in strutture idonee e con personale autorizzato; una misura che rimase in vigore fino al 1936, quando il legislatore sovietico, verosimilmente allarmato dallo scenario venutosi a creare, tornò sui propri passi con un sorta di «controriforma familiare».
    Ma torniamo alle 191, dense pagine di Godless Utopia, ricche di illustrazioni, poster e copertine delle riviste atee dell'era comunista, con accurate traduzioni degli slogan. Il volume nasce per rompere il silenzio su un argomento che, in Occidente, non ha mai smesso di essere tabù: l'ateismo sovietico, appunto. Questo nonostante ci fu chi, da subito, denunciò apertamente tale dramma. Come fece Papa Pio XI che nella sua enciclica Divini Redemptoris, con chiaro riferimento proprio alla dittatura comunista russa, affermò testualmente: «Abbiamo sovente e con premurosa insistenza denunziate le correnti atee minacciosamente crescenti».

    LA CADUTA DEL COMUNISMO SOVIETICO
    Sfortunatamente, la cultura laica occidentale ha completamente perso memoria di quel periodo e, soprattutto, dell'ateismo di Stato e di ciò che comportò per milioni di contadini. Già, perché - sottolinea Elliott Brown - nel 1917 la stragrande maggioranza della popolazione del nascente stato sovietico era composta da contadini sì analfabeti eppure solidamente ancorati alle tradizioni e ai principi del cristianesimo ortodosso, che per loro era il solo fondamento culturale e spirituale. Un radicamento che la dittatura comunista - a suon di propagande, certo, ma anche atroci persecuzioni - fece il possibile per eliminare; salvo poi, dopo decenni, cadere miseramente. E non in giorni qualsiasi. Anzi.
    La fine dell'impero sovietico fu stabilita l'8 dicembre 1991, festa dell'Immacolata Concezione, mentre la firma delle carte e la bandiera rossa ammainata dalla piazza rossa datano il 25 dicembre 1991. Il giorno di Natale. Fu Dio stesso, insomma, a voler metter la firma sulla fine dell'ateismo di Stato e della feroce utopia senza di Lui.
    7 min
  • Ipotesi su Gesù: ancora disponibile il long seller di messori
    TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5882

    IPOTESI SU GESU': ANCORA DISPONIBILE IL LONG SELLER DI MESSORI di Rino Cammilleri
    La messe è molta, ma pochi i mietitori, pregate dunque il Padre perché mandi mietitori nella sua messe. Così dice Gesù nel Vangelo. Mietitori: in latino, la ex lingua sacra della Chiesa, «messores». Chissà chi avrà pregato per avere «messores», e con efficacia, in quel lontano 1976 quando uscì, in sordinissima, un libro fondamentale che parlava di Gesù. Un poco noto giornalista de «La Stampa», Vittorio Messori (appunto), ebbe la geniale idea di pubblicare un sommesso Ipotesi su Gesù per i tipi dell'editrice salesiana, editrice «di nicchia» come dicono gli addetti ai lavori.
    TRADUZIONI PERFINO IN COREANO
    Sommesso, appunto, come quel famoso granello di senape evangelico che poi diventa un grande albero. Nel nostro caso, milioni di copie vendute e traduzioni perfino in coreano. Provateci voi a pubblicare un libro che parla di religione con la Sei e poi state a vedere che cosa succede. Ve lo anticipo: niente. Cento copie vendute a chi è già d'accordo, e vi andrà bene se non sarete sconfessati dai preti stessi. Mi direte che oggi c'è la cristofobia, il gender, il politicamente corretto, l'ospedale da campo per immigrati… Sì, ma solo quelli che hanno una certa età sanno che, però, ancora non si spara, mentre nel 1976 sì. Riviste come «Il Male», dal significativo titolo, inneggiavano tranquillamente alla morte di Paolo VI, e questa era la «satira» che tirava.
    Un ricordo personale, consentitemi: ero un giovanotto fresco di conversione; andai a una messa contro l'aborto e dovetti passare attraverso due strette ali di lottacontinui che, fino alla porta della chiesa, urlavano, insultavano, cantavano a squarciagola coi megafoni Bandiera rossa. Dentro, pochi vecchietti che cercavano di stare vicini a me, timorosi. Infatti, io, che sapevo in anticipo della «manifestazione» orchestrata, ero venuto, con un paio di amici pure loro neo-convertiti, in giubbotto imbottito e anfibi. Per i curiosi di aneddoti: il parroco, evidentemente pre-conciliare, suonò a stormo le campane per tutta la durata della messa, onde coprire lo strepito infernale che c'era fuori. Questo era il clima.
    L'APOLOGETICA TORNA DI MODA
    L'apologetica? Seeeh! Roba pacelliana, un pallido ricordo pre-sessantotino, i più non l'avevano neanche sentita nominare (neanche io). Ebbene, Messori con quel suo libro la rimise in auge e, anzi, al centro del discorso. Molti di quelli che frequentano questo sito (se non tutti) si sono formati con quel libro. Si può dire che da allora abbiamo smesso di vergognarci di essere credenti, di credere che Gesù Cristo è Dio e che ha fondato una Chiesa Cattolica Apostolica e Romana.
    Messori, convertito anche lui, non aveva fatto altro che andare a vedere le carte, indagando sulle radici della fede e lavorandoci da giornalista investigativo. Poi, la famosa maggioranza silenziosa, che evidentemente non ne poteva più della prepotenza di una minoranza ideologizzata, piano piano uscì allo scoperto, decretando il successo planetario di un libro che parlava di Gesù non in termini devozionali ma facendo semplicemente appello alla ragione. Quel libro che nutrì un paio di generazioni di cattolici (e tanti ne convertì) è bene che venga riproposto, così com'è, ai giovani d'oggi, quelli che vanno appresso ai nuovi pifferai. Che in verità sono sempre gli stessi, solo invecchiati.
    5 min
  • I migliori sette libri del 2019
    TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5869

    I MIGLIORI SETTE LIBRI DEL 2019
    SI FA SERA E IL GIORNO ORMAI VOLGE AL DECLINO
    Robert Sarah - Cantagalli Editore - pagine 400 - € 21,16 - ottobre 2019
    «Alla radice del collasso dell'Occidente c'è una crisi culturale e identitaria. L'Occidente non sa più chi è, perché non sa più e non vuole più sapere chi l'ha creato, chi l'ha plasmato. Molti Paesi ignorano la propria storia. Questo soffocarsi conduce a una decadenza che apre la strada a nuove civiltà di barbari». Queste parole del cardinale Robert Sarah costituiscono il fil rouge su cui si dipanano le sue nuove conversazioni con Nicolas Diat. Il suo giudizio è chiaro: il mondo è sul ciglio di un precipizio. La crisi della fede e della Chiesa, il declino dell'Occidente, il tradimento delle sue élite, il relativismo morale, la globalizzazione senza regole, il capitalismo sfrenato, le nuove ideologie, la politica che arranca, le derive di un totalitarismo islamista... È giunto il tempo di una diagnosi che non conceda attenuanti. Nell'analisi a tutto tondo dei grandi sconvolgimenti della nostra epoca, il cardinal Sarah ci invita a prendere coscienza della gravità della crisi che stiamo attraversando, mostrandoci come sia ancora possibile evitare l'inferno di un mondo senza Dio, di un mondo senza l'uomo, di un mondo senza speranza. Una riflessione ambiziosa, potente, ormai ineludibile nella quale il cardinale affronta senza riserve la crisi del mondo contemporaneo, donandoci ancora una volta una preziosa lezione di vita e di spiritualità.

    DIZIONARIO ELEMENTARE DEI LUOGHI COMUNI
    Frasi, detti, modi di dire alla luce del pensiero cattolico
    Tommaso Scandroglio - IdA (Istituto di Apologetica) - pagine 512 - € 25,00 - ottobre 2019
    140 voci (Bisogna rispettare sempre l'opinione degli altri - Cerchiamo ciò che ci unisce, non ciò che ci divide - Ci vorrebbero le quote rosa - Dio ti ama per quello che sei - Era una bugia detta a fin di bene - Figli di coppie gay? L'importante è l'amore - Grazie alla legge 194 sono diminuiti gli aborti - I preti sono tutti pedofili - Io credo a modo mio - Una ragazza si può vestire come vuole...).
    Una monumentale opera per imparare a rispondere alla dilagante marea anticattolica che si nasconde in centinaia di luoghi comuni diffusi e acriticamente accettati.
    Da tenere a portata di mano per dimostrare la bellezza e la verità di un giudizio cattolico e aiutare famigliari, amici, colleghi di lavoro, compagni di scuola e università e anche i perfetti sconosciuti, prigionieri del politicamente corretto.

    VI DICHIARO CELIBI E CASTI
    La continenza ecclesiastica, unica forma voluta da Gesù
    Luisella Scrosati - La Nuova Bussola Quotidiana- pagine 120 - € 10,00 - ottobre 2019
    L'Instrumentum Laboris del Sinodo sull'Amazzonia (6-27 ottobre) propone l'ordinazione sacerdotale di anziani, anche con famiglia, senza fare alcun cenno alla continenza perfetta: se la richiesta venisse approvata, sarebbe la prima volta nella storia della Chiesa latina, una rottura con ciò che si è sempre insegnato. Fino al VII secolo la Chiesa ammetteva anche un clero sposato, ma solo se continente. Da allora in poi la Chiesa latina iniziò a chiedere sempre di più, oltre alla continenza, il clero non sposato, come frutto di un approfondimento del rapporto tra Cristo e la Sua Sposa.

    IPOTESI SU GESÙ
    Vittorio Messori - Editrice Ares - pagine 400 - € 14,28 - settembre 2019
    Dal 1976 questo libro è stato continuamente ristampato e tradotto. Tanto da essere uno dei saggi più diffusi non solo in Italia (oltre un milione di copie) ma anche nel mondo intero, dove circola in una trentina di lingue. Ormai un classico, ma scritto da un autore il cui motto è: «studiare come un buon professore e scrivere come un buon giornalista». Per questo è stato approvato dagli studiosi e al contempo è stato letto con attenzione e compreso anche da chi non abbia particolare cultura. Un volume che conferma i cattolici nella fede e che fa riflettere gli increduli sul loro scetticismo. Queste pagine infatti - scritte sì da un cristiano, che però indaga e ragiona sui testi sempre con oggettività - si affidano soltanto alla storia.

    IL CODICE WAHHABI
    Come i sauditi hanno diffuso l'estremismo nel mondo
    Terence Ward - Libreria Editrice Fiorentina - pagine 130 - € 11,90 - giugno 2019
    Questo libro apre gli occhi sull'attuale ondata di terrorismo, su come si è diffuso e sul perché l'Occidente non abbia fatto nulla. Togliendo la maschera al terrorismo internazionale, Terence Ward rivela una verità sinistra: lungi dall'essere "alleato dell'Occidente nella guerra al terrore", l'Arabia Saudita è in realtà il più grande esportatore del wahhabismo, la dottrina ufficiale dell'Arabia Saudita e allo stesso tempo ideologia di base dei gruppi terroristici: al-Qaeda, talebani, boko haram, al-shabaab e Isis. Per decenni, il regime Saudita si è impegnato in una missione ben congegnata per finanziare, attraverso fondazioni e enti di beneficenza, Moscheles e scuole che promuovono la dottrina wahhabita in tutto il medio Oriente e ben oltre. Gli sforzi per espandere l'influenza Saudita si sono ora concentrati anche sulle città europee.

    IL COMPLESSO OCCIDENTALE
    Piccolo trattato di de-colpevolizzazione
    Alexandre Del Valle - Paesi Edizioni - pagine 432 - € 12,75 - aprile 2019
    Nel fortunato libro del politologo e saggista francese, una visione originale e nuova per la mancata integrazione sociale e il fallimento del multiculturalismo europeo. Un piccolo trattato di de-colpevolizzazione
    Secondo l'autore il senso di colpa europeo per la mancata integrazione sociale e il fallimento del multiculturalismo è una malattia mortale, di essenza masochista, che può colpire tutti quelli che non hanno gli anticorpi. Per smontarlo Alexandre Del Valle usa nel libro ragionamenti fondati che contrastano quel complesso occidentale che riesce a colpevolizzare più la vittima che il carnefice.

    IL SESSANTOTTO
    Macerie e speranza
    Giovanni Formicola - Cantagalli Editore - pagine 127 - € 10,20 - gennaio 2019
    "L'autore offre al lettore due saggi di natura storica sul Sessantotto, con un approfondimento sulla vicenda della «città-stato» di Fiume. L'elemento che accomuna i due testi è il tema della «Rivoluzione» e della «Contro-Rivoluzione», che l'autore mutua da Plinio Corréa de Oliveira. Formicola tratta del Sessantotto e di Fiume con abbondanza di riferimenti e con spessore di riflessione. Fra i maestri che ispirano le sue valutazioni vi è Eric Voegelin. Non mancano numerosi richiami ad altri autori, cattolici e non, come pure al Magistero della Chiesa. Questi scritti di Giovanni Formicola provocano una riposta, che potrà essere di adesione o di rifiuto, di accettazione o di critica; tuttavia, di certo non possono essere ritenuti insignificanti, né improduttivi. Essi invocano una presa di posizione e, di conseguenza, un impegno personale. Per quanto riguarda il Sessantotto, Formicola vi vede la «cifra» storica del tragico realizzarsi dello spirito rivoluzionario nel XX secolo." (dalla Prefazione di don Mauro Gagliardi). Epperò non chiude alla speranza, non solo teologale. Gli effetti di certe premesse ideologiche ormai sono vita vissuta, ed è difficile che l'uomo voglia perseverare ancora a lungo tra le macerie di un mondo senza e contro Dio.
    10 min
  • Libri dal 2009 al 2019 da leggere (o regalare)
    TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5795

    LIBRI DAL 2009 AL 2019 DA LEGGERE (O REGALARE)
    LA BUONA BATTAGLIA - Apologetica cattolica in domande e risposte
    Corrado Gnerre - Chorabooks - pagine 192 - € 9,99 - anno 2019
    Il libro raccoglie le risposte che Corrado Gnerre ha dato nel corso di questi anni a lettori che hanno scritto alla redazione del mensile Radici Cristiane. Si va da contenuti teologici, a contenuti più specificamente morali, storici e filosofici. Ne vien fuori una piccola enciclopedia dei temi più scottanti l'apologetica cattolica; dunque utilissima per chi vuole un agile strumento per poter difendere le ragioni della Fede Cattolica. Corrado Gnerre, apologeta cattolico, dirige il sito Il Cammino dei Tre Sentieri ed è Guida nazionale dell'omonima associazione. E' autore di diverse pubblicazioni. Per Chorabooks ha pubblicato Disorientamento. Una lettura cattolica della religiosità orientale.
    Per ordinare il libro, clicca qui! https://www.mondadoristore.it/La-buona-battaglia-Corrado-Gnerre/eai978988796162/

    SEMPER VIRGO - La verginità di Maria come forma
    padre Serafino Lanzetta - Casa Mariana Editrice - pagine 160 - € 12,75 - anno 2019
    Siamo preda di un amorfismo contagioso che diluisce i misteri della fede nel flusso del tutt'uguale. Abbiamo perso la forma, cioè quel principio che determina l'essenza di una cosa e che la specifica distinguendola da tutte le altre. L'invito ad essere perfetti è rivolto a tutti, però abbiamo dimenticato che c'è una gerarchia negli stati di vita del cristiano. Così il matrimonio e la vita consacrata, livellati per invitare tutti alla santità, versano entrambi in una crisi profonda. Crisi che non risparmia neppure il celibato, soggetto ormai alle trasformazioni epicuree del tempo. La soluzione è Maria Vergine. La sua perpetua verginità è la forma originaria che ha plasmato Cristo e in Lui ogni cristiano e ogni vocazione cristiana. Nella sua illibata verginità c'è l'inizio e il compimento. Il mistero della verginità di Maria è la garanzia del primato di Dio nel mondo. È la prova che quel Regno portato da Cristo inizia non dalla carne ma dallo spirito per nobilitare la carne e portare tutto l'uomo in una dimensione che va oltre, quella del Regno nella sua pienezza, dove Dio sarà «tutto in tutti» (1Cor 12,6). Maria è il grembo verginale nel quale è custodito.
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    LEONE
    Paola Mastrocola - Einaudi - pagine 223 - € 15,72 - anno 2018
    Un quartiere che si chiama il Bussolo e può essere ovunque, in qualsiasi città. Oggi, ai giorni nostri. Una madre e un figlio. Lei, Katia, una donna sola di trentasei anni, presa dal lavoro, separata dal marito, pochi soldi, poco tempo, sempre di corsa, appesa a sogni nebulosi che non osa sognare fino in fondo. Lui, Leone, un bambino di sei anni solitario e timido, sottile come un giunco. Un giorno, in mezzo a tutta la gente che passa, alle auto, sotto le luci intermittenti degli alberi di Natale, si mette a pregare. E la madre scopre, con stupore e vergogna, che lo fa spesso, un po' ovunque. Si apparta, s'inginocchia, e prega. Per strada, al cinema, in bagno. Prega quand'è preoccupato, quando gli manca la nonna e il gioco del comò. O quando vorrebbe un bacio. O quando desidera aiutare qualcuno. La voce circola in fretta. Leone diventa «il bambino che prega», lo scandalo della scuola, del quartiere intero. Molti lo deridono, ma molti, anche, iniziano a confessargli i loro desideri. Come fa la vita, Leone può esaudire le richieste o deluderle, avverare i sogni o lasciarli inesauditi. Paola Mastrocola ha scritto una storia realistica e allo stesso tempo magica, in cui tutti cambiano senza sapere perché. Un romanzo capace di sorprendere a ogni riga sul piano umano e letterario. Fino a un diluvio universale in minore, piccolo e gentile, che non distrugge niente ma rinnova e addolcisce il colore delle cose.
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    TOLKIEN - Il mito e la grazia
    Paolo Gulisano - Edizioni Ancora - pagine 224 - € 13,60 - anno 2017
    Si tratta di una rilettura dei temi cristiani nell'opera di J. R. R. Tolkien, autore universalmente noto. L'elemento religioso, fortemente radicato nelle storie di Tolkien e nel loro simbolismo, nasce dal desiderio di comunicare la Verità. Con una trattazione piuttosto agile, il volume presenta una visuale ampia sugli aspetti biografici di Tolkien e fornisce un aiuto alla comprensione del mondo simbolico da lui creato. (libro consigliato da FilmGarantiti.it)
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    J.R.R.TOLKIEN E FRANCIS MORGAN - Una saga familiare
    José Manuel Ferrandez Bru - Edizioni terra santa - pagine 333 - € 17,00 - anno 2018
    Questo libro ricostruisce per la prima volta la vita di Francis Xavier Morgan (1857-1935), sacerdote cattolico nato a El Puerto de santa maria (nel sud della Spagna) in un'importante famiglia di origine inglese, che divenne tutore e "secondo padre" di J.R:R Tolkien.
    Un'opera che è il risultato di un'approfondita indagine condotta tra Spagna e Inghilterra, resa possibile anche grazie all'aiuto di Priscilla Tolkien, figlia del famoso scrittore, la cui testimonianza ha fornito dettagli finora inediti sul legame tra suo padre e la Spagna.
    Un'autentica saga familiare che, dal mondo dell'imprenditoria vinicola britannica sviluppatasi in Andalusia sin dal XVII secolo, attraverso gli anni del "risveglio cattolico" in Inghilterra nel XIX secolo, giunge fino al Novecento, facendo luce su aspetti della vita e dell'opera di Tolkien che, senza la figura di questo prete anglo-spagnolo (spesso, a torto, aspramente criticato), non si potrebbero cogliere a pieno.
    Un libro inedito e indispensabile per un viaggio alle origini del mondo de Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit, dedicato a tutti gli appassionati del grande autore inglese.
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    IL DECLINO DEL SACRO - Rumore sociale, mass media e nichilismo
    Marco Sambruna - Edizioni Radio Spada - pagine 210 - € 12,66 - anno 2017
    Magistrale saggio di Marco Sambruna. La formazione dell'Autore in campo filosofico e psicologico è la base per un percorso concettuale e geografico affascinante e terribile, in cui il fenomeno del modernismo ecclesiale e sociale viene impietosamente sezionato alla luce delle categorie della filosofia contemporanea nichilista e della comunicazione pubblicitaria propria della società dei consumi. Uno strumento fondamentale per capire la crisi odierna e gli stilemi della "chiesa 2.0".
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    PROFUGOPOLI - Quelli che si riempono le tasche con il business degli immigrati
    Mario Giordano - Mondadori - pagine 167 - € 15,72 - anno 2016
    La società che organizza corsi per buttafuori e addetti alle pompe funebri ed è controllata dal noto paradiso fiscale dell'isola di Jersey. L'ex consulente campano che con gli immigrati incassa 24.000 euro al giorno e gira in Ferrari. La multinazionale francese dell'energia. E l'Arcipesca di Vibo Valentia. Ecco alcuni dei soggetti che si muovono dietro il Grande Business dei Profughi: milioni e milioni di euro (denaro dei contribuenti) gestiti dallo Stato in situazione d'emergenza. E proprio per questo sfuggiti a ogni tipo di controllo. Dunque finiti in ogni tipo di tasca, più o meno raccomandabile. Si parla spesso di accoglienza e solidarietà, ma è sufficiente sollevare il velo dell'emergenza immigrazione per scoprire che dietro il paravento del buonismo si nascondono soprattutto gli affari. Non sempre leciti, per altro. Fra quelli che accolgono gli stranieri, infatti, ci sono avventurieri improvvisati, faccendieri dell'ultima ora, speculatori di ogni tipo. E poi vere e proprie industrie, che sulla disperazione altrui hanno costruito degli imperi economici: basti pensare che, mentre il 95 per cento delle aziende italiane fattura meno di 2 milioni di euro l'anno, ci sono cooperative che arrivano anche a 100 milioni e altre che in dodici mesi hanno aumentato il fatturato del 178 per cento. Profugopoli è un fiume di denaro che significa potere, migliaia di posti di lavoro, tanti voti.
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    VERSO IL CALIFFATO UNIVERSALE - Come l'Europa è diventata complice dell'espansionismo mussulmano
    Bat Ye'or - Editore Lindau - pagine 214 - € 15,30 - anno 2009
    Tre anni dopo il successo di "Eurabia", Bat Ye'or torna a occuparsi della resa dell'Europa all'islam sotto l'abile regia dell'Organizzazione della Conferenza Islamica, che riunisce 57 paesi e più di un miliardo di persone. Lungi dal pianificare conquiste di tipo militare (almeno nelle forme tradizionali), la strategia dell'OCI è sottile e insinuante. Controlla la politica del Vecchio Continente con la minaccia del terrorismo e l'arma dell'immigrazione (insieme a quella, connessa, della demografia). Lo ricatta economicamente grazie al petrolio. Lo inibisce culturalmente facendo leva sulla mancanza di un'identità condivisa e sfruttando i sensi di colpa di élite ostaggio del "politically correct". Lo insidia sul piano religioso, incoraggiando il proselitismo e le conversioni, mentre la predicazione (e anche la semplice pratica) cristiana resta un tabù in molti paesi musulmani. Ma soprattutto l'OCI si muove innanzitutto sul piano legislativo e giuridico per veder sancito in tutto il mondo il principio in forza del quale i musulmani sono soggetti solo alla legge islamica, la sharì'a, ovunque risiedano. Questo principio è uno dei cardini della dhimmitudine e ha trovato la sua prima applicazione europea nel 2007, in Gran Bretagna, quando la sharì'a è stata ufficialmente riconosciuta come fonte di diritto - in materia di divorzio, eredità e violenze interne alla famiglia.
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    13 min
  • È morto Andrea Camilleri, l'autore di Montalbano, esaltato solo perché allineato al pensiero unico
    TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5747

    E' MORTO ANDREA CAMILLERI, L'AUTORE DI MONTALBANO, ESALTATO SOLO PERCHE' ALLINEATO AL PENSIERO UNICO di Andrea Zambrano
    Profeta, genio e vate. Basta così o ci sono altre definizioni ancor più mitologiche per Andrea Camilleri? Lo scrittore e papà di Montalbano è morto ieri all'età di 93 anni e il senso di moderazione che è in ognuno di noi ha subito duri colpi. L'Italia sulle prime pagine dei giornali ha celebrato uno scrittore di Agrigento e va bene. Ma forse tra le migliaia di parolai e di parolieri che lo hanno celebrato, verrebbe da chiedersi se i laudatores che oggi riempiono di like e post le bacheche lo abbiano mai veramente letto.
    Letto non vuol dire di aver visto le puntate del commissario Montalbano perché questo è ingannare la storia e la letteratura anche se lui, produttore del Maigret televisivo di Gino Cervi, accettava volentieri la spuria fedeltà della versione tv della sua creatura. Letto non vuol dire avere sugli scaffali tutti i suoi "Montalbano". Troppo poco. E forse basterebbe avere la sincerità per dire: «Non ho mai letto un solo libro del commissario Montalbano, celebro Camilleri solo perché odiava Salvini e prima di lui Berlusconi. Insomma, perché era organico al mio mondo di sinistra». Ecco forse basterebbe essere un po' sinceri con se stessi.
    Invece assistiamo ad una incensazione piuttosto ridicola per uno scrittore nato in teatro, ma cresciuto in Rai e nelle produzioni televisive di quando la tv di Stato mandava in scena il teatro di qualità. Lettissimo nella sua Sicilia, ma nel Paese conosciuto più attraverso Repubblica che per i suoi libri e soprattutto per le sue esternazioni politiche, esasperate il più possibile, come i suoi attacchi recenti a Salvini: «Quando vedo Salvini recitare il Rosario mi viene il vomito», disse. Che lirismo. Però tutti da quel giorno lo hanno eletto a profeta, mascherando le sue uscite di un'aura sacralità che celava in realtà soltanto un intellettuale organico al pensierocomodo. «Camilleri è per l'eutanasia»; «Il papà di Montalbano dice che peggio di così, neanche il Reich»; «Il nuovo Montalbano parla di migranti: che profeta inascoltato!». E giù like.
    OLTRE 100 LIBRI
    Ora, uno se avesse letto davvero Cammilleri e basta, magari non solo Montalbano, ma anche gli altri suoi 100 libri, potrebbe provare a metterlo in relazione alle denunce di Sciascia, al drammatico occhio di Verga, all'indagine sull'uomo di Pirandello. E magari vedere come tutto questo si inserisse nel suo "siculiano" letterario, in quel vigatese che ha potuto esprimere totalmente soltanto in quella che ha definito la sua creatura più amata, Il Re di Girgenti, interamente scritto in siciliano e perciò difficilmente manipolabile. Ma il fatto è che di analisi serie sulla sua penna, di una critica verace del suo stile, della sua personalità, del suo personaggio, delle sue creature, noi non ne abbiamo viste in queste ore. E forse ci vorrebbero. Onore a Pietrangelo Buttafuoco che ci prova e da tempi non sospetti e a Fiorello che con una semplice imitazione lo racconta meglio dei turiferari di giro.
    Ma altri non ne troviamo, eppure bisognerebbe indagare il perché al Montalbano letterario sembra interessare l'indagine come itinerario personale, non la ricerca ossessiva del colpevole o della verità giudiziaria. Oppure notare come a fronte di tanta orizzontalità di sguardi mancasse nei suoi personaggi quell'anelito verticale che lui - orgogliosamente non credente - sperava di trovare in un'eternità che non coglieva. Forse perché sono tutti intenti non a dire chi fosse lo scrittore Camilleri, ma a esaltare il suo attivismo politico da copertina: politici, sindaci e deputati, attori, presenzialisti da social di ogni tipo.
    IL DISORIENTATO "MONDO CATTOLICO" LO ELOGIA
    Ci mancava Padre Spadaro, perché certo milieu clericale l'occasione di accodarsi al treno dell'ovvio non la perde mai. Il direttore della Civiltà Cattolica lo definisce così: «Una voce profetica che ha preso posizioni forti». Su cosa, di grazia, dato che Camilleri è stato sempre organico al pensiero mainstream? Ha mai pagato per le sue idee che prima - in buona compagnia - furono fasciste e poi comuniste, per sua stessa ammissione? Insomma, di tanta letteratura non si deve aver parlato se quando per la prima volta i due si sono parlati, il padre gesuita è rimasto colpito «dalla sua grande stima per il Papa. Era come se vedesse nella figura di Francesco un'ancora di umanità per una situazione che lo metteva in seria difficoltà, quasi un presidio di umanità». Insomma, incensare Camilleri per incensare il Papa? Ma dico, si può essere più clericali? Forse sì. Si può usarlo ad esempio per l'immigrazionismo.
    Don Ivan Maffeis, sottosegretario Cei: Camilleri? «Con i suoi romanzi ha raccontato il Paese che si oppone alla logica dello scarto». Vediamo un po'. Maffeis racconta di un evento a cui ha partecipato con lui, quindi non delle sue pagine. E pazienza. «Ci ha offerto una lezione di storia e memoria contro le derive dell'uomo: ha raccontato la notte buia della ragione, la ferocia della Shoa (...) è stato cantore delle difficoltà del nostro Paese puntando il dito contro la mafia e lo sfruttamento dei migranti». Ecco, uno pensa alla cultura dello scarto e si aspetta aborto e eutanasia. Invece si ritrova il solito birignao. Ma l'avrà mai letto?
    Ma non è finita: anche Monsignor Edoardo Viganò deve farci sapere la sua. Anzitutto ricordando di quando aveva incontrato il produttore della serie Tv, si vede che non aveva mai potuto conoscere di persona lo scrittore e ha ripiegato. E poi per dirci che «Camilleri ha raccontato il cambiamento del nostro Paese aiutandoci a cogliere le pagine irrisolte, in prima linea per la legalità». Mah. Il cambiamento? Quale? Che poi, a guardare le puntate in tv, di mafia non c'è mai l'ombra. Però dicono sia un profeta.
    11 min
  • Il quadrato magico, simbolo dei primi cristiani
    TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5726

    IL QUADRATO MAGICO, SIMBOLO DEI PRIMI CRISTIANI di Rino Cammilleri
    C'è un talismano composto di lettere latine disposte in forma di quadrato che ha attraversato tutta la storia dell'Occidente e ancora impensierisce gli studiosi. Lo si è trovato, nei secoli, su vari oggetti nei posti più impensati: muri, cocci di mattone, fontane, coppe, manoscritti, addirittura chiese. Perfino in Scandinavia e in Ungheria.
    Nel Medioevo lo si scriveva su croste di pane che venivano dati ai cani per guarirli dalla rabbia. A volte lo si usava per far tornare i fuggitivi o per assistere le partorienti. Specialmente nel Rinascimento, ispirò tutta una serie di altri quadrati «magici» che però non riuscirono mai a eguagliare il fascino e la complessità del primo. Si tratta di cinque parole di cinque lettere palindrome, cioè leggibili in ogni senso, anche al contrario e dall'alto in basso e viceversa.
    Eccole:
    ROTAS
    OPERA
    TENET
    AREPO
    SATOR
    La traduzione (forse): il seminatore Arepo tiene le opere e le ruote. Nel latino medievale si preferì scriverlo cominciando dal «sator», perché la costruzione della frase alla romana era ormai desueta. Perché gli studiosi, ma anche gli enigmisti, gli esoteristi e perfino Martin Mystère, si sono scervellati su questo Quadrato Magico? Per il semplice fatto che, sì, di quadrati palindromi se ne possono costruire diversi (non tanti, comunque), ma nessuno ha occupato lo spazio e il tempo come questo. Non solo. Non è mai stato trovato un esemplare di Quadrato Magico anteriore all'avvento del cristianesimo. Infatti, il più antico venne rinvenuto nel 1936 graffito su una colonna negli scavi di Pompei.
    Le interpretazioni del significato del Quadrato sono legione. Lo si è detto di origine orfica, gnostica, celtica, egizia, o addirittura nient'altro che un divertissement, un semplice gioco di parole senza senso. Solo negli anni Venti del Novecento qualcuno ne venne a capo. Il bello è che si trattava di tre studiosi che nulla sapevano l'uno del lavoro degli altri. Uno era tedesco, uno svizzero e uno svedese. Frank, Grosser e Agrell. Si tenga presente che sul quel Quadrato erano stati provati tutti i metodi di lettura, addirittura applicando la scacchistica «mossa del cavallo» (leggendo tre lettere consecutive e due di sbieco) o la lettura detta «bustrofedica» (un rigo sì, uno no e il terzo all'inverso, come fanno appunto i buoi arando il campo).
    LA SOLUZIONE DELL'ENIGMA
    Ma a nessuno era mai venuto in mente di anagrammarlo. Cioè, di considerarlo un crittogramma. Ebbene, l'anagramma dava una sola soluzione sensata, una sola: due «paternoster» con l'avanzo di due «a» e due «o». Questa fu l'intuizione di Frank. Ma Grosser e Agrell si accorsero che in quel Quadrato c'era una sola «n» e suggerirono di disporre i due «paternoster» a forma di croce imperniata sull'unica «n». Le «a» e le «o» andavano poste agli estremi dei bracci della croce così ottenuta. Ne risultava una croce composta di due «paternoster» inquadrati da «alfa» e «omega». Come dice di sé Cristo nell'Apocalisse: «Io sono l'alfa e l'omega, il primo e l'ultimo». Le probabilità che questo risultato sia puramente casuale è stata calcolata: è pressoché impossibile. Dunque, quel Quadrato è cristiano.
    E quello di Pompei era un segno criptico lasciato per i cristiani in un tempo in cui Nerone aveva già scatenato la sua persecuzione. Infatti, Pompei ci dà una data precisa: il 79 d.C., anno in cui fu sepolta dal Vesuvio. Il Quadrato deve per forza essere stato tracciato prima. Non solo. Il graffitaro cristiano lasciò anche la chiave per risolverlo, visto che sotto di esso tracciò le lettere «ano», cioè un'«alfa» e un'«omega» con in mezzo la «n» centrale della parola «tenet». Quest'ultima, essa stessa a forma di croce, sembra «tenere» l'intero Quadrato. Poiché Gerusalemme fu distrutta dai romani nel 70 d.C. e moltissimi ebrei furono deportati come schiavi nelle città dell'impero, e poiché i primissimi cristiani erano ebrei, è pensabile che quel segno sia stato lasciato in vista (su una della colonne della Palestra) per avvertire quelli che via via sbarcavano che in città c'erano dei fratelli nella fede. Pompei, infatti, era una città di commerci e di terme, nonché luogo di villeggiatura dei ricchi romani. La stessa Poppea Sabina, ultima moglie di Nerone, era pompeiana. Ed era anche, pare, una proselita giudaica, forse non estranea alla persecuzione anticristiana del 64 d.C. Dunque, per doppio motivo i cristiani di Pompei dovevano essere guardinghi.
    PIÙ DI QUEL CHE APPARE
    Tuttavia, a ben scrutarlo, quel crittogramma cristiano è ben più di quel che appare. Colmo di reminiscenze bibliche e simboliche, sembra più ispirato che ideato da una mente pur fertile. Di più: manda a gambe levate tutta una serie di certezze a lungo considerate acquisite sul cristianesimo delle origini. Si è creduto, da autorevoli studiosi, che la lingua liturgica dei primi cristiani fosse il greco, invece il «paternoster» del Quadrato è in latino. Si è creduto che la croce fosse divenuta il segno dei cristiani solo dopo la visione di Costantino (IV secolo) perché prima non era che un patibolo di cui vergognarsi, invece il Quadrato è pieno di croci (quella costituita dai due «paternoster», quella dei due «tenet» incrociati, i «tau» con cui comincia e finisce la parola «tenet» eccetera). Si è creduto che l'Apocalisse fosse stata scritta da san Giovanni Evangelista attorno all'anno 100 d.C., invece ecco «alfa» e «omega» prima del 79 d.C. E questo è solo l'aspetto più superficiale del Quadrato, che in verità riserva molte altre sorprese. A cominciare dalla forma quadrata, che per la simbologia degli antichi era quella del mondo: il mondo sostenuto («tenet») dalla croce...
    7 min
  • Ordine degli psicologi e dittatura del relativismo
    TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5692

    ORDINE DEGLI PSICOLOGI E DITTATURA DEL RELATIVISMO di Giuseppe Brienza
    Giancarlo Ricci, psicoterapeuta milanese con 40 anni di esperienza sulle spalle e autore di numerosi e apprezzati volumi, è noto per essere stato inquisito dal suo Ordine professionale (l'Ordine degli Psicologi della Lombardia) per aver difeso durante una trasmissione televisiva, «la funzione essenziale e costitutiva di padre e madre nella costituzione del soggetto».
    Secondo quei "colleghi" che hanno deciso di instaurare un procedimento disciplinare nei suoi confronti (che si è concluso con l'archiviazione), questa frase lapalissiana sarebbe stata discriminatoria nei confronti delle cosiddette "famiglie arcobaleno" (cioè omosessuali).
    Nel libro che significativamente ha intitolato Il tempo della post libertà Ricci rievoca l'intera vicenda, convincendoci come purtroppo il suo caso debba definirsi esemplificativo di un'epoca che, non a caso, Joseph Ratzinger ci ha insegnato a chiamare dittatura del relativismo.
    NON C'È DA STARE ALLEGRI
    I motivi per cui l'esito del procedimento disciplinare non rassicurano sono tanti. Il primo è che lo psicologo cattolico è stato "scagionato" solo dopo più di tre anni passati sulla graticola, un tempo lunghissimo e non giustificato dal contenuto degli "addebiti". Perché è durato così tanto un procedimento che poteva risolversi in soli pochi mesi?
    Semplice, si è trattato di un modo per intimidire lui e le sue attività pubbliche ma, al tempo stesso, mandare un messaggio alla stragrande maggioranza dei professionisti che, come Ricci, ne condividono la visione naturale e realista dell'uomo, della famiglia e dell'educazione.
    Secondariamente: i voti favorevoli all'assoluzione sono stati 7 a favore e 7 contrari. Un risultato quindi sul filo di lana che indica una spaccatura all'interno dell'Ordine. Infine: il testo sulle motivazioni è pieno di incongruenze, di omissioni, di affermazioni contraddittorie. Pur di non ammettere la natura ideologica delle accuse, la decisione finale afferma obliquamente che «permangono irrinunciabili perplessità in ordine a orientamenti dottrinali a cui le affermazioni del dott. Ricci potrebbero voler fare riferimento».
    Dopo questo contorsionismo il Collegio di Disciplina lombardo conclude che «non sono emersi elementi sufficienti per ritenere il dott. Ricci responsabile per gli illeciti contestati». Insomma sembra un'assoluzione per insufficienza di prove…
    Nel libro si descrive poi come, soprattutto dal Sessantotto ad oggi, il concetto di libertà sia totalmente cambiato in Occidente. Nel Novecento, infatti, il secolo delle ideologie, l'uomo doveva combattere per conquistarsi le libertà, era una questione di sopravvivenza. Con la globalizzazione e con il capitalismo neoliberistico la libertà diventa invece un'altra cosa: una sorta di merce che viene offerta per soddisfare il desiderio di varie categorie e gruppi sociali.
    PERCHÉ ACCADE QUESTO?
    La lettura di Ricci è la seguente: fra l'individuo atomizzato e il Sistema si attua una sorta di scambio: varie forme di libertà in cambio della (falsa) promessa di sicurezza e di benessere materiale. Ma, soprattutto, in cambio di una rinuncia ai doveri e alla responsabilità personale. Il cittadino sarà ricolmo di libertà a condizione che consegni l'istanza della responsabilità a qualcun altro che la gestirà come vuole. Il Grande Fratello, in pratica.
    "Delegando" le responsabilità sociali ad altri, ai cittadini non resta che partecipare al mondo dell'ipnosi collettiva, della suggestione mediatica, al teatrino spettacolarizzato in cui altri mettono in scena le sorti di un possibile "bene comune". L'effetto più evidente è che sparisce il concetto di libertà come coscienza soggettiva, interiore, come critica morale, come lavoro di riconquista della propria soggettività. E tutto questo porta, nel caso italiano, alla fine di un Paese libero.
    Quella che viviamo è, in pratica, una libertà condizionata. Se concordiamo con il Pensiero Unico e partecipiamo al gioco illusorio di una realtà artificiosa, tutto va bene; se incominciamo a fare delle domande in più, a scompigliare il Politicamente corretto, come ha fatto Ricci, allora le cose si complicano, inizia la gogna mediatica, l'isolamento, l'ostracismo e, nei casi più gravi, anche di peggio.
    Ma il fatto che uno come lui, dopo averla patita, non si è fatto intimidire dal Sistema e continua a parlare della sua vicenda, avendo non pochi che lo ascoltano e lo seguono, significa evidentemente che nel nostro Paese funziona ancora un rimasuglio di libertà e coscienza civile.
    7 min
  • Come i mass media plagiano le menti
    TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5674

    COME I MASS MEDIA PLAGIANO LE MENTI di Rino Cammilleri
    Man mano che leggevo Propagande. Segreti e peccati dei mass media di Giuliano Guzzo (La Vela, pp. 204, € 15), che è anche firma della Nuova Bussola, mi veniva in mente, chissà perché, un frame televisivo dei giorni del famigerato Congresso internazionale di Verona sulla famiglia. Che in Italia, e chissà perché solo in Italia, tanto scalpore suscitò. Guardavo il talk su Rete 4, condotto da Barbara Palombelli. Di solito pacata e sempre sorridente, d'improvviso la sua faccia divenne cupa (ed era la prima volta che la vedevo così) quando si collegò coi rappresentanti italiani di quel convegno. Appena il volto del difensore della «famiglia naturale» si affacciò sullo schermo in studio, la ex bonaria e sorridente gli sibilò di brutto: «Siete contro l'autodeterminazione della donna?».
    Astuto sistema per costringere l'interlocutore alla difensiva e indirizzare fin da subito il piano dell'intervista sul terreno a lui sfavorevole. Che è quello degli slogan p.c. (politicamente corretti): «interruzione della gravidanza», «autodeterminazione della donna», etc. Si noti la finezza: se a uno domandi se è contrario a pagare l'aborto altrui con le sue tasse cambia tutto, e l'emotività di chi ascolta si sposta subito a suo favore. Ma la conduttrice del talk su Rete 4 è giornalista troppo scafata per non sapere come vanno adoperate le parole.
    Una sua collega, come lei d'alto livello, quando il popolo americano elesse Trump si lagnò in diretta da New York: «Ma allora, noi giornalisti che ci stiamo a fare?». Eggià, la crème dei media di tutto il mondo aveva predicato contro quel burino parvenu, così come oggi spara su Salvini. La scoperta che la gente è meno stupida e istupidita dalle loro chiacchiere di quel che pensavano li aveva gettati nello sconforto. Così che a quel punto la mano dovette essere passata ad altri mezzi. Per esempio, i magistrati, come Trump e Salvini hanno scoperto. Tutte le toghe, allora, sono «rosse»? Naturalmente no. Così come non tutti i musulmani sono jihadisti. Il fatto è che basta un solo jihadista a fare notevole danno.
    Tornando all'ivg (interruzione volontaria della gravidanza), Guzzo nel suo libro comincia col ricostruire la «nube tossica» di Seveso, davvero tossica per le menti e le coscienze, tant'è che subito dopo il popolo italiano votò l'introduzione dell'aborto (pardon, ivg). Feti malformati dalla diossina? Nessuno. Ma su questo i riflettori vennero subito spenti. Ho l'età per ricordare, al tempo della campagna sul referendum, le truppe pannellate gridare a tutti i venti delle 20.000 donne morte ogni anno in Italia per aborto clandestino. Come facessero a saperlo, visto che era clandestino, a nessuno venne in mente di chiederlo. In quei giorni preparavo l'esame di demografia all'università e lessi i dati Istat sulle donne morte in Italia, quell'anno: 11.500. Per qualsiasi causa, dall'infarto all'incidente domestico. Ma ero uno studente e non avevo i mezzi per farlo sapere a tutti.
    Anche questi fatti Guzzo rammenta. Il suo libro è pieno di chicche di questo tipo, di cui le più gustose sono quelle meno conosciute. Ma restiamo sull'attualità. Le fake news. Ebbene, ci sono sempre state, fin da quando gli egizi scolpirono sulle loro stele la vittoria del faraone sugli hittiti, vittoria che non ci fu mai. Ma eccole diventate un problema planetario da quando è stato eletto Trump. Le «influenze russe» sulle elezioni americane (e magari italiane) sono da allora un «pericolo per la democrazia» perché Trump, in campagna elettorale, aveva detto di considerare chiusa la guerra fredda e di volere andare d'accordo con Putin. Così, una volta eletto, ha dovuto cambiare radicalmente idea, sennò «confermerebbe» che sono state le «influenze russe» a farlo eleggere. Eh, la propaganda politica l'hanno inventata i giacobini. Impossibile batterli nell'arte, maligna, di plagiare le menti.
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