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Lituraterre - Rotocalco di informazione letteraria e novità editoriali di Radio Statale
Lituraterre - Rotocalco di informazione letteraria e novità editoriali di Radio Statale
In questo episodio, ai microfoni di Lituraterre hanno aperto le danze Mike e Sara, che in pochi minuti hanno tentato di spiegarci quel caso letterario insolito e straordinario che è "Casa di foglie" di Mark Z. Danielewsky, pubblicato da 66thand2nd, la cui nuova traduzione ha creato un certo hype, soprattutto tra quei lettori che sin dalla sua prima pubblicazione in italiano avevano alimentato intorno al libro un certo culto, sia per via della storia editoriale travagliata e misteriosa, sia per via della forma quantomeno inusuale. Clara e Silvia ci hanno poi raccontato di "Un dolore così dolce" di David Nicholls, uscito recentemente per Neri Pozza, romanzo di formazione che vuole mettere in scena la paradigmatica storia di un primo amore, con risultati che tuttavia non sembrano raggiungere il grado di originalità sperato e che non hanno convinto del tutto le nostre lettrici. Per concludere, torna Poehistoire, la nostra rubrica di letteratura storica, nella quale, questa volta, Roberto ha scelto di leggere per noi "Il catalogo dei libri naufragati", primo libro tradotto in italiano di Edward Wilson-Lee, uscito per Bollati Boringhieri, spalancandoci le porte di una biblioteca universale dal sapore borgesiano sulle orme del figlio di Cristoforo Colombo. Chiude la puntata con i saluti Sofia, dopo averla condotta da labirintici tragitti narrativi attraverso fatali incontri di destini fino a smaniose classificazioni totalizzanti.
In questo episodio di Lituraterre sono stati recensiti tre libri: "Cercami" (Guanda) di André Aciman da Paolo Castellano, Veronica Colombo e Sofia Mazzoni; "Cronofagia" (D Editore) di Davide Mazzocco da Arianna Preite e Sheila Khan; "Il regno corrotto" (Mondadori) di Leigh Bardugo da Giorgia Demuro. Ha presentato Elena De Luca. Alla regia invece Michele Polletta.
Giorgia Demuro ha recensito "Sei di corvi" di Leigh Bardugo.***A Ketterdam, vivace centro di scambi commerciali internazionali, non c'è niente che non possa essere comprato e nessuno lo sa meglio di Kaz Brekker, cresciuto nei vicoli bui e dannati del Barile, la zona più malfamata della città, un ricettacolo di sporcizia, vizi e violenza. Kaz, detto anche Manisporche, è un ladro spietato, bugiardo e senza un grammo di coscienza che si muove con disinvoltura tra bische clandestine, traffici illeciti e bordelli, con indosso gli immancabili guanti di pelle nera e un bastone decorato con una testa di corvo. Uno che, nonostante la giovane età, tutti hanno imparato a temere e rispettare. Un giorno Brekker viene avvicinato da uno dei più ricchi e potenti mercanti della città e gli viene offerta una ricompensa esorbitante a patto che riesca a liberare lo scienziato Bo Yul-Bayur dalla leggendaria Corte di Ghiaccio, una fortezza considerata da tutti inespugnabile. Una missione impossibile che Kaz non è in grado di affrontare da solo. Assoldati i cinque compagni di avventura – un detenuto con sete di vendetta, un tiratore scelto col vizio del gioco, uno scappato di casa con un passato da privilegiato, una spia che tutti chiamano lo "Spettro", una ragazza dotata di poteri magici –, ladri e delinquenti con capacità fuori dal comune e così disperati da non tirarsi indietro nemmeno davanti alla possibilità concreta di non fare più ritorno a casa, Kaz è pronto a tentare l'ambizioso quanto azzardato colpo. Per riuscirci, però, lui e i suoi compagni dovranno imparare a lavorare in squadra e a fidarsi l'uno dell'altro, perché il loro potenziale può sì condurli a compiere grandi cose, ma anche provocare grossi danni... Finalmente arriva in Italia il primo romanzo della duologia che ha consacrato Leigh Bardugo come una delle voci più talentuose e autorevoli della narrativa fantasy. Una serie ambientata in un mondo articolato e straordinario, il GrishaVerse, dove si muovono personaggi sapientemente costruiti e sfaccettati. Una storia avventurosa ricca di colpi di scena che vi mancherà nell'istante stesso in cui avrete letto l'ultima pagina.
Arianna Preite ed Elena De Luca recensiscono "Confidenza" (Einaudi) di Domenico Starnone. ***Pietro vive con Teresa un amore tempestoso. Dopo l’ennesimo litigio, a lei viene un’idea: raccontami qualcosa che non hai mai detto a nessuno – gli propone -, raccontami la cosa di cui ti vergogni di più, e io farò altrettanto. Così rimarremo uniti per sempre. Si lasceranno, naturalmente, poco dopo. Ma una relazione finita è spesso la miccia per quella successiva, soprattutto per chi ha bisogno di conferme. Così, quando Pietro incontra Nadia, s’innamora all’istante della sua ritrosia, della sua morbidezza dopo tanti spigoli. Pochi giorni prima delle nozze, però, Teresa magicamente ricompare. E con lei l’ombra di quello che si sono confessati a vicenda, quasi un avvertimento: «Attento a te». Da quel momento in poi la confidenza che si sono scambiati lo seguirà minacciosa: la buona volontà poggia sulla cattiva coscienza, e Pietro non potrà mai più dimenticarlo. Anche perché Teresa si riaffaccia sempre, puntualmente, davanti a ogni bivio esistenziale. O è lui che continua a cercarla? Dopo il successo internazionale di Lacci e Scherzetto, Domenico Starnone aggiunge una pagina potente al suo lavoro di scavo sull’ambivalenza delle persone e delle relazioni. Con uno sguardo insieme complice e distaccato, e la leggerezza lancinante che possiedono soltanto le grandi narrazioni, ci racconta di un uomo inadeguato a se stesso e alle proprie ambizioni. Ma in realtà ci racconta di noi, di quanto sismico sia il terreno su cui si regge la costruzione della nostra identità.
In questo episodio di Lituraterre sono stati recensiti tre libri: "Confidenza" (Einaudi) di Domenico Starnone da Arianna Preite ed Elena De Luca; "Il pozzo" (Iperborea) di Regina Ezra da Sabrina Bazzocchi, Selena Lamenosa Ferrario e Sofia Mazzoni; "Sei di corvi" di Leigh Bardugo da Giorgia Demuro. Ha presentato e gestito la regia Michele Polletta.
Sabrina Bazzocchi, Selena Lamenosa Ferrario e Sofia Mazzoni hanno recensito "Il pozzo" (Iperborea) di Regina Ezra. ***Nella quiete incantata di un lago della campagna baltica, durante un’estate dei primi anni Settanta, Rūdolfs, medico di Riga, assapora la sua vacanza solitaria. Costretto a chiedere in prestito una barca in un antico casale, vi trova una donna esile, scalza, in camicetta e pantaloni consunti, lo sguardo sfuggente e impenetrabile che a tratti tradisce una segreta inquietudine, i modi ritrosi che senza volerlo emanano una grazia ammaliante. È Laura, che lì vive con i suoi due bambini insieme alla suocera Alvīne e alla cognata Vija, in un gineceo percorso da tensioni sotterranee e tenere complicità nell’ingombrante assenza di Ričs, in carcere per un omicidio accidentale. Ričs il figlio ribelle di Alvīne, erede di una tragica saga famigliare che ha attraversato il passato nazista e il presente sovietico della Lettonia. Ričs il marito che Laura, nella distanza, ha scoperto di non amare, ma che attraverso la distanza la incatena al ruolo soffocante di moglie devota. Nel succedersi dei giorni e degli incontri apparentemente innocui intorno al lago, fra Rūdolfs e Laura nasce un’intesa di sguardi e di anime sempre più fremente, un bruciante desiderio di vicinanza che si nutre di silenzi carichi di attesa, piccoli gesti che parlano, mani che si sfiorano e per un attimo credono di potersi afferrare. Con una prosa vivida e raffinatissima, capace di rendere l’incanto di un istante e il potere evocativo di un dettaglio, Il pozzo racconta un mondo circondato dall’acqua e avvolto dai lunghi crepuscoli dell’estate nordica, una realtà fluida e sfumata come lo sono i rapporti umani e i paesaggi interiori in cui ci immerge, tra gli effetti più sottili della solitudine e del desiderio.
Roberto Rossi ha recensito "La macchina del vento" (Einaudi) di Wu Ming 1 ai microfoni di Radio Statale. ***Isola di Ventotene, colonia di confino degli antifascisti, 1939. Erminio è un giovane socialista, ex studente di Lettere a Bologna. Voleva fare la tesi sui mari d’Italia nei miti greci e adesso, ironia della sorte, è segregato su uno scoglio nel Tirreno, di fronte alla dimora della maga Circe, dove rischia di impazzire. Per non cedere, Erminio guarda all’esempio di un compagno piú anziano, un uomo carismatico e tenace, da dieci anni prigioniero del regime. Si chiama Sandro Pertini. Una mattina d’autunno, dal piroscafo Regina Elena sbarca in catene Giacomo, un nuovo confinato. È un fisico romano e ha un segreto. Anzi, piú di uno. Mentre l’Italia entra in guerra e la guerra travolge l’Italia, le stranezze di Giacomo e i misteri sul suo conto influenzano Erminio, innescando una reazione a catena e trasformando l’isola in un crocevia di epoche e mondi. Perché a Ventotene ci sono anarchici, utopisti, futuri partigiani, costituenti, pionieri dell’Europa unita… Ma c’è chi sogna ancor piú in grande di loro.
Clara De Andreis e Silvia De Martis hanno recensito "La luna a forma di spada" (Edizioni del Gattaccio) di Mao Wen ai microfoni di Radio Statale. ***Una melodia struggente e triste eppure densa di fascino, ascoltata in un parco e suonata su uno strumento tradizionale cinese fa incontrare persone di età, esperienze, provenienze molto differenti. Questo romanzo segue da vicino ciascuna di queste persone, narra le situazioni drammatiche in cui si vengono a trovare, di affetti spezzati, di persecuzioni nel proprio stesso Paese, della fuga di donne e uomini residenti nella Cina di allora e in Europa. Di nostalgia, di solitudine, del lento ricostruirsi di legami con altri, la propria storia, le proprie lingua e cultura. Con se stessi. Lungo il tempo egli eventi avvenuti in Cina fra il 1957 e il 1989.
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