Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

By Monastero di S.Vincenzo Martire - Bassano Romano (VT)Christianity
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Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno episodes

  • [Lun 14] Commento: Niente... se non il segno di Giona...
    La folla richiede un miracolo strepitoso da Gesù. Non le bastano le parole del Maestro né i suoi numerosi gesti significativi. Pur avendo visto le tante opere, non hanno accolto la parola; invece di dare segno di obbedienza, hanno addirittura preteso che lui obbedisse loro, esibendosi con ulteriori segni. E' giusto che ci siano segni per indicare qualcosa che va oltre il nostro orizzonte; però è sbagliato sia fermarsi ad essi invece che andare oltre, sia cercarne ancora quando si è giunti a ciò che indicano. E Gesù rifiuta di darne, perché egli stesso è un segno come lo fu Giona: segno della misericordia di Dio per tutti, tanto efficace che perfino i niniviti si convertirono al suo annuncio. “Poiché come Giona fu un segno per i niniviti, così anche il Figlio dell'uomo lo sarà per questa generazione”. Il segno di Giona sarebbe allora la predicazione di Gesù, tesa alla conversione di questa “generazione malvagia” ma da essa disattesa, almeno dalla maggior parte. Il detto di Giona si collega con quello sulla “regina del sud”, che si assocerà ai niniviti, “nel giudizio, per condannare gli uomini di questa generazione, perché essa venne dall'estremità della terra per ascoltare la sapienza di Salomone”. Gesù costituisce il punto di convergenza della tradizione profetica e sapienziale della Scrittura; anzi egli le supera in quanto la sua parola e la sua azione annunciano il compimento. La liberazione dal giudizio di condanna, che tocca anche noi, è la nostra conversione all'annuncio di misericordia di colui che è più di Salomone e di Giona.
    2 min
  • [Dom 13] Commento: Un cammello... può passare per la cruna di un ago?
    Il segreto del brano evangelico di oggi è tutto in quello sguardo che Gesù riserva a quel “tale” che gli era corso incontro con tanto entusiasmo, gettandosi ai suoi piedi e chiedendogli: “Maestro buono, che cosa devo fare per avere la vita eterna? Gesù fissando su di lui lo sguardo, lo amò”. E' un dettaglio di toccante tenerezza. La forza di quello sguardo e la carica di quell'amore spingono ad accogliere quanto lo Spirito ci può suggerire. Ma all'invito a lasciare tutto, si rattristò e “se ne andò”. Per quel “tale” le ricchezze hanno contato più di quello sguardo di amorevolezza. Per lui, la sicurezza offerta da quello che possedeva, “aveva molti beni”, era un vantaggio a cui non avrebbe rinunciato per nessuna cosa al mondo. Neanche per seguire Gesù. Ecco perché le ricchezze possono essere pericolose. Ecco perché Gesù lancia quel famoso detto: “E' più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio”. Tutto quello che si possiede a vario titolo, ossia tutto quello che “ci possiede”, in definitiva ci impedisce di abbandonarci al progetto di Dio. Gesù dà senso alla vita, proiettandoci verso il futuro. Propone ad ogni uomo di andare oltre: “Una sola cosa ti manca”. Al quel “tale” Gesù non fa discorsi spirituali, ma: “Lascia quello che hai, dà le tue ricchezze ai poveri, vieni con me, lotta con me per l'avvento del regno di Dio”. Se quel “tale” ha fallito, “ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito” - rispose Pietro a nome degli altri - che cosa ci toccherà? Allo sgomento che circolava nel gruppo per le parole severe, che erano state dette e per quanto avevano visto, Gesù si premura di avvolgere i suoi discepoli in un clima di affetto, come aveva fatto con l'uomo ricco, “riceverete cento volte tanto nel presente, insieme a persecuzioni, e nel futuro, la vita eterna.” A tali beni, nel presente secolo, Gesù aggiunge anche le persecuzioni, come sorte dei discepoli, che li rende simili al loro Maestro e Signore, il quale ha accettato la passione per operare la redenzione.
    3 min
  • [Sab 12] Commento: Beati coloro che ascoltano la parola di Dio...
    Le parole che ascoltiamo oggi riecheggiano all'inizio del Vangelo di Luca, quando una donna benedice Maria, come aveva fatto Elisabetta, vedendo avverarsi in lei le promesse fatte ad Abramo. E' la tipica lode di una madre che invidia un'altra madre. Gesù risponde, chiarendo il vero oggetto della beatitudine: “Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano”. La vera beatitudine di Maria non consiste nella sua maternità fisica, né perché avvertiva che l'Eterno prendeva il ritmo e la cadenza dei suoi giorni, ma fu beata perché ha creduto. Maria fu la prima che ascoltò e disse: “Eccomi, sono la serva del Signore”. La sua maternità, prima che nel ventre, fu nell'orecchio e nel cuore. Essa obbedì, e per questo fu madre. La sua stessa beatitudine è quindi di chiunque accoglie il seme della Parola. Per l'ascolto di Maria il Verbo di Dio si è fatto sua carne. L'ascolto, come lo fu all'inizio, così resta per tutto il tempo successivo il principio dell'incarnazione. Ora Gesù che annuncia la Parola diviene la Parola che lo annuncia. Si passa dal tempo di Gesù a quello della Chiesa. Essa nell'ascolto e nella custodia della Parola, si fa contemporanea a lui. Il Verbo, fatto carne in Gesù nel seno di Maria, è tornato ad essere Parola scritta per farsi carne in chi l'ascolta.
    2 min
  • [Ven 11] Commento: E' giunto a voi il regno di Dio...
    Alla guarigione di un ossesso, Luca ha unito la serrata discussione di Gesù con alcuni della folla intorno al potere di scacciare i demòni. Essi sono persuasi che Gesù compia questi gesti “in nome di Beelzebùl, capo dei demòni”. Quindi la testimonianza messianica dell'opera liberatrice di Gesù sarebbe del tutto falsa. Tanto che altri per metterlo alla prova, gli chiedevano un segno dal cielo, appunto per autenticare le sue pretese messianiche. Comunque il “segno dal cielo” che Dio dà, non è mai di potenza, ma di umiltà, è la croce. In quel segno dona tutto se stesso, e si rivela come amore per noi. La risposta di Gesù a quelle malevoli e calunniose insinuazioni è decisa e stringente: “Che se anche Satana è diviso in se stesso, come potrà sussistere? E, i vostri figli, in nome di chi li scacciano?”. Queste argomentazioni polemiche introducono una spiegazione che è un annuncio: se nella potenza dello Spirito di Dio, Gesù scaccia i demoni, è chiaro che “è giunto a voi il regno di Dio”. Succede, come nel caso di quel uomo forte, che fa la guardia al suo palazzo. Se ne giunge “un altro più forte di lui e lo vince” si impossessa di quella abitazione. Gesù è il più forte, preannunciato già dal Battista, è il sole che viene dall'alto. La casa dell'uomo era occupata dal nemico a causa del peccato. Ora viene liberata da Gesù, e il peccatore può ritornare a “casa sua” nel regno del Padre da cui era fuggito per la disubbidienza. Gesù ci dice di stare attenti per non tornare prigionieri di Satana, perché è sempre un leone ruggente che cerca di divorare, bisogna resistergli nella fede. Lo si vince semplicemente, tenendo salda la fiducia nel Padre.
    3 min
  • [Gio 10] Vangelo: Gal 3, 1-5; Sal da Lc 1; Lc 11, 5-13.
    In quel tempo, Gesù disse ai discepoli:
    «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: "Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli", e se quello dall'interno gli risponde: "Non m'importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani", vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.
    Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.
    Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».
    2 min
  • [Gio 10] Commento: Chiedete e vi sarà dato...
    Dalla preghiera di ieri sul “Padre nostro”, l'accento del brano evangelico odierno è posto sull'efficacia della preghiera, fatta naturalmente con una costante insistenza. Il testo lo esplicita attraverso due semplici parabole. La prima è di colui che si reca da un amico a mezzanotte per chiedergli del pane. E' l'ora del bisogno più acuto e della somma improbabilità di essere ascoltato. Ma sa di ottenerlo, nonostante le difficoltà, perché è suo amico. Il pane della vita è Gesù, ed è sempre nostro amico, ci possiamo contare. La seconda parabola approfondisce la categoria dell'essere padre. “Quale padre tra voi, dice Gesù, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà al posto del pesce una serpe?” Questo è inconcepibile! Ebbene, quanto più il vostro Padre del cielo è disposto ad ascoltare e ad accogliere la supplica di chi lo invoca con insistenza. Gesù, nel Vangelo di Luca, ci propone ancora un'ardita richiesta. Occorre chiedere a Dio, proprio perché ci è Padre, in primo luogo, il grande bene ch'egli vuole darci, cioè il suo stesso Spirito. Noi che siamo suoi figli, compartecipiamo per grazia alla vita divina in Gesù. Chiedere lo Spirito Santo significa chiedere santità e sapienza, i doni più preziosi che Dio ci riserva proprio per renderci la vita più giusta e più in pace, anche in questo mondo. La confidenza quindi in Dio, che sappiamo Padre buono, informato di ogni nostra necessità, prima ancora che gliela chiediamo, ci garantisce un esito buono alle nostre richieste. “Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto.” Il Signore ci fa passare dai bisogni che abbiamo al bisogno che siamo. Se abbiamo bisogno dei suoi doni, siamo soprattutto bisognosi di lui.
    3 min
  • [Mer 9] Commento: Signore, insegnaci a pregare...
    Ieri il Vangelo, esaltando l'atteggiamento di Maria, sorella di Marta, ci ha ben ricordato la saggezza del saper stare con Dio. Oggi lo stesso Vangelo ci insegna come dobbiamo pregare. Un giorno, narra Luca, Gesù si trovava in un luogo a pregare, e quand'ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: “Signore, insegnaci a pregare”. Abbiamo in questo modo la preghiera del Signore, giunta a noi in duplice forma: l'una, più breve, tramandata da Luca, l'altra, più lunga, tramandata da Matteo e fatta propria dalla Chiesa. “Padre, sia santificato il tuo nome,venga il tuo regno e dacci oggi il nostro pane quotidiano”. E' una preghiera che si rivolge a un Dio, che in primo luogo lo incontriamo come Padre. Questa è la Parola che ci genera nella nostra verità di figli. Gesù è venuto a insegnarcela. Accogliamola con l'atteggiamento di Maria, seduta ai suoi piedi. Dopo di averci svelato il suo mistero di Figlio e di fratello, con questa preghiera ci fa entrare nella paternità di Dio: in essa desideriamo quanto ci occorre per vivere. E' quanto lui stesso ci dona nell'Eucaristia, in cui offre se stesso come nostro cibo. Questa preghiera è un dialogo diretto tra un tu, che è il Padre e un tu, noi, che è il vero io, in quanto in comunione con il Figlio e con i fratelli. Ciò che chiediamo nel “Padre nostro” è già tutto realizzato e donato a noi nel Figlio: la santificazione del Nome, l'avvento del Regno, il dono del Pane, del perdono e della filiale fiducia. Chiedendo, apriamo la mano per ricevere. La preghiera del Signore è la sintesi di ogni preghiera. La rivolgiamo al Padre sempre in comunione con tutti e per tutti. “Quando pregate, dite...”. La preghiera cristiana è dire, in obbedienza a Gesù, ciò che lui ci insegna. Invochiamo il dono di conoscere e accettare la paternità e la conseguente fraternità. Chiedendo quei doni che il padre vuole fare a tutti nel Figlio.
    3 min
  • [Mer 9] Vangelo: Gal 2,1-2.7-14; Sal 116; Lc 11, 1-4.
    Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli».
    Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite:
    Padre,
    sia santificato il tuo nome,
    venga il tuo regno;
    dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,
    e perdona a noi i nostri peccati,
    anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,
    e non abbandonarci alla tentazione».
    1 min
  • [Mar 8] Commento: Maria ha scelto la parte migliore...
    Un altro insegnamento di Gesù che sposta completamente la nostra attenzione a un'altra categoria fondamentale dell'essere cristiani. E' il Vangelo delle due sorelle, Marta e Maria, che accolsero Gesù nella loro casa. Maria, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola. Marta invece era tutta presa nel preparare il necessario agli ospiti. Ecco allora la sua spontanea protesta, e comando che Gesù le dia una mano per convincere sua sorella. Ed egli le risponde in modo forte e comprensivo. “Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti affanni per molte cose, ma Maria si è scelto la parte migliore”. Non è che l'occupazione di Marta sia disdegnata da Gesù, tanto meno condannata. C'è una gerarchia di valori. Se infatti cominciamo col disperderci, come fa Marta, anche per cose necessarie, difficilmente troveremo un equilibrio di vita. Non si può avere occhi cristiani, se questi non si sono immersi nella luce di Dio, “nella tua luce vediamo la luce”. Non si può avere un cuore cristiano se questo cuore non ha imparato a vibrare alla parola di Dio nel silenzio della contemplazione e della preghiera. La parola di Gesù è la prima opera di misericordia del Padre verso tutti i suoi figli. Per questo i discepoli dicono: “Non è giusto che noi trascuriamo la parola di Dio per il servizio delle mense, e ancora: “Non di solo pane vive l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”. Come conclusione è bello quello che fa dire Agostino a Gesù per Marta “Tu stai navigando, essa è già in porto”.
    2 min
  • [Mar 8] Vangelo: Gal 1, 13-24; Sal 138; Lc 10, 38-42.
    In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò.
    Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi.
    Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t'importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c'è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».
    1 min

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