Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

By Monastero di S.Vincenzo Martire - Bassano Romano (VT)Christianity
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Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno episodes

  • [Mer 7] Vangelo: Is 40, 25-31; Sal.102; Mt 11, 28-30.
    In quel tempo, Gesù disse: "Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero".
    1 min
  • [Mer 7] Commento: Vi aspetto… venite a me…
    “Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò”. È bello che il Vangelo ci rivolga queste brevi e intense parole proprio in questo tempo di Avvento. Infatti dice il salmista: “Egli perdona tutte le tue colpe, guarisce tutte le tue infermità. Salva dalla fossa la tua vita, ti circonda di bontà e misericordia. Non ci tratta secondo i nostri peccati e non ci ripaga secondo le nostre colpe”. Penso che sia una lieta notizia da parte di Gesù. Finché uno vive lontano dal Signore, la sua vita manca di qualcosa, non ha senso e fondamentalmente sperimenta la fatica di vivere e non si sente mai libero. Quindi il Vangelo di oggi ci richiama a avere il coraggio e l’umiltà di consegnare a Gesù la nostra stanchezza e oppressione, soprattutto per non perdere questa opportunità del tempo di grazia che è l’Avvento. La conversione è anche lasciare che Gesù entri in maniera decisiva in ogni pezzetto della nostra esistenza. “Sono mite e umile di cuore”… in questo tempo di attesa siamo chiamati ad imparare da Gesù, che è umile di cuore. Siamo chiamati all’umiltà nei pensieri, quindi dovremo imparare a coltivare il silenzio interiore e solo l’umiltà ci può aiutare a fare il silenzio interiore. Abbiamo tante cause di continuo disturbo e sono le passioni, i sentimenti negativi: l’ira, l’invidia, il rancore, la gelosia… Se noi mettiamo a tacere tutto questo, allora sentiremo emergere il nostro cuore umile e nascosto cioè il meglio di noi. Ecco perché Sant’Elisabetta della Trinità, poco prima di morire disse: “Mi fossi dimenticata di più”. L’umiltà è dimenticanza ma anche c’è più gioia nell’umiltà. Quella gioia che splendeva tutta in Maria, l’umile serva del Signore. Infatti esclamò: “l’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio mio salvatore perché ha guardato all’umiltà della sua serva”. Impariamo anche noi da Maria! Perché, e lo sappiamo bene, che il contrario della mitezza e dell’umiltà è la “rabbia e la superbia”, e troppe volte noi perdiamo ore della nostra vita vivendo da arrabbiati pensando sempre di avere ragione. La verità è che la nostra vita può cambiare solo quando cambiamo l’atteggiamento con cui l’affrontiamo. Amen
    3 min
  • [Mar 6] Commento: E farà festa perché l’ha trovata…
    “Che cosa vi pare? Se un uomo ha cento pecore e una di loro si smarrisce, non lascerà forse le novantanove sui monti e andrà cercare quella che si è smarrita?”. Nella società odierna, caratterizzata anche da tanti sprechi, una sola pecora non varrerebbe la pena mettersi a cercarla. Ma in questo esempio emerge l’amore e l’attenzione che questo pastore ha nei confronti delle sue pecore e quindi ogni sua pecora è unica. Infatti l’amore rende ogni cosa unica e consente di avere anche una lettura diversificata del mondo che ci circonda. Gesù, è il buon pastore per eccellenza che ci ama di un amore che non si arrende davanti alla nostra miseria, che ci viene a cercare, che non smette di farlo finché non ci ha ritrovati. Gesù nel Vangelo di oggi ci dice che Dio è “antropomorfico” perché è un Dio vicino a noi, che fa strada con noi, si preoccupa di noi perché non è un “motore immobile” come lo avrebbe detto Aristotele. Ecco un motivo di più in questo tempo di Avvento di lasciarsi trovare da Lui. Se noi lo stiamo cercando, perché è Lui che ha messo dentro di noi questa sana inquietudine, anzi è Lui che ci sta cercando di più. Ed è proprio l’essenza di questo tempo di Avvento, Dio che ci viene incontro mediante suo figlio diletto. “Se gli riesce di trovarla, in verità vi dico, si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite”. Penso che sia la gioia la causa principale dell’amore. Infatti, Dio ci ama e prova infinita gioia nel cercarci e nel trovarci come emerge nel Vangelo di oggi.
    2 min
  • [Sab 6] Vangelo: Is 30, 19-21.23-26; Sal.146; Mt 9, 35-10,1.6-8.
    In quel tempo, Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità.
    Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!».
    Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità.
    E li inviò ordinando loro: «Rivolgetevi alle pecore perdute della casa d'Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».
    2 min
  • [Lun 5] Commento: Egli viene a salvarci…
    Partendo dalla prima lettura, la Parola di oggi risuona come un incoraggiamento. Infatti dice il profeta Isaia: “coraggio, non temete! Ecco il vostro Dio, giunge la vendetta, la ricompensa divina. Egli viene a salvarvi”. Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e si schiuderanno gli orecchi dei sordi… Penso anche il Vangelo si inserisce nella stessa logica e che appunto ha come protagonista un paralitico: “Ed ecco alcuni uomini, portando sopra un letto un paralitico, cercavano di farlo passare e metterlo davanti a lui. Non trovando da qual parte introdurlo a causa della folla, salirono sul tetto e lo calarono attraverso le tegole con il lettuccio davanti a Gesù, nel mezzo della stanza. Veduta la loro fede, disse: «Uomo, i tuoi peccati ti sono rimessi»”. Alla luce del brano di oggi, Gesù ci fa capire che il peccato è peggiore della malattia, che la paràlisi del corpo potrebbe essere determina da quella dell’anima. Ecco perché la prima preoccupazione di Gesù è di liberare quell’uomo dal peccato. Fortunatamente questo paralitico aveva amici creativi che con una manovra abbastanza difficile lo calarono dal tetto. Questo gesto può essere interpretato come una sorte di intercessione presso Gesù da parte degli amici. È proprio vedendo la loro determinazione che Gesù interrompe la discussione e fa ciò che lo caratterizza principalmente: perdona e guarisce. Questo perdono donato, invece di suscitare gratitudine in coloro che fino a un minuto prima discutevano con Lui, provoca indignazione: “Gli scribi e i farisei cominciarono a discutere dicendo: «Chi è costui che pronuncia bestemmie? Chi può rimettere i peccati, se non Dio soltanto?»”. Si chiede il Salmista: se il Signore considera le nostre colpe chi sussisterà? Dio è ricco di perdono. Infatti il perdono risana il rapporto con Dio troncato dal peccato. Questo tempo di Avvento è una grande opportunità per ciascuno di noi per rinnovare la propria relazione con Dio, perché Egli viene a salvarci. Amen!
    3 min
  • [Dom 4] Commento: Il deserto e Giovanni...
    Il Vangelo di questa seconda domenica di avvento ci consenta di riflettere sulla figura di Giovanni il Battista. Infatti, Giovanni predica la conversione e opera un battesimo che prepari la gente ad accogliere il Signore. E tutta la scena si gioca nel deserto. Il deserto, lo sappiamo, è un luogo molto pericoloso ma ha anche dei pregi. Infatti è uno luogo di solitudine quindi molto favorevole per l'incontro con Dio nella preghiera. Ecco perché proprio nel deserto Giovanni invita alla conversione perché il regno dei cieli è vicino. Giovanni, con tanta umiltà, si definisce voce di uno che è Parola: Gesù. Uno su cui, come dice il profeta Isaia nella prima lettura, si poserà lo spirito del Signore, lo spirito di sapienza e intelligenza, spirito di consiglio e di fortezza, spirito di conoscenza e di timore del Signore. E uno che viene a ristabilire l’ordine primordiale… ecco perché la stessa profezia diceva che il lupo dimorerà insieme con l’agnello, il leopardo si sdraierà accanto al capretto… Giovanni, nella sua missione però non si limita solo a quest’invito alla conversione, ma la sua stessa vita vissuta nell’ascesi radicale fa emergere tale cammino di conversione. Infatti, il suo vestito, il suo mangiare, evoca una persona che vive la dimensione che il deserto stesso offre. Proprio grazie a questo, e non solo, Giovanni ispirava fiducia. Ecco perché la gente veniva da lui in gran numero per farsi battezzare. Nella sua missione Giovanni non guardava nessuno in faccia ecco perché non aveva paura di scagliarsi contro i farisei e i sadducei, cioè i potenti del tempo, perché si sentivano al sicuro. Quindi questo messaggio di Giovanni è anche valido per noi. La conversione non è altra cosa che vivere nella verità e nella trasparenza, cambiare vita, lasciando da parte tutto quello che ci può allontanare da Dio. Quindi in questa seconda domenica di Avvento, Giovanni ci invita a svegliarci da ogni sonno e a prendere sul serio la nostra vita di fede. Amen!
    3 min
  • [Sab 3] Vangelo: Is 30, 19-21.23-26; Sal.146; Mt 9, 35-10,1.6-8.
    In quel tempo, Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità.
    Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!».
    Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità.
    E li inviò ordinando loro: «Rivolgetevi alle pecore perdute della casa d'Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».
    2 min
  • [Sab 3] Commento: E chiamati a sé... li inviò...
    Il brano del Vangelo di oggi ci descrive un Gesù in pieno esercizio della sua missione, un Gesù missionario che stava toccando con mano i bisogni reali delle persone…, e ne ebbe compassione. Ecco perché disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il Signore della messe perché mandi operai nella sua messe!». Questa richiesta di operai del vangelo emerge, direi, a partire dallo sguardo di compassione che Gesù ebbe nei confronti delle folle sfinite. Quindi la nostra chiamata non dovrebbe essere fine a se stessa. Infatti, alla luce del Vangelo di oggi, Gesù ci chiede, nella realizzazione della nostra vocazione, di essere per… gli altri, prendendo sul serio le loro ansie, le loro paure e i loro bisogni. Oggi, più che mai, il mondo ha bisogno di questa rivoluzione della compassione. Aver compassione vuole dire semplicemente soffrire con chi soffre, condividere la sofferenza dell’altro… La mia vocazione di cristiano non è finalizzata alla mia soddisfazione ma anche al bene di chi mi sta intorno. “Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro il potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattie e ogni infermità”. Il contenuto della loro missione non è diverso da quello della missione di Gesù, ch’è quello dell’annuncio dell’avvicinarsi del regno di Dio. E tutto il resto, cioè guarigioni, risuscitare i morti… è proprio la conseguenza di questa missione. Infatti il potere che loro hanno ricevuto da Gesù è un potere che ha come scopo la liberazione e la guarigione da tutto ciò che blocca la vita. Quindi approfittiamo di questo tempo di Avvento per rinnovare la nostra fiducia negli operai del vangelo che purtroppo (la fiducia) sembra scemare nel contesto attuale. Amen!
    3 min
  • [Ven 2] Commento: Pensate che io possa fare ciò?
    Questa scena che ci propone il Vangelo di oggi sembra inconcepibile : “Mentre Gesù si allontanava di là, due ciechi lo seguivano urlando: «Figlio di Davide, abbi pietà di noi»”. Infatti qualcuno si potrebbe chiedere come mai due ciechi riescono seguirlo? Tuttavia questo dettaglio è di grande consolazione per ognuno di noi perché si sta per compiere la profezia del profeta Isaia che leggiamo nella prima lettura. Infatti l’aveva predetto, “certo ancora un po’ e udranno in quel giorno i sordi le parole del libro; liberati dall’oscurità e dalle tenebre, gli occhi dei ciechi vedranno”. In realtà siamo tutti dei ciechi a causa dei nostri peccati quindi più che cecità fisica è una cecità spirituale. “Credete che io possa fare questo?” Anzitutto Gesù gli chiede la fede, e la fede non è altro che l’incontro personale con la persona di Gesù. Quindi il primo miracolo è proprio accorgersi di essere cieco come quelli di cui ci parla la pericope di oggi. È la cecità di chi cerca, una via d’uscita, una luce nuova attraverso cui vedere se stesso e gli altri. Con il ritornello del salmo ci fa ripetere: il Signore è mia luce e mia salvezza. Diceva il professore di Cristologia che: “Gesù dona questa luce nuova, ma non attraverso illuminazioni strane, bensì cambiando i nostri occhi. Il cristianesimo non è ricevere cose nuove, ma vedere in maniera nuova le stesse cose, perché ciò che è cambiato, che è guarito è il nostro sguardo. Chi ha questo tipo di guarigione vede esattamente come vede Cristo, diversamente è ostaggio del buio delle proprie paure, delle proprie ferite, dei giudizi che gli suscita l’Accusatore nel cuore.” Anche noi, in questo tempo di Avvento, impariamo da questi due ciechi che hanno avuto coscienza della loro infermità ed è proprio per questo che gridarono a Gesù di donargli la vista. “Figlio di Davide, abbi pietà di noi”. Amen!
    3 min
  • [Ven 2] Vangelo: Is 29, 17-24; Sal.26; Mt 9, 27-31.
    In quel tempo, mentre Gesù si allontanava, due ciechi lo seguirono gridando: «Figlio di Davide, abbi pietà di noi!».
    Entrato in casa, i ciechi gli si avvicinarono e Gesù disse loro: «Credete che io possa fare questo?». Gli risposero: «Sì, o Signore!».
    Allora toccò loro gli occhi e disse: «Avvenga per voi secondo la vostra fede». E si aprirono loro gli occhi.
    Quindi Gesù li ammonì dicendo: «Badate che nessuno lo sappia!». Ma essi, appena usciti, ne diffusero la notizia in tutta quella regione.
    1 min

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