Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

By Monastero di S.Vincenzo Martire - Bassano Romano (VT)Christianity
Download on the App Store

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno episodes

  • [Mar 13] Commento: I peccatori vi passeranno davanti...
    Si può evidenziare un collegamento tra le due letture di oggi, soprattutto tenendo presente quale è il soggetto che sa accogliere la salvezza: è il povero, l’umile... la salvezza è un dono che Dio concede a tutti coloro che si rivolgono a lui con cuore spezzato e umiliato. Ma “il Signore è vicino a chi lo cerca.” Infatti cerca il Signore chi soffre e non si arrende, chi è affranto di cuore ma non accetta che l’amarezza sia l’ultima parola sulla sua vita. Il racconto del Vangeli di oggi ci mette davanti ad una situazione ordinaria di famiglia: un padre che chiede un servizio al figlio. Il primo figlio risponde: non ne ho voglia, il primo è un figlio ribelle, reattivo, impulsivo, che prima di aderire a suo padre prova il bisogno imperioso, vitale, di affrontarlo, di misurarsi con lui, di contraddirlo. Questi non ha nulla di servile. Il secondo figlio invece dice sì ma non lo fa. Lui è un figlio servile, compiacente. È ancora un adolescente immaturo che si accontenta di apparire. Infatti “chi dei due ha compiuto la volontà del padre?” senza ombra di dubbio, il secondo, però l’obbedienza non è questione di parole ma di fatti, quindi è il primo figlio che aveva obbedito. Come anche emerge nel brano Evangelico odierno, i veri obbedienti sono proprio i peccatori, perché si convertono e credono. Effettivamente disse Gesù, “in verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio.” O padre, che per mezzo del tuo unico figlio hai fatto di noi una nuova creatura, guarda all’opera del tuo amore misericordioso, e con la venuta del Redentore salvaci dalle conseguenze del peccato. Amen.
    2 min
  • [Lun 12] Commento: Vieni, Signore Gesù!
    Con quale autorità fai questo? Chi ti ha dato questa autorità? Questa domanda dei sommi sacerdoti e degli gli anziani del popolo, probabilmente è da collegare con il gesto simbolico-profetico di Gesù che purifica il tempio, un gesto con cui afferma di essere ormai lui tempio vero nel quale si può incontrare il Dio. Qui si tratta di una vera inchiesta per imputare Gesù. La replica di Gesù non è una scappatoia ma piuttosto un modo elegante per smascherare la cattiva fede dei suoi avversari. Gesù, dunque, insegna con autorità, un'autorità che gli viene addirittura riconosciuta dai suoi nemici, un'autorità che originerà stupore nei suoi concittadini che notano la differenza tra il modo fresco e significativo di parlare di Gesù e quello abitudinario e noioso degli scribi. Lo scandalo degli anziani e dei dottori della legge nasce dal fatto che, secondo loro, davvero Gesù non ha nessun tipo di autorità, non è uno scriba, non si è preparato per anni a leggere e interpretare i rotoli della Torah. Però insegnava con autorità perché parlava della propria divina esperienza, parlava di Colui che l’aveva mandato. E quindi Gesù è poco capito e fa stupire i suoi interlocutori. Gesù, Maestro autodidatta, “è credibile perché non fa della sua cultura un'arma per affermare una diversità o per affermare un potere, ma davvero la usa per condurre il popolo semplice alla presenza di Dio”. Dio è sempre imprevedibile nelle sue vie; per riconoscerlo ed accoglierlo sono indispensabili la purezza di cuore, l’umiltà e la libertà. Abbiamo bisogno di luce, Signore, in questi tempi di confusione e di smarrimento, abbiamo bisogno di certezza e tu solo ce le puoi dare: vieni Signore Gesù, non tardare! Amen.
    2 min
  • [Dom 14] Vangelo: Is 35, 1-6. 8. 10; Sal. 145; Gc 5, 7-10; Mt 11, 2-11.
    In quel tempo, Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».
    Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re! Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: "Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via".
    In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui».
    2 min
  • [Dom 11] Commento: Gaudete, è vicina la vostra salvezza.
    Con questa terza domenica di Avvento siamo ormai vicini al traguardo e anche il Vangelo di oggi ci consente di nuovo a riflettere sulla figura di Giovanni Battista ormai in carcere perché era già troppo di scomodo per i potenti di allora. “La vera prigione del Battista non erano i quattro muri di Macheronte, ma il buio di Dio, come dirà Martin Buber, cioè l’improvvisa incertezza nei confronti della sua missione e di colui al quale aveva reso testimonianza e preparato la strada”. Ecco perché manda i suoi discepoli a domandare a Gesù : “Ma sei tu quello che deve venire?”. Il Battista è un uomo che sta soffrendo e in fondo sta soffrendo perché ha preparato l’arrivo di questo Messia. E che succede? Sicuramente in fondo si stava dicendo: “Ma, io sto soffrendo, e ti chiedo sto soffrendo a buon fine? Dammi conferma!” Quante volte succede anche a ciascuno di noi al punto di imprecare contro il Signore. “Signore parlami, perché quando sto facendo la tua volontà, e magari sto un po’ patendo, sto un po’ combattendo, ma vale la pena? Vale la pena perché ci sei tu! Ma dammi conferma! Io ne ho bisogno”. In questa domenica che è la domenica Gaudete!, la domenica dell’allegria, questo testo viene a dirci che noi tutti possiamo essere più grandi di Giovanni Battista, perché Giovanni Battista, conosceva la Legge, noi conosciamo la misericordia, e così arriva la salvezza. Cerchiamo oggi di scoprire la quotidianità di Gesù, la sua umanità, mitezza, il suo condividere la vita con noi. Beato quindi chi smette di chiedere segni e certezze definitive e beato chi scopre Dio proprio nell’oscurità del mondo e della propria vita, annullando se stesso. Amen!
    2 min
  • [Sab 10] Commento: Elia, Giovanni e… Cristo…
    “Allora i discepoli gli domandarono: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elia?»”. Nelle letture di oggi appare un elemento in comune cioè tutte e due parlano del profeta Elia. Il nome Elia significa il Signore è il mio Dio. Il compito del profeta è spiegato sotto un triplice aspetto: placare l’ira prima della venuta del Signore, ridare pace e riportare dall’esilio le tribù di Israele. Ma nel Vangelo di oggi Gesù ricorda ad alta voce che il destino di tutti i profeti è quello di non essere riconosciuti nel momento in cui parlano e profetizzano: “Ed egli rispose: «Sì, verrà Elia e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elia è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, l’hanno trattato come hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro»”. Gesù ha piena coscienza del suo triste destino e lo accenna più volte ai discepoli ma la loro mente non è capace di intenderlo. E solo nella conclusione del Vangelo odierno che i discepoli percepiscono come il nome di Giovanni Battista non era Elia ma egli ha svolto il compito di Elia, di essere profeta dell’ultima ora e di preparare il popolo al Regno di Dio, esattamente come emerge nella prima lettura. Purtroppo questa è un’amara verità che, a volte, capiamo l’importanza di qualcuno quando ormai è troppo tardi. Eppure basterebbe essere più semplici, più umili, più pazienti e più leali, per accorgerci che il Signore agisce nella nostra vita mediante cose anche più normali e meno evidenti. Penso che l’avvento sia anche il tempo in cui dobbiamo far pace con un Dio che non ha bisogno di attirare l’attenzione per venire al mondo, ma necessità di un cuore spezzato e umiliato, attento all’essenziale. Amen!
    2 min
  • [Sab 10] Vangelo: Sir 48, 1-4. 9-11; Sal.79; Mt 17, 10-13.
    Mentre scendevano dal monte, i discepoli domandarono a Gesù: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elìa?».
    Ed egli rispose: «Sì, verrà Elìa e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elìa è già venuto e non l'hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto. Così anche il Figlio dell'uomo dovrà soffrire per opera loro».
    Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista.
    1 min
  • [Ven 9] Commento: E’ oggi… è ora…
    Le parole del Vangelo di oggi sono di un’attualità estrema. Infatti Gesù disse: “A chi posso paragonare questa generazione? E simile a bambini che stanno seduti in piazze e, rivolti ai compagni, gridano: Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non avete pianto”. Infatti sembrano descrivere l’indifferenza, l’insensibilità, che caratterizza il mondo di oggi. Praticamente non c’è niente che vada bene a questi bambini. Non è per caso che Papa Francesco sta denunciando questa cultura dell’indifferenza, dell’insensibilità. Giovanni Battista non li ha accontentati, perché viveva una vita di ascesi troppo rigorosa. Dice il testo: “È venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e hanno detto: ha un demonio. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e dicono: ecco un mangione e un beone, amico dei pubblicani e dei peccatori.” Il più delle volte chi ha la critica facile lo fa in modo da avere una scusa per non fare qualcosa in prima persona. È sempre meglio puntare il dito che rimboccarsi le maniche, ma anche se questo è chiaro a tutti, continuiamo a vivere con un’apatia diffusa. Il problema non è nemmeno il modo, perché chi in fondo non vuole mettersi in gioco trova sempre un modo per non farlo. Si può essere sobri come Giovanni e finiranno per dire che sei troppo strano. Si può essere relazionali come Gesù e finiranno per leggere tutto questo con ambiguità. Nel nostro cammino di Avvento, il vangelo odierno ci chiama a cambiare i mondi ma non a partire dagli altri ma da noi stessi. Purtroppo, spesso siamo noi oggi quei bambini che non si lasciano implicare. Alla luce della pericope di oggi, ciascuno si potrebbe fare una domanda seria: in che modo mi sto preparando per accogliere il Figlio di Dio che viene nel mondo? Amen!
    3 min
  • [Mar 9] Vangelo: Is 40, 1-11; Sal.95; Mt 18, 12-14.
    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
    «Che cosa vi pare? Se un uomo ha cento pecore e una di loro si smarrisce, non lascerà le novantanove sui monti e andrà a cercare quella che si è smarrita?
    In verità io vi dico: se riesce a trovarla, si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite.
    Così è volontà del Padre vostro che è nei cieli, che neanche uno di questi piccoli si perda».
    1 min
  • [Gio 8] Vangelo: Gn 3,9-15.20; Sal. 97; Ef 1, 3-6.11-12; Lc 1, 26-38.
    In quel tempo, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».
    A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
    Allora Maria disse all'angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch'essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
    Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l'angelo si allontanò da lei.
    2 min
  • [Gio 8] Commento: La festa di oggi ci distrae forse dall’avvento?
    Siamo nella seconda settimana di Avvento, nel nostro cammino in preparazione al Natale, oggi, con questa solennità dell’Immacolata concezione, facciamo una sosta di contemplazione della figura di Maria. Si tratta forse di un evento che ci distrae? Penso proprio di no perché Maria ha sempre partecipato intimamente alla storia della salvezza: è serva, è discepola, è madre! Lo ribadisce anche il Concilio Vaticano II: “se ella è oggetto della nostra predicazione e della nostra venerazione, lo è per richiamare i credenti al Figlio suo, al suo sacrificio e all’amore del Padre”. In questa solennità, nella quale contempliamo Maria preservata da ogni contagio di colpa fin dal suo concepimento, ravvisiamo l’amore del Padre che ci ha benedetti e ci ha scelti per essere santi e immacolati di fronte a lui, figli adottivi mediante Gesù Cristo, come ce lo dice San Paolo nella seconda lettura. L’autore della Lettera agli Efesini insiste su questa vocazione che è anche vocazione sponsale di Israele davanti al Signore suo sposo, vocazione della Chiesa davanti a Cristo suo capo. Questo fatto teologico non è semplicemente un’idea, ma appunto una realtà, contemplata mirabilmente in Maria, figura e modello della Chiesa. Come emerge nel Vangelo di oggi, con il suo “Sì” radicale, Maria ha affidato tutta se stessa senza riserve. L’ingresso di Dio nel mondo, inaugurato con questo evento, presuppone in Maria una disposizione piena, pura e per questo preservata dal peccato originale e piena di grazia. Leggiamo nella colletta di oggi: dove lo si lascia entrare, Dio abita con la sua grazia, con i suoi doni. Maria è la bellezza della creazione che non volta le spalle a Dio, è l’umano che si fa dimora, è la prima redenta, preservata in previsione della morte del Figlio. In Maria è l’inizio della Chiesa; in Maria il piano di Salvezza voluto da Dio andrà a compimento: Nulla è impossibile a Dio. Con Maria, noi andiamo con gioia incontro al Signore. Amen!
    3 min

About Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

From the publisher's feed

Liturgia della settimana, preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire di Bassano Romano (VT)

More shows like Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

The Pope's Voice by Radio Vaticana - Vatican News

The Pope's Voice

63 Listeners

A Piccoli Sorsi - Commento alla Parola del giorno delle Apostole della Vita Interiore by Le Apostole della Vita Interiore

A Piccoli Sorsi - Commento alla Parola del giorno delle Apostole della Vita Interiore

3 Listeners

Briciole di Vangelo by Non di Solo Pane

Briciole di Vangelo

1 Listeners

Il Vangelo tutti i giorni by Diocesi Tivoli e Palestrina

Il Vangelo tutti i giorni

0 Listeners

Liturgia del Giorno (Breviario e Vangelo) by TV Pater Limited

Liturgia del Giorno (Breviario e Vangelo)

1 Listeners