Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

By Monastero di S.Vincenzo Martire - Bassano Romano (VT)Christianity
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Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno episodes

  • [Mer 7] Vangelo: 1 Gv 3,22 - 4,6; Sal 2; Mt 4, 12-17. 23-25.
    In quel tempo, quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa:
    «Terra di Zàbulon e terra di Nèftali,
    sulla via del mare, oltre il Giordano,
    Galilea delle genti!
    Il popolo che abitava nelle tenebre
    vide una grande luce,
    per quelli che abitavano in regione e ombra di morte
    una luce è sorta».
    Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».
    Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo. La sua fama si diffuse per tutta la Siria e conducevano a lui tutti i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li guarì. Grandi folle cominciarono a seguirlo dalla Galilea, dalla Decàpoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano.
    2 min
  • [Mar 6] Commento: ...E gli offrirono in dono oro, incenso e mirra...
    La parola Epifania significa «manifestazione». Gesù Bambino, come chiamò i pastori ad adorarlo nella grotta di Betlemme, mediante il canto degli angeli, così, con il linguaggio persuasivo di una stella, attrae a sé e si manifesta alle genti, chiamando dall’Oriente i Re Magi. La manifestazione del Signore ha molti motivi di festa: la chiamata alla fede dei Re Magi, la chiamata di uomini e donne a un servizio nella Chiesa, al sacerdozio, alla vita di consacrazione; festa perché gli esiliati di Israele ritornano in patria con incontenibile giubilo, perché popoli e re si affrettano a raggiungere Gerusalemme e camminano allo splendore della sua luce. È festa per il Bambino Gesù che, per mezzo dei doni a lui offerti dai Re Magi - oro, incenso e mirra - viene riconosciuto come vero Dio, vero Re e vero Uomo. È festa per i nostri bambini che, come è tradizione almeno in alcune regioni, oggi sono fatti segno di particolare attenzione, con regali e donativi che suscitano esplosioni di gioia e con tanti segni di affetto verso i generosi babbi natali. Solo nel cuore di Erode c’è turbamento, come nel cuore di chiunque si lasci dominare dalla passionalità. Forse anche a molti bambini che vivono nella povertà più squallida non giungono queste voci di festa; eppure oggi si celebra la Giornata dell’Infanzia missionaria e di tutta l’infanzia che soffre. Si vorrebbero suscitare in tutti i bambini del mondo sentimenti di gioiosa esultanza, ma come? Con la condivisione, con la generosità di chi ha verso chi nulla possiede. Non sarebbe una bella occasione per sensibilizzare i propri figli, per educarli al risparmio, alla rinuncia di tanti giocattoli superflui, e così regalare un momento di gioia a chi vive nell’amarezza?
    2 min
  • [Mar 6] Vangelo: Is 60, 1-6; Sal 71; Ef 3, 2-3. 5-6; Mt 2, 1-12.
    Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: "Dov'è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo". All'udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: "A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: "E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l'ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele"".
    Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: "Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch'io venga ad adorarlo".
    Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero ritorno al loro paese.
    2 min
  • [Lun 5] Commento: «Venite e vedrete».
    Giovanni fissa ancora lo sguardo su Gesù, lo addita come agnello di Dio e suscita la curiosità di due dei suoi discepoli, i quali, si mettono alla sua sequela. Gesù li interroga: «Che cosa cercate?». Una domanda oggi più che mai opportuna per ciascuno di noi che abbiamo scelto di seguirlo. Dicendo «che cosa» cercate e non «chi» cercate, egli vuole forse chiederci se da lui attendiamo qualcosa, qualche umana sicurezza, qualche bene di cui fruire. L’evangelista Matteo riferisce più dettagliatamente una parola di Gesù: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo». Così egli dichiara la sua estrema povertà e, contemporaneamente, orienta i suoi seguaci a scelte chiare e consapevoli: nessuno si mette alla sequela di Cristo per avere i beni di questo mondo, ma per ottenere il sommo bene, la vita in Dio. Così fece Andrea, il fratello di Simone; così fece lo stesso Pietro, che riceve un nuovo nome; così hanno fatto milioni e milioni di seguaci e apostoli di Cristo. Sono loro che, ancora una volta, ci rivelano con semplicità ed entusiasmo la grande scoperta della vita: «Abbiamo trovato il Messia», che si traduce Cristo. È la scoperta di ogni cristiano che vive il proprio battesimo e sceglie con piena convinzione di seguire Cristo e il suo Vangelo. È poi l’esperienza della vita a convincerci, giorno dopo giorno, della splendida realtà del dono ricevuto; è l’esperienza a mostrarci quanto convenga rinunciare alle nostre fragili e umane sicurezze per possedere quelle stabili e certe che Dio ci dona, rivelandosi gratuitamente a ciascuno di noi.
    2 min
  • [Lun 5] Vangelo: 1 Gv 3, 11-21; Sal 99; Gv 1, 43-51.
    In quel tempo, Gesù volle partire per la Galilea; trovò Filippo e gli disse: «Seguimi!». Filippo era di Betsàida, la città di Andrea e di Pietro.
    Filippo trovò Natanaèle e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nàzaret». Natanaèle gli disse: «Da Nàzaret può venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi».
    Gesù intanto, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c'è falsità». Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l'albero di fichi». Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d'Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l'albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!».
    Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell'uomo».
    2 min
  • [Dom 4] Commento: "In principio".
    È un brano di alta teologia quello che, ancora una volta, leggiamo in questa domenica. L’espressione di San Giovanni: «Il Verbo si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi», insieme a quelle successive sulla luce e sulle tenebre, sul rifiuto e sull’accoglienza, traccia tutta la storia della redenzione del Figlio di Dio: la sua apparizione nel mondo come Luce dell’umanità, l’orrendo peccato dell’uomo e la deificazione di coloro che invece l’hanno accolto nella fede e nella vita. Inizia con l’enigmatica espressione «In principio» per ricordarci che il nostro essere, e non solo la nostra storia, è indissolubilmente legato all’Autore della vita. Pare quasi che l’evangelista voglia ricondurci alle origini, per ricordarci l’atto creativo di Dio, le nostre origini nell’amore e la continuità nel tempo di quell’amore, che raggiunge il suo culmine proprio con l’incarnazione del Verbo. Sarebbe triste ed imperdonabile per noi se il passare dei giorni ci distogliesse dal pensiero e dal profondo significato del Natale. È troppo coinvolgente quella storia per poterla dimenticare o legarla solo a un breve e fugace periodo. Ciò anche perché non è finita, purtroppo, la lotta tra le tenebre del male e la Luce che Cristo ci vuole donare. «Venne tra la sua gente, ma i suoi non l’hanno accolto»: meritiamo ancora questo rimprovero in tempi in cui le tenebre assumono il lùgubre significato di lotte e di guerre distruttrici? O ci siamo assuefatti e rassegnati al nostro buio? Potrebbe accadere che Dio si sia umiliato nella carne e noi rifiutiamo di immergerci nella divinità: sarebbe il massimo della stoltezza. Già un profeta, rivolgendosi a Gerusalemme, città simbolo della futura Chiesa, ripeteva: «Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla su di te. Poiché, ecco, le tenebre ricoprono la terra, nebbia fitta avvolge le nazioni». Isaia pare descrivere il nostro tempo e i nostri giorni…
    3 min
  • [Dom 4] Vangelo: Sir 24, 1-4. 8-12; Sal.147; Ef 1, 3-6. 15-18; Gv 1, 1-18.
    [In principio era il Verbo,
    e il Verbo era presso Dio
    e il Verbo era Dio.
    Egli era in principio presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste.
    In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini;
    la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l'hanno accolta.]
    Venne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni.
    Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui.
    Egli non era la luce, ma doveva render testimonianza alla luce.
    [Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, eppure il mondo non lo riconobbe.
    Venne fra la sua gente, ma i suoi non l'hanno accolto.
    A quanti però l'hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo,
    ma da Dio sono stati generati.
    E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi;
    e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità.]
    Giovanni gli rende testimonianza e grida: "Ecco l'uomo di cui io dissi: Colui che viene dopo di me mi è passato avanti, perché era prima di me".
    Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto e grazia su grazia.
    Perché la legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
    Dio nessuno l'ha mai visto: proprio il Figlio unigenito,
    che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato.
    2 min
  • [Sab 3] Commento: Ecco l'Agnello di Dio!
    L’esperienza di intimità vissuta con Gesù, come discepolo amato dal Maestro e come colui che ha avuto il privilegio di posare il suo capo sul petto di lui, svela a Giovanni i segreti del cuore di Gesù, che egli comunica con espressioni commoventi: «Siamo figli di Dio… ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato… saremo simili a lui… lo vedremo così come egli è…». Ci sentiamo pervasi da un frèmito di esultanza quando riflettiamo seriamente su queste ineffabili realtà, che speriamo di raggiungere perseverando nella fede e purificando la nostra vita per renderci degni di tanta beata visione. La testimonianza di Giovanni Battista ci conferma nella fede e nella necessità di seguire Gesù: egli lo indica ai suoi discepoli, ma anche a tutti noi, come «Agnello di Dio», simbolo dell’agnello pasquale, ovvero del servo di Jahvè, o anche dell’agnello sacrificato quotidianamente nel tempio. È sempre simbolo di obbedienza e di mansuetudine. La testimonianza è confermata dall’esperienza vissuta nel fiume Giordano, al momento del suo battesimo: «L’uomo sul quale vedrai scendere e rimanere lo Spirito è colui che battezza in Spirito Santo… Io ho visto e ho reso testimonianza che questi è il Figlio di Dio».
    2 min
  • [Sab 3] Vangelo: 1 Gv 2,29 - 3,6; Sal 97; Gv 1, 29-34.
    In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l'agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: "Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me". Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell'acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».
    Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell'acqua mi disse: "Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo". E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».
    1 min
  • [Ven 2] Vangelo: 1 Gv 2, 22-28; Sal 97; Gv 1, 19-28.
    Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elìa?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa».
    Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elìa, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell'acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo».
    Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.
    2 min

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