Connettersi alla Cellula Madre e al codice matrice per la perfetta guarigione fisica e mentale.
Introduzione: 0:00 - 8:30
Meditazione: 8:30 - 38:00
La “cellula madre” è un concetto che si ritrova in diversi autori e tradizioni. Qui te lo presento secondo ciò che ci racconta Daniel Meurois, uno degli autori e ricercatori moderni con cui risuono di più.
Lui parla di una cellula primigenia, che è la matrice originaria del corpo, contenente l’informazione per la perfetta armonia di tutte le strutture fisiche. Nel suo libro Il Libro Segreto di Gesù, che ti consiglio vivamente di leggere, si narra proprio di come Jeshua si connettesse a questa cellula primigenia per attivare la guarigione miracolosa del corpo. Ti starai forse chiedendo come Daniel Meurois abbia ricevuto queste informazioni. Si tratta di una lettura della memoria universale del mondo, registrata in una materia sottile chiamata Akasha. Ma qui si aprirebbe una lunghissima parentesi, quindi lascio a te la possibilità di approfondire se vorrai. Secondo questa lettura di Daniel Meurois, Jeshua si connetteva alla cellula primigenia e si proiettava totalmente nella percezione della persona come perfettamente guarita, annullando completamente la percezione della malattia e del disequilibrio.
Naturalmente, fare questo richiede una volontà, una fede e una capacità di concentrazione che la maggior parte di noi non ha ancora sviluppato. Tuttavia, non pensare che i miracoli non possano avvenire, perché talvolta, magari in un momento di particolare sofferenza, ci è dato di connetterci in maniera straordinaria a forze misteriose e impossibili da comprendere.
Durante i seminari del Dr. Joe Dispenza, ad esempio, in cui si incontrano centinaia di persone, spesso si verificano guarigioni rapide e miracolose. Io credo che in questi casi ci sia proprio un effetto del campo unificato di tutte le persone che partecipano a quegli incontri, unito una sorta di effetto domino: quando qualcuno comincia a condividere la propria guarigione, le menti di tutti iniziano ad ammorbidirsi e ad accettare che ciò sia possibile, permettendo così sempre più guarigioni che il mondo definirebbe “miracolose”. Su internet troverai diverse testimonianze di chi partecipa ai suoi eventi; ti consiglio di guardarle proprio per aiutare la tua mente ad aprirsi a questa possibilità. Ecco una playlist da guardare.
Tutte queste parole servono solo per darti un contesto rispetto al lavoro che andremo a fare. Anche se è un lavoro che svolgerai individualmente, ti aiuterà a prendere confidenza con l’idea di una cellula madre, uno spazio che tu contieni dove sei già nella perfetta guarigione. Il tuo corpo e la tua mente esistono già in uno stato perfettamente armonico. Quella che percepisci come malattia è una dissonanza temporanea, come un riflesso distorto di qualcosa che è già perfetto.
È un po’ come se guardassimo il corpo e la mente riflessi in uno stagno, la cui superficie, talvolta increspata, distorce la loro immagine. E noi restiamo intrappolati in quell’immagine distorta di noi stessi, come se con le mani cercassimo una soluzione, un appiglio in quelle acque, ma così facendo le manteniamo increspate e confuse. Allora, è utile invece fare un passo indietro e riportare l’attenzione alla verità. La verità è un corpo e una mente perfetti, che siedono sulla riva di quello stagno e proiettano la loro immagine nelle acque. Con fede, volontà, pazienza e gentilezza, senza più aggrapparci alle increspature dell’immagine riflessa, lasciamo che le acque si calmino, ricordandoci sempre più intensamente che noi non siamo quel riflesso, ma colui o colei che è l’origine perfetta di quell’immagine.
Concludo solo dicendo che la cellula madre, almeno così come la descrive Daniel Meurois, non si trova in un posto preciso. È non locale, ossia un’informazione che risiede allo stesso tempo in ogni cellula del corpo. E qui possiamo chiudere il cerchio e riconnetterci al concetto di DNA, all’idea che la cellula madre non sia altro che l’informazione perfetta e originaria già contenuta nella matrice spirituale del codice di ogni cellula.
Nel corso di questa pratica, se vuoi, potrai indirizzare la luce verso la guarigione di qualcosa di specifico. Preparati sin da ora se desideri farlo, e predisponiti a usare le parole e l’intento per chiedere e dirigere l’informazione. Parole semplici possono essere, ad esempio, “Guarigione perfetta per…” e poi nomini la parte del corpo, oppure qualsiasi frase che funzioni per te. L’importante è non focalizzarsi sull’immagine della malattia, evitando possibilmente di nominarla, ma, proprio come faceva il maestro Jeshua, proiettarsi totalmente verso l’immagine della guarigione.