Memos

Memos

By Radio PopolareNews
Download on the App Store

Memos episodes

  • “Teheran, l’attentato che rischia di infiammare il Medioriente”
    “Un attentato inedito per l’Iran che rischia di infiammare tutto il Medio Oriente”. Lo ha detto oggi a Memos Pejman Abdolmohammadi, docente di Relazioni internazionali del Medio Oriente all’Università di Genova e alla London School of Economics. La puntata di oggi di Memos ha seguito, insieme a Chawki Senouci, gli aggiornamenti sugli attentati di questa mattina nella capitale iraniana Teheran. Gli attacchi, rivendicati dall’Isis, hanno colpito il parlamento iraniano e il Mausoleo di Khomeini. ..Il professor Abdolmohammadi ha analizzato soprattutto gli aspetti interni iraniani, relativi alla sicurezza, alle ipotesi sull’identità – al momento ancora sconosciuta – degli attentatori, alle conseguenze sugli equilibri di potere nel paese del presidente Hassan Rohani. ..Ospite a Memos anche il direttore dell’Ispi (Istituto di studi sulla politica internazionale) Paolo Magri. I rapporti tra gli Stati Uniti di Trump e le potenze regionali nell’area a partire dall’Arabia Saudita, l’avversione della Casa Bianca verso l’Iran, il recente “bando diplomatico” contro il Qatar, sono stati alcuni dei temi analizzati da Magri insieme a Chawki Senouci.
    27 min
  • Elezioni, in città resistono le coalizioni. Domenica al voto per i sindaci in oltre mille comuni. Cresce l’ipotesi di elezioni anticipate a settembre: come sarà la campagna elettorale estiva?
    Una campagna elettorale in piena estate. Un fatto inedito per l’Italia. Per ora è solo un’ipotesi. Un’ipotesi legata all’accelerazione dell’iter della nuova legge elettorale in parlamento e alla voglia di elezioni anticipate che si muoverebbe sull’asse Renzi-Grillo-Berlusconi. La data delle elezioni potrebbe essere quella del 24 settembre. In questo caso, se mai si arriverà allo scioglimento delle Camere ai primi di agosto, la campagna elettorale si svolgerebbe nel pieno dell’estate. Potrebbe cambiare qualcosa nelle strategie comunicative dei partiti il fatto che gli elettori saranno presi tra viaggi, sdraio, ombrelloni, scarponi, felpe oppure stanziali sotto la canicola urbana? Cosa dobbiamo aspettarci: confronti tv tra leader e niente di più? Che ruolo avranno i leader di partito se la legge elettorale sarà quel particolare tipo di “proporzionale” che sta per uscire dal parlamento? Memos lo ha chiesto oggi ad Alessandro Amadori, sondaggista, docente di psicologia, comunicazione e leadership politica alla Cattolica di Milano. In attesa che si capisca quanto consistente sia l’ipotesi del voto a settembre, di certo c’è che già domenica prossima, 11 giugno, sarà un’importante giornata elettorale. Si vota per i sindaci. Sono coinvolti 9 milioni e 200 mila elettori, un quinto del totale in Italia. ..Tra le 25 città capoluogo di provincia ci sono comuni importanti: da Genova a Palermo, dall’Aquila a Parma, Catanzaro, Taranto, Verona. E poi ancora Monza, Como, Sesto San Giovanni; Belluno e Padova. La Spezia, Piacenza, Gorizia, Trapani. Marco Valbruzzi, ricercatore dell’Istituto Cattaneo di Bologna, ha curato un’indagine sul comportamento dei partiti a livello locale in questa vigilia delle elezioni. Valbruzzi – ospite oggi a Memos - è arrivato ad una conclusione particolare, tra le altre della ricerca: mentre a livello nazionale si assiste “ad una progressiva disaggregazione degli schieramenti – è scritto nell’indagine dell’Istituto Cattaneo - nel contesto locale si osserva un comportamento dei partiti orientato alla creazione delle coalizioni”.
    27 min
  • Elezioni, in città resistono le coalizioni. Domenica al voto per i sindaci in oltre mille comuni. Cresce l’ipotesi di elezioni anticipate a settembre: come sarà la campagna elettorale estiva?
    Una campagna elettorale in piena estate. Un fatto inedito per l’Italia. Per ora è solo un’ipotesi. Un’ipotesi legata all’accelerazione dell’iter della nuova legge elettorale in parlamento e alla voglia di elezioni anticipate che si muoverebbe sull’asse Renzi-Grillo-Berlusconi. La data delle elezioni potrebbe essere quella del 24 settembre. In questo caso, se mai si arriverà allo scioglimento delle Camere ai primi di agosto, la campagna elettorale si svolgerebbe nel pieno dell’estate. Potrebbe cambiare qualcosa nelle strategie comunicative dei partiti il fatto che gli elettori saranno presi tra viaggi, sdraio, ombrelloni, scarponi, felpe oppure stanziali sotto la canicola urbana? Cosa dobbiamo aspettarci: confronti tv tra leader e niente di più? Che ruolo avranno i leader di partito se la legge elettorale sarà quel particolare tipo di “proporzionale” che sta per uscire dal parlamento? Memos lo ha chiesto oggi ad Alessandro Amadori, sondaggista, docente di psicologia, comunicazione e leadership politica alla Cattolica di Milano. In attesa che si capisca quanto consistente sia l’ipotesi del voto a settembre, di certo c’è che già domenica prossima, 11 giugno, sarà un’importante giornata elettorale. Si vota per i sindaci. Sono coinvolti 9 milioni e 200 mila elettori, un quinto del totale in Italia. ..Tra le 25 città capoluogo di provincia ci sono comuni importanti: da Genova a Palermo, dall’Aquila a Parma, Catanzaro, Taranto, Verona. E poi ancora Monza, Como, Sesto San Giovanni; Belluno e Padova. La Spezia, Piacenza, Gorizia, Trapani. Marco Valbruzzi, ricercatore dell’Istituto Cattaneo di Bologna, ha curato un’indagine sul comportamento dei partiti a livello locale in questa vigilia delle elezioni. Valbruzzi – ospite oggi a Memos - è arrivato ad una conclusione particolare, tra le altre della ricerca: mentre a livello nazionale si assiste “ad una progressiva disaggregazione degli schieramenti – è scritto nell’indagine dell’Istituto Cattaneo - nel contesto locale si osserva un comportamento dei partiti orientato alla creazione delle coalizioni”.
    27 min
  • Elezioni, in città resistono le coalizioni. Domenica al voto per i sindaci in oltre mille comuni. Cresce l’ipotesi di elezioni anticipate a settembre: come sarà la campagna elettorale estiva?
    Una campagna elettorale in piena estate. Un fatto inedito per l’Italia. Per ora è solo un’ipotesi. Un’ipotesi legata all’accelerazione dell’iter della nuova legge elettorale in parlamento e alla voglia di elezioni anticipate che si muoverebbe sull’asse Renzi-Grillo-Berlusconi. La data delle elezioni potrebbe essere quella del 24 settembre. In questo caso, se mai si arriverà allo scioglimento delle Camere ai primi di agosto, la campagna elettorale si svolgerebbe nel pieno dell’estate. Potrebbe cambiare qualcosa nelle strategie comunicative dei partiti il fatto che gli elettori saranno presi tra viaggi, sdraio, ombrelloni, scarponi, felpe oppure stanziali sotto la canicola urbana? Cosa dobbiamo aspettarci: confronti tv tra leader e niente di più? Che ruolo avranno i leader di partito se la legge elettorale sarà quel particolare tipo di “proporzionale” che sta per uscire dal parlamento? Memos lo ha chiesto oggi ad Alessandro Amadori, sondaggista, docente di psicologia, comunicazione e leadership politica alla Cattolica di Milano. In attesa che si capisca quanto consistente sia l’ipotesi del voto a settembre, di certo c’è che già domenica prossima, 11 giugno, sarà un’importante giornata elettorale. Si vota per i sindaci. Sono coinvolti 9 milioni e 200 mila elettori, un quinto del totale in Italia. ..Tra le 25 città capoluogo di provincia ci sono comuni importanti: da Genova a Palermo, dall’Aquila a Parma, Catanzaro, Taranto, Verona. E poi ancora Monza, Como, Sesto San Giovanni; Belluno e Padova. La Spezia, Piacenza, Gorizia, Trapani. Marco Valbruzzi, ricercatore dell’Istituto Cattaneo di Bologna, ha curato un’indagine sul comportamento dei partiti a livello locale in questa vigilia delle elezioni. Valbruzzi – ospite oggi a Memos - è arrivato ad una conclusione particolare, tra le altre della ricerca: mentre a livello nazionale si assiste “ad una progressiva disaggregazione degli schieramenti – è scritto nell’indagine dell’Istituto Cattaneo - nel contesto locale si osserva un comportamento dei partiti orientato alla creazione delle coalizioni”.
    27 min
  • Legge elettorale, un proporzionale per quattro. L’accordo Pd, M5S, Forzitalia e Lega. Una guida critica al testo con Andrea Pertici.
    Tira aria di elezioni anticipate, forse in autunno se non addirittura entro la fine dell’estate. A mettere il turbo all’ipotesi di scioglimento anticipato delle Camere è stato l’accordo raggiunto dai principali gruppi in parlamento su una nuova legge elettorale. Renzi (Pd), Grillo (M5S), Berlusconi (Forza Italia) e Salvini (Lega) si sono messi d’accordo su un sistema proporzionale, con uno sbarramento del 5% per i piccoli partiti, con liste bloccate e quindi senza preferenze e, infine, con un solo segno sulla scheda da dare alla lista o partito. Se l’accordo trasversale a quattro reggerà fino alla fine, potremo dire addio alle coalizioni pre-elettorali e rivedere esaltata la figura del leader di partito (anziché di coalizione) come kingmaker della campagna elettorale. Memos oggi ha ospitato il costituzionalista Andrea Pertici, dell’Università di Pisa. Con l’aiuto del professor Pertici abbiamo visto prima alcune questioni generali dei sistemi elettorali: la differenza tra rappresentatività e governabilità, tra proporzionale e maggioritario; tra collegi uninominali e liste (con preferenze o bloccate). Poi siamo entrati in alcuni dettagli del testo attualmente in discussione in parlamento: la scheda elettorale, la soglia di sbarramento, il criterio di assegnazione dei seggi. La puntata di Memos è una guida critica al testo attuale del progetto di legge elettorale. Sarà il testo definitivo? La risposta è nelle mani di Renzi, Grillo, Berlusconi e Salvini.
    30 min
  • Legge elettorale, un proporzionale per quattro. L’accordo Pd, M5S, Forzitalia e Lega. Una guida critica al testo con Andrea Pertici.
    Tira aria di elezioni anticipate, forse in autunno se non addirittura entro la fine dell’estate. A mettere il turbo all’ipotesi di scioglimento anticipato delle Camere è stato l’accordo raggiunto dai principali gruppi in parlamento su una nuova legge elettorale. Renzi (Pd), Grillo (M5S), Berlusconi (Forza Italia) e Salvini (Lega) si sono messi d’accordo su un sistema proporzionale, con uno sbarramento del 5% per i piccoli partiti, con liste bloccate e quindi senza preferenze e, infine, con un solo segno sulla scheda da dare alla lista o partito. Se l’accordo trasversale a quattro reggerà fino alla fine, potremo dire addio alle coalizioni pre-elettorali e rivedere esaltata la figura del leader di partito (anziché di coalizione) come kingmaker della campagna elettorale. Memos oggi ha ospitato il costituzionalista Andrea Pertici, dell’Università di Pisa. Con l’aiuto del professor Pertici abbiamo visto prima alcune questioni generali dei sistemi elettorali: la differenza tra rappresentatività e governabilità, tra proporzionale e maggioritario; tra collegi uninominali e liste (con preferenze o bloccate). Poi siamo entrati in alcuni dettagli del testo attualmente in discussione in parlamento: la scheda elettorale, la soglia di sbarramento, il criterio di assegnazione dei seggi. La puntata di Memos è una guida critica al testo attuale del progetto di legge elettorale. Sarà il testo definitivo? La risposta è nelle mani di Renzi, Grillo, Berlusconi e Salvini.
    30 min
  • Legge elettorale, un proporzionale per quattro. L’accordo Pd, M5S, Forzitalia e Lega. Una guida critica al testo con Andrea Pertici.
    Tira aria di elezioni anticipate, forse in autunno se non addirittura entro la fine dell’estate. A mettere il turbo all’ipotesi di scioglimento anticipato delle Camere è stato l’accordo raggiunto dai principali gruppi in parlamento su una nuova legge elettorale. Renzi (Pd), Grillo (M5S), Berlusconi (Forza Italia) e Salvini (Lega) si sono messi d’accordo su un sistema proporzionale, con uno sbarramento del 5% per i piccoli partiti, con liste bloccate e quindi senza preferenze e, infine, con un solo segno sulla scheda da dare alla lista o partito. Se l’accordo trasversale a quattro reggerà fino alla fine, potremo dire addio alle coalizioni pre-elettorali e rivedere esaltata la figura del leader di partito (anziché di coalizione) come kingmaker della campagna elettorale. Memos oggi ha ospitato il costituzionalista Andrea Pertici, dell’Università di Pisa. Con l’aiuto del professor Pertici abbiamo visto prima alcune questioni generali dei sistemi elettorali: la differenza tra rappresentatività e governabilità, tra proporzionale e maggioritario; tra collegi uninominali e liste (con preferenze o bloccate). Poi siamo entrati in alcuni dettagli del testo attualmente in discussione in parlamento: la scheda elettorale, la soglia di sbarramento, il criterio di assegnazione dei seggi. La puntata di Memos è una guida critica al testo attuale del progetto di legge elettorale. Sarà il testo definitivo? La risposta è nelle mani di Renzi, Grillo, Berlusconi e Salvini.
    30 min
  • Memos di giovedì 01/06/2017
    Memos, il promemoria sull'attualità di Radio Popolare.
    Raffaele Liguori vi accompagna nel suo giro quotidiano di conversazioni.
    Memos è andato in onda in onda sulle frequenze di Rp (e in streaming su radiopopolare.it)
    27 min
  • “Il mondo, le reti di baci e i sassi”. Carlo Rovelli e il suo ultimo libro
    Carlo Rovelli è un fisico, uno scienziato, un filosofo della scienza. Fa parte dell’Istituto Universitario di Francia e dell’Accademia Internazionale di Filosofia delle Scienze. E’ responsabile del Gruppo sulla gravità quantistica del Centro di fisica teorica dell’Università di Aix-Marsiglia. Rovelli è riuscito in questi anni in un’impresa straordinaria: riuscire a catturare l’attenzione, la curiosità, di centinaia di migliaia di persone – sparse in tutto il mondo – sulla scienza e sul pensiero scientifico. Il suo libro “Sette brevi lezioni di fisica”, pubblicato nel 2014, è arrivato nelle mani di oltre un milione di persone, tradotto in più di quaranta lingue. In questi giorni è uscito un nuovo libro di Carlo Rovelli, “L’ordine del tempo” (Adelphi). Il tempo è il soggetto più indagato e studiato da Rovelli nel corso della sua vita di scienziato. Ed è forse il soggetto più misterioso, come Rovelli scrive nelle prime pagine del suo libro. «Il tempo è un mistero – racconta Rovelli a Memos - perché più lo studiamo più ci accorgiamo che è diverso dall’idea usuale che ne abbiamo. Di più, il tempo appare misterioso perché si lega in modo molto stretto a tante altre cose che non capiamo. Cose diverse tra loro: la nascita dell’universo, la struttura dei buchi neri, il funzionamento del nostro cervello, la nostra coscienza individuale. Quasi tutti i problemi aperti oggi nella scienza hanno a che fare con la natura del tempo». Il tempo è l’esperienza fondamentale della nostra vita di esseri umani. “Siamo esseri fatti di tempo”, scrive Rovelli. Eppure, più si studia il tempo - sia nelle cose grandi dell’universo che in quelle piccolissime delle particelle - più non lo si trova tra le variabili che spiegano il mondo...Carlo Rovelli a Memos ripercorre i passaggi principali del suo libro: dalle acquisizioni scientifiche che hanno portato allo sfaldamento della nozione di tempo, alla descrizione del mondo senza tempo, fino alla parte conclusiva e “più originale” - dice Rovelli - in cui l'autore si interroga su “come da questo mondo senza tempo possa emergere la nostra sensazione del tempo”. Infine, il capitolo conclusivo “La sorella del sonno”, la morte. In un libro sul tempo, Rovelli parla in prima persona del "tempo finito". «Penso - racconta a Memos – che la serenità consista nell’accettare a fondo la nostra finitezza, limitatezza, la nostra comprensione solo parziale delle cose. La nostra prospettiva che siamo sul mondo è parziale, finita, è un evento che dura meno di un secolo. Allo stesso tempo è quella che ci apre il nostro essere, è quindi anche un regalo. Credo che accettare la finitezza fino in fondo sia anche la chiave per vivere questa vita con serenità, senza avere paura del buio. Anzi, il buio – conclude Carlo Rovelli - è quel vuoto dentro cui si apre la radura illuminata dal nostro cervello che pensa il passato, il presente, il futuro e quindi ci fa esistere».
    27 min

About Memos

From the publisher's feed

Memos, il promemoria sull'attualità di Radio Popolare.

More shows like Memos

Giornale Radio by Radio Popolare

Giornale Radio

6 Listeners

Note dell’autore by Radio Popolare

Note dell’autore

0 Listeners

Esteri by Radio Popolare

Esteri

2 Listeners

Esteri - La rassegna stampa internazionale by Radio Popolare

Esteri - La rassegna stampa internazionale

0 Listeners

Cult by Radio Popolare

Cult

1 Listeners

Jazz Anthology by Radio Popolare

Jazz Anthology

1 Listeners

Labirinti Musicali by Radio Popolare

Labirinti Musicali

0 Listeners

Senti un po' by Radio Popolare

Senti un po'

0 Listeners

Itaca by Radio Popolare

Itaca

0 Listeners

Doppio Click by Radio Popolare

Doppio Click

0 Listeners