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Memos episodes

  • 25 aprile 2017, tra autoritarismi e fascismi. Intervista con il presidente dell’Anpi Carlo Smuraglia
    Memos ha ospitato oggi un’intervista con il presidente dell’Anpi, Carlo Smuraglia. Autoritarismi, fascismi, Costituzione, nuove forme dell’antifascismo: sono stati alcuni dei temi della conversazione con Smuraglia a due settimane dal 25 aprile, Festa della Liberazione dal nazifascismo. A Memos anche il racconto di un insegnante del liceo scientifico Enriques di Livorno. Maurizio Sciuto, professore di filosofia, è responsabile in quella scuola di un progetto sulla memoria e sull’attualità del “25 aprile”.
    30 min
  • 25 aprile 2017, tra autoritarismi e fascismi. Intervista con il presidente dell’Anpi Carlo Smuraglia
    Memos ha ospitato oggi un’intervista con il presidente dell’Anpi, Carlo Smuraglia. Autoritarismi, fascismi, Costituzione, nuove forme dell’antifascismo: sono stati alcuni dei temi della conversazione con Smuraglia a due settimane dal 25 aprile, Festa della Liberazione dal nazifascismo. A Memos anche il racconto di un insegnante del liceo scientifico Enriques di Livorno. Maurizio Sciuto, professore di filosofia, è responsabile in quella scuola di un progetto sulla memoria e sull’attualità del “25 aprile”.
    30 min
  • 25 aprile 2017, tra autoritarismi e fascismi. Intervista con il presidente dell’Anpi Carlo Smuraglia
    Memos ha ospitato oggi un’intervista con il presidente dell’Anpi, Carlo Smuraglia. Autoritarismi, fascismi, Costituzione, nuove forme dell’antifascismo: sono stati alcuni dei temi della conversazione con Smuraglia a due settimane dal 25 aprile, Festa della Liberazione dal nazifascismo. A Memos anche il racconto di un insegnante del liceo scientifico Enriques di Livorno. Maurizio Sciuto, professore di filosofia, è responsabile in quella scuola di un progetto sulla memoria e sull’attualità del “25 aprile”.
    30 min
  • Il terribile binomio “immigrazione-sicurezza”
    Immigrazione e sicurezza. Un binomio terribile. Anche il governo Gentiloni lo ha fatto proprio. Con i due decreti, i cosiddetti “decreti Minniti-Orlando”, l’esecutivo ha rilanciato l’accostamento tra immigrazione e sicurezza su cui xenofobi e razzisti fondano le proprie campagne. I due decreti-legge sono quelli approvati contemporaneamente dal consiglio dei ministri il 10 febbraio scorso e pubblicati sulla Gazzetta ufficiale circa una settimana dopo. I titoli dei due decreti sono sufficienti per capire dove vanno a parare: il primo, “Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città”, e il secondo “Disposizioni urgenti per l'accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale, nonche' per il contrasto dell'immigrazione illegale”. ..“Poteri dei sindaci, vivibilità e decoro urbano, allontanamento, Daspo, arresto in flagranza”: sono alcune delle parole-chiave del decreto sulla sicurezza. Mentre il lessico delle modifiche delle norme sul diritto d’asilo e i rimpatri è fatto di “semplificazione, efficienza, identificazione, protezione, espulsione”. Solo per citarne alcuni. Per discutere dei due decreti, Memos oggi ha ospitato Paolo Oddi, avvocato. Oddi si occupa di diritto dell’immigrazione, fa parte dell’Associazione di Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI). Ospite anche il senatore del Pd Walter Tocci. Il tema dei due decreti, in particolare quello sull’immigrazione, incrocia temi e parole d’ordine della manifestazione del 20 maggio a Milano “per l’integrazione e la convivenza”. Milano come Barcellona è lo slogan del corteo che richiama la grande mobilitazione “per l’accoglienza” che ha invaso la capitale catalana il 18 febbraio scorso. Tra i promotori dell’appuntamento milanese c’è Pierfrancesco Majorino, assessore alle politiche sociali del comune di Milano. Majorino è stato ospite della parte conclusiva della trasmissione di oggi.
    29 min
  • Il terribile binomio “immigrazione-sicurezza”
    Immigrazione e sicurezza. Un binomio terribile. Anche il governo Gentiloni lo ha fatto proprio. Con i due decreti, i cosiddetti “decreti Minniti-Orlando”, l’esecutivo ha rilanciato l’accostamento tra immigrazione e sicurezza su cui xenofobi e razzisti fondano le proprie campagne. I due decreti-legge sono quelli approvati contemporaneamente dal consiglio dei ministri il 10 febbraio scorso e pubblicati sulla Gazzetta ufficiale circa una settimana dopo. I titoli dei due decreti sono sufficienti per capire dove vanno a parare: il primo, “Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città”, e il secondo “Disposizioni urgenti per l'accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale, nonche' per il contrasto dell'immigrazione illegale”. ..“Poteri dei sindaci, vivibilità e decoro urbano, allontanamento, Daspo, arresto in flagranza”: sono alcune delle parole-chiave del decreto sulla sicurezza. Mentre il lessico delle modifiche delle norme sul diritto d’asilo e i rimpatri è fatto di “semplificazione, efficienza, identificazione, protezione, espulsione”. Solo per citarne alcuni. Per discutere dei due decreti, Memos oggi ha ospitato Paolo Oddi, avvocato. Oddi si occupa di diritto dell’immigrazione, fa parte dell’Associazione di Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI). Ospite anche il senatore del Pd Walter Tocci. Il tema dei due decreti, in particolare quello sull’immigrazione, incrocia temi e parole d’ordine della manifestazione del 20 maggio a Milano “per l’integrazione e la convivenza”. Milano come Barcellona è lo slogan del corteo che richiama la grande mobilitazione “per l’accoglienza” che ha invaso la capitale catalana il 18 febbraio scorso. Tra i promotori dell’appuntamento milanese c’è Pierfrancesco Majorino, assessore alle politiche sociali del comune di Milano. Majorino è stato ospite della parte conclusiva della trasmissione di oggi.
    29 min
  • Il terribile binomio “immigrazione-sicurezza”
    Immigrazione e sicurezza. Un binomio terribile. Anche il governo Gentiloni lo ha fatto proprio. Con i due decreti, i cosiddetti “decreti Minniti-Orlando”, l’esecutivo ha rilanciato l’accostamento tra immigrazione e sicurezza su cui xenofobi e razzisti fondano le proprie campagne. I due decreti-legge sono quelli approvati contemporaneamente dal consiglio dei ministri il 10 febbraio scorso e pubblicati sulla Gazzetta ufficiale circa una settimana dopo. I titoli dei due decreti sono sufficienti per capire dove vanno a parare: il primo, “Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città”, e il secondo “Disposizioni urgenti per l'accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale, nonche' per il contrasto dell'immigrazione illegale”. ..“Poteri dei sindaci, vivibilità e decoro urbano, allontanamento, Daspo, arresto in flagranza”: sono alcune delle parole-chiave del decreto sulla sicurezza. Mentre il lessico delle modifiche delle norme sul diritto d’asilo e i rimpatri è fatto di “semplificazione, efficienza, identificazione, protezione, espulsione”. Solo per citarne alcuni. Per discutere dei due decreti, Memos oggi ha ospitato Paolo Oddi, avvocato. Oddi si occupa di diritto dell’immigrazione, fa parte dell’Associazione di Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI). Ospite anche il senatore del Pd Walter Tocci. Il tema dei due decreti, in particolare quello sull’immigrazione, incrocia temi e parole d’ordine della manifestazione del 20 maggio a Milano “per l’integrazione e la convivenza”. Milano come Barcellona è lo slogan del corteo che richiama la grande mobilitazione “per l’accoglienza” che ha invaso la capitale catalana il 18 febbraio scorso. Tra i promotori dell’appuntamento milanese c’è Pierfrancesco Majorino, assessore alle politiche sociali del comune di Milano. Majorino è stato ospite della parte conclusiva della trasmissione di oggi.
    29 min
  • Lavoro, cercasi dignità e occupazione
    «A febbraio 2017 […] rispetto a gennaio è salito il numero di lavoratori a termine, mentre calano i lavoratori a tempo indeterminato». Lo ha scritto l’Istat nel suo ultimo comunicato sugli occupati in Italia. In un intero anno (febbraio 2016-febbraio 2017) – scrive sempre l’Istat - il numero di lavoratori dipendenti occupati è cresciuto di 280 mila unità. La maggior parte di loro (178 mila) sono a termine. La tendenza indica dunque una crescita del lavoro a termine, per definizione precario. Da questi dati è iniziata la puntata di oggi di Memos. Accanto al lavoro precario che cresce, ci sono i casi di alcune proteste eclatanti di lavoratori. Tra i casi più recenti, di questi giorni: la Coca Cola di Nogaro, in provincia di Verona; la K-Flex di Roncello in Brianza. Ci sono poi i casi di sfruttamento alla Amazon di Castel San Giovanni (PC) oppure di truffa alla Ceva Logistics Italia di Stradella (PV). ..Memos oggi ha ospitato l’avvocato Domenico Tambasco, esperto di diritto del lavoro; Duccio Facchini, giornalista di Altreconomia che ha raccontato la sua inchiesta su Jobs Act e rischio licenziamenti in arrivo. Infine a Memos il sindacalista della Fiom Cgil di Bologna Michele Bulgarelli, tra i firmatari di due accordi sindacali alla Ducati e alla Lamborghini migliorativi delle norme previste dal Jobs Act su licenziamenti, demansionamenti e controlli a distanza.
    27 min
  • Lavoro, cercasi dignità e occupazione
    «A febbraio 2017 […] rispetto a gennaio è salito il numero di lavoratori a termine, mentre calano i lavoratori a tempo indeterminato». Lo ha scritto l’Istat nel suo ultimo comunicato sugli occupati in Italia. In un intero anno (febbraio 2016-febbraio 2017) – scrive sempre l’Istat - il numero di lavoratori dipendenti occupati è cresciuto di 280 mila unità. La maggior parte di loro (178 mila) sono a termine. La tendenza indica dunque una crescita del lavoro a termine, per definizione precario. Da questi dati è iniziata la puntata di oggi di Memos. Accanto al lavoro precario che cresce, ci sono i casi di alcune proteste eclatanti di lavoratori. Tra i casi più recenti, di questi giorni: la Coca Cola di Nogaro, in provincia di Verona; la K-Flex di Roncello in Brianza. Ci sono poi i casi di sfruttamento alla Amazon di Castel San Giovanni (PC) oppure di truffa alla Ceva Logistics Italia di Stradella (PV). ..Memos oggi ha ospitato l’avvocato Domenico Tambasco, esperto di diritto del lavoro; Duccio Facchini, giornalista di Altreconomia che ha raccontato la sua inchiesta su Jobs Act e rischio licenziamenti in arrivo. Infine a Memos il sindacalista della Fiom Cgil di Bologna Michele Bulgarelli, tra i firmatari di due accordi sindacali alla Ducati e alla Lamborghini migliorativi delle norme previste dal Jobs Act su licenziamenti, demansionamenti e controlli a distanza.
    27 min
  • Lavoro, cercasi dignità e occupazione
    «A febbraio 2017 […] rispetto a gennaio è salito il numero di lavoratori a termine, mentre calano i lavoratori a tempo indeterminato». Lo ha scritto l’Istat nel suo ultimo comunicato sugli occupati in Italia. In un intero anno (febbraio 2016-febbraio 2017) – scrive sempre l’Istat - il numero di lavoratori dipendenti occupati è cresciuto di 280 mila unità. La maggior parte di loro (178 mila) sono a termine. La tendenza indica dunque una crescita del lavoro a termine, per definizione precario. Da questi dati è iniziata la puntata di oggi di Memos. Accanto al lavoro precario che cresce, ci sono i casi di alcune proteste eclatanti di lavoratori. Tra i casi più recenti, di questi giorni: la Coca Cola di Nogaro, in provincia di Verona; la K-Flex di Roncello in Brianza. Ci sono poi i casi di sfruttamento alla Amazon di Castel San Giovanni (PC) oppure di truffa alla Ceva Logistics Italia di Stradella (PV). ..Memos oggi ha ospitato l’avvocato Domenico Tambasco, esperto di diritto del lavoro; Duccio Facchini, giornalista di Altreconomia che ha raccontato la sua inchiesta su Jobs Act e rischio licenziamenti in arrivo. Infine a Memos il sindacalista della Fiom Cgil di Bologna Michele Bulgarelli, tra i firmatari di due accordi sindacali alla Ducati e alla Lamborghini migliorativi delle norme previste dal Jobs Act su licenziamenti, demansionamenti e controlli a distanza.
    27 min
  • Non solo euro, il potere della moneta fiscale
    «Dentro l'euro ma anche oltre i vincoli dell'euro: senza compiere quel vero e proprio “salto nel buio” costituito dall’uscita unilaterale dall’euro, che provocherebbe effetti economici e politici non prevedibili e probabilmente disastrosi». E’ l’idea di fondo della proposta di “moneta fiscale” contenuta nella presentazione del libro “Per una moneta fiscale gratuita” (Micromega 2015, ebook gratuito). Un libro che porta diverse firme insieme a quella del grande sociologo e studioso, scomparso un anno e mezzo fa, Luciano Gallino. Gli estensori della proposta sono Biagio Bossone, Marco Cattaneo, Enrico Grazzini e Stefano Sylos Labini. Le prime ipotesi di “moneta fiscale” risalgono al 2012, due anni dopo il professor Gallino e gli altri economisti lanciarono un appello “per uscire dall’austerità senza spaccare l’euro”. La settimana scorsa il Movimento Cinque Stelle ha deciso di inserire la “moneta fiscale” nel proprio programma. L’economista Gennaro Zezza l’ha spiegata con un articolo sul blog beppegrillo.it, prima del clamoroso errore di Luigi Di Maio sul “defunto psicologo Gallini”. Memos oggi ha ospitato uno degli estensori della proposta originaria di “moneta fiscale”, l’economista Stefano Sylos Labini. Ospite anche Luca Fantacci, economista dell’università Bocconi, esperto di moneta e finanza.
    29 min

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Memos, il promemoria sull'attualità di Radio Popolare.

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