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  • L’Europa, Maastricht e i nazionalismi/2
    In questi giorni ricorrono i 25 anni della firma del Trattato di Maastricht che ha portato l’Europa alla moneta unica, ma non all’unità politica. Sempre in questi giorni, in queste ultime settimane, il nazionalismo della destra europea sta dando nuove prove della sua esistenza. Solo per citare un paio di occasioni: l’incontro di Coblenza, in Germania, del 21 gennaio scorso con Marine Le Pen, Geert Wilders, Fruke Petry e Matteo Salvini tutti allineati su uno stesso palco. E poi il 5 febbraio a Lione, l’avvio scenografico della campagna elettorale di Le Pen per le presidenziali francesi. Maastricht e i nazionalismi europei. Il simbolo dell’austerità e il pericolo della destra xenofoba e populista. ..Come salvare l’Europa dalle due minacce? E’ la domanda che Memos ha rivolto ai suoi ospiti di oggi (dopo la puntata di ieri): l’economista Salvatore Biasco e lo storico Adriano Prosperi.
    31 min
  • L’Europa, Maastricht e i nazionalismi/2
    In questi giorni ricorrono i 25 anni della firma del Trattato di Maastricht che ha portato l’Europa alla moneta unica, ma non all’unità politica. Sempre in questi giorni, in queste ultime settimane, il nazionalismo della destra europea sta dando nuove prove della sua esistenza. Solo per citare un paio di occasioni: l’incontro di Coblenza, in Germania, del 21 gennaio scorso con Marine Le Pen, Geert Wilders, Fruke Petry e Matteo Salvini tutti allineati su uno stesso palco. E poi il 5 febbraio a Lione, l’avvio scenografico della campagna elettorale di Le Pen per le presidenziali francesi. Maastricht e i nazionalismi europei. Il simbolo dell’austerità e il pericolo della destra xenofoba e populista. ..Come salvare l’Europa dalle due minacce? E’ la domanda che Memos ha rivolto ai suoi ospiti di oggi (dopo la puntata di ieri): l’economista Salvatore Biasco e lo storico Adriano Prosperi.
    31 min
  • Salvare l’Europa da Maastricht e dai nazionalismi/1
    Il 7 febbraio del 1992 la firma del Trattato di Maastricht da parte dei dodici paesi della Comunità europea. Venticinque anni dopo, l’Europa di Maastricht è nel pieno di una crisi politica e istituzionale. Austerità e recessione, ridimensionamento del welfare e disuguaglianze. Sono le politiche di questi ultimi anni con i loro effetti disastrosi. E’ il neoliberismo europeo costruito sull’architettura di Maastricht. Quella dei parametri del 1992 (3% deficit-pil, 60% debito-pil, etc.) a cui si sono aggiunte una serie di strette successive sulle politiche di bilancio, dai nomi per lo più oscuri: “two packs”, “six packs”, “semestre europeo”. ..Come si può salvare l’Europa da “Maastricht”? Come si contrasta il nazionalismo di Le Pen e della destra “sovranista” europea? A cosa punta l’Europa delle due velocità di Angela Merkel? ..Sono alcune delle domande che Memos ha girato ai suoi ospiti di oggi: Pier Virgilio Dastoli, presidente del consiglio italiano del Movimento Europeo, è stato assistente parlamentare di Altiero Spinelli per dieci anni, tra il 1977 e il 1986; e Alessandro Somma, giornalista e professore di diritto comparato all’università di Ferrara.
    28 min
  • Salvare l’Europa da Maastricht e dai nazionalismi/1
    Il 7 febbraio del 1992 la firma del Trattato di Maastricht da parte dei dodici paesi della Comunità europea. Venticinque anni dopo, l’Europa di Maastricht è nel pieno di una crisi politica e istituzionale. Austerità e recessione, ridimensionamento del welfare e disuguaglianze. Sono le politiche di questi ultimi anni con i loro effetti disastrosi. E’ il neoliberismo europeo costruito sull’architettura di Maastricht. Quella dei parametri del 1992 (3% deficit-pil, 60% debito-pil, etc.) a cui si sono aggiunte una serie di strette successive sulle politiche di bilancio, dai nomi per lo più oscuri: “two packs”, “six packs”, “semestre europeo”. ..Come si può salvare l’Europa da “Maastricht”? Come si contrasta il nazionalismo di Le Pen e della destra “sovranista” europea? A cosa punta l’Europa delle due velocità di Angela Merkel? ..Sono alcune delle domande che Memos ha girato ai suoi ospiti di oggi: Pier Virgilio Dastoli, presidente del consiglio italiano del Movimento Europeo, è stato assistente parlamentare di Altiero Spinelli per dieci anni, tra il 1977 e il 1986; e Alessandro Somma, giornalista e professore di diritto comparato all’università di Ferrara.
    28 min
  • Salvare l’Europa da Maastricht e dai nazionalismi/1
    Il 7 febbraio del 1992 la firma del Trattato di Maastricht da parte dei dodici paesi della Comunità europea. Venticinque anni dopo, l’Europa di Maastricht è nel pieno di una crisi politica e istituzionale. Austerità e recessione, ridimensionamento del welfare e disuguaglianze. Sono le politiche di questi ultimi anni con i loro effetti disastrosi. E’ il neoliberismo europeo costruito sull’architettura di Maastricht. Quella dei parametri del 1992 (3% deficit-pil, 60% debito-pil, etc.) a cui si sono aggiunte una serie di strette successive sulle politiche di bilancio, dai nomi per lo più oscuri: “two packs”, “six packs”, “semestre europeo”. ..Come si può salvare l’Europa da “Maastricht”? Come si contrasta il nazionalismo di Le Pen e della destra “sovranista” europea? A cosa punta l’Europa delle due velocità di Angela Merkel? ..Sono alcune delle domande che Memos ha girato ai suoi ospiti di oggi: Pier Virgilio Dastoli, presidente del consiglio italiano del Movimento Europeo, è stato assistente parlamentare di Altiero Spinelli per dieci anni, tra il 1977 e il 1986; e Alessandro Somma, giornalista e professore di diritto comparato all’università di Ferrara.
    28 min
  • Lotta alla corruzione e monitoraggi civico.
    Secondo appuntamento del nuovo ciclo “Lezioni di antimafia” ideato dalla Scuola di Formazione “Antonino Caponnetto” e coordinato da Lele Liguori. La lezione è stata tenuta da Rosy Battaglia, giornalista “civica”, ideatrice e curatrice di “Cittadini reattivi”, un progetto di inchiesta multimediale su ambiente salute e legalità (online dal 2013); e Leonardo Ferrante, referente nazionale del settore "Anticorruzione civica e cittadinanza monitorante" di Libera e Gruppo Abele, dal 2012 al 2015 coordinatore scientifico nazionale di Riparte il futuro, la campagna anticorruzione fondata dalle due associazioni e oggi progetto autonomo. La lezione si è svolta nell’Auditorium di Radio Popolare il 30 gennaio 2017. Titolo: “Lotta alla corruzione e monitoraggio civico”.
    28 min
  • Lotta alla corruzione e monitoraggi civico.
    Secondo appuntamento del nuovo ciclo “Lezioni di antimafia” ideato dalla Scuola di Formazione “Antonino Caponnetto” e coordinato da Lele Liguori. La lezione è stata tenuta da Rosy Battaglia, giornalista “civica”, ideatrice e curatrice di “Cittadini reattivi”, un progetto di inchiesta multimediale su ambiente salute e legalità (online dal 2013); e Leonardo Ferrante, referente nazionale del settore "Anticorruzione civica e cittadinanza monitorante" di Libera e Gruppo Abele, dal 2012 al 2015 coordinatore scientifico nazionale di Riparte il futuro, la campagna anticorruzione fondata dalle due associazioni e oggi progetto autonomo. La lezione si è svolta nell’Auditorium di Radio Popolare il 30 gennaio 2017. Titolo: “Lotta alla corruzione e monitoraggio civico”.
    28 min
  • Lotta alla corruzione e monitoraggi civico.
    Secondo appuntamento del nuovo ciclo “Lezioni di antimafia” ideato dalla Scuola di Formazione “Antonino Caponnetto” e coordinato da Lele Liguori. La lezione è stata tenuta da Rosy Battaglia, giornalista “civica”, ideatrice e curatrice di “Cittadini reattivi”, un progetto di inchiesta multimediale su ambiente salute e legalità (online dal 2013); e Leonardo Ferrante, referente nazionale del settore "Anticorruzione civica e cittadinanza monitorante" di Libera e Gruppo Abele, dal 2012 al 2015 coordinatore scientifico nazionale di Riparte il futuro, la campagna anticorruzione fondata dalle due associazioni e oggi progetto autonomo. La lezione si è svolta nell’Auditorium di Radio Popolare il 30 gennaio 2017. Titolo: “Lotta alla corruzione e monitoraggio civico”.
    28 min
  • Il grande risiko della sanità privata in Italia. Il caso Ieo-Humanitas-San Donato.
    Nella sanità privata italiana si muovono pesci grandi e pesci piccoli. Il giro d’affari è di circa 4 miliardi di euro l’anno (2014, dati Mediobanca). L’offerta lanciata dai gruppi San Donato e Humanitas per acquisire l’Istituto europeo di oncologia (Ieo) fondato da Umberto Veronesi è un caso in cui a muoversi sono esclusivamente i pesci grandi. Il gruppo San Donato è la prima azienda sanitaria privata in Italia, con un fatturato 2014 di 1 miliardo e 872 milioni. Humanitas è la seconda azienda privata italiana delle cure e della ricerca: nel 2014 ha fatturato 548 milioni. Lo Ieo, la società preda, è la quinta in Italia (260 milioni nel 2014). ..L’offerta di acquisizione (di circa 300 milioni di euro) è un affare, se mai verrà concluso, di livello nazionale anche se gli attori e le loro strutture (ospedali, centri di ricerca, cliniche) sono tutti in Lombardia, eccetto un caso in Emilia Romagna. Allo Ieo il consiglio di amministrazione, insieme ai primari e ai dirigenti, hanno preso male l’offerta di San Donato e Humanitas, la considerano ostile. Una risposta ufficiale arriverà il prossimo 17 febbraio, quando si riunirà il cda Ieo. Si tratta di una vicenda che riguarda il cuore della sanità privata italiana, con risvolti anche europei. Inoltre si intreccia con altre partite aperte negli assetti della finanza italiana, con un filo che tiene insieme Intesa, Mediobanca e arriva fino al controllo delle Generali. Ospiti della puntata di Memos il giornalista Alessandro Da Rold, di Lettera 43, Valentina Cappelletti, della Cgil Lombardia e Francesco Longo, professor di management pubblico e sanitario all’università Bocconi.
    31 min
  • Il grande risiko della sanità privata in Italia. Il caso Ieo-Humanitas-San Donato.
    Nella sanità privata italiana si muovono pesci grandi e pesci piccoli. Il giro d’affari è di circa 4 miliardi di euro l’anno (2014, dati Mediobanca). L’offerta lanciata dai gruppi San Donato e Humanitas per acquisire l’Istituto europeo di oncologia (Ieo) fondato da Umberto Veronesi è un caso in cui a muoversi sono esclusivamente i pesci grandi. Il gruppo San Donato è la prima azienda sanitaria privata in Italia, con un fatturato 2014 di 1 miliardo e 872 milioni. Humanitas è la seconda azienda privata italiana delle cure e della ricerca: nel 2014 ha fatturato 548 milioni. Lo Ieo, la società preda, è la quinta in Italia (260 milioni nel 2014). ..L’offerta di acquisizione (di circa 300 milioni di euro) è un affare, se mai verrà concluso, di livello nazionale anche se gli attori e le loro strutture (ospedali, centri di ricerca, cliniche) sono tutti in Lombardia, eccetto un caso in Emilia Romagna. Allo Ieo il consiglio di amministrazione, insieme ai primari e ai dirigenti, hanno preso male l’offerta di San Donato e Humanitas, la considerano ostile. Una risposta ufficiale arriverà il prossimo 17 febbraio, quando si riunirà il cda Ieo. Si tratta di una vicenda che riguarda il cuore della sanità privata italiana, con risvolti anche europei. Inoltre si intreccia con altre partite aperte negli assetti della finanza italiana, con un filo che tiene insieme Intesa, Mediobanca e arriva fino al controllo delle Generali. Ospiti della puntata di Memos il giornalista Alessandro Da Rold, di Lettera 43, Valentina Cappelletti, della Cgil Lombardia e Francesco Longo, professor di management pubblico e sanitario all’università Bocconi.
    31 min

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