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Memos episodes

  • Tante sinistre, un solo Renzi/1
    In Italia ci sono tante sinistre. Per un solo Renzi. ..Il prossimo fine settimana a Rimini ci sarà il congresso fondativo di “Sinistra Italiana”. Oggi a Milano si presenta il Campo Progressista di Pisapia. A fine mese Civati farà la sua “Costituente delle idee”, D’Alema ha già il suo “Consenso per un nuovo centrosinistra”. ..Renzi, come si è visto alla direzione del Pd ieri, resta invece uno solo. Senza molta voglia di mischiarsi con altri. “Non partecipo a caminetti”, “non mi mettete nei pastoni dei tg”: due frasi della sua relazione di ieri. Alleato, concorrente, antagonista, rivale: Renzi, unico e - almeno fino al nuovo congresso del Pd - maggioritario nel suo partito, resta un paradigma per le tante sinistre. Paradigma negativo, neutro o positivo. “Il partito democratico è contendibile”, ha detto Renzi ieri in direzione. Contendibile da quale maggioranza alternativa? Anche la leadership del Pd nel centrosinistra è contendibile? Domande che Memos ha girato, insieme ad altre, agli ospiti di oggi della trasmissione: Carlo Galli, deputato del gruppo di Sinistra Italiana, politologo; e Miguel Gotor, senatore del Pd (della minoranza del partito), storico.
    29 min
  • Tante sinistre, un solo Renzi/1
    In Italia ci sono tante sinistre. Per un solo Renzi. ..Il prossimo fine settimana a Rimini ci sarà il congresso fondativo di “Sinistra Italiana”. Oggi a Milano si presenta il Campo Progressista di Pisapia. A fine mese Civati farà la sua “Costituente delle idee”, D’Alema ha già il suo “Consenso per un nuovo centrosinistra”. ..Renzi, come si è visto alla direzione del Pd ieri, resta invece uno solo. Senza molta voglia di mischiarsi con altri. “Non partecipo a caminetti”, “non mi mettete nei pastoni dei tg”: due frasi della sua relazione di ieri. Alleato, concorrente, antagonista, rivale: Renzi, unico e - almeno fino al nuovo congresso del Pd - maggioritario nel suo partito, resta un paradigma per le tante sinistre. Paradigma negativo, neutro o positivo. “Il partito democratico è contendibile”, ha detto Renzi ieri in direzione. Contendibile da quale maggioranza alternativa? Anche la leadership del Pd nel centrosinistra è contendibile? Domande che Memos ha girato, insieme ad altre, agli ospiti di oggi della trasmissione: Carlo Galli, deputato del gruppo di Sinistra Italiana, politologo; e Miguel Gotor, senatore del Pd (della minoranza del partito), storico.
    29 min
  • Tante sinistre, un solo Renzi/1
    In Italia ci sono tante sinistre. Per un solo Renzi. ..Il prossimo fine settimana a Rimini ci sarà il congresso fondativo di “Sinistra Italiana”. Oggi a Milano si presenta il Campo Progressista di Pisapia. A fine mese Civati farà la sua “Costituente delle idee”, D’Alema ha già il suo “Consenso per un nuovo centrosinistra”. ..Renzi, come si è visto alla direzione del Pd ieri, resta invece uno solo. Senza molta voglia di mischiarsi con altri. “Non partecipo a caminetti”, “non mi mettete nei pastoni dei tg”: due frasi della sua relazione di ieri. Alleato, concorrente, antagonista, rivale: Renzi, unico e - almeno fino al nuovo congresso del Pd - maggioritario nel suo partito, resta un paradigma per le tante sinistre. Paradigma negativo, neutro o positivo. “Il partito democratico è contendibile”, ha detto Renzi ieri in direzione. Contendibile da quale maggioranza alternativa? Anche la leadership del Pd nel centrosinistra è contendibile? Domande che Memos ha girato, insieme ad altre, agli ospiti di oggi della trasmissione: Carlo Galli, deputato del gruppo di Sinistra Italiana, politologo; e Miguel Gotor, senatore del Pd (della minoranza del partito), storico.
    29 min
  • Mediterraneo, Matvejevic e le migrazioni
    Pedrag Matvejevic è stato un grande intellettuale, cosmopolita, morto il 2 febbraio scorso, a Zagabria. Matvejevic era nato nel 1932 a Mostar, la città del “Ponte Vecchio” distrutto dalla guerra negli anni Novanta e poi ricostruito. Oggi Mostar è una città della Federazione della Bosnia Erzegovina, allora nel ‘32 del Regno di Jugoslavia. Matvejevic ha lasciato il suo paese all’inizio degli anni ’90, ai tempi della guerra nell’ex-Jugoslavia per andare ad insegnare letterature slave alla Sorbona di Parigi e poi alla Sapienza di Roma (l’Italia, di cui aveva ricevuto la cittadinanza onoraria). Ha cercato di tenere insieme le differenze delle culture, dei luoghi, mentre tutto andava nella direzione contraria. Pacifista ostinato in tempi di nazionalismi e guerre. ..Il Mediterraneo è stato il luogo di elezione del suo racconto. “Breviario Mediterraneo” è l’opera scritta nel 1987 che lo ha fatto conoscere in tutto il mondo, tradotta in una ventina di lingue (in Italia da Garzanti). Per ricordare la figura di Pedrag Matvejevic Memos ha ospitato Melita Richter, sua amica, sociologa e saggista. Del Mediterraneo di oggi ha parlato a Memos anche il fotografo e giornalista Giulio Piscitelli. "Harraga. In viaggio bruciando le frontiere" è il titolo di un suo progetto fotografico appena pubblicato (ContrastoBook, 2017). E' un resoconto per immagini dei suoi viaggi lungo le rotte seguite dai migranti per raggiungere l'Europa.
    30 min
  • Mediterraneo, Matvejevic e le migrazioni
    Pedrag Matvejevic è stato un grande intellettuale, cosmopolita, morto il 2 febbraio scorso, a Zagabria. Matvejevic era nato nel 1932 a Mostar, la città del “Ponte Vecchio” distrutto dalla guerra negli anni Novanta e poi ricostruito. Oggi Mostar è una città della Federazione della Bosnia Erzegovina, allora nel ‘32 del Regno di Jugoslavia. Matvejevic ha lasciato il suo paese all’inizio degli anni ’90, ai tempi della guerra nell’ex-Jugoslavia per andare ad insegnare letterature slave alla Sorbona di Parigi e poi alla Sapienza di Roma (l’Italia, di cui aveva ricevuto la cittadinanza onoraria). Ha cercato di tenere insieme le differenze delle culture, dei luoghi, mentre tutto andava nella direzione contraria. Pacifista ostinato in tempi di nazionalismi e guerre. ..Il Mediterraneo è stato il luogo di elezione del suo racconto. “Breviario Mediterraneo” è l’opera scritta nel 1987 che lo ha fatto conoscere in tutto il mondo, tradotta in una ventina di lingue (in Italia da Garzanti). Per ricordare la figura di Pedrag Matvejevic Memos ha ospitato Melita Richter, sua amica, sociologa e saggista. Del Mediterraneo di oggi ha parlato a Memos anche il fotografo e giornalista Giulio Piscitelli. "Harraga. In viaggio bruciando le frontiere" è il titolo di un suo progetto fotografico appena pubblicato (ContrastoBook, 2017). E' un resoconto per immagini dei suoi viaggi lungo le rotte seguite dai migranti per raggiungere l'Europa.
    30 min
  • Mediterraneo, Matvejevic e le migrazioni
    Pedrag Matvejevic è stato un grande intellettuale, cosmopolita, morto il 2 febbraio scorso, a Zagabria. Matvejevic era nato nel 1932 a Mostar, la città del “Ponte Vecchio” distrutto dalla guerra negli anni Novanta e poi ricostruito. Oggi Mostar è una città della Federazione della Bosnia Erzegovina, allora nel ‘32 del Regno di Jugoslavia. Matvejevic ha lasciato il suo paese all’inizio degli anni ’90, ai tempi della guerra nell’ex-Jugoslavia per andare ad insegnare letterature slave alla Sorbona di Parigi e poi alla Sapienza di Roma (l’Italia, di cui aveva ricevuto la cittadinanza onoraria). Ha cercato di tenere insieme le differenze delle culture, dei luoghi, mentre tutto andava nella direzione contraria. Pacifista ostinato in tempi di nazionalismi e guerre. ..Il Mediterraneo è stato il luogo di elezione del suo racconto. “Breviario Mediterraneo” è l’opera scritta nel 1987 che lo ha fatto conoscere in tutto il mondo, tradotta in una ventina di lingue (in Italia da Garzanti). Per ricordare la figura di Pedrag Matvejevic Memos ha ospitato Melita Richter, sua amica, sociologa e saggista. Del Mediterraneo di oggi ha parlato a Memos anche il fotografo e giornalista Giulio Piscitelli. "Harraga. In viaggio bruciando le frontiere" è il titolo di un suo progetto fotografico appena pubblicato (ContrastoBook, 2017). E' un resoconto per immagini dei suoi viaggi lungo le rotte seguite dai migranti per raggiungere l'Europa.
    30 min
  • L’Europa, Maastricht e i nazionalismi/3
    Terza puntata di Memos dedicata all’Europa a 25 anni dalla firma del Trattato di Maastricht (il 7 febbraio del 1992). ..Maastricht e i nazionalismi europei. Da un lato il trattato diventato simbolo delle politiche di austerità. Dall’altro il pericolo della destra xenofoba e populista. Maastricht è anche il simbolo di quel rapporto distorto tra politica ed economia, con i governi quasi sempre subordinati all’agenda dettata dai poteri finanziari. ..Ospiti di oggi il politologo Yves Meny, presidente della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, è stato direttore dell’Istituto Europeo di Firenze; e l’economista Carluccio Bianchi che è stato preside della Facoltà di Economia dell’Università di Pavia dove ha insegnato per anni politica economica.
    29 min
  • L’Europa, Maastricht e i nazionalismi/3
    Terza puntata di Memos dedicata all’Europa a 25 anni dalla firma del Trattato di Maastricht (il 7 febbraio del 1992). ..Maastricht e i nazionalismi europei. Da un lato il trattato diventato simbolo delle politiche di austerità. Dall’altro il pericolo della destra xenofoba e populista. Maastricht è anche il simbolo di quel rapporto distorto tra politica ed economia, con i governi quasi sempre subordinati all’agenda dettata dai poteri finanziari. ..Ospiti di oggi il politologo Yves Meny, presidente della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, è stato direttore dell’Istituto Europeo di Firenze; e l’economista Carluccio Bianchi che è stato preside della Facoltà di Economia dell’Università di Pavia dove ha insegnato per anni politica economica.
    29 min
  • L’Europa, Maastricht e i nazionalismi/3
    Terza puntata di Memos dedicata all’Europa a 25 anni dalla firma del Trattato di Maastricht (il 7 febbraio del 1992). ..Maastricht e i nazionalismi europei. Da un lato il trattato diventato simbolo delle politiche di austerità. Dall’altro il pericolo della destra xenofoba e populista. Maastricht è anche il simbolo di quel rapporto distorto tra politica ed economia, con i governi quasi sempre subordinati all’agenda dettata dai poteri finanziari. ..Ospiti di oggi il politologo Yves Meny, presidente della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, è stato direttore dell’Istituto Europeo di Firenze; e l’economista Carluccio Bianchi che è stato preside della Facoltà di Economia dell’Università di Pavia dove ha insegnato per anni politica economica.
    29 min
  • L’Europa, Maastricht e i nazionalismi/2
    In questi giorni ricorrono i 25 anni della firma del Trattato di Maastricht che ha portato l’Europa alla moneta unica, ma non all’unità politica. Sempre in questi giorni, in queste ultime settimane, il nazionalismo della destra europea sta dando nuove prove della sua esistenza. Solo per citare un paio di occasioni: l’incontro di Coblenza, in Germania, del 21 gennaio scorso con Marine Le Pen, Geert Wilders, Fruke Petry e Matteo Salvini tutti allineati su uno stesso palco. E poi il 5 febbraio a Lione, l’avvio scenografico della campagna elettorale di Le Pen per le presidenziali francesi. Maastricht e i nazionalismi europei. Il simbolo dell’austerità e il pericolo della destra xenofoba e populista. ..Come salvare l’Europa dalle due minacce? E’ la domanda che Memos ha rivolto ai suoi ospiti di oggi (dopo la puntata di ieri): l’economista Salvatore Biasco e lo storico Adriano Prosperi.
    31 min

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