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Memos episodes

  • Università, educare alla cultura della cittadinanza
    A cosa serve l’università? Serve a formare futuri lavoratori oppure ad educare e istruire cittadini consapevoli? ..In che direzione si sta muovendo l’università in Italia? ..Memos oggi ha ospitato un professore e uno studente del Politecnico di Torino. Si tratta di Juan Carlos De Martin, informatico, autore di “Università futura - tra democrazia e bit" (Codice edizioni, 2017); e Marco Rondina, consigliere di amministrazione del Politecnico in rappresentanza degli studenti...Rondina è autore e interprete di un discorso, diventato virale sul web, in cui sul filo dell’ironia denuncia «un sistema universitario – racconta a Memos - bistrattato e non considerato abbastanza». A cosa serve, allora, l’Università? Il professor De Martin ricorda che «in Italia una riflessione attorno a questo interrogativo non c’è quasi mai stata. In altri paesi, soprattutto negli Stati Uniti, questa domanda se la sono posta. Invece, in Italia sembra scontato che l’università serva a preparare al lavoro. Ma questa è solo una delle missioni dell’università. Nel mio libro metto in evidenza che la formazione al lavoro è sicuramente una cosa utile e importante per la società, ma non è affatto l’unica missione. L’università serve soprattutto alle persone, nella loro interezza, come esseri umani e come cittadini all’interno di una democrazia».
    28 min
  • Il lavoro, una scissione costante a sinistra
    Memos ha ospitato oggi due storiche personalità che hanno animato la cultura del lavoro in Italia negli ultimi decenni. ..Giovanni Bianchi, oggi presidente del circolo Dossetti di Milano, è stato alla guida delle Acli tra la fine degli anni ‘80 e i primi anni ‘90. ..Antonio Pizzinato ha passato una vita nella Cgil, di cui è stato segretario generale tra il 1986 e il 1988. Insieme hanno vissuto le esperienze delle lotte operaie a Sesto San Giovanni, la Stalingrado d’Italia. Sempre insieme hanno condiviso l’esperienza politica dell’Ulivo, nella seconda metà degli anni ‘90. Sul piano delle appartenenze alle forze politiche, Giovanni Bianchi è stato iscritto alla Dc, poi presidente del Ppi fino ad approdare nel 2007 al partito democratico attraverso la Margherita. Antonio Pizzinato, iscritto giovanissimo al Pci, è entrato nel Pds, dopo lo scioglimento del partito comunista. Poi in Sinistra democratica, Sel fino ad arrivare alla neonata Sinistra Italiana.
    30 min
  • Il lavoro, una scissione costante a sinistra
    Memos ha ospitato oggi due storiche personalità che hanno animato la cultura del lavoro in Italia negli ultimi decenni. ..Giovanni Bianchi, oggi presidente del circolo Dossetti di Milano, è stato alla guida delle Acli tra la fine degli anni ‘80 e i primi anni ‘90. ..Antonio Pizzinato ha passato una vita nella Cgil, di cui è stato segretario generale tra il 1986 e il 1988. Insieme hanno vissuto le esperienze delle lotte operaie a Sesto San Giovanni, la Stalingrado d’Italia. Sempre insieme hanno condiviso l’esperienza politica dell’Ulivo, nella seconda metà degli anni ‘90. Sul piano delle appartenenze alle forze politiche, Giovanni Bianchi è stato iscritto alla Dc, poi presidente del Ppi fino ad approdare nel 2007 al partito democratico attraverso la Margherita. Antonio Pizzinato, iscritto giovanissimo al Pci, è entrato nel Pds, dopo lo scioglimento del partito comunista. Poi in Sinistra democratica, Sel fino ad arrivare alla neonata Sinistra Italiana.
    30 min
  • Il lavoro, una scissione costante a sinistra
    Memos ha ospitato oggi due storiche personalità che hanno animato la cultura del lavoro in Italia negli ultimi decenni. ..Giovanni Bianchi, oggi presidente del circolo Dossetti di Milano, è stato alla guida delle Acli tra la fine degli anni ‘80 e i primi anni ‘90. ..Antonio Pizzinato ha passato una vita nella Cgil, di cui è stato segretario generale tra il 1986 e il 1988. Insieme hanno vissuto le esperienze delle lotte operaie a Sesto San Giovanni, la Stalingrado d’Italia. Sempre insieme hanno condiviso l’esperienza politica dell’Ulivo, nella seconda metà degli anni ‘90. Sul piano delle appartenenze alle forze politiche, Giovanni Bianchi è stato iscritto alla Dc, poi presidente del Ppi fino ad approdare nel 2007 al partito democratico attraverso la Margherita. Antonio Pizzinato, iscritto giovanissimo al Pci, è entrato nel Pds, dopo lo scioglimento del partito comunista. Poi in Sinistra democratica, Sel fino ad arrivare alla neonata Sinistra Italiana.
    30 min
  • Mani pulite, 25 anni dopo. Davigo, ex pm del pool: “sono state cambiate le leggi per fermarla”
    Venticinque anni fa, il 17 febbraio del 1992, con l’arresto di Mario Chiesa, presidente del Pio Albergo Trivulzio di Milano, inizia l’era di Mani Pulite. Le inchieste della procura milanese sulla corruzione scoperchiano un sistema del malaffare che ha riguardato partiti e imprese. «Alla fine è cambiato poco», dice oggi a Memos uno dei magistrati più impegnati in quelle inchieste. E’ Piercamillo Davigo, presidente dell’Associazione nazionale magistrati, allora uno dei pm di Mani Pulite. Il Davigo-pensiero sulla corruzione è concentrato in un libro che uscirà la prossima settimana dal titolo: “Il sistema della corruzione” (Laterza 2017). Ospite della puntata di oggi di Memos anche la giornalista del Sole-24 Ore Serena Uccello. In un recente libro (“Corruzione”, Einaudi 2016) ha raccontato il sistema della corruzione in Italia attraverso un testimone diretto, Piergiorgio Baita, ex amministratore delegato della Mantovani Spa, al centro dell’inchiesta veneziana sul Mose.
    29 min
  • Mani pulite, 25 anni dopo. Davigo, ex pm del pool: “sono state cambiate le leggi per fermarla”
    Venticinque anni fa, il 17 febbraio del 1992, con l’arresto di Mario Chiesa, presidente del Pio Albergo Trivulzio di Milano, inizia l’era di Mani Pulite. Le inchieste della procura milanese sulla corruzione scoperchiano un sistema del malaffare che ha riguardato partiti e imprese. «Alla fine è cambiato poco», dice oggi a Memos uno dei magistrati più impegnati in quelle inchieste. E’ Piercamillo Davigo, presidente dell’Associazione nazionale magistrati, allora uno dei pm di Mani Pulite. Il Davigo-pensiero sulla corruzione è concentrato in un libro che uscirà la prossima settimana dal titolo: “Il sistema della corruzione” (Laterza 2017). Ospite della puntata di oggi di Memos anche la giornalista del Sole-24 Ore Serena Uccello. In un recente libro (“Corruzione”, Einaudi 2016) ha raccontato il sistema della corruzione in Italia attraverso un testimone diretto, Piergiorgio Baita, ex amministratore delegato della Mantovani Spa, al centro dell’inchiesta veneziana sul Mose.
    29 min
  • Mani pulite, 25 anni dopo. Davigo, ex pm del pool: “sono state cambiate le leggi per fermarla”
    Venticinque anni fa, il 17 febbraio del 1992, con l’arresto di Mario Chiesa, presidente del Pio Albergo Trivulzio di Milano, inizia l’era di Mani Pulite. Le inchieste della procura milanese sulla corruzione scoperchiano un sistema del malaffare che ha riguardato partiti e imprese. «Alla fine è cambiato poco», dice oggi a Memos uno dei magistrati più impegnati in quelle inchieste. E’ Piercamillo Davigo, presidente dell’Associazione nazionale magistrati, allora uno dei pm di Mani Pulite. Il Davigo-pensiero sulla corruzione è concentrato in un libro che uscirà la prossima settimana dal titolo: “Il sistema della corruzione” (Laterza 2017). Ospite della puntata di oggi di Memos anche la giornalista del Sole-24 Ore Serena Uccello. In un recente libro (“Corruzione”, Einaudi 2016) ha raccontato il sistema della corruzione in Italia attraverso un testimone diretto, Piergiorgio Baita, ex amministratore delegato della Mantovani Spa, al centro dell’inchiesta veneziana sul Mose.
    29 min
  • Tante sinistre, un solo Renzi/2
    Sono diverse le sinistre che si stanno preparando a questa lunga stagione politica che porterà alle elezioni. Al più tardi si voterà fra dodici mesi, anche se un anticipo del voto non può essere escluso. Che lo si voglia o meno, di fronte alle tante sinistre si para la figura di Matteo Renzi e del suo Pd. Alleato, concorrente, antagonista, rivale: Renzi resta un paradigma per le tante sinistre. Positivo, negativo, perfino neutro, che sia. Ieri Giuliano Pisapia, l’ex sindaco di Milano, ha presentato il suo Campo Progressista. Il prossimo fine settimana a Rimini ci sarà il congresso fondativo di “Sinistra Italiana”. A fine mese (dal 24 al 26 a Roma) Civati farà la sua “Costituente delle idee”. Un elenco parziale. C’è poi il congresso Pd, con il suo inizio accelerato rispetto alla scadenza naturale dell’attuale segreteria di dicembre 2017. Tempi più brevi con un Renzi forse dimissionario già nei prossimi giorni. Il dibattito interno, e soprattutto le conclusioni del congresso Pd (chi sarà il nuovo segretario, cosa farà l’attuale minoranza) finiranno per intrecciarsi con i lavori in corso nelle tante sinistre. Memos ha dedicato anche la puntata di oggi a questo tema (qui la puntata di ieri). Ospiti: lo storico Luca Alessandrini, direttore dell’Istituto “Ferruccio Parri” di Bologna, e il politologo Roberto Biorcio dell’Università degli Studi di Milano.
    30 min
  • Tante sinistre, un solo Renzi/2
    Sono diverse le sinistre che si stanno preparando a questa lunga stagione politica che porterà alle elezioni. Al più tardi si voterà fra dodici mesi, anche se un anticipo del voto non può essere escluso. Che lo si voglia o meno, di fronte alle tante sinistre si para la figura di Matteo Renzi e del suo Pd. Alleato, concorrente, antagonista, rivale: Renzi resta un paradigma per le tante sinistre. Positivo, negativo, perfino neutro, che sia. Ieri Giuliano Pisapia, l’ex sindaco di Milano, ha presentato il suo Campo Progressista. Il prossimo fine settimana a Rimini ci sarà il congresso fondativo di “Sinistra Italiana”. A fine mese (dal 24 al 26 a Roma) Civati farà la sua “Costituente delle idee”. Un elenco parziale. C’è poi il congresso Pd, con il suo inizio accelerato rispetto alla scadenza naturale dell’attuale segreteria di dicembre 2017. Tempi più brevi con un Renzi forse dimissionario già nei prossimi giorni. Il dibattito interno, e soprattutto le conclusioni del congresso Pd (chi sarà il nuovo segretario, cosa farà l’attuale minoranza) finiranno per intrecciarsi con i lavori in corso nelle tante sinistre. Memos ha dedicato anche la puntata di oggi a questo tema (qui la puntata di ieri). Ospiti: lo storico Luca Alessandrini, direttore dell’Istituto “Ferruccio Parri” di Bologna, e il politologo Roberto Biorcio dell’Università degli Studi di Milano.
    30 min
  • Tante sinistre, un solo Renzi/2
    Sono diverse le sinistre che si stanno preparando a questa lunga stagione politica che porterà alle elezioni. Al più tardi si voterà fra dodici mesi, anche se un anticipo del voto non può essere escluso. Che lo si voglia o meno, di fronte alle tante sinistre si para la figura di Matteo Renzi e del suo Pd. Alleato, concorrente, antagonista, rivale: Renzi resta un paradigma per le tante sinistre. Positivo, negativo, perfino neutro, che sia. Ieri Giuliano Pisapia, l’ex sindaco di Milano, ha presentato il suo Campo Progressista. Il prossimo fine settimana a Rimini ci sarà il congresso fondativo di “Sinistra Italiana”. A fine mese (dal 24 al 26 a Roma) Civati farà la sua “Costituente delle idee”. Un elenco parziale. C’è poi il congresso Pd, con il suo inizio accelerato rispetto alla scadenza naturale dell’attuale segreteria di dicembre 2017. Tempi più brevi con un Renzi forse dimissionario già nei prossimi giorni. Il dibattito interno, e soprattutto le conclusioni del congresso Pd (chi sarà il nuovo segretario, cosa farà l’attuale minoranza) finiranno per intrecciarsi con i lavori in corso nelle tante sinistre. Memos ha dedicato anche la puntata di oggi a questo tema (qui la puntata di ieri). Ospiti: lo storico Luca Alessandrini, direttore dell’Istituto “Ferruccio Parri” di Bologna, e il politologo Roberto Biorcio dell’Università degli Studi di Milano.
    30 min

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