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Memos episodes

  • Disuguaglianza ereditaria e bonus fiscale. Intervista con Maria De Paola e Franco Moscacci
    La disuguaglianza si può ereditare? L'economista dell'Università della Calabria Maria De Paola ha raccontato a Memos perchè sì. I meccanismi attraverso i quali la disuguaglianza si trasmette da una generazione all'altra sono sostanzialmente due. Il primo riguarda gli investimenti in capitale umano: in Italia, ad esempio, la probabilità di laurearsi – sostiene la professoressa De Paola – è molto maggiore per coloro che hanno almeno uno dei due genitori laureati. E con il grado diverso di istruzione si trasmettono le differenze anche nella distribuzione del reddito. Il secondo meccanismo dipende da quelle che vengono definite le “connessioni sociali”. Pur in assenza di dati specifici, esistono delle “evidenze”: «si è notato in Italia – ma anche in altri paesi - che a parità di istruzione le condizioni socio-economiche di partenza continuano a contare, cioè il loro reddito è ancora influenzato dalla famiglia di provenienza. Sembrerebbe che il canale di trasmissione di queste diseguaglianze di reddito non passi solo attraverso l'istruzione, ma anche attaverso altri canali, come le relazioni sociali, il background delle relazioni sociali delle famiglie di provenienza». Ospite di Memos anche lo statistico Franco Mostacci, giornalista, blogger (francomostacci.it). Mostacci ha raccontato quanto diseguale, e a danno dei più deboli, sia stata la distribuzione dei costi della crisi in Italia. Ed anche quanto il governo – con il tentativo di combattare la disuguaglianza con provvedimenti redistributivi (ad esempio, il bonus fiscale da 80 euro) - abbia finito per favorire le famiglie più ricche rispetto a quelle povere.
    28 min
  • La campagna d'Europa del governo Renzi: flessibilità nei conti, banche, gas russo. Intervista con Massimo D'Antoni e Alessandro Politi.
    Di sicuro c'è anche la voglia di acquisire facili consensi dietro la decisione di Renzi di alzare la voce con la Commissione europea. Secondo una lettura populistica dello spirito di questi tempi attaccare Bruxelles oggi rende, fa guadagnare consensi in patria. E Renzi dà credito a questa lettura. Ma le ultime mosse del capo del governo italiano esprimono anche una difficoltà di Roma su più fronti: il controllo dei conti pubblici, l'approvazione della legge di stabilità da parte della Commissione europea e il rischio di dover essere costretto a stangate salatissime l'anno prossimo. Poi ci sono i maggiori rischi a cui sono esposte le banche italiane in difficoltà a causa della nuova direttiva europea sui salvataggi bancari “made in Germany”. Infine, la tensione tra Roma e Berlino sul gas russo, con il governo tedesco accusato da Renzi di sostenere con una mano le sanzioni alla Russia (che danneggiano le imprese italiane) e con l'altra di negoziare con Mosca il raddoppio del gasdotto North Stream (dove le imprese italiane sono escluse). ..A Memos ne abbiamo parlato oggi con l'economista Massimo D'Antoni e l'analista strategico Alessandro Politi.
    31 min
  • La campagna d'Europa del governo Renzi: flessibilità nei conti, banche, gas russo. Intervista con Massimo D'Antoni e Alessandro Politi.
    Di sicuro c'è anche la voglia di acquisire facili consensi dietro la decisione di Renzi di alzare la voce con la Commissione europea. Secondo una lettura populistica dello spirito di questi tempi attaccare Bruxelles oggi rende, fa guadagnare consensi in patria. E Renzi dà credito a questa lettura. Ma le ultime mosse del capo del governo italiano esprimono anche una difficoltà di Roma su più fronti: il controllo dei conti pubblici, l'approvazione della legge di stabilità da parte della Commissione europea e il rischio di dover essere costretto a stangate salatissime l'anno prossimo. Poi ci sono i maggiori rischi a cui sono esposte le banche italiane in difficoltà a causa della nuova direttiva europea sui salvataggi bancari “made in Germany”. Infine, la tensione tra Roma e Berlino sul gas russo, con il governo tedesco accusato da Renzi di sostenere con una mano le sanzioni alla Russia (che danneggiano le imprese italiane) e con l'altra di negoziare con Mosca il raddoppio del gasdotto North Stream (dove le imprese italiane sono escluse). ..A Memos ne abbiamo parlato oggi con l'economista Massimo D'Antoni e l'analista strategico Alessandro Politi.
    31 min
  • La campagna d'Europa del governo Renzi: flessibilità nei conti, banche, gas russo. Intervista con Massimo D'Antoni e Alessandro Politi.
    Di sicuro c'è anche la voglia di acquisire facili consensi dietro la decisione di Renzi di alzare la voce con la Commissione europea. Secondo una lettura populistica dello spirito di questi tempi attaccare Bruxelles oggi rende, fa guadagnare consensi in patria. E Renzi dà credito a questa lettura. Ma le ultime mosse del capo del governo italiano esprimono anche una difficoltà di Roma su più fronti: il controllo dei conti pubblici, l'approvazione della legge di stabilità da parte della Commissione europea e il rischio di dover essere costretto a stangate salatissime l'anno prossimo. Poi ci sono i maggiori rischi a cui sono esposte le banche italiane in difficoltà a causa della nuova direttiva europea sui salvataggi bancari “made in Germany”. Infine, la tensione tra Roma e Berlino sul gas russo, con il governo tedesco accusato da Renzi di sostenere con una mano le sanzioni alla Russia (che danneggiano le imprese italiane) e con l'altra di negoziare con Mosca il raddoppio del gasdotto North Stream (dove le imprese italiane sono escluse). ..A Memos ne abbiamo parlato oggi con l'economista Massimo D'Antoni e l'analista strategico Alessandro Politi.
    31 min
  • Lezioni di antimafia: Giuliano Turone
    Quinto appuntamento del ciclo “Lezioni di antimafia” con la Scuola di Formazione “Antonino Caponnetto” e coordinato da Lele Liguori. La lezione tenuta da Giuliano Turone, giudice emerito della Corte di Cassazione, si è svolta nell’Auditorium di Radio Popolare l'11 gennaio 2016. Titolo: “Mafia, poteri occulti, finanza d'avventura”. Ascolterete la sintesi della lezione curata da Lele Liguori.
    41 min
  • Lezioni di antimafia: Giuliano Turone
    Quinto appuntamento del ciclo “Lezioni di antimafia” con la Scuola di Formazione “Antonino Caponnetto” e coordinato da Lele Liguori. La lezione tenuta da Giuliano Turone, giudice emerito della Corte di Cassazione, si è svolta nell’Auditorium di Radio Popolare l'11 gennaio 2016. Titolo: “Mafia, poteri occulti, finanza d'avventura”. Ascolterete la sintesi della lezione curata da Lele Liguori.
    41 min
  • Lezioni di antimafia: Giuliano Turone
    Quinto appuntamento del ciclo “Lezioni di antimafia” con la Scuola di Formazione “Antonino Caponnetto” e coordinato da Lele Liguori. La lezione tenuta da Giuliano Turone, giudice emerito della Corte di Cassazione, si è svolta nell’Auditorium di Radio Popolare l'11 gennaio 2016. Titolo: “Mafia, poteri occulti, finanza d'avventura”. Ascolterete la sintesi della lezione curata da Lele Liguori.
    41 min
  • Unioni civili, perchè manca il coraggio delle riforme? Intervista a Vittoria Franco e Adriano Prosperi.
    La discussione di questi giorni sul progetto di legge sulle Unioni civili fa capire quanto coraggio manchi al ceto politico maggioritario in Italia. Coraggio che servirebbe ad affermare e allargare la sfera dei diritti. Il progetto sulle Unioni civili rischia, infatti, di arenarsi a pochi giorni dall'inizio delle votazioni, previste per il 26 gennaio in Senato. La causa: l'opposizione dei settori più conservatori della maggioranza: Ncd e cattolici del Pd. E' un progetto, come è noto, che non prevede i matrimoni tra persone dello stesso sesso, ma dà solo la possibilità alle coppie omosessuali di dichiarare la loro unione all'ufficiale dello stato civile. Ne conseguono alcuni diritti: l'assistenza ospedaliera, la reversibilità delle pensione. Lo scontro di questi giorni è invece sulla possibilità di adottare il figlio del partner. Ora, se si guarda a questa discussione con un po' di distacco, l'Italia di oggi (il ceto politico dell'Italia di oggi) sembra più vecchio – più conservatore – di quanto non fosse quarant'anni fa. Siamo lontani dall'Italia degli anni '70, quando si approvavano leggi fondamentali per l'affermazione dei diritti civili come la legge sul divorzio, sull'interruzione volontaria di gravidanza, la riforma del diritto di famiglia, la legge Basaglia. Allora si misero le mani su questioni laceranti: l'indissolubilità del matrimonio, gli aborti clandenstini, i rapporti familiari tra coniugi, la logica della costrizione nell'affrontare la malattia e il disagio mentale. Perchè negli anni '70 si “cambiava verso” sui diritti civili e oggi, invece, sembra che si faccia un po' di fatica, per usare un eufemismo? Inizia da questo interrogativo la puntata di oggi di Memos con Vittoria Franco, studiosa di filosofia, senatrice nelle passate legislature prima dei Ds e poi del Pd; e con Adriano Prosperi, storico, professore emerito di storia moderna alla Scuola Normale Superiore di Pisa.
    31 min
  • Unioni civili, perchè manca il coraggio delle riforme? Intervista a Vittoria Franco e Adriano Prosperi.
    La discussione di questi giorni sul progetto di legge sulle Unioni civili fa capire quanto coraggio manchi al ceto politico maggioritario in Italia. Coraggio che servirebbe ad affermare e allargare la sfera dei diritti. Il progetto sulle Unioni civili rischia, infatti, di arenarsi a pochi giorni dall'inizio delle votazioni, previste per il 26 gennaio in Senato. La causa: l'opposizione dei settori più conservatori della maggioranza: Ncd e cattolici del Pd. E' un progetto, come è noto, che non prevede i matrimoni tra persone dello stesso sesso, ma dà solo la possibilità alle coppie omosessuali di dichiarare la loro unione all'ufficiale dello stato civile. Ne conseguono alcuni diritti: l'assistenza ospedaliera, la reversibilità delle pensione. Lo scontro di questi giorni è invece sulla possibilità di adottare il figlio del partner. Ora, se si guarda a questa discussione con un po' di distacco, l'Italia di oggi (il ceto politico dell'Italia di oggi) sembra più vecchio – più conservatore – di quanto non fosse quarant'anni fa. Siamo lontani dall'Italia degli anni '70, quando si approvavano leggi fondamentali per l'affermazione dei diritti civili come la legge sul divorzio, sull'interruzione volontaria di gravidanza, la riforma del diritto di famiglia, la legge Basaglia. Allora si misero le mani su questioni laceranti: l'indissolubilità del matrimonio, gli aborti clandenstini, i rapporti familiari tra coniugi, la logica della costrizione nell'affrontare la malattia e il disagio mentale. Perchè negli anni '70 si “cambiava verso” sui diritti civili e oggi, invece, sembra che si faccia un po' di fatica, per usare un eufemismo? Inizia da questo interrogativo la puntata di oggi di Memos con Vittoria Franco, studiosa di filosofia, senatrice nelle passate legislature prima dei Ds e poi del Pd; e con Adriano Prosperi, storico, professore emerito di storia moderna alla Scuola Normale Superiore di Pisa.
    31 min
  • Unioni civili, perchè manca il coraggio delle riforme? Intervista a Vittoria Franco e Adriano Prosperi.
    La discussione di questi giorni sul progetto di legge sulle Unioni civili fa capire quanto coraggio manchi al ceto politico maggioritario in Italia. Coraggio che servirebbe ad affermare e allargare la sfera dei diritti. Il progetto sulle Unioni civili rischia, infatti, di arenarsi a pochi giorni dall'inizio delle votazioni, previste per il 26 gennaio in Senato. La causa: l'opposizione dei settori più conservatori della maggioranza: Ncd e cattolici del Pd. E' un progetto, come è noto, che non prevede i matrimoni tra persone dello stesso sesso, ma dà solo la possibilità alle coppie omosessuali di dichiarare la loro unione all'ufficiale dello stato civile. Ne conseguono alcuni diritti: l'assistenza ospedaliera, la reversibilità delle pensione. Lo scontro di questi giorni è invece sulla possibilità di adottare il figlio del partner. Ora, se si guarda a questa discussione con un po' di distacco, l'Italia di oggi (il ceto politico dell'Italia di oggi) sembra più vecchio – più conservatore – di quanto non fosse quarant'anni fa. Siamo lontani dall'Italia degli anni '70, quando si approvavano leggi fondamentali per l'affermazione dei diritti civili come la legge sul divorzio, sull'interruzione volontaria di gravidanza, la riforma del diritto di famiglia, la legge Basaglia. Allora si misero le mani su questioni laceranti: l'indissolubilità del matrimonio, gli aborti clandenstini, i rapporti familiari tra coniugi, la logica della costrizione nell'affrontare la malattia e il disagio mentale. Perchè negli anni '70 si “cambiava verso” sui diritti civili e oggi, invece, sembra che si faccia un po' di fatica, per usare un eufemismo? Inizia da questo interrogativo la puntata di oggi di Memos con Vittoria Franco, studiosa di filosofia, senatrice nelle passate legislature prima dei Ds e poi del Pd; e con Adriano Prosperi, storico, professore emerito di storia moderna alla Scuola Normale Superiore di Pisa.
    31 min

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