Memos

Memos

By Radio PopolareNews
Download on the App Store

Memos episodes

  • Mani Pulite, storia di una speranza. Intervista con Gherardo Colombo.
    «Ho scritto questo libro contro il rischio che cali l'oblio su Mani Pulite». Sono le parole di Gherardo Colombo a Memos. «Ho cominciato a fare il magistrato nel 1974 - racconta Colombo - e in oltre trent'anni mi è successo più volte di avvicinarmi a questo sistema della corruzione: prima con la scoperta della loggia P2 nel 1981 e dei fondi neri all'Iri nell'84-85 e poi con Mani Pulite. Una constatazione che ho potuto fare, e che è stata via via confermata nel tempo, è stata quella per la quale per quanti sforzi si facessero non c'era niente da fare: prima di Mani Pulite le indagini quasi non si riusciva ad iniziarle. Se i processi per la P2 e i fondi neri dell'Iri fossero rimasti a Milano, e non trasferiti a Roma, sono sicuro che Tangentopoli sarebbe stata scoperta in anticipo di anni, rispetto al 1992». Gherardo Colombo racconta così a Memos la storia del suo impegno di magistrato, di membro del pool di Mani Pulite, che ha raccolto in un libro uscito in queste settimane dal titolo: “Lettera ad un figlio su Mani Pulite” (Garzanti).
    29 min
  • Mani Pulite, storia di una speranza. Intervista con Gherardo Colombo.
    «Ho scritto questo libro contro il rischio che cali l'oblio su Mani Pulite». Sono le parole di Gherardo Colombo a Memos. «Ho cominciato a fare il magistrato nel 1974 - racconta Colombo - e in oltre trent'anni mi è successo più volte di avvicinarmi a questo sistema della corruzione: prima con la scoperta della loggia P2 nel 1981 e dei fondi neri all'Iri nell'84-85 e poi con Mani Pulite. Una constatazione che ho potuto fare, e che è stata via via confermata nel tempo, è stata quella per la quale per quanti sforzi si facessero non c'era niente da fare: prima di Mani Pulite le indagini quasi non si riusciva ad iniziarle. Se i processi per la P2 e i fondi neri dell'Iri fossero rimasti a Milano, e non trasferiti a Roma, sono sicuro che Tangentopoli sarebbe stata scoperta in anticipo di anni, rispetto al 1992». Gherardo Colombo racconta così a Memos la storia del suo impegno di magistrato, di membro del pool di Mani Pulite, che ha raccolto in un libro uscito in queste settimane dal titolo: “Lettera ad un figlio su Mani Pulite” (Garzanti).
    29 min
  • Disuguaglianze alimentari: in un mondo squilibrato affamati e sovrappeso coesistono. Intervista con Alessandro Bànterle.
    Com'è possibile che a fronte di 800 milioni di persone affamate nel mondo ci sia oltre un miliardo e mezzo di persone sovrappeso? E' il mercato, bellezza! Come funziona, allora, il mercato del cibo, com'è strutturato, come si decide quanto produrre e come si formano i prezzi? Memos ne ha parlato con l'economista Alessandro Bànterle che insegna economia e politica alimentare all'Università degli Studi di Milano.
    26 min
  • Disuguaglianze alimentari: in un mondo squilibrato affamati e sovrappeso coesistono. Intervista con Alessandro Bànterle.
    Com'è possibile che a fronte di 800 milioni di persone affamate nel mondo ci sia oltre un miliardo e mezzo di persone sovrappeso? E' il mercato, bellezza! Come funziona, allora, il mercato del cibo, com'è strutturato, come si decide quanto produrre e come si formano i prezzi? Memos ne ha parlato con l'economista Alessandro Bànterle che insegna economia e politica alimentare all'Università degli Studi di Milano.
    26 min
  • Disuguaglianze alimentari: in un mondo squilibrato affamati e sovrappeso coesistono. Intervista con Alessandro Bànterle.
    Com'è possibile che a fronte di 800 milioni di persone affamate nel mondo ci sia oltre un miliardo e mezzo di persone sovrappeso? E' il mercato, bellezza! Come funziona, allora, il mercato del cibo, com'è strutturato, come si decide quanto produrre e come si formano i prezzi? Memos ne ha parlato con l'economista Alessandro Bànterle che insegna economia e politica alimentare all'Università degli Studi di Milano.
    26 min
  • In memoria di Ion Cazacu. Con Florina Cazacu.
    Ion Cazacu fu ucciso dal suo datore di lavoro che gli diede fuoco perchè non sopportava che Ion rivendicasse i propri diritti. Cazacu aveva 40 anni quando il 14 aprile del 2000 morì per le ustioni che coprivano gran parte del suo corpo. Veniva dalla Romania, era ingegnere, ma a Gallarate trovò solo un lavoro da piastrellista. “Di questa infamità vergognosa noi, spettatori spesso indifferenti, siamo del tutto colpevoli”: sono le parole di Dario Fo che insieme a Florina Cazucu, figlia di Ion, ha scritto un libro che racconta la storia dell'ingegnere venuto dalla Romania. “Un uomo bruciato vivo” (Chiarelettere) è il titolo del libro. Florina è stata ospite oggi a Memos.
    25 min
  • In memoria di Ion Cazacu. Con Florina Cazacu.
    Ion Cazacu fu ucciso dal suo datore di lavoro che gli diede fuoco perchè non sopportava che Ion rivendicasse i propri diritti. Cazacu aveva 40 anni quando il 14 aprile del 2000 morì per le ustioni che coprivano gran parte del suo corpo. Veniva dalla Romania, era ingegnere, ma a Gallarate trovò solo un lavoro da piastrellista. “Di questa infamità vergognosa noi, spettatori spesso indifferenti, siamo del tutto colpevoli”: sono le parole di Dario Fo che insieme a Florina Cazucu, figlia di Ion, ha scritto un libro che racconta la storia dell'ingegnere venuto dalla Romania. “Un uomo bruciato vivo” (Chiarelettere) è il titolo del libro. Florina è stata ospite oggi a Memos.
    25 min
  • In memoria di Ion Cazacu. Con Florina Cazacu.
    Ion Cazacu fu ucciso dal suo datore di lavoro che gli diede fuoco perchè non sopportava che Ion rivendicasse i propri diritti. Cazacu aveva 40 anni quando il 14 aprile del 2000 morì per le ustioni che coprivano gran parte del suo corpo. Veniva dalla Romania, era ingegnere, ma a Gallarate trovò solo un lavoro da piastrellista. “Di questa infamità vergognosa noi, spettatori spesso indifferenti, siamo del tutto colpevoli”: sono le parole di Dario Fo che insieme a Florina Cazucu, figlia di Ion, ha scritto un libro che racconta la storia dell'ingegnere venuto dalla Romania. “Un uomo bruciato vivo” (Chiarelettere) è il titolo del libro. Florina è stata ospite oggi a Memos.
    25 min
  • Principi fondamentali, articolo 11. Conversazioni sulla Costituzione. Con Luigi Bonanate.
    Nona puntata di “Principi fondamentali”, l'appuntamento settimanale di Memos con la Costituzione. Ogni lunedì Memos racconta uno dei primi dodici articoli della nostra Carta fondamentale. Tema di oggi, l'articolo 11: il ripudio della guerra. Ospite: Luigi Bonanate, ordinario di Relazioni internazionali all'Università di Torino. «E' uno degli articoli più belli della nostra Costituzione», sostiene Bonanate. «La discussione nell'Assemblea Costituente – racconta il professore - fu quasi unanimemente concorde sulla formulazione dell'articolo 11. Togliatti insistette moltissimo sull'importanza delle denuncia più radicale possibile della guerra. La Dc di sinistra, di Dossetti e altri, fu assolutamente consenziente con questa impostazione. Insieme andarono alla ricerca del verbo più perentorio e più forte che si potesse immaginare e “ripudiare” rappresentava il rifiuto totale, senza scappatoie, della guerra». Di Luigi Bonanate sul tema vi segnalo: “Guerra e pace”, Franco Angeli, 1994 - Una storia del pensiero politico degli ultimi due secoli sul tema della guerra e della pace...“La guerra”, Laterza, 2011 - Una ricostruzione della guerra in tutte le sue dimensioni: antropologica, strategica, storiografica, filosofica.
    30 min
  • Principi fondamentali, articolo 11. Conversazioni sulla Costituzione. Con Luigi Bonanate.
    Nona puntata di “Principi fondamentali”, l'appuntamento settimanale di Memos con la Costituzione. Ogni lunedì Memos racconta uno dei primi dodici articoli della nostra Carta fondamentale. Tema di oggi, l'articolo 11: il ripudio della guerra. Ospite: Luigi Bonanate, ordinario di Relazioni internazionali all'Università di Torino. «E' uno degli articoli più belli della nostra Costituzione», sostiene Bonanate. «La discussione nell'Assemblea Costituente – racconta il professore - fu quasi unanimemente concorde sulla formulazione dell'articolo 11. Togliatti insistette moltissimo sull'importanza delle denuncia più radicale possibile della guerra. La Dc di sinistra, di Dossetti e altri, fu assolutamente consenziente con questa impostazione. Insieme andarono alla ricerca del verbo più perentorio e più forte che si potesse immaginare e “ripudiare” rappresentava il rifiuto totale, senza scappatoie, della guerra». Di Luigi Bonanate sul tema vi segnalo: “Guerra e pace”, Franco Angeli, 1994 - Una storia del pensiero politico degli ultimi due secoli sul tema della guerra e della pace...“La guerra”, Laterza, 2011 - Una ricostruzione della guerra in tutte le sue dimensioni: antropologica, strategica, storiografica, filosofica.
    30 min

About Memos

From the publisher's feed

Memos, il promemoria sull'attualità di Radio Popolare.

More shows like Memos

Giornale Radio by Radio Popolare

Giornale Radio

6 Listeners

Note dell’autore by Radio Popolare

Note dell’autore

0 Listeners

Esteri by Radio Popolare

Esteri

2 Listeners

Esteri - La rassegna stampa internazionale by Radio Popolare

Esteri - La rassegna stampa internazionale

0 Listeners

Cult by Radio Popolare

Cult

1 Listeners

Jazz Anthology by Radio Popolare

Jazz Anthology

1 Listeners

Labirinti Musicali by Radio Popolare

Labirinti Musicali

0 Listeners

Senti un po' by Radio Popolare

Senti un po'

0 Listeners

Itaca by Radio Popolare

Itaca

0 Listeners

Doppio Click by Radio Popolare

Doppio Click

0 Listeners