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Memos episodes

  • Pisapia e Renzi: centrosinistra, rottamazione, rotazione. Intervista con Maurizio Viroli.
    La decisione di Pisapia di non ricandidarsi a sindaco a Milano porta ad un inevitabile confronto tra il valore politico dell'esperienza milanese e le prospettive del centrosinistra, anche a livello nazionale. Nella puntata di ieri di Memos abbiamo definito Pisapia e Renzi come leader “vincenti” nel centrosinistra, anche se alla guida di alleanze politiche molto diverse, e per certi aspetti divergenti. Con Maurizio Viroli, politologo, professore emerito all'Università di Princeton vediamo oggi le differenze tra Pisapia e Renzi su alcuni punti specifici: l'idea che i due leader hanno delle alleanze politiche, nella grande area del centrosinistra; la pratica della formazione e della selezione della classe dirigente: “rottamazione renziana vs. rotazione alla Pisapia”. «La rottamazione – racconta Viroli – è l'atto di una persona che si ritiene migliore dei dirigenti politici che sono al potere, che governano il partito, che determinano la politica nazionale. La rotazione, invece, è una procedura che avviene per regole. Mentre chi rottama si sente migliore di chi è rottamato, la rotazione è semplicemente il cambio delle elites politiche che avviene sulla base di regole definite in precedenza e che indicano che è terminato il tempo per cui si è stati chiamati a servire la cosa pubblica».
    27 min
  • Pisapia e Renzi: centrosinistra, rottamazione, rotazione. Intervista con Maurizio Viroli.
    La decisione di Pisapia di non ricandidarsi a sindaco a Milano porta ad un inevitabile confronto tra il valore politico dell'esperienza milanese e le prospettive del centrosinistra, anche a livello nazionale. Nella puntata di ieri di Memos abbiamo definito Pisapia e Renzi come leader “vincenti” nel centrosinistra, anche se alla guida di alleanze politiche molto diverse, e per certi aspetti divergenti. Con Maurizio Viroli, politologo, professore emerito all'Università di Princeton vediamo oggi le differenze tra Pisapia e Renzi su alcuni punti specifici: l'idea che i due leader hanno delle alleanze politiche, nella grande area del centrosinistra; la pratica della formazione e della selezione della classe dirigente: “rottamazione renziana vs. rotazione alla Pisapia”. «La rottamazione – racconta Viroli – è l'atto di una persona che si ritiene migliore dei dirigenti politici che sono al potere, che governano il partito, che determinano la politica nazionale. La rotazione, invece, è una procedura che avviene per regole. Mentre chi rottama si sente migliore di chi è rottamato, la rotazione è semplicemente il cambio delle elites politiche che avviene sulla base di regole definite in precedenza e che indicano che è terminato il tempo per cui si è stati chiamati a servire la cosa pubblica».
    27 min
  • Pisapia e Renzi: centrosinistra, rottamazione, rotazione. Intervista con Maurizio Viroli.
    La decisione di Pisapia di non ricandidarsi a sindaco a Milano porta ad un inevitabile confronto tra il valore politico dell'esperienza milanese e le prospettive del centrosinistra, anche a livello nazionale. Nella puntata di ieri di Memos abbiamo definito Pisapia e Renzi come leader “vincenti” nel centrosinistra, anche se alla guida di alleanze politiche molto diverse, e per certi aspetti divergenti. Con Maurizio Viroli, politologo, professore emerito all'Università di Princeton vediamo oggi le differenze tra Pisapia e Renzi su alcuni punti specifici: l'idea che i due leader hanno delle alleanze politiche, nella grande area del centrosinistra; la pratica della formazione e della selezione della classe dirigente: “rottamazione renziana vs. rotazione alla Pisapia”. «La rottamazione – racconta Viroli – è l'atto di una persona che si ritiene migliore dei dirigenti politici che sono al potere, che governano il partito, che determinano la politica nazionale. La rotazione, invece, è una procedura che avviene per regole. Mentre chi rottama si sente migliore di chi è rottamato, la rotazione è semplicemente il cambio delle elites politiche che avviene sulla base di regole definite in precedenza e che indicano che è terminato il tempo per cui si è stati chiamati a servire la cosa pubblica».
    27 min
  • Pisapia-Renzi e Cuperlo-D'Alema: i vincenti e i perdenti nel centrosinistra di oggi?
    L'annuncio di Pisapia che non si ricandiderà a sindaco di Milano, il conflitto aperto nella minoranza Pd tra Cuperlo e D'Alema e il contrattacco di Renzi verso i “rottamati”: sono i fatti del lungo fine-settimana politico appena trascorso. Fatti importanti che si giocano tutti in casa del centrosinistra. Nella puntata di oggi di Memos, insieme a Luca Alessandrini, storico dell'Istituto Parri di Bologna, e a Paolo Segatti, sociologo politico dell'Università degli Studi di Milano, abbiamo provato a fare una ricognizione sullo stato del centrosinistra proponendo una particolare aggregazione. Da un lato i “vincenti” Pisapia e Renzi, leader diversissimi che hanno dalla loro parte un'affermazione nel proprio campo. Dall'altro i “perdenti” Cuperlo e D'Alema, in minoranza nel loro partito, sconfitti nella corsa alla guida del Pd e del paese. Infine c'è lo spazio politico a cui ambisce la “coalizione sociale” lanciata dal leader della Fiom Landini. Si tratta ovviamente di gruppi eterogenei, con elettorati che sulla carta si sovrappongono ampiamente. Alessandrini e Segatti ne analizzano caratteristiche, punti di forza e contraddizioni.
    27 min
  • Pisapia-Renzi e Cuperlo-D'Alema: i vincenti e i perdenti nel centrosinistra di oggi?
    L'annuncio di Pisapia che non si ricandiderà a sindaco di Milano, il conflitto aperto nella minoranza Pd tra Cuperlo e D'Alema e il contrattacco di Renzi verso i “rottamati”: sono i fatti del lungo fine-settimana politico appena trascorso. Fatti importanti che si giocano tutti in casa del centrosinistra. Nella puntata di oggi di Memos, insieme a Luca Alessandrini, storico dell'Istituto Parri di Bologna, e a Paolo Segatti, sociologo politico dell'Università degli Studi di Milano, abbiamo provato a fare una ricognizione sullo stato del centrosinistra proponendo una particolare aggregazione. Da un lato i “vincenti” Pisapia e Renzi, leader diversissimi che hanno dalla loro parte un'affermazione nel proprio campo. Dall'altro i “perdenti” Cuperlo e D'Alema, in minoranza nel loro partito, sconfitti nella corsa alla guida del Pd e del paese. Infine c'è lo spazio politico a cui ambisce la “coalizione sociale” lanciata dal leader della Fiom Landini. Si tratta ovviamente di gruppi eterogenei, con elettorati che sulla carta si sovrappongono ampiamente. Alessandrini e Segatti ne analizzano caratteristiche, punti di forza e contraddizioni.
    27 min
  • Pisapia-Renzi e Cuperlo-D'Alema: i vincenti e i perdenti nel centrosinistra di oggi?
    L'annuncio di Pisapia che non si ricandiderà a sindaco di Milano, il conflitto aperto nella minoranza Pd tra Cuperlo e D'Alema e il contrattacco di Renzi verso i “rottamati”: sono i fatti del lungo fine-settimana politico appena trascorso. Fatti importanti che si giocano tutti in casa del centrosinistra. Nella puntata di oggi di Memos, insieme a Luca Alessandrini, storico dell'Istituto Parri di Bologna, e a Paolo Segatti, sociologo politico dell'Università degli Studi di Milano, abbiamo provato a fare una ricognizione sullo stato del centrosinistra proponendo una particolare aggregazione. Da un lato i “vincenti” Pisapia e Renzi, leader diversissimi che hanno dalla loro parte un'affermazione nel proprio campo. Dall'altro i “perdenti” Cuperlo e D'Alema, in minoranza nel loro partito, sconfitti nella corsa alla guida del Pd e del paese. Infine c'è lo spazio politico a cui ambisce la “coalizione sociale” lanciata dal leader della Fiom Landini. Si tratta ovviamente di gruppi eterogenei, con elettorati che sulla carta si sovrappongono ampiamente. Alessandrini e Segatti ne analizzano caratteristiche, punti di forza e contraddizioni.
    27 min
  • Principi fondamentali, articolo 7. Conversazioni sulla Costituzione. Con Marilisa D'Amico.
    Sesta puntata di “Principi fondamentali”, l'appuntamento settimanale di Memos con la Costituzione. Ogni lunedì Memos racconta uno dei primi dodici articoli della nostra Carta fondamentale. Tema di oggi, l'articolo 7: i rapporti tra lo Stato italiano e la Chiesa cattolica. Ospite: Marilisa D'Amico, costituzionalista all'Università degli Studi di Milano. Vi segnalo due titoli di D'Amico, attinenti al tema di oggi: “Laicità per tutti”, con A. Puccio, Franco Angeli, 2009; “La laicità è donna”, L’Asino d’Oro Edizioni, 2013. L'articolo 7 ha avuto un'origine molto controversa, inizialmente con una forte spaccatura nell'Assemblea Costituente tra i democristiani, da un lato, e il fronte dell'opposizione di socialisti, comunisti e azionisti, dall'altro. Oggetto dello scontro: l'introduzione nella Costituzione repubblicana di quei Patti Lateranensi firmati da Mussolini e dal cardinale Gasparri. Uno scontro ricucito in seguito dalla “svolta” di Togliatti che - con il sì del Pci al testo diventato poi quello definitivo – permise all'articolo 7 di essere approvato con una larghissima maggioranza (350 contro 149). In quell'articolo non c'è alcun riferimento esplicito al principio di laicità, come invece lo si può ritrovare nella costituzione francese. Ciononostante, secondo Marilisa D'Amico è possibile ricostruire le tracce indirette di quel principio di laicità: sia attraverso la lettura congiunta di altri articoli della Carta sia attraverso alcune sentenze della Consulta.
    28 min
  • Principi fondamentali, articolo 7. Conversazioni sulla Costituzione. Con Marilisa D'Amico.
    Sesta puntata di “Principi fondamentali”, l'appuntamento settimanale di Memos con la Costituzione. Ogni lunedì Memos racconta uno dei primi dodici articoli della nostra Carta fondamentale. Tema di oggi, l'articolo 7: i rapporti tra lo Stato italiano e la Chiesa cattolica. Ospite: Marilisa D'Amico, costituzionalista all'Università degli Studi di Milano. Vi segnalo due titoli di D'Amico, attinenti al tema di oggi: “Laicità per tutti”, con A. Puccio, Franco Angeli, 2009; “La laicità è donna”, L’Asino d’Oro Edizioni, 2013. L'articolo 7 ha avuto un'origine molto controversa, inizialmente con una forte spaccatura nell'Assemblea Costituente tra i democristiani, da un lato, e il fronte dell'opposizione di socialisti, comunisti e azionisti, dall'altro. Oggetto dello scontro: l'introduzione nella Costituzione repubblicana di quei Patti Lateranensi firmati da Mussolini e dal cardinale Gasparri. Uno scontro ricucito in seguito dalla “svolta” di Togliatti che - con il sì del Pci al testo diventato poi quello definitivo – permise all'articolo 7 di essere approvato con una larghissima maggioranza (350 contro 149). In quell'articolo non c'è alcun riferimento esplicito al principio di laicità, come invece lo si può ritrovare nella costituzione francese. Ciononostante, secondo Marilisa D'Amico è possibile ricostruire le tracce indirette di quel principio di laicità: sia attraverso la lettura congiunta di altri articoli della Carta sia attraverso alcune sentenze della Consulta.
    28 min
  • Principi fondamentali, articolo 7. Conversazioni sulla Costituzione. Con Marilisa D'Amico.
    Sesta puntata di “Principi fondamentali”, l'appuntamento settimanale di Memos con la Costituzione. Ogni lunedì Memos racconta uno dei primi dodici articoli della nostra Carta fondamentale. Tema di oggi, l'articolo 7: i rapporti tra lo Stato italiano e la Chiesa cattolica. Ospite: Marilisa D'Amico, costituzionalista all'Università degli Studi di Milano. Vi segnalo due titoli di D'Amico, attinenti al tema di oggi: “Laicità per tutti”, con A. Puccio, Franco Angeli, 2009; “La laicità è donna”, L’Asino d’Oro Edizioni, 2013. L'articolo 7 ha avuto un'origine molto controversa, inizialmente con una forte spaccatura nell'Assemblea Costituente tra i democristiani, da un lato, e il fronte dell'opposizione di socialisti, comunisti e azionisti, dall'altro. Oggetto dello scontro: l'introduzione nella Costituzione repubblicana di quei Patti Lateranensi firmati da Mussolini e dal cardinale Gasparri. Uno scontro ricucito in seguito dalla “svolta” di Togliatti che - con il sì del Pci al testo diventato poi quello definitivo – permise all'articolo 7 di essere approvato con una larghissima maggioranza (350 contro 149). In quell'articolo non c'è alcun riferimento esplicito al principio di laicità, come invece lo si può ritrovare nella costituzione francese. Ciononostante, secondo Marilisa D'Amico è possibile ricostruire le tracce indirette di quel principio di laicità: sia attraverso la lettura congiunta di altri articoli della Carta sia attraverso alcune sentenze della Consulta.
    28 min
  • Il tunnel della stagnazione secolare. Intervista con Paolo Onofri.
    Paolo Onofri, economista dell'Università di Bologna, è stato consigliere economico di Prodi e Ciampi alla fine degli anni '90. Attualmente è anche segretario generale dell'associazione Prometeia, uno dei maggiori centri di ricerca e analisi macroeconomica in Italia. L'intervista a Memos comincia con una sua valutazione della strage di ieri in Tunisia da una particolare prospettiva, quella più volte sottolineata dalla stesso Prodi: la debolezza strutturale dell'Europa nei confronti dei paesi della costa sud del Mediterraneo. «L'Europa – dice Onofri – avrebbe dovuto sostenere una politica uniforme di investimenti in quell'area al fine di aumentarne il livello di sviluppo e anche la domanda di nostri prodotti, oltre a ridurre le differenze tra i redditi delle due sponde del Mediterraneo. Ho l'impressione, però, che questo tipo di strategia sia ormai passata, non più percorribile». La conversazione con Onofri si concentra poi sulla crisi economica in Europa, le difficili condizioni per la ripresa e quella che viene definita la “stagnazione secolare”. «Si tratta – dice Onofri – di una stagnazione strutturale, e cioè di uno stato dell'economia, in Europa così come negli Strati Uniti, in cui la crescita - una volta usciti dalla recessione – è minore dei cicli precedenti».
    28 min

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