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  • Principi fondamentali. Conversazioni sulla Costituzione: gli articoli 5, 6 e 12. Con Enzo Balboni.
    Quinta puntata di “Principi fondamentali”, l'appuntamento settimanale di Memos con la Costituzione. Ogni lunedì Memos racconta uno dei primi dodici articoli della nostra Carta fondamentale. La puntata di oggi riguarda un gruppo di articoli (5, 6 e 12): il principio dell'Unità nazionale e il suo simbolo (la bandiera); e poi le autonomie locali e la tutela delle minoranze linguistiche. Ospite: Enzo Balboni, costituzionalista, insegna diritto pubblico comparato all'università Cattolica di Milano. «L'articolo 5 – racconta il professor Balboni – è importante perchè fonda non soltanto il principio di autonomia, ma soprattutto il pluralismo istituzionale: è l'idea che non c'è una sola verità, non c'è un solo indirizzo politico-amministrativo che possa andar bene per tutto il paese. Secondo questo principio pluralistico i soggetti legittimati - come comuni e regioni – possono avere degli indirizzi politico-amministrativi diversi da quelli dello stato».
    28 min
  • La scuola, quanto buona e per chi?
    E' attesa per oggi la decisione del governo sulle nuove regole per la scuola, il progetto cosiddetto della “buona scuola”. Le assunzioni dei precari, i nuovi criteri per la definizione delle carriere degli insegnanti, gli sconti fiscali per le famiglie che mandano i propri figli alle scuole private: sono alcuni dei punti principali del progetto fin qui conosciuto del governo Renzi. Oggi è stata anche una giornata di protesta degli studenti con manifestazioni da Milano a Roma. Ce ne hanno parlato il nostro Roberto Maggioni e Danilo Lampis, portavoce nazionale dell'Unione degli Studenti (Uds). Ospite della trasmissione anche Francesca Puglisi, responsabile scuola del Pd.
    28 min
  • La scuola, quanto buona e per chi?
    E' attesa per oggi la decisione del governo sulle nuove regole per la scuola, il progetto cosiddetto della “buona scuola”. Le assunzioni dei precari, i nuovi criteri per la definizione delle carriere degli insegnanti, gli sconti fiscali per le famiglie che mandano i propri figli alle scuole private: sono alcuni dei punti principali del progetto fin qui conosciuto del governo Renzi. Oggi è stata anche una giornata di protesta degli studenti con manifestazioni da Milano a Roma. Ce ne hanno parlato il nostro Roberto Maggioni e Danilo Lampis, portavoce nazionale dell'Unione degli Studenti (Uds). Ospite della trasmissione anche Francesca Puglisi, responsabile scuola del Pd.
    29 min
  • La scuola, quanto buona e per chi?
    E' attesa per oggi la decisione del governo sulle nuove regole per la scuola, il progetto cosiddetto della “buona scuola”. Le assunzioni dei precari, i nuovi criteri per la definizione delle carriere degli insegnanti, gli sconti fiscali per le famiglie che mandano i propri figli alle scuole private: sono alcuni dei punti principali del progetto fin qui conosciuto del governo Renzi. Oggi è stata anche una giornata di protesta degli studenti con manifestazioni da Milano a Roma. Ce ne hanno parlato il nostro Roberto Maggioni e Danilo Lampis, portavoce nazionale dell'Unione degli Studenti (Uds). Ospite della trasmissione anche Francesca Puglisi, responsabile scuola del Pd.
    29 min
  • Il “lungo berlusconismo italiano”, sessualità e biopolitica. Intervista con Ida Dominijanni.
    Ida Dominijanni, giornalista e saggista, ha lavorato a lungo al “manifesto”, ha insegnato Teoria femminista in varie università italiane e straniere. Attualmente si trova negli Stati Uniti, dove insegna alla Cornell University di Ithaca, nello stato di New York. E' uscito di recente un suo libro dal titolo: “Il Trucco. Sessualità e biopolitica nella fine di Berlusconi” (Ediesse). E' il racconto del berlusconismo italiano in una chiave che supera (va oltre) le interpretazioni “classiche”. «L'interpretazione maggioritaria a sinistra – ricorda Dominijanni a Memos – è che Berlusconi sia stato una grande anomalia rispetto al modello della liberaldemocrazia. E' una cosa vera, non la contesto. Ma ancora più vero è il fatto che lui, Berlusconi, sia stato un esperimento del tutto sintomatico del neoliberalismo e della biopolitica». L'opposizione ha usato le leve giuste per contrapporsi al berlusconismo? Dominijanni racconta i limiti dei tentativi di contenimento del sistema-Berlusconi: «La sinistra avrebbe dovuto proporre un'altra estetica, un'altra passionalità, anche prendendo l'eredità dei movimenti degli anni '60-'70. Invece, abbiamo passato vent'anni ad appellarci solo alla legge». Per Dominijanni il sentiero di ricerca di questo suo lavoro porta ad una contraddizione. «Cerco di spiegare in questo libro – dice la giornalista e saggista - com'è stato possibile che una rivendicazione come quella della politicità della sessualità, che è stata propria dei movimenti di libertà del '68, ma soprattutto del femminismo, sia diventata nel corso del tempo un'arma del potere politico. C'è un rovesciamento: da un'istanza di liberazione si passa ad un uso della sessualità da parte di un potere politico».
    28 min
  • Il “lungo berlusconismo italiano”, sessualità e biopolitica. Intervista con Ida Dominijanni.
    Ida Dominijanni, giornalista e saggista, ha lavorato a lungo al “manifesto”, ha insegnato Teoria femminista in varie università italiane e straniere. Attualmente si trova negli Stati Uniti, dove insegna alla Cornell University di Ithaca, nello stato di New York. E' uscito di recente un suo libro dal titolo: “Il Trucco. Sessualità e biopolitica nella fine di Berlusconi” (Ediesse). E' il racconto del berlusconismo italiano in una chiave che supera (va oltre) le interpretazioni “classiche”. «L'interpretazione maggioritaria a sinistra – ricorda Dominijanni a Memos – è che Berlusconi sia stato una grande anomalia rispetto al modello della liberaldemocrazia. E' una cosa vera, non la contesto. Ma ancora più vero è il fatto che lui, Berlusconi, sia stato un esperimento del tutto sintomatico del neoliberalismo e della biopolitica». L'opposizione ha usato le leve giuste per contrapporsi al berlusconismo? Dominijanni racconta i limiti dei tentativi di contenimento del sistema-Berlusconi: «La sinistra avrebbe dovuto proporre un'altra estetica, un'altra passionalità, anche prendendo l'eredità dei movimenti degli anni '60-'70. Invece, abbiamo passato vent'anni ad appellarci solo alla legge». Per Dominijanni il sentiero di ricerca di questo suo lavoro porta ad una contraddizione. «Cerco di spiegare in questo libro – dice la giornalista e saggista - com'è stato possibile che una rivendicazione come quella della politicità della sessualità, che è stata propria dei movimenti di libertà del '68, ma soprattutto del femminismo, sia diventata nel corso del tempo un'arma del potere politico. C'è un rovesciamento: da un'istanza di liberazione si passa ad un uso della sessualità da parte di un potere politico».
    28 min
  • Il “lungo berlusconismo italiano”, sessualità e biopolitica. Intervista con Ida Dominijanni.
    Ida Dominijanni, giornalista e saggista, ha lavorato a lungo al “manifesto”, ha insegnato Teoria femminista in varie università italiane e straniere. Attualmente si trova negli Stati Uniti, dove insegna alla Cornell University di Ithaca, nello stato di New York. E' uscito di recente un suo libro dal titolo: “Il Trucco. Sessualità e biopolitica nella fine di Berlusconi” (Ediesse). E' il racconto del berlusconismo italiano in una chiave che supera (va oltre) le interpretazioni “classiche”. «L'interpretazione maggioritaria a sinistra – ricorda Dominijanni a Memos – è che Berlusconi sia stato una grande anomalia rispetto al modello della liberaldemocrazia. E' una cosa vera, non la contesto. Ma ancora più vero è il fatto che lui, Berlusconi, sia stato un esperimento del tutto sintomatico del neoliberalismo e della biopolitica». L'opposizione ha usato le leve giuste per contrapporsi al berlusconismo? Dominijanni racconta i limiti dei tentativi di contenimento del sistema-Berlusconi: «La sinistra avrebbe dovuto proporre un'altra estetica, un'altra passionalità, anche prendendo l'eredità dei movimenti degli anni '60-'70. Invece, abbiamo passato vent'anni ad appellarci solo alla legge». Per Dominijanni il sentiero di ricerca di questo suo lavoro porta ad una contraddizione. «Cerco di spiegare in questo libro – dice la giornalista e saggista - com'è stato possibile che una rivendicazione come quella della politicità della sessualità, che è stata propria dei movimenti di libertà del '68, ma soprattutto del femminismo, sia diventata nel corso del tempo un'arma del potere politico. C'è un rovesciamento: da un'istanza di liberazione si passa ad un uso della sessualità da parte di un potere politico».
    28 min
  • La politica: tra rabbia e compassione, diritti e coraggio. Intervista con Michela Marzano.
    Michela Marzano è una filosofa e deputata del Pd. Insegna a Parigi, all'Università Descartes. Di recente è uscito un suo libro che si intitola: “Non seguire il mondo come va” (Utet). E' un racconto – curato con la giornalista Giovanna Casadio - di un'esperienza, la sua esperienza di parlamentare alla prima legislatura. Marzano parla del disorientamento che ha provato nello scoprire, ad esempio, quanto pesino le logiche dell'appartenenza rispetto a quelle della competenza, quando ci si aggira tra le aule e le commissioni parlamentari. Ma il suo libro contiene anche le indicazioni e gli strumenti per ridare un ordine alla politica: la compassione e il coraggio, i diritti e la giustizia, la capacità di ascolto e il rispetto. L'intervista con Marzano inizia da un commento all'approvazione del progetto Renzi-Boschi di modifica della Costituzione. Il voto della Camera, a cui Marzano ha partecipato, è avvenuto pochi minuti prima di andare in onda.
    27 min
  • La politica: tra rabbia e compassione, diritti e coraggio. Intervista con Michela Marzano.
    Michela Marzano è una filosofa e deputata del Pd. Insegna a Parigi, all'Università Descartes. Di recente è uscito un suo libro che si intitola: “Non seguire il mondo come va” (Utet). E' un racconto – curato con la giornalista Giovanna Casadio - di un'esperienza, la sua esperienza di parlamentare alla prima legislatura. Marzano parla del disorientamento che ha provato nello scoprire, ad esempio, quanto pesino le logiche dell'appartenenza rispetto a quelle della competenza, quando ci si aggira tra le aule e le commissioni parlamentari. Ma il suo libro contiene anche le indicazioni e gli strumenti per ridare un ordine alla politica: la compassione e il coraggio, i diritti e la giustizia, la capacità di ascolto e il rispetto. L'intervista con Marzano inizia da un commento all'approvazione del progetto Renzi-Boschi di modifica della Costituzione. Il voto della Camera, a cui Marzano ha partecipato, è avvenuto pochi minuti prima di andare in onda.
    27 min
  • La politica: tra rabbia e compassione, diritti e coraggio. Intervista con Michela Marzano.
    Michela Marzano è una filosofa e deputata del Pd. Insegna a Parigi, all'Università Descartes. Di recente è uscito un suo libro che si intitola: “Non seguire il mondo come va” (Utet). E' un racconto – curato con la giornalista Giovanna Casadio - di un'esperienza, la sua esperienza di parlamentare alla prima legislatura. Marzano parla del disorientamento che ha provato nello scoprire, ad esempio, quanto pesino le logiche dell'appartenenza rispetto a quelle della competenza, quando ci si aggira tra le aule e le commissioni parlamentari. Ma il suo libro contiene anche le indicazioni e gli strumenti per ridare un ordine alla politica: la compassione e il coraggio, i diritti e la giustizia, la capacità di ascolto e il rispetto. L'intervista con Marzano inizia da un commento all'approvazione del progetto Renzi-Boschi di modifica della Costituzione. Il voto della Camera, a cui Marzano ha partecipato, è avvenuto pochi minuti prima di andare in onda.
    27 min

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