Memos

Memos

By Radio PopolareNews
Download on the App Store

Memos episodes

  • La povertà e il lavoro che non basta per uscirne. Intervista con Chiara Saraceno.
    Il prossimo primo maggio entrano in vigore le nuove norme sugli ammortizzatori sociali volute dal governo Renzi. Ci saranno nuove tipologie di sussidio per chi perde il lavoro, nuovi acronimi (Naspi, Dis-Call, Asdi) per definirli. In che direzione si sta muovendo il welfare italiano? Verso una copertura universalistica, per tutti, oppure verso una suddivisione degli aiuti per categorie? Chiara Saraceno, sociologa, ne ha parlato oggi a Memos: «la Naspi, il sussidio per i lavoratori dipendenti che perdono il lavoro, si muove verso una logica universalistica – sostiene la professoressa Saraceno – Limitazioni sono poste, invece, nell'indennità per i collaboratori coordinati e continuativi (Dis-Call) che ad esempio esclude le partite Iva. Ci sono poi altri provvedimenti come l'Asdi (assegno di disoccupazione per chi ha esaurito i benefici previsti dalla Naspi) che vanno nella direzione della categorializzazione». Oltre all'aiuto e ad un reddito per chi perde il lavoro, c'è poi il tema del sostegno per coloro che si trovano in povertà. Saraceno sostiene che un assegno per tutti i sei milioni di cittadini italiani che vivono in povertà assoluta costerebbe 7 miliardi, meno dei 10 miliardi utilizzati dal governo per finanziare lo sconto fiscale da 80 euro che esclude tutti i cittadini incapienti». Chiara Saraceno ha appena raccolto in un libro una sua ricerca sulla povertà e il lavoro: “Il lavoro non basta. La povertà in Europa negli anni della crisi» (Feltrinelli).
    27 min
  • La Seconda Repubblica attraverso la biografia del Parlamento, tra svolte e spallate alla Costituzione materiale. Intervista con Giovanni Innamorati.
    Cosa è stata, ed è, la cosiddetta “Seconda Repubblica” italiana? E' una storia lunga vent'anni ed è stata raccontata da Giovanni Innamorati, giornalista, cronista parlamentare dell'agenzia Ansa, attraverso il suo libro “Il Parlamento. Biografia non autorizzata” (Melampo Editore). Dalla legge elettorale del 1993 (il Mattarellum) alla caduta del governo Berlusconi nel 2011, alla rielezione di Napolitano nel 2013, la storia della politica istituzionale italiana è fatta di svolte e colpi inferti alla Costituzione materiale del paese. La Seconda Repubblica non nasce da un cambiamento classico di regime o di costituzione, ma da modifiche sostanziali agli equilibri di potere stabiliti dalla nostra Costituzione del 1948. E' quanto si ricava dalla cronologia di fatti e avvenimenti che Giovanni Innamorati ha ricostruito oggi a Memos.
    26 min
  • La Seconda Repubblica attraverso la biografia del Parlamento, tra svolte e spallate alla Costituzione materiale. Intervista con Giovanni Innamorati.
    Cosa è stata, ed è, la cosiddetta “Seconda Repubblica” italiana? E' una storia lunga vent'anni ed è stata raccontata da Giovanni Innamorati, giornalista, cronista parlamentare dell'agenzia Ansa, attraverso il suo libro “Il Parlamento. Biografia non autorizzata” (Melampo Editore). Dalla legge elettorale del 1993 (il Mattarellum) alla caduta del governo Berlusconi nel 2011, alla rielezione di Napolitano nel 2013, la storia della politica istituzionale italiana è fatta di svolte e colpi inferti alla Costituzione materiale del paese. La Seconda Repubblica non nasce da un cambiamento classico di regime o di costituzione, ma da modifiche sostanziali agli equilibri di potere stabiliti dalla nostra Costituzione del 1948. E' quanto si ricava dalla cronologia di fatti e avvenimenti che Giovanni Innamorati ha ricostruito oggi a Memos.
    26 min
  • La Seconda Repubblica attraverso la biografia del Parlamento, tra svolte e spallate alla Costituzione materiale. Intervista con Giovanni Innamorati.
    Cosa è stata, ed è, la cosiddetta “Seconda Repubblica” italiana? E' una storia lunga vent'anni ed è stata raccontata da Giovanni Innamorati, giornalista, cronista parlamentare dell'agenzia Ansa, attraverso il suo libro “Il Parlamento. Biografia non autorizzata” (Melampo Editore). Dalla legge elettorale del 1993 (il Mattarellum) alla caduta del governo Berlusconi nel 2011, alla rielezione di Napolitano nel 2013, la storia della politica istituzionale italiana è fatta di svolte e colpi inferti alla Costituzione materiale del paese. La Seconda Repubblica non nasce da un cambiamento classico di regime o di costituzione, ma da modifiche sostanziali agli equilibri di potere stabiliti dalla nostra Costituzione del 1948. E' quanto si ricava dalla cronologia di fatti e avvenimenti che Giovanni Innamorati ha ricostruito oggi a Memos.
    26 min
  • Principi fondamentali, articolo 21. Conversazioni sulla Costituzione. Con Andrea Pertici.
    Undicesima puntata di “Principi fondamentali”, l'appuntamento settimanale di Memos con la Costituzione. Esaurito il ciclo dei primi dodici articoli, quelli che la Costituzione stessa definisce i “Principi fondamentali”, Memos prosegue con l'esame di altri articoli della nostra Carta. Inseriremo arbitrariamente nei princìpi fondamentali della Repubblica alcune parti del testo della Costituzione che trattano temi rilevanti come la libertà di espressione, il diritto alla salute, la libertà della ricerca e dell'insegnamento tra scuola pubblica e scuola privata; la tutela del lavoro, la libertà di impresa e i suoi limiti. Tema di oggi, l'articolo 21: la libertà di manifestazione del pensiero. Ospite: Andrea Pertici, ordinario di Diritto costituzionale all'Università di Pisa. «Con l'articolo 21 – racconta Pertici - ci troviamo tra i diritti fondamentali della Costituzione. La libertà di manifestazione del pensiero non è tra i princìpi – che sono qualcosa di ancor più generale rispetto ai diritti – ma in realtà proprio all'interno dei princìpi fondamentali ci sono molti richiami da cui discende poi l'articolo 21. Per esempio: l'articolo 2 fa riferimento alla “Repubblica che riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo”: si tratta di una clausola che va ad abbracciare tutti i diritti che sono nella prima parte della Costituzione. Quindi l'articolo 21 è già annunciato e fortemente radicato nei primi dodici articoli, nei princìpi fondamentali».
    30 min
  • Principi fondamentali, articolo 21. Conversazioni sulla Costituzione. Con Andrea Pertici.
    Undicesima puntata di “Principi fondamentali”, l'appuntamento settimanale di Memos con la Costituzione. Esaurito il ciclo dei primi dodici articoli, quelli che la Costituzione stessa definisce i “Principi fondamentali”, Memos prosegue con l'esame di altri articoli della nostra Carta. Inseriremo arbitrariamente nei princìpi fondamentali della Repubblica alcune parti del testo della Costituzione che trattano temi rilevanti come la libertà di espressione, il diritto alla salute, la libertà della ricerca e dell'insegnamento tra scuola pubblica e scuola privata; la tutela del lavoro, la libertà di impresa e i suoi limiti. Tema di oggi, l'articolo 21: la libertà di manifestazione del pensiero. Ospite: Andrea Pertici, ordinario di Diritto costituzionale all'Università di Pisa. «Con l'articolo 21 – racconta Pertici - ci troviamo tra i diritti fondamentali della Costituzione. La libertà di manifestazione del pensiero non è tra i princìpi – che sono qualcosa di ancor più generale rispetto ai diritti – ma in realtà proprio all'interno dei princìpi fondamentali ci sono molti richiami da cui discende poi l'articolo 21. Per esempio: l'articolo 2 fa riferimento alla “Repubblica che riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo”: si tratta di una clausola che va ad abbracciare tutti i diritti che sono nella prima parte della Costituzione. Quindi l'articolo 21 è già annunciato e fortemente radicato nei primi dodici articoli, nei princìpi fondamentali».
    30 min
  • Principi fondamentali, articolo 21. Conversazioni sulla Costituzione. Con Andrea Pertici.
    Undicesima puntata di “Principi fondamentali”, l'appuntamento settimanale di Memos con la Costituzione. Esaurito il ciclo dei primi dodici articoli, quelli che la Costituzione stessa definisce i “Principi fondamentali”, Memos prosegue con l'esame di altri articoli della nostra Carta. Inseriremo arbitrariamente nei princìpi fondamentali della Repubblica alcune parti del testo della Costituzione che trattano temi rilevanti come la libertà di espressione, il diritto alla salute, la libertà della ricerca e dell'insegnamento tra scuola pubblica e scuola privata; la tutela del lavoro, la libertà di impresa e i suoi limiti. Tema di oggi, l'articolo 21: la libertà di manifestazione del pensiero. Ospite: Andrea Pertici, ordinario di Diritto costituzionale all'Università di Pisa. «Con l'articolo 21 – racconta Pertici - ci troviamo tra i diritti fondamentali della Costituzione. La libertà di manifestazione del pensiero non è tra i princìpi – che sono qualcosa di ancor più generale rispetto ai diritti – ma in realtà proprio all'interno dei princìpi fondamentali ci sono molti richiami da cui discende poi l'articolo 21. Per esempio: l'articolo 2 fa riferimento alla “Repubblica che riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo”: si tratta di una clausola che va ad abbracciare tutti i diritti che sono nella prima parte della Costituzione. Quindi l'articolo 21 è già annunciato e fortemente radicato nei primi dodici articoli, nei princìpi fondamentali».
    30 min
  • I conti dell'Europa con la sua storia e la strage di migranti. Intervista con Giovanni De Luna.
    L'Europa è inadeguata a capire il mondo che è nato con la fine del Novecento. E dentro quel mondo c'è la globalizzazione, gli spostamenti di milioni di persone. E' la sostanza del giudizio che lo storico Giovanni De Luna ha espresso oggi a Memos, nel giorno in cui i leader europei devono decidere come comportarsi nei confronti di migranti, profughi, richiedenti asilo dopo l'ultima strage nel canale di Sicilia. De Luna ricorda le radici dell'Europa e le differenze rispetto ad oggi. «L'Europa che nasce dopo la guerra 70 anni fa aveva un profilo culturale molto netto, un investimento etico molto forte. Tutto ciò è il contrario dell'Europa di oggi che invece è un continente esangue, estenuato, una sorta di federazione di consigli di amministrazione di aziende o di banche. Se si vuole affrontare oggi un'emergenza come quella delle migrazioni occorre tornare a quello spirito di allora». In chiusura della trasmissione di oggi lo storico Giovanni De Luna si è anche soffermato sull'anniversario del 25 aprile e sul carattere fondamentale della Resistenza che - in un suo libro uscito di recente – chiama la “Resistenza perfetta” (Feltrinelli).
    26 min
  • I conti dell'Europa con la sua storia e la strage di migranti. Intervista con Giovanni De Luna.
    L'Europa è inadeguata a capire il mondo che è nato con la fine del Novecento. E dentro quel mondo c'è la globalizzazione, gli spostamenti di milioni di persone. E' la sostanza del giudizio che lo storico Giovanni De Luna ha espresso oggi a Memos, nel giorno in cui i leader europei devono decidere come comportarsi nei confronti di migranti, profughi, richiedenti asilo dopo l'ultima strage nel canale di Sicilia. De Luna ricorda le radici dell'Europa e le differenze rispetto ad oggi. «L'Europa che nasce dopo la guerra 70 anni fa aveva un profilo culturale molto netto, un investimento etico molto forte. Tutto ciò è il contrario dell'Europa di oggi che invece è un continente esangue, estenuato, una sorta di federazione di consigli di amministrazione di aziende o di banche. Se si vuole affrontare oggi un'emergenza come quella delle migrazioni occorre tornare a quello spirito di allora». In chiusura della trasmissione di oggi lo storico Giovanni De Luna si è anche soffermato sull'anniversario del 25 aprile e sul carattere fondamentale della Resistenza che - in un suo libro uscito di recente – chiama la “Resistenza perfetta” (Feltrinelli).
    26 min
  • I conti dell'Europa con la sua storia e la strage di migranti. Intervista con Giovanni De Luna.
    L'Europa è inadeguata a capire il mondo che è nato con la fine del Novecento. E dentro quel mondo c'è la globalizzazione, gli spostamenti di milioni di persone. E' la sostanza del giudizio che lo storico Giovanni De Luna ha espresso oggi a Memos, nel giorno in cui i leader europei devono decidere come comportarsi nei confronti di migranti, profughi, richiedenti asilo dopo l'ultima strage nel canale di Sicilia. De Luna ricorda le radici dell'Europa e le differenze rispetto ad oggi. «L'Europa che nasce dopo la guerra 70 anni fa aveva un profilo culturale molto netto, un investimento etico molto forte. Tutto ciò è il contrario dell'Europa di oggi che invece è un continente esangue, estenuato, una sorta di federazione di consigli di amministrazione di aziende o di banche. Se si vuole affrontare oggi un'emergenza come quella delle migrazioni occorre tornare a quello spirito di allora». In chiusura della trasmissione di oggi lo storico Giovanni De Luna si è anche soffermato sull'anniversario del 25 aprile e sul carattere fondamentale della Resistenza che - in un suo libro uscito di recente – chiama la “Resistenza perfetta” (Feltrinelli).
    26 min

About Memos

From the publisher's feed

Memos, il promemoria sull'attualità di Radio Popolare.

More shows like Memos

Giornale Radio by Radio Popolare

Giornale Radio

6 Listeners

Note dell’autore by Radio Popolare

Note dell’autore

0 Listeners

Esteri by Radio Popolare

Esteri

2 Listeners

Esteri - La rassegna stampa internazionale by Radio Popolare

Esteri - La rassegna stampa internazionale

0 Listeners

Cult by Radio Popolare

Cult

1 Listeners

Jazz Anthology by Radio Popolare

Jazz Anthology

1 Listeners

Labirinti Musicali by Radio Popolare

Labirinti Musicali

0 Listeners

Senti un po' by Radio Popolare

Senti un po'

0 Listeners

Itaca by Radio Popolare

Itaca

0 Listeners

Doppio Click by Radio Popolare

Doppio Click

0 Listeners