Nella sua raccolta di saggi How to Write an Autobiographical Novel Alexander Chee affronta il tema della narrazione autobiografica solo alla fine. Prima ci presenta squarci della sua vita attraverso una serie di eventi e circostanze significative che hanno spesso solo una cosa in comune: la scrittura, sullo sfondo all’inizio, quando Chee è un aspirante scrittore squattrinato che lavora come cameriere, insegnante di yoga, redattore; in primo piano quando Chee finalmente pubblica il suo primo romanzo e inizia la carriera di insegnante di scrittura creativa.
La vita di Chee è più o meno quella che tutti gli aspiranti scrittori sognano di poter raccontare una volta affermati nel panorama letterario: un’infanzia difficile (nel caso di Chee caratterizzata da abusi sessuali, la morte precoce del padre, le difficoltà economiche della madre), il desiderio di scrivere al quale si è disposti a sacrificare molte cose, i dubbi e i ripensamenti, la fatica di arrivare alla fine del primo romanzo (in questo caso il romanzo autobiografico di cui si fa menzione nel titolo), i lutti per la perdita di amici più o meno giovani; tutto questo intervallato da eventi epocali, come gli attentati alle Torri Gemelle e l’elezione di Donald Trump.