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Nel nostro Paese il tema delle carceri è da sempre caldo e complesso: se ne parla molto, ma raramente si passa dalle parole ai fatti. In questa puntata, Riccardo Rossotto affronta il paradosso italiano: da un lato la retorica politica e le promesse sistematicamente disattese, dall’altro i dati allarmanti dell’ultima relazione ministeriale sul sovraffollamento, il fallimento del “piano carceri” e le condizioni critiche in cui vivono migliaia di detenuti.
Un episodio che parte dall’analisi dei principi contenuti nell’articolo 27 della Costituzione e denuncia l’ipocrisia con cui vengono, nei fatti, spesso ignorati, o peggio, aggirati, dalla politica e dal sentire comune. Un approfondimento per riflettere su ciò che costituzionalmente rappresenta e deve rappresentare il carcere: non un “cimitero dei vivi”, come denunciava l’ex Presidente della Corte Costituzionale Giorgio Lattanzi, ma uno spazio di riscatto, inclusione e risocializzazione.
Una produzione di Zero Contenuti
Da diversi decenni, il conflitto israelo-palestinese insanguina il Medio Oriente e la genesi di questo scontro è spesso tema di dibattiti e visioni diverse. In questa puntata, Riccardo Rossotto propone un’analisi storica della sua origine partendo dalla tesi dell’economista statunitense Jeffrey Sachs, secondo cui la responsabilità originaria del dramma mediorentale sarebbe da attribuire alla diplomazia ambigua della Gran Bretagna tra il 1915 e il 1917.
Attraverso una ricostruzione lucida e documentata, si analizzano le promesse fatte in quei tre anni da Londra agli arabi, ai francesi e al popolo ebraico circa la spartizione della Palestina, le quali avrebbero alimentato un conflitto tutt’oggi irrisolto.
Un approfondimento utile che obbliga a tornare a studiare l'argomento e formarsi un’opinione consapevole su uno dei dossier più complessi del nostro tempo.
Una produzione di Zero Contenuti
Potrebbe sembrare una fake news, ma è realtà, tanto da essere stata depositata come proposta di legge da una deputata repubblicana: scolpire il busto di Donald Trump sul Monte Rushmore, accanto a quelli di Washington, Roosevelt, Lincoln e Jefferson.
Partendo da questo recente caso, la puntata ripercorre la storia che ha reso famoso nel mondo questo massiccio roccioso del sud Dakota, definito “Santuario della Democrazia” e visitato ogni anno da più di due milioni di persone.
Dal mausoleo dell’imperatore cinese Qin Shi Huang alla Colonna Vendôme voluta da Napoleone, fino ai busti americani scolpiti nel granito, l’episodio approfondisce quelli che sono stati gli esiti concreti dell’ego smisurato dei potenti della storia e della loro ossessione di lasciare un segno immortale. Ad oggi, il sogno di Trump di diventare il quinto Presidente scolpito nella pietra si scontra con le leggi della geologia, ma la domanda rimane: basterà questo per placare le sue ambizioni narcisistiche?
Una produzione di Zero Contenuti
Nel luglio 1995 a Srebrenica, in Bosnia-Erzegovina, la minoranza dei bosgnacchi, i bosniaci musulmani, fu vittima di una tra le più gravi tragedie del secondo dopoguerra. Trent’anni dopo, in questa puntata, Riccardo Rossotto ripercorre quella strage e i suoi retroscena, partendo dal contesto storico in cui avvenne, all’indifferenza dell’Occidente e delle istituzioni, fino alle condanne, arrivate solo oltre dieci anni dopo, della Corte Internazionale di giustizia .
Un racconto doloroso, che intreccia storia, diritto e memoria e invita a non cedere all’indifferenza: perché, come ci insegna quanto accaduto a Srebrenica, la storia, se non la si conosce e non la si custodisce, è destinata a ripetersi.
Dopo anni di indagini, ipotesi e teorie del complotto, una nuova voce si inserisce nel dibattito sulla morte di Enrico Mattei: quella di Lupo Rattazzi, imprenditore aeronautico e nipote di Gianni Agnelli.
La figura del fondatore dell’Eni era già stata trattata in un precedente episodio di questo podcast; in questa nuova puntata, per aggiungere un tassello al quadro informativo relativo alla sua morte, Riccardo Rossotto ripercorre la ricostruzione proposta da Rattazzi, secondo cui il tragico incidente di Mattei non fu causato da un’esplosione del jet in fase di atterraggio, ma da un’errata manovra dovuta alle condizioni di meteo avverse e alle caratteristiche del mezzo, sprovvisto di pilota automatico.
Un episodio che invita a riflettere sull'importanza dell’accertamento della verità storica, sui rischi del complottismo e sulla necessità di distinguere fatti e narrazioni in un'epoca segnata da disinformazione e fake news.
Una produzione di Zero Contenuti
Viviamo immersi in una trasformazione digitale rapida e pervasiva, spesso più subita che governata. Nelle ultime due puntate abbiamo parlato dei rischi connessi con questa rivoluzione e come Orwell l’avesse quasi prevista.
In questa puntata, Riccardo Rossotto sintetizza la questione ripercorrendo il pensiero del filosofo e professore Luciano Floridi, uno dei più lucidi e influenti addetti ai lavori sulla filosofia e sull’etica dell'informazione nella rivoluzione digitale.
L’episodio riporta la visione di Floridi sul rapporto tra umani e macchine tecnologiche (robot), analizzando il fenomeno attraverso le tre architetture e le quattro macro-tendenze individuate dal filosofo per descrivere la struttura e il funzionamento della società digitale.
Un approfondimento complesso, ma necessario, per provare a comprendere i rischi sistemici della rivoluzione digitale e quale direzione seguire per affrontarla con consapevolezza, responsabilità e progettualità politica.
Dopo aver riflettuto, nella scorsa puntata, sui pericoli che la disinformazione rappresenta per la tenuta delle democrazie, questo episodio torna indietro nel tempo per ripercorrere la biografia e le riflessioni di chi, più di ottant’anni fa, aveva già intuito tutto questo: George Orwell, autore britannico ed osservatore lucido e visionario del suo tempo.
Partendo dalla sua storia e dagli scritti redatti tra la fine del 1940 e il 1941, prima dei più noti “La fattoria degli animali” e “1984”, approfondiamo il pensiero di un cittadino del mondo che proprio in quel periodo aveva capito quanto la difesa della democrazia passasse dalla salvaguardia della verità e della correttezza dell’informazione, temi oggi più che mai attuali in un’epoca segnata da disinformazione, fake news e populismi.
Un invito a rileggere Orwell non come autore del passato, ma come una bussola preziosa per orientarsi nel nostro presente.
Una produzione di Zero Contenuti
Siamo immersi in un bombardamento costante di informazioni, dove distinguere la verità dalla propaganda sta diventando sempre più complesso. Questa puntata affronta il tema della disinformazione da diversi punti, analizzando come si è evoluta nel tempo, quali strategie adottano i regimi autoritari per silenziare la stampa indipendente e quali possibili soluzioni implementare per arginare questo fenomeno sempre più dilagante sui social network.
Un approfondimento su fake news, bot, fact-checking partecipativo e sull’urgenza di pretendere trasparenza e responsabilità per difendere il nostro diritto ad essere informati da fonti affidabili e riconosciute, per proteggere la nostra libertà e la nostra democrazia.
Una produzione di Zero Contenuti
Dopo dieci puntate di approfondimenti, testimonianze e riflessioni, Riccardo Rossotto e Franco Amato concludono il ciclo dedicato agli anni di piombo e di tritolo con un episodio speciale in formato audiovideo.
Un percorso in alcuni dei luoghi simbolo della memoria torinese per ricordare chi ha perso la vita nella lotta contro il terrorismo: Fulvio Croce, Rosario Berardi, Carlo Casalegno, Salvatore Lanza, Salvatore Porceddu e Carlo Ghiglieno. Un omaggio alle vittime e un messaggio per le nuove generazioni, che di quegli anni sanno poco: la memoria si coltiva anche fisicamente, tornando sui luoghi in cui la nostra democrazia è stata difesa con grande coraggio da uomini normali, non da eroi.
Grazie a tutti voi per aver seguito questa serie con attenzione e pazienza. Aspettiamo i vostri commenti e le vostre riflessioni che ci stanno giungendo copiose… chissà, potremmo pensare a un bis.
Con questa decima puntata si chiude il ciclo dedicato agli anni di piombo e tritolo (seguirà lunedì prossimo un episodio speciale con video). Riccardo Rossotto e Franco Amato propongono una riflessione su tre nodi cruciali: il ruolo degli apparati deviati dello Stato, spesso affiliati alla loggia P2; la damnatio memoriae che pesa ancora su quel periodo, di cui oggi conserviamo un ricordo quasi più associato ai carnefici che non alle vittime; e infine il cono d’ombra che cadde sulle grandi riforme civili che segnarono, anche e positivamente, i terribili anni Settanta.
Un episodio che invita a non dimenticare, ma anzi a mantenere viva la memoria delle vittime e a coltivare consapevolezza su quanto accaduto durante uno dei periodi più difficili della nostra storia recente.
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