News – Radio Onda d`Urto

News – Radio Onda d`Urto

By
Download on the App Store

News – Radio Onda d`Urto episodes

  • VENEZUELA: IN ATTESA DELLA POSSIBILE AGGRESSIONE USA, OLTRE 500 INTELLETTUALI SI APPELLANO A “PACE E GIUSTIZIA SOCIALE”

     

    Prove di sbarco dei Marines con esercitazioni a Porto Rico da parte degli Stati Uniti, davanti alle coste del Venezuela. Attaccata un’altra presunta imbarcazione di narcos venezuelani nei Caraibi, tre persone sono rimaste uccise.

    Il Venezuela è il nuovo nemico giurato degli USA e la Russia replica parlando di possibile invio di missili a Caracas. Per Trump, “Maduro ha i giorni contati”, ma non svela – ancora – i piani di attacco al Paese del presidente Nicolas Maduro

    Sulla crisi in corso nel mar dei Caraibi, abbiamo intervistato Giulia De Luca, giornalista Rai Radio 3 Mondo. Ascolta o scarica

    Oltre 500 tra intellettuali, docenti, attivisti e giornalisti, hanno firmato un “appello a difesa del Venezuela bolivariano e dei popoli del mondo, per la pace e la giustizia sociale”. Tra i firmatari Angelo d’Orsi, docente e storico del pensiero politico all’Università di Torino. Ascolta o scarica

    Riportiamo qui di seguito l’appello degli oltre 500 intellettuali italiani per il Venezuela.

    [ Per aderire inviare una mail a: [email protected] ]

    A difesa del Venezuela bolivariano e dei popoli del mondo, per la pace e la giustizia sociale.

    Contro la Repubblica Bolivariana del Venezuela e il suo popolo si fa sempre più grave e concreta la minaccia di un intervento militare, una vera e propria aggressione armata, da parte degli Stati Uniti.

    Prima le minacce, sempre meno velate, di “sistemare” ora il Venezuela per poi “fare i conti” con Cuba e il Nicaragua.

    Poi, il dispiegamento di quattro navi da guerra e ora perfino delle portaerei in assetto di guerra davanti alle coste venezuelane.

    Poi ancora, i ripetuti attacchi armati contro le piccole imbarcazioni da pesca, attacchi che hanno già portato ai primi morti e feriti tra i pescatori venezuelani.

    Addirittura, l’incredibile “taglia” arbitrariamente messa sul capo del Presidente legittimo, da poco rieletto a larghissima maggioranza, della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Nicolas Maduro.

    E, ultime solo in ordine di tempo, le notizie di un nuovo mandato alla Cia per sviluppare azioni sotto copertura e piani di guerra per rovesciare le autorità liberamente elette dal popolo venezuelano.

    La “menzogna di guerra”, questa volta, non è una provetta di presunte armi di distruzione di massa da agitare alle Nazioni Unite, come contro l’Iraq, né la presunta difesa dei diritti umani violati dal nemico di turno, come tante volte è successo alla vigilia di “rivoluzioni colorate” in giro per il mondo.

    La “menzogna di guerra”, il pretesto per l’aggressione, in questo caso è il presunto narcotraffico attraverso il Venezuela.

    Una menzogna falsa quanto tutte le altre, se è vero che le Nazioni Unite in prima persona hanno confermato che il Venezuela non ha nulla a che fare con il narcotraffico, che questo non avviene lungo le coste del Venezuela, e che anzi le autorità venezuelane sono attivamente impegnate per contrastarlo.

    Ciò che gli Stati Uniti vogliono è infatti ben altro.

    Intanto, mettere le mani sul petrolio, che è sempre più una risorsa fondamentale nella crisi energetica internazionale, e del quale il Venezuela dispone in quantità copiose, tanto è vero che detiene le riserve accertate di petrolio più vaste del mondo, oltre 300 miliardi di barili.

    E poi, porre fine alla rivoluzione bolivariana, un vasto processo di trasformazione politica e sociale a ispirazione bolivariana, socialista e umanista, che, inaugurato da Hugo Chavez nel 1999, prosegue oggi con Nicolas Maduro, e che ha portato alla nazionalizzazione delle risorse di petrolio e di energia, reinvestito gli introiti in politiche sociali, migliorato la condizione sociale (istruzione, salute, welfare) della popolazione e mantenuto una politica estera indipendente, sovrana e antimperialista.

    Per gli Stati Uniti, il fumo negli occhi. E oggi, il tentativo di aggressione armata contro il Venezuela non è solo una minaccia gravissima alla libertà e alla autodeterminazione del popolo venezuelano, e quindi alla libertà e alla indipendenza di tutti i popoli del mondo, ma è anche una minaccia diretta alla pace e alla sicurezza dell’intera regione, che può portare a una escalation di vasta portata e al rischio di un’ulteriore accelerazione della guerra su scala planetaria.

    Una minaccia alla pace e all’autodeterminazione, una minaccia alla giustizia e al diritto internazionale.

    Non possiamo restare a guardare.

    Tutti e tutte, cittadini, intellettuali, attivisti democratici, antimperialisti, pacifisti, avvertiamo l’esigenza di attivarci e di mobilitarci.

    Portiamo la nostra solidarietà presso le sedi diplomatiche della Repubblica Bolivariana del Venezuela in Italia e, con le organizzazioni impegnate nella solidarietà internazionalista, moltiplichiamo le iniziative per fare conoscere la verità del Venezuela e per difendere le indiscutibili conquiste politiche e sociali della Rivoluzione bolivariana.

    Attiviamo la nostra solidarietà concreta, a difesa della pace e della libertà dei popoli, con immagini, post, contenuti, su tutti i canali online e i media sociali, per la pace e i diritti, contro l’imperialismo e le sue guerre.

    Definiamo insieme le modalità di una mobilitazione unitaria, di massa, a Roma e in tutte le città, a difesa del Venezuela bolivariano e di tutti i popoli in lotta, che resistono, a difesa della propria libertà e della propria autodeterminazione, per la pace e la giustizia sociale.

    0 min
  • PALESTINA: LA “TREGUA” PORTA NUOVI ATTACCHI SU GAZA. DUE MORTI IN CISGIORDANIA PER MANO DI ESERCITO E COLONI ISRAELIANI

    Nuovi attacchi aerei israeliani su Gaza. Sono stati segnalati raid aerei israeliani su Khan Younis, nel sud di Gaza e nelle aree orientali di Gaza City. Non si conoscono al momento i numeri su vittime e feriti. I bombardamenti dell’artiglieria israeliana hanno poi preso di mira le aree orientali di Deir el-Balah nel centro di Gaza e la spiaggia nel campo profughi di Nuseirat. Un palestinese è stato ferito in un attacco con droni israeliani contro civili nel sud della Striscia. 2 invece le vittime in 24 ore, che diventano 10 contando anche i cadaveri recuperati da sotto le macerie.

    Proseguono, intanto, da parte di Israele ampie demolizioni a Gaza City e Khan Younis, mentre decine di combattenti di Hamas si trovano bloccati all’interno dei tunnel al di là della linea gialla, cioè nei territori occupati illegalmente da Israele all’interno della Striscia. Da quando Tel Aviv ha accettato la tregua, meno di un mese fa, e poi l’ha quotidianamente violata sono state uccise 236 persone a Gaza.

    E poi il capitolo Cisgiordania occupata, dove Israele continua – anche qui – ad ammazzare impunemente. Due i palestinesi uccisi, tra cui un ragazzo, in attacchi di forze di occupazione e coloni israeliani nella Cisgiordania occupata. Sono Ahmed Rabhi al-Atrash, un palestinese di 35 anni, è stato ucciso da un colono israeliano a nord di Hebron. La Croce Rossa ha detto che alle sue squadre è stato impedito di fornire aiuto medico sulla scena e che le forze israeliane hanno preso il corpo. Jameel Hanani, un ragazzo di 17 anni, è morto per le ferite riportate dopo essere stato colpito dalle forze israeliane a Beit Furik, a est di Nablus. Le forze israeliane hanno inoltre arrestato almeno sei palestinesi da questa mattina, sempre nella Cisgiordania occupata.

    Le autorità israeliane hanno intanto confermato l’identità dei tre prigionieri deceduti che Hamas ha restituito, mentre prosegue la ricerca dei corpi degli otto prigionieri israeliani rimasti a Gaza, secondo gli accordi stabiliti per la prima fase della trengua. Ignoti, al momento, i prossimi passaggi sul fronte dei negoziati. Trump ha detto che il cessate il fuoco di Israele-Hamas che ha aiutato a mediare “non è fragile” nonostante le quotidiane violazioni di Israele, fatte di uccisioni, occupazione di terre e devastazione. “È molto solido”, ha detto.

    L’aggiornamento del mattino con Michele Giorgio, corrispondente de Il Manifesto da Gerusalemme e direttore di Pagine Esteri. Ascolta o scarica.

    L’intervista del pomeriggio con Luisa Morgantini, di AssoPace Palestina, appena rientrata in Italia dopo due mesi in Cisgiordania Occupata. Ascolta o scarica

    0 min
  • FREE PARTY: A TRE ANNI DALL’ENTRATA IN VIGORE DEL DECRETO ANTI RAVE MIGLIAIA DI GIOVANI OCCUPANO A CAMPOGALLIANO (MO)

    AGGIORNAMENTO DOMENICA 2 NOVEMBRE SERA – Violente cariche e lacrimogeni contro le persone presenti al Witchtek. Ci sono feriti e fermati.

    A tre anni di distanza dal FreeParty di Campogalliano nei pressi del casello autostradale di Modena Nord cui era seguito il decreto anti rave del Governo Meloni, venerdi 31 ottobre è stato occupato il capannone ex Bugatti sempre a Campogalliano.

    I partecipanti hanno invaso il capannone abbandonato della “Fabbrica Blu”, progettata dall’architetto Giampaolo Benedini e aperta nel 1990 per produrre la EB110. Lo stabilimento, chiuso nel 1995 dopo il fallimento Bugatti, era stato custodito per trent’anni dalla famiglia Pavesi, che organizzava visite guidate.

    Poi nel 2022 con la vendita all’investitore francese Adrien Labi (coinvolto in Francia in procedimenti fiscali) è iniziato l’abbandono della struttura.

    Tre anni fa, a pochi chilometri di distanza, il rave “Witchtek 2K22” radunò oltre 3mila giovani da tutta Europa in un capannone abbandonato alla periferia di Modena (29-31 ottobre 2022). Lo sgombero, ordinato dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi portò all’identificazione di oltre mille persone. Il governo Meloni, insediatosi da una settimana, rispose con il decreto anti-rave (art. 434-bis c.p.): reclusione da 3 a 6 anni e multa fino a 100mila euro per “l’invasione di terreni o edifici” finalizzata a raduni pericolosi con oltre 50 partecipanti.

    La pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto era avvenuta in tempi rapidissimi (2 novembre 2022).

    In quella occasione avevamo sentito Giso Amendola, sociologo e filosofo del diritto, oltre che docente universitario a Salerno Ascolta o scarica

     

    Di seguito il comunicato diffuso dai giovani:

    “Consapevoli della falsità di media e giornali volta nei nostri confronti, abbiamo deciso di riappropiarci della nostra narrazione e di raccontare quello che avviene davvero all’interno dei free party. La Festa non è solo un momento di svago, è un atto politico.

    Siamo qui per manifestare il nostro dissenso verso un sistema sempre più marcio e oppressivo di cui siamo vittimə tutti i giorni.

    Balliamo per rivendicare la nostra libertà e occupiamo per lottare contro la repressione sempre più aggressiva e liberticida.

    Perché funziona la repressione? Funziona perché ci spaventa! E perché ci fa paura! Ma da questa paura non ci possiamo far schiacciare, dobbiamo trarne insieme forza e coraggio, il coraggio di non piegarci al sistema, il coraggio di continuare a lottare per la nostra libertà individuale e collettiva, il coraggio di scendere in piazza, di occupare e riappropriarci degli spazi. Il coraggio di essere gli scarti di un mondo in cui conta solo il guadagno e la produttività volta a produrlo. Portiamo avanti non solo ideali ma pratiche di lotta che sono intersezionali, transfemministe, anticapitaliste, antifasciste e antimperialiste.

    Cosa succede all’interno di una festa? In questo caso all’interno del Witchtek varie collettività del nord e del centro italia si sono riunite per riappropriarsi di uno spazio privato, quindi sottratto alle persone, nonché abbandonato a se stesso, ridandogli vita in un fine settimana di autogestione, senso comunitario, formazione e confronto oltre che sensibilizzazione e discussione di temi di estrema rilevanza e urgenza come repressione, diritto all’abitare e genocidio del popolo palestinese.

    Sono state organizzate proiezioni di documentari, presentazioni di libri e tavoli di confronto, accompagnate anche da ciò che ci contraddistingue: la musica tekno. Subito dopo l’ingresso in occupazione ci si è trovati a confrontarsi con la controparte che, senza provocazione, ha aggredito i presenti ferendone alcuni con delle manganellate. La totale militarizzazione della zona non ha frenato lə occupantə che hanno respinto le volanti e gli agenti permettendo a tuttə di raggiungere la Festa.

    I Free Party in quanto tali, sono luoghi di libertà, nei quali non si paga un prezzo per entrare, la Festa viene ripagata in sorrisi sottocassa e solidarietà collettiva. Il guadagno monetario invece, viene speso in cause legali conseguenti all’azione politica o, come in questo caso, devoluto a Gaza. Sempre al fianco degli oppressi e in lotta contro gli oppressori, dalla parte giusta della storia”.

    10 min
  • BRESCIA: PROTESTE PER LA PRESENZA DI MAURIZIO MOLINARI AL FESTIVAL DELLA PACE, “SENZA CONTRADDITORIO IN UN FESTIVAL CHE COSTRUISCE PONTI”

    In un comunicato Stampa Opal, l’Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere e Politiche di Sicurezza e Difesa, denuncia la presenza per domenica 9 novembre del giornalista Maurizio Molinari al Festival della Pace di Brescia, dal 7 al 23 novembre in città.

    Nel merito della denuncia viene sottolineato come Molinari, più volte sostenitore della “bugia del ‘genocidio’ attribuito a Israele nella Striscia di Gaza”, nulla centra con un festival dedicato alla cultura della pace.

    Immediata la replica di Roberto Rossini, presidente del consiglio comunale in risposta al comunicato di Opal, “deve esserci il confronto con diverse opinioni e promuovere la pace significa creare spazi in cui idee diverse possano incontrarsi” che, però, come sottolinea Opal non sono presenti durante la presentazione del libro di Molinari, in programma il 9 novembre. L’unico dibattito in cui, tra l’altro, non risultano nemmeno promotori ed enti a sostenere e introdurre l’evento.

    Delle oltre 100 iniziative, infatti, l’appuntamento con Molinari è l’unico in cui non risulta un promotore. “Ci si chiede a questo punto chi lo abbia organizzato”, sottolinea Mimmo Cortese, dell’Osservatorio.

    A rispondere a Rossini è proprio Mimmo Cortese, di Opal, ai microfoni di Radio Onda d’Urto: “Molinari in questi anni si è presentato pubblicamente con dichiarazioni a metà tra la propaganda e la falsità e senza che in questo dibattito vi sia un confronto, un contradditorio, come sottolineato dal presidente del consiglio comunale”.

    Proprio per le dichiarazioni dell’ex direttore della Repubblica – sfiduciato per la prima volta nella storia dall’assemblea dei giornalisti per il suo tentativo di mandare al macero 100mila copie di Affari&Finanza per un articolo poco gradito, poi sostituito, sui rapporti industriali tra Italia e Francia (con, ovviamente, un passaggio su Stellantis) – è stato ammonito a settembre 2025 dall’Ordine dei giornalisti del Lazio.

    Nel merito Molinari aveva accusato Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, di aver ricevuto “finanziamenti da Hamas” e di aver dichiarato titoli di studio falsi senza aver sostenuto con nessuna prova le sue dichiarazioni. Nelle segnalazioni dell’Ordine “veniva ricordato come sia il portavoce di Guterres, sia l’Alto Commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite, Turk, sia il Presidente del Consiglio dei diritti umani, abbiano difeso le funzioni svolte dalla Relatrice speciale”.

    L’intervista a Mimmo Cortese, coordinatore del consiglio scientifico di Opal. Ascolta o scarica.

    14 min
  • INFORMAZIONE: LA GIORNALISTA BARBARA SCHIAVULLI OSPITE NEI NOSTRI STUDI PER RACCONTARE LA SUA ESPERIENZA SULLA GLOBAL SUMUD FLOTILLA

    Giovedì 30 ottobre la giornalista Barbara Schiavulli, rientrata in Italia dalla missione umanitaria con la Global Sumud Flotilla è stata a Brescia al Cinema Sereno del Villaggio Sereno per un incontro dal titolo “L’ultima frontiera dei diritti: dall’Afghanistan alla Palestina chi decide chi ha voce?”.

    Barbara Schiavulli  direttrice di Radio Bullets, progetto giornalistico creato da giornalisti e operatori dell’informazione nato alla fine del 2015, è stata ospite nei nostri studi per raccontare la sua esperienza sulla GSF. Ascolta o scarica

    0 min
  • PARMA: PRESIDIO ANTIFASCISTA DOPO IL VIDEO CHE RIPRENDE I GIOVANI DI FDI INNEGGIARE AL DUCE

    Nel giorno della lugubre ricorrenza della marcia su Roma, il 28 ottobre, nella sede di Parma di Fratelli d’Italia i militanti di Gioventù Nazionale hanno intonato canti che inneggiavano a Mussolini e altri slogan fascisti. Il video realizzato da un passante è stato poi diffuso sui social network.

    Nel pomeriggio di venerdì è stato organizzato un folto presidio antifascista, dove abbiamo raggiunto Stefano di Officina Popolare che racconta ai nostri microfoni come ci siano stati nelle ultime settimane dei “veri e propri tentativi di infiltrazione, immediatamente respinti, nei cortei per la Palestina in città, da parte di gruppi fascionazisti che si muovono su basi antisemite”.

    Tentativi rigettati e respinti al mittente da compagne e compagni di Parma.

    Su Radio Onda d’Urto Stefano, di Officina Popolare Parma.

    Ascolta o scarica

    7 min
  • “LA PAROLA DEL SILENZIO” READING DI POESIA CONTEMPORANEA INTERNAZIONALE. DOMENICA 2 NOVEMBRE A VILLANUOVA SUL CLISI (BS)

    Domenica 2 novembre reading di poesia contemporanea internazionale a Villanuova sul Clisi, est di Brescia. Ci saranno anche letture in lingua araba di poesie da Gaza, a sostegno della Palestina.

    “Non mancate perché anche solo una parola, in una poesia, ti può squarciare l’anima” fanno sapere dall’associazione culturale “Larosaelaspina”.

    Appuntamento ore alle 18 al Teatro Auditorium Eleonora Duse in via Carpen, 53.

    La presentazione con Rosalia Cerutti del gruppo delle “Poetenti” Ascolta o scarica 

    0 min
  • “CIAO ORIA”. ULTIMO SALUTO ALLA STORICA FEMMINISTA DELLA COOPERATIVA BEFREE DI ROMA

    È scomparsa mercoledi 29 ottobre Oria Gargano, presidente della cooperativa sociale Befree, nata nel 2007 per contrastare tratta, violenza contro le donne e discriminazione. Lo ha annunciato sui canali social la stessa cooperativa. Tanti i messaggi di cordoglio e ringraziamento per l’aiuto offerto a migliaia di donne, grazie ai centri antiviolenza e alle case rifugio.

    “Oria è arrivata con la forza di un uragano nelle nostre vite insegnandoci che insieme possiamo cambiare il mondo – hanno scritto le sue compagne- Con quella tenacia caparbia come la sua indole marsicana e la capacità unica di guardare oltre, dove nessuna riesce nemmeno a immaginare – partendo dallo scantinato di casa sua – abbiamo condiviso gioie, sconfitte, successi e follia, come l’idea di creare Be free: La tua cooperativa femminista! Oria, sei rivolta e rivoluzione. Il dolore ora e’ immenso. Ma la tua forza continuerà ad ispirarci, in ogni gesto, parola e pratica Ci stringiamo insieme alla tua famiglia, alle amiche, alle sorelle, alle compagne di lotta”.

    I funerali si terranno Domenica 2 novembre alle 15,00 nella chiesa di San Francesco a Ripa.

    Radio Onda Rossa ne ha parlato con una compagna di Befree  Ascolta o scarica

    0 min
  • NAPOLI: OCCUPATA L’AULA NUGNES DEL CONSIGLIO COMUNALE, “RISPETTATE LA MOZIONE CONTRO LA COLLABORAZIONE CON ISRAELE”

    Nel corso del pomeriggio di venerdì 31 ottobre è stata occupata dalla rete Napoli con la Palestina l’aula Nugnes del consiglio comunale di Napoli. L’occupazione è stata accompagnata da una lettera che ricorda che lo scorso 2 luglio il consiglio comunale aveva approvato la cancellazione di “ogni collaborazione istituzionale con enti, associazioni e istituzioni israeliane” espressioni del governo, per privilegiare collaborazioni con organizzazioni non governative israeliane attive nel pacifismo. 

    Nonostante questo, una settimana fa una trentina di manifestanti della Rete Napoli per la Palestina e di Sanitari per Gaza sono stati fortemente repressi mentre contestavano la presenza della multinazionale farmaceutica israeliana Teva alla fiera PharmExpo, patrocinata dal Comune di Napoli e dalla Regione Campania: una repressione che aveva portato all’arresto di tre manifestanti che, dopo aver passato tre giorni in carcere, ora sono sottoposti all’obbligo di firma.

    Dall’aula occupata abbiamo sentito Eddy di Napoli con la Palestina, per spiegarci tutte le motivazioni. Ascolta o scarica

    5 min
  • PALESTINA: ISRAELE CONTINUA LE VIOLENZE. NUOVI ATTACCHI E VITTIME A GAZA E NELLA CISGIORDANIA OCCUPATA

    Continuano le violazioni del cessate il fuoco a Gaza da parte delle forze israeliane. Nella mattinata di oggi si sono registrati nuovi attacchi nelle zone di Khan Younis, Jabalia, Gaza City e Al-Mawasi, che hanno causato almeno quattro vittime accertate. Una quinta persona è morta in seguito alle ferite riportate durante l’operazione militare israeliana di mercoledì scorso. Le unità navali israeliane hanno inoltre aperto il fuoco al largo della costa di Gaza City, cercando di colpire i pescatori palestinesi.

    Ieri sera la Croce Rossa Internazionale ha ricevuto i corpi di due prigionieri israeliani, Amiram Cooper e Sahar Baruch, che erano stati presi in ostaggio da Hamas, come previsto dagli accordi recenti. In cambio, Israele ha restituito a Gaza i corpi di 30 prigionieri palestinesi, alcuni dei quali presentano segni evidenti di torture.

    Nel frattempo, nella Cisgiordania Ocuppata continuano le violenze da parte dei coloni israeliani. Nuovi attacchi contro le operazioni di raccolta delle olive sono stati segnalati, mentre le forze israeliane hanno compiuto incursioni, rapimenti e omicidi. A Silwad, a est di Ramallah, un ragazzo palestinese di 15 anni è stato ucciso dalle forze israeliane. Inizialmente, le forze occupanti hanno impedito a un’ambulanza di raggiungere il giovane ferito, lasciandolo a terra per un lungo periodo, prima di consentire il suo trasporto in ospedale, dove è deceduto poco dopo.

    Ai microfoni di Radio Onda d’Urto l’analisi di Shukri Hroub, dell’UDAP – Unione Democratica Arabo Palestinese. Ascolta o scarica.

    15 min

About News – Radio Onda d`Urto

From the publisher's feed

Emittente antagonista Brescia Milano Cremona Trento Verona