News – Radio Onda d`Urto

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  • FRANCIA: PROSEGUONO ANCHE OGGI LE INIZIATIVE DEL MOVIMENTO “BLOCCHIAMO TUTTO”. 339 LE PERSONE ANCORA IN STATO DI FERMO

    Polizia in massa all’alba per sgomberare Sciences Po, il celebre ateneo di Parigi, nel quadro del movimento ‘Bloquons tout’. Bloccato anche l’accesso all’Université Paris Cité e a un sito del colosso Lactalis nella Loira Atlantica. Così prosegue, anche il giorno dopo, l’iniziativa “Bloquons Tout”, che ieri ha visto centinaia di migliaia di persone partecipare a 550 manifestazioni e 262 blocchi contro l’austerity (abolizione dei giorni festivi, congelamento delle pensioni, taglio dei servizi pubblici) invocata da Macron. Oltre ai manifestanti, in piazza, c’erano pure 80mila poliziotti, che hanno effettuato – dice il ministero dell’Interno – 473 fermi, di cui 203 a Parigi. Di questi fermi, 339 sono ancora in corso di validità, in particolare nelle città più calde, come Rennes, Nantes, Parigi e Marsiglia, da dove sentiamo un compagno italiano. Ascolta o scarica

    In Francia dopo le oltre 550 manifestazioni e 262 blocchi contro l’austerity nella giornata di mercoledì, si riflette su come continuare le mobilitazioni e far breccia nei piani di Macron. L’analisi di Matteo Polleri compagno che vive a Parigi, ricercatore presso SciencePo. Ascolta o scarica

    11 min
  • GLOBAL SUMUD FLOTILLA: OGGI LA PARTENZA DAL PORTO DI SIRACUSA

    La missione della Global Sumud Flotilla sta entrando nella fase operativa, salpare verso Gaza con il suo carico di aiuti umanitari e per denunciare il genocidio ai danni della popolazione palestinese. Dopo il primo gruppo di 22 barche partito dal porto di Sidi Bou Said, a 20 km da Tunisi, il Global Movement to Gaza si prepara alla partenza della flotta italiana, in programma oggi, giovedì 11 settembre dal porto di Siracusa. 18 le barche in procinto di partire a cui si aggiungeranno altre 6 in partenza dalla Grecias. La flotta sara’ cosi’ al completo composta da 46 imbarcazioni.

    “I due ordigni incendiari, lanciati da droni le scorse notti sulle barche ormeggiate al largo di Tunisi, la “Familia Madeira” e la “Alma”, non fermano la missione, ma rendono gli equipaggi ancora più determinati nel portarla avanti in sostegno della popolazione di Gaza. Nelle ultime ore i gazawi sono sottoposti a un’evacuazione forzata verso sud, costretti a spostarsi sotto il fuoco delle bombe israeliane. Facciamo appello al popolo, che da terra ci accompagnerà come un grande equipaggio virtuale, affinché tenga alta l’attenzione sulla missione, si attivi con le mobilitazioni e spinga il Governo a dare risposte concrete. L’attacco alle barche non può essere in alcun modo paragonato agli orrori a cui sono sottoposti quotidianamente i palestinesi e i due episodi non devono distogliere dall’obiettivo finale: forzare il blocco navale imposto da Israele, aprire un corridoio umanitario verso Gaza e fare pressione sui governi per fermare il genocidio in corso” cosi’ gli attivisti italiani in un comunicato diffuso poche ore prima della partenza.

    Giovedì 11 settembre alle ore 14:00 presso Marina di Ortigia, a Siracusa, è in programma un presidio organizzato dal Comitato Siracusano per la Palestina per salutare la partenza delle barche e si terrà una conferenza stampa. Interverranno giornalisti e attivisti in partenza, tra cui: Maria Elena Delia, Portavoce GMTG e componente del comitato direttivo Global Sumud Flotilla; Simone Zambrin, Freedom Flotilla; Stefano Rebora, Music For Peace; Abderrahmane Amajou, Action Aid Italia; Annalisa Corrado, Europarlamentare, PD; Marco Croatti, Parlamentare, M5S; Benedetta Scuderi, Europarlamentare, AVS; Equipaggio in partenza; Comitato Siracusano per La Palestina; Catanesi solidali con il popolo palestinese; Altre forze sociali e partitiche locali a sostegno della Global Sumud Flotilla.

    Al termine della conferenza stampa le barche salperanno da Siracusa per riunirsi in mare con la flotta proveniente da Tunisi e proseguire poi la navigazione verso Gaza a cui si aggiungeranno le navi in partenza dalla Grecia.

    Maria Elena Delia, Portavoce GMTG e componente del comitato direttivo Global Sumud Flotilla  Ascolta o scarica

    Anche Emergency si unisce alla Global Sumud Flotilla con la nave Life Support: offrità supporto medico-logistico alle delegazioni italiana e spagnola. L’ONG ci ha mandato l’audio con la testimonianza di Luca Radaelli, infermiere a bordo della Life Support. Ascolta o scarica

    7 min
  • FRANCIA: ‘BLOCCHIAMO TUTTO’. MOBILITAZIONI DIFFUSE NEL PAESE CONTRO L’AUSTERITY DI MACRON. LE CORRISPONDENZE

    Intensa giornata di mobilitazione mercoledì 10 settembre in Francia, dietro la parola d’ordine “Bloquons Tout”.

    Scuole, uffici, luoghi di lavoro, trasporti paralizzati, manifestazioni e blocchi per la protesta, partita via social e poi declinata territorialmente in una miriade di assemblee, con l’obiettivo di dare voce e forma alla rabbia di large fasce della popolazione transalpina contro il bilancio governativo 2026, imperniato su una pesantissima stretta di tagli e austerity (abolizione dei giorni festivi, congelamento delle pensioni, taglio dei servizi pubblici solo per citare qualche proposta) di fronte invece a un continuo aumento della retorica bellicista – con conseguente spesa militare annessa – del presidente Macron.

    In Francia la giornata è iniziata con i blocchi fin dall’alba; a nord autostrada A1 bloccata dai manifestanti tramite barricate e suppellettili dati alle fiamme. Anche a Rennes, a ovest, un bus è stato dato alle fiamme e usato come barricata. Ampio corteo a Marsiglia e blocchi davanti a scuole e università in tutta la Francia, soprattutto a Parigi.

    Soltanto a Parigi e nella banlieue della capitale sono state arrestate decine di persone in seguito a tentativi di blocchi del Périphérique, la tangenziale parigina. Scontri si sono verificati davanti al Ministero dell’Interno nella capitale francese, ampio uso di gas lacrimogeni e violenze poliziesche si sono registrate a Gare du Nord e Gare de l’Est.

    Le persone arrestate sono oltre 500 in un Paese blindatissimo da 80.000 poliziotti schierati dal ministero dell’Interno n tutta la Francia, 6.000 soltanto a Parigi.

    Le corrispondenze di Radio Onda d’Urto

    La corrispondenza delle 17.45 in diretta da Parigi con Andrea di Gesu compagno attivo nei movimenti francesi da diversi anni e docente di filosofia politica in un liceo e alla Università Sciences Po. Ascolta o scarica

    Ore 17.00 – A Parigi abbiamo raggiunto ai microfoni di Radio Onda d’Urto nuovamente il nostro collaboratore Gianni Mainardi, per tentare una prima valutazione – a caldo – della giornata del 10 settembre.  Ascolta o scarica

    Nel pomeriggio è terminato anche il corteo a Marsiglia. Una mobilitazione importante, che al mattino aveva visto una massiccia presenta dei lavoratori del porto, come ci racconta Simone dalla città francese. Ascolta o scarica

    Già in mattinata Radio Onda d’Urto ha raccolto diverse testimonianze:

    Andrea Mencarelli, corrispondente di Contropiano.org da Parigi. Ascolta o scarica

    Cesare Piccolo, giornalista italiano residente in Francia da decenni e collaboratore di Radio Onda d’Urto da Parigi. Ascolta o scarica

    Gianni Mainardi, nostro collaboratore d’Oltralpe. Ascolta o scarica

    Dal blocco a Saint Denis, a nord di Parigi, Alice Ferraglio de La France Insoumise. Ascolta o scarica

     

    0 min
  • ANTIFASCISMO: SABATO 13 SETTEMBRE ANCHE A MILANO LA GIORNATA DI SOLIDARIETA’ INTERNAZIONALE PER “PORTARE MAJA A CASA”

    La Giornata di solidarietà internazionale per Maja si terrà in diverse città europee, tra cui Milano, sabato 13 settembre.

    Obiettivo: supportare Maja, antifascista detenuta in Ungheria con l’accusa di terrorismo e in attesa di un processo che potrebbe condannarla a 24 anni di carcere. L’evento include un presidio al consolato tedesco e un dibattito con i comitati internazionali di solidarietà, seguito da una cena benefit e un live set. L’obiettivo è quello di sostenere Maja, che ha recentemente terminato uno sciopero della fame, e di portare l’attenzione sulla sua situazione e sulla repressione che colpisce gli antifascisti sia in Ungheria che in altri paesi.

    “Vogliamo unirci alle numerose e straordinarie azioni di solidarietà per lo sciopero della fame di Maja e invochiamo una grande giornata di mobilitazione. Maja è ancora ricoverata nell’ospedale del carcere e non è ancora chiaro quando potrà tornare in Germania o per quanto tempo sarà sottoposta alle disumane condizioni carcerarie. La prossima udienza in tribunale per Maja è il 22 settembre. La nostra solidarietà non va solo a Maja. Zaid è seriamente minacciato dall’estradizione in Ungheria, e l’estradizione non è esclusa nemmeno per gli altri imputati. Il verdetto nel procedimento penale contro Hanna è previsto per metà settembre presso la Corte d’Appello di Monaco. Altri due importanti processi politici sono previsti per questo autunno. Includiamoli nelle nostre azioni di solidarietà per Maja!”.

    Su Radio Onda d’Urto l’intervento di Nic, del Comitato di solidarietà antirepressione di Milano. Ascolta o scarica 

    Il programma a Milano di sabato 13 settembre, Giornata di solidarietà internazionale per Maja:

    -16.30 presidio al consolato tedesco in via Solferino 40
    -17.30 dibattito coi comitati internazionali alla Dogana Occupata di via volta 22, a seguire live e djset

    7 min
  • VALCAMONICA(BS): DA VENERDI 12 A MERCOLEDI 17 PRESIDI A SOSTEGNO DELLA MISSIONE DELLA GLOBAL SUMUD FLOTILLA

    Dalle montagne de Valtellina, Valchiavenna e Valcamonica salpano le barche virtuali a sostegno della missione internazionale promossa dalla Global Sumud Flotilla. A partire da venerdi 12 settembre fino a mercoledi 17 ci saranno presidi giornalieri a Edolo, Darfo, Malonno, Pisogne, Malegno e Breno. Iniziativa promossa da Italia che Resiste Valcamonica e Collettivo Resistente Alta Valcamonica sostenuta da numerose associazioni del territorio.

    La presentazione con Adarosa della Redazione locale Valcamonica di Radio Onda d’Urto e attivista del gruppo Italia che Resiste Valcamonica Scarica o ascolta 

    4 min
  • POLONIA: ABBATTUTI DRONI RUSSI SUL TERRITORIO POLACCO, IL PREMIER INVOCHERÀ L’ARTICOLO 4 DELLA NATO

    Droni russi entrati nello spazio aereo polacco e abbattuti durante la notte dalle difese aeree di Polonia e Nato. Riunita da questa mattina l’Alleanza Atlantica.

    Temporaneamente chiuso l’aeroporto Chopin di Varsavia e posto le difese aeree del Paese in stato di massima allerta. I droni russi sarebbero entrati più volte – almeno 19 secondo le autorità – nello spazio aereo polacco durante un’ondata di attacchi aerei notturni contro l’Ucraina.

    Il premier polacco Donald Tusk afferma che la Polonia invocherà l’articolo 4 della Nato, richiedendo una consultazione formale all’interno dell’alleanza, una mossa concordata tra lui e il presidente polacco Karol Nawrocki.

    L’intervista a Francesco Trupia, ricercatore presso la Nicolaus Copernicus University di Torun, Polonia. Ascolta o scarica.

    5 min
  • SECONDO DRONE INCENDIARIO IN 2 GIORNI CONTRO GLOBAL SUMUD FLOTILLA. BRESCIA: PRESIDIO SOLIDALE OGGI IN PIAZZA LOGGIA

    Secondo attacco a un’imbarcazione della Global Sumud Flotilla, nella tarda serata di martedì 9 settembre, ancora in acque tunisine. Un video ripreso da una telecamera dell’imbarcazione Alma mostra un ordigno incendiario – con tutta probabilità sganciato da un drone – colpire e dare fuoco al ponte della barca. Le fiamme sono state tempestivamente spente dall’equipaggio.

    “Alcuni esperti”, scrive in un post Francesca Albanese, “suggeriscono che si tratta di una granata incendiaria avvolta in materiali plastici imbevuti di carburante”. La barca issava bandiera della Gran Bretagna ed ha subito danni al ponte superiore. Sono in corso le indagini per capire le responsabilità dell’accaduto.

    Questo è il secondo attacco di questo tipo in due giorni, entrambi in acque tunisine.

    “Confermiamo che un’altra imbarcazione della nostra flotta – la ‘Alma’ – è stata attaccata da un drone mentre era attraccata in acque tunisine”, si legge in un comunicato pubblicato dalla GSF. Questi ripetuti attacchi si verificano durante l’intensificarsi dell’aggressione israeliana contro i palestinesi a Gaza e sono un tentativo orchestrato per distrarre e far deragliare la nostra missione. La Global Sumud Flotilla continua imperterrita. Il nostro viaggio pacifico per rompere l’assedio illegale di Israele su Gaza e dimostrare incrollabile solidarietà con il suo popolo – conclude il comunicato – prosegue con determinazione e risolutezza”.

    La traduzione, a cura di Radio Onda d’Urto, della testimonianza di uno degli attivisti a bordo dell’imbarcazione Alma e testimone del secondo attacco. Ascolta o scarica.

    Due attivisti di Ultima Generazione – Francesco, medico e Stefano, skipper – partiranno dalla Sicilia con la Global Sumud Flotilla, diretta a Gaza con aiuti umanitari e personale medico. Se la marina israeliana fermerà le navi, da terra inizierà lo sciopero della fame a oltranza. Le prime ad annunciarlo pubblicamente sono Alina dell’Aquila, 36 anni, madre di tre figli, Beatrice di Torino, 32 anni, veterinaria e Serena di Milano, 39 anni, educatrice e professionista sanitaria. Ultima Generazione sosterrà tutte le persone che sceglieranno lo sciopero della fame come forma di resistenza nonviolenta e di pressione sul governo italiano, affinché garantisca il ritorno in sicurezza dei connazionali imbarcati e riconosca il genocidio in corso a Gaza.

    Bruno Cappelli ufficio stampa di Ultima Generazione ci spiega i motivi della loro partecipazione alla missione della GSF  Ascolta o scarica 


    SOLIDARIETA’ – Martedì sera migliaia di persone hanno manifestato in sostegno della missione della GSF, contro l’attacco alla prima imbarcazione della Flotilla, per la Palestina e contro il genocidio e l’occupazione israeliana. Tante le piazze, come Milano, Torino, Bologna, Venezia e Roma, dove la polizia ha caricato il corteo, in particolare lo spezzone universitario, nella zona del Verano.

    A Brescia, appuntamento solidale con la Palestina e la GSF è oggi, mercoledì 10 settembre, alle ore 18.30 in piazza della Loggia; una chiamata arrivata da singoli attivisti e realtà solidali bresciane e attraversata anche da csa Magazzino 47, Diritti per Tutti e Collettivo Onda Studentesca.

    Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Alice del csa Magazzino 47 Ascolta o scarica

    2 min
  • FRANCIA: CADE IL GOVERNO, MENTRE SALE L’ATTESA PER LE CENTINAIA DI PIAZZE CHIAMATE DA “BLOCCHIAMO TUTTO”


    Nel primo pomeriggio di oggi, martedì 9 settembre, François Bayrou ha lasciato l’Eliseo, dopo aver rassegnato le proprie dimissioni nelle mani del presidente Emmanuel Macron.

    Si chiude così il suo governo, durato meno di 9 mesi, e si apre di fatto la strada alla prossima nomina, da decidere in tempi brevi, per consentire a Macron di non affrontare in solitudine la giornata di domani, durante la quale sono previste manifestazioni “Bloquons tout” (Blocchiamo tutto) e piazze autoconvocate in centinaia di città e paesi per protestare contro austerity, riarmo e, più in generale, le politiche di Macron.

    In questo clima politico già incandescente, Marine Le Pen vola nei sondaggi e chiede il voto immediato, mentre la sinistra di LFI presenterà una mozione di destituzione per Macron. Il successore più probabile sembra essere al momento il ministro della Difesa, Sébastien Lecornu.

    Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, il punto con Gianni Mainardi, compagno italiano che da anni vive a Parigi.Ascolta o scarica

    13 min
  • CARCERE: IL NUOVO EDUCATORE DI POLIZIA SARÀ ANTONIO FULLONE, TRA GLI IMPUTATI PER LA MATTANZA A CAPUA VETERE


    Sono passati 5 anni da quel 6 aprile 2020, quando quasi 300 agenti entrarono nel penitenziario di Santa Maria Capua Vetere per una perquisizione straordinaria, trasformatasi ben presto in uno dei più gravi pestaggi di detenuti mai documentati in un carcere.

    A ordinare quella perquisizione straordinaria, poi divenuta mattanza, fu l’allora provveditore regionale Antonio Fullone, lo stesso che oggi il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, si appresta a nominare per la direzione generale della formazione degli agenti penitenziari.

    A fare emergere la notizia, il giornalista Nello Torchia sulle pagine de Il Domani di oggi, martedì 9 settembre.

    Per parlare della nomina di Fullone a capo della formazione del Dap – Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, Torchia mette al centro la gestione di Delmastro, sottolineando come abbia impiegato “tre anni per completare il riassetto del Dap, il dipartimento del ministero della Giustizia che amministra il personale e le carceri italiane”.

    “Trentasei mesi nei quali il fedelissimo di Giorgia Meloni ha modellato il sistema penitenziario a sua immagine e somiglianza – prosegue Torchia nell’articolo – I “risultati” sono sotto gli occhi di tutti: i detenuti sono 63mila, i suicidi una costante drammatica e ignorata (l’ultimo ieri nel carcere di Sollicciano, a Firenze, una ragazza di 26 anni). Il tutto, però, viene nascosto sotto una patina di propaganda. Calendari e distintivi autocelebrativi si incrociano con l’occupazione sistematica di poltrone attraverso dirigenti, lanciatissimi in altre stagioni politiche, che oggi si adattano al nuovo credo. Ma una nomina su tutte rappresenta il segnale inequivocabile di una restaurazione”.

    Si tratta della nomina di Fullone, ancora sotto processo per i fatti di Santa Maria Capua Vetere con diversi di capi di imputazione. Una nomina che tuttavia, come sottolinea ai nostri microfoni Italo di Sabato di Osservatorio Repressione, fa parte di un modus operandi ormai consolidato.

    Il commento e l’analisi di Italo di Sabato di Osservatorio Repressione Ascolta o scarica

    7 min
  • GLOBAL SUMUD FLOTILLA: MIGLIAIA DI SOLIDALI NELLE PIAZZE ITALIANE DOPO L’ATTACCO A TUNISI

    Migliaia di persone si sono date appuntamento questa sera in diverse città italiane, tre le quali Milano, Roma, Bologna e Venezia, per sostenere la Global Sumud Flotilla in seguito all’attacco della notte scorsa. Si chiede ai governi di “agire per fermare Israele”, ma anche di “proteggere attiviste e attiviste a bordo delle imbarcazioni della Flotilla”.

    Intanto oggi il comitato direttivo della Global Sumud Flotilla si è riunito a Tunisi per valutare la situazione e i danni riportati dall’imbarcazione Family dopo l’attacco subito da un drone nella notte mentre era ancorata al largo del porto di Sidi Bou Said.

    In conferenza stampa hanno denunciato come due di loro si trovassero “in coperta quando il drone è rimasto sospeso a circa tre-quattro metri” sopra le loro teste. “Poi lo abbiamo visto spostarsi verso la parte anteriore del ponte, dove ha sganciato un ordigno. Subito dopo è divampato un incendio a bordo.

    Abbiamo preso gli estintori e domato le fiamme. Fortunatamente, tutti sono rimasti illesi”, fanno sapere i membri dell’equipaggio. “Al termine della giornata annunceremo i dettagli sulla partenza verso Gaza“, ha dichiarato un portavoce della Flotilla, responsabile per l’area nordafricana. L’organizzazione, ha aggiunto il portavoce, “resta determinata a salpare“.

    La partenza italiana della Global Sumud Flotilla è intanto in programma giovedì prossimo, da Siracusa.

    Dal presidio di piazza Duomo, a Milano, la corrispondenza del nostro collaboratore Andrea Cegna. Ascolta o scarica

    Da campo Santa Margherita, Dorsoduro, Venezia, il collegamento con Stella del Laboratorio occupato Morion. Ascolta o scarica

    7 min

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