News – Radio Onda d`Urto

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  • 10MILA A MESSINA PER DIRE NO AL PONTE SULLO STRETTO, “POSSIAMO AVERE L’AMBIZIONE DI FERMARE I CANTIERI”

    Grande partecipazione al corteo contro la realizzazione del Ponte sullo Stretto tra Calabria e Messina. 10 mila i manifestanti, secondo gli organizzatori, che hanno sfilato sabato pomeriggio 9 agosto per le strade della città siciliana dopo l’ok definitivo alla costruzione della maxi-opera. Oltre 80 le sigle, tra collettivi e associazioni che hanno aderito al corteo.

    “Speravamo in un grande corteo ma non immaginavamo tanto. Possiamo avere l’ambizione di fermare i cantieri”, hanno scritto in un comunicato i promotori dell’assemblea No Ponte. “Vogliamo l’acqua, non la guerra” era il titolo della manifestazione che ha percorso le strade di Messina in segno di protesta contro la mega opera il cui progetto definitivo ha ottenuto il parere del Cipess.

    A motivare ulteriormente i partecipanti, sono stati gli atteggiamenti del ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini – principale promotore del mastodontico progetto – che a Torre Faro aveva irriso chi lo contestava, lanciando baci.

    L’intervista a Luigi Sturniolo, dell’Assemblea No Ponte. Ascolta o scarica.

    0 min
  • LIBANO: IL GOVERNO APPROVA LA PROPOSTA USA DI DISARMO DI HEZBOLLAH ENTRO LA FINE DELL’ANNO

    Il governo libanese ha deciso di disarmare entro fine anno tutti gli attori armati non statali, inclusa Hezbollah. Il movimento sciita ha respinto la misura, definendola contraria alla sovranità e parte di una strategia di resa totale promossa da Stati Uniti e Israele, annunciando la non collaborazione al disarmo. Secondo fonti locali, tutti i partiti sciiti e gli indipendenti si sarebbero ritirati dalla sessione ministeriale tenuta al palazzo presidenziale di Baabda, in opposizione alla proposta statunitense che prevede il disarmo di Hezbollah entro fine anno. Il governo guidato da Nawaf Salam avrebbe approvato gli obiettivi del documento presentato dall’inviato USA Barak.

    Da Beirut il punto della situazione con Pasquale Porciello corrispondente del Manifesto Ascolta o scarica

    11 min
  • GENOVA: ARMAMENTI E MEZZI CINGOLATI AL PORTO. PROCURA APRE INCHIESTA, PRESIDIO DEI PORTUALI

    La Procura di Genova ha aperto un fascicolo per atti relativi alla nave Bahri Yanbu, il cargo saudita su cui sono stati trovati armamenti e mezzi militari cingolati. Il fascicolo è in mano al procuratore aggiunto Federico Manotti. Le indagini sono partite dopo che l’Usb ha presentato un esposto ieri sera in cui ipotizza la violazione della legge 185 del 1990 che regola il transito di armi nei porti italiani.

    Proprio questa mattina c’è stata una nuova protesta del sindacato Usb e dei portuali del Calp contro la presenza e il passaggio di armi nel porto di Genova con il blocco del varco Etiopia e del varco Ponente di mezzi pesanti diretti allo scalo genovese. La protesta nasce dalla scoperta, immortalata da alcune foto scattate dai portuali e diffuse sui social ieri sera , di mezzi militari americani e diversi container carichi di materiali esplosivi a bordo della Bahri Yambu attraccata al terminal Gmt.

    “Ieri pomeriggio abbiamo presentato immediatamente un esposto – spiega José Nivoi di Usb – a tutte le autorità competenti affinché verificassero la regolarità della documentazione e il rispetto della normativa. Ci è stato detto che le armi non sono destinate a Israele e i documenti sono regolari ma aspettiamo di vedere la documentazione vista soprattutto la storica alleanza tra Usa e Israele”.

    Il racconto di José Nivoi di Usb Ascolta o scarica

    6 min
  • FESTA RADIO ONDA D’URTO: VENERDI 8 AGOSTO LO SPETTACOLO ” GRATEFUL DEAD ECONOMY & IL BLUES DEI PRECARI”

    Venerdì 8 agosto: ore 19.30 Spettacolo “Grateful Dead Economy & il blues dei precari”, di e con Andrea Fumagalli e I Cantosociale.

    GRATEFUL DEAD E IL BLUES DEI PRECARI è l’incontro inedito del mondo del Rock con le teorie economiche eterodosse, ovvero tra l’economista Andrea Fumagalli e i Cantosociale che prendendo spunto dal suo libro GRATEFUL DEAD ECONOMY: La Psichedelia Finanziaria (Agenzia X – 2016) e dal libro LA PICCOLA ENCICLOPEDIA PRECARIA (a cura di Cristina Morini e Paolo Vignola) (Agenzia X – 2015) Lo spettacolo è un viaggio tra parole, canzoni, idee, musiche in una sorta di lezione concerto innovativa nel linguaggio, con l’intento di dare spunti di riflessioni sulla storia economica e sociale di oggi, accompagnandosi con buona musica. Un on the road che ha come colonna sonora le canzoni epiche dei Deads appositamente riarrangiate e canzoni epiche che supportavano le lotte dei lavoratori di ieri e di oggi, dalla ballata dei minatori di Woody Guthrie, all’inno operaio di Ivan Della Mea, dai blues, alle work song, ai rap e alle canzoni dei Cantosociale sui precari, il jobs act, i riders… Testi e note che accompagnano i brevi monologhi o per meglio dire le pillole salaci, illuminanti di economia politica e di storia sociale di Fumagalli per descrivere il precarissimo mondo del lavoro attuale. La storia del capitalismo, le strategie delle grandi aziende e le storie dei minatori, degli operai delle fabbriche si intrecciano con un filo rosso che lega gli sfruttati di ieri e di oggi i boss della Silicon Valley con manovali della logistica e delle piattaforme digitali, i riders e i clickworkers

    La presentazione con Andrea Fumagalli e Pietro Carcano de I canto sociale Ascolta o scarica

    13 min
  • GLOBAL MOVEMENT TO GAZA: UNA NUOVA FLOTTA DI NAVI VERSO GAZA NELLE PROSSIME SETTIMANE

     

    Una coalizione di organizzazioni che da tempo cerca di rompere l’assedio a Gaza sta organizzando decine di navi che tra la fine di agosto e l’inizio di settembre prenderanno il largo da diversi porti dirette verso la Striscia di Gaza.

    La coalizione che mette insieme la Global March che aveva provato a raggiungere Gaza via terra, lo scorso giugno, e i vari tentativi della Flotilla di raggiungere via mare, insieme a diverse altre organizzazioni come l’Unione Generale dei Lavoratori Tunisini che ha ospitato la conferenza stampa di lancio due giorni fa. Attualmente le delegazioni mettono insieme partecipanti da 44 paesi diversi, pronti a partire da Barcellona il 31 agosto e pochi giorni dopo da Tunisi e altri porti del Mediterraneo. Ne abbiamo parlato con Elisa del Global Movement to Gaza.Ascolta o scarica

    7 min
  • “INSISTING ON FREEDOM”: DELEGAZIONE GIOVANILE INTERNAZIONALISTA IN TURCHIA HA CHIESTO DI INCONTRARE ABDULLAH ÖCALAN

    Dal 23 al 28 luglio 2025, una delegazione di giovani internazionaliste e internazionalisti provenienti da diversi paesi europei si è recata in Turchia per chiedere di incontrare il leader e cofondatore del Partito dei Lavoratori del Kurdistan Abdullah Öcalan. Il gruppo, parte della campagna “Insisting on Freedom”, è giunto prima ad Ankara, dove ha avanzato formale richiesta alle autorità turche di poter far visita a Öcalan e agli altri detenuti sull’isola-carcere di Imrali, sulla quale il leader del movimento di liberazione curdo è imprigionato dal 1999. 

    La delegazione si è poi spostata a Istanbul, dove ha incontrato alcuni esponenti del Partito DEM, gli avvocati di Abdullah Öcalan ed esponenti del TJA, movimento delle donne libere. Gli incontri sono stati un’occasione per discutere le idee e il paradigma della modernità democratica di Öcalan, ma soprattutto del processo di pace in corso tra il movimento di liberazione curdo e lo stato turco; un dialogo in corso da tempo ma annunciato ufficialmente dallo stesso Öcalan con l’Appello per la pace e una società democratica del 27 febbraio 2025.

    In attesa della risposta del Ministero della Giustizia turco, la delegazione è rientrata in Europa. Prima, però, ha avuto l’opportunità di scrivere una lettera al leader del Pkk. Verrà spedita a Imrali. 

    Benny, della delegazione “Insisting on Freedom”, ha raccontato l’iniziativa ai microfoni di Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica.

    15 min
  • PONTE SULLO STRETTO: IL CIPESS APPROVA IL PROGETTO DEFINITIVO. SABATO 9 AGOSTO MANIFESTAZIONE NO PONTE A MESSINA

    Il Cipess ha approvato il progetto definitivo del Ponte sullo Stretto di Messina. ‘Tra settembre e ottobre contiamo di partire con i cantieri, lavori ed espropri. L’obiettivo dell’attraversamento tra il 2032 e il 2033 è quello che i tecnici prevedono’, dice il ministro delle Infrastrutture Salvini, aggiungendo che ci sarà anche una metropolitana con tre fermate. Per la premier Meloni ‘si tratta di un’opera strategica per lo sviluppo di tutta la nazione. Non è un’opera facile, ma lo riteniamo un investimento sul presente e sul futuro dell’Italia’. Plaude la maggioranza, critiche le opposizioni. Pd e M5s parlano di ‘spreco colossale’. 14 miliardi di euro la spesa iniziale prevista.

    Manca poco intanto alla prossima manifestazione No Ponte. L’appuntamento è sabato 9 agosto alle 18.00 a Piazza Cairoli a Messina. “Ancora una volta ci troviamo di fronte a una estate di passione per l’assenza di acqua nelle nostre abitazioni. Circa metà di quella che passa dalla rete idrica siciliana va perduta, e in tutta la Sicilia, Messina inclusa, le crisi idriche sono all’ordine del giorno. Nonostante ciò, i soli lavori di costruzione del ponte ruberebbero 5 milioni di litri di acqua al giorno pari al 20% del fabbisogno idrico di Messina” scrivono gli organizzatori del corteo.

    La presentazione con Luigi Sturniolo dell’Assemblea No Ponte Ascolta o scarica

    8 min
  • LA FESTA DI RADIO ONDA D’URTO SI APRE CON UN DIBATTITO SUL DIRITTO ALLA SALUTE

    La 33esima festa di Radio Onda d’Urto mercoledì 6 agosto si apre con un dibattito organizzato dalla redazione di Curami – prima di tutto la salute, la trasmissione che ogni sabato mattina alle 12 (in replica il mercoledì alle 12,30) è condotta da Donatella Albini, medica del centro studi e informazione sulla medicina di genere, già delegata alla sanità del Comune di Brescia e Antonino Cimino, medico e referente di Medicina Democratica – Movimento di lotta per la salute – di Brescia.

    Nel dibattito che inizierà alle 19,30 dal titolo “Curami – Prima di tutto la salute, diciotto mesi di denunce e proposte” Donatella Albini e Antonino Cimino si confrontano sul futuro della sanità con Ivan Cavicchi, docente di Sociologia dell’organizzazione sanitaria all’Università di Roma Tor Vergata e Ottavio Di Stefano, già medico internista agli Spedali Civili di Brescia. Abbiamo presentato il dibattito con Donatella Albini Ascolta o scarica

    7 min
  • HIROSHIMA: OTTANT’ANNI FA LA BOMBA NUCLEARE CHE UCCISE IN POCHI ISTANTI CENTINAIA DI MIGLIAIA DI PERSONE.

    80 anni fa, il 6 agosto 1945,  alle ore 8:15 del mattino ora locale, uno spostamento d’aria di eccezionale potenza sconvolge la città giapponese di Hiroshima: la bomba atomica esplode a circa 600 metri sopra la città. 3 giorni dopo, il 9 agosto, la bomba nucleare su Nagasaki. Un numero incalcolabile le vittime. Oltre 200mila quelle morte sul colpo, migliaia invece quelle che moriranno poi a causa delle scorie nucleari. Un crimine contro l’umanità che ha lasciato un segno profondo sulla coscienza collettiva e sulla politica giapponese, dentro e fuori i propri confini nazionali.

    In occasione dell’anniversario, diverse associazioni di Brescia organizzano questo pomeriggio dalle 18,30 un “corteo silenzioso” per le vie del centro città, da Largo Formentone a Piazza Duomo fuori dalla Prefettura e ritorno. Ieri le stesse associazioni hanno pubblicato una lettera aperta al Prefetto di Brescia, che riportiamo di seguito, in cui si chiede di adoperarsi per far firmare all’Italia il trattato sull’abolizione delle armi nucleari (che sono presenti a Ghedi, pochi chilometri dal centro del capoluogo di provincia).

    Ne abbiamo parlato con Massimo Bracchi del Movimento Nonviolento di Brescia. Ascolta o scarica

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    Lettera aperta

    all’attenzione del Sig. Prefetto di Brescia

    e per suo tramite al governo della Repubblica Italiana

     

    La presenza delle armi nucleari è catastrofica e concretizza ogni giorno una minaccia esistenziale per l’Umanità. Di conseguenza tutti gli Stati dovrebbero inserire come obiettivo primario delle proprie politiche e decisioni la loro messa al bando.

    In questa fase turbolenta delle relazioni internazionali, con rinnovate ed esplicite minacce di utilizzo di  queste armi di distruzione di massa, diventa sempre più evidente la necessità di un accordo tra gli Stati per rinunciare alle armi nucleari e agire insieme per promuovere la Pace: finché vi saranno conflitti, ci sarà sempre l’incentivo a fabbricare armi nucleari.

    Oggi le lancette dell’Orologio dell’apocalisse (l’orologio simbolico creato dagli scienziati del Bulletin of the Atomic Scientists nel 1947) che simboleggia l’urgenza di agire rispetto all’esistenza di armi nucleari capaci di mettere fine alla specie umana, si sono ulteriormente avvicinate alla distruzione totale: siamo a 89 secondi dall’Apocalisse, vicini come non mai; soprattutto per il pericolo nucleare, oltre che per la crisi climatica.

    Dovremmo finalmente tornare ad essere saggi e ripartire da scelte concrete di disarmo nucleare come il Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari che a otto anni dalla sua approvazione continua ad essere la migliore speranza che il mondo ha di liberarsi dalla inaccettabile presenza delle armi nucleari.

    Al contrario, e in maniera preoccupante, le potenze nucleari ed i paesi satelliti, non stanno cambiando rotta continuando a modernizzare i propri arsenali per aumentarne la capacità distruttiva (anche a Ghedi, sul nostro territorio);  le guerre e le decisioni di riarmo degli ultimi tempi hanno riportato sulla scena le minacce d’uso di questi terribili armamenti, addirittura con ipotesi di abbandono, anche in Europa, delle regole di non proliferazione , oltre che con una continua erosione delle poche norme di disarmo rimaste.

    Nel 2024 i nove Stati dotati di armi nucleari hanno speso complessivamente per questi armamenti  oltre 100 miliardi di dollari!

    Noi preferiamo ascoltare le donne e gli uomini ” hibakusha” (i sopravvissuti alla bomba atomica e ai test nucleari) che ci riportano instancabilmente al pericolo reale che abbiamo davanti a noi, ricordando l’effettiva devastazione insita nelle armi nucleari: un’arma di distruzione di massa, progettata per distruggere gli esseri umani in un istante.

    Rinnoviamo quindi al nostro Governo la richiesta che l’Italia si unisca agli stati che l’hanno già fatto aderendo al trattato sulla proibizione delle armi nucleari. Data la violenza e l’instabilità del mondo in questo momento, anche da parte di Stati dotati di armi nucleari che commettono atti illegali di aggressione, riteniamo che sia proprio giunto il momento di alzarci in piedi e dire che 80 anni di vita dell’Umanità sotto questa minaccia esistenziale sono già troppi: dobbiamo eliminare le armi nucleari prima che siano loro a eliminare noi!

    Brescia 5 agosto 2025

    Movimento Nonviolento, Pax Christi,Missione Oggi, GIT Banca Etica, OPAL, Tavolo della Pace Franciacorta, Emergency, Coro Clandestino, Libertà e Giustizia, Kaki Tree for Europe, Associazione culturale italo giapponese Fuji, ANPI, ANED, Fiamme verdi, ACLI.

    7 min
  • PALESTINA SOTTO ASSEDIO: DALLA STRISCIA ALLA CISGIORDANIA VIOLENZE E UCCISIONI. NETANYAHU, “OCCUPEREMO TUTTA GAZA”

    Gaza in preda a un’escalation militare israeliana senza precedenti. Ieri l’annuncio di Netanyahu di volere occupare totalmente la Striscia. Il primo ministro israeliano ha convocato per questa sera alle 19:00 (le 18:00 ora italiana) una riunione sull’escalation bellica.

    Sul campo, aerei israeliani, unità dell’artiglieria e fuoco pesante stanno radendo al suolo quel poco che ancora era rimasto in piedi a Gaza. Nella parte meridionale della Striscia, le operazioni di terra israeliane sono concentrate intorno alle parti orientali e centrali della città di Khan Younis.

    Sul fronte umanitario, Israele sta permettendo solo a 86 camion di aiuti di entrare quotidianamente a Gaza, una cifra pari al 14% dei circa 600 camion necessari ogni giorno per soddisfare i bisogni di base della popolazione. Oltre 100 i palestinesi, di cui la metà in coda per un pezzo di pane, sono stati uccisi da Israele nelle sole ultime 24 ore. Inoltre 8 persone, tra cui un bambino, sono morti per fame che aggiorna il bilancio dei palestinesi morti per carestia a 188, tra cui 94 bambini.

    La guerra di Israele contro Gaza ha ucciso un totale di 61.020 palestinesi e ferito 155.771 dal 7 ottobre 2023, secondo le ultime stime del Ministero della salute nella Striscia.

    Violenze impunite e devastazione anche nei territori della Cisgiordania occupata. L’esercito israeliano ha effettuato un’ondata di incursioni notturne in tutti i territori palestinesi occupati, arrestando almeno 15 persone e demolendo decine di case con altrettanti raid da parte dei coloni israeliani difesi dall’Idf.

    Proprio l’Idf ha annunciato la cancellazione dello stato d’emergenza bellica in vigore dal 7 ottobre, riferisce Ynet, spiegando che l’esercito ha diffuso l’annuncio pochi minuti dopo che dall’entourage del premier era emersa una dura presa di posizione rispetto al capo di stato maggiore Eyal Zamir: se non gli va bene l’occupazione di tutta Gaza, “che si dimetta”.

    L’intervista ad Alfredo Barcella, dell’Associazione di amicizia Italia-Palestina e del Coordinamento Palestina di Brescia. Ascolta o scarica.

    Su quanto sta accadendo in Palestina Marwan Abdel-Al, esponente di punta dell’Fplp – Fronte popolare di liberazione della Palestina, storica formazione della sinistra palestinese – ha inviato una lettera al quotidiano francese l’Humanitè, delineando l’attuale posizione del partito di fronte allo scenario post – ottobre 2023. L’abbiamo tradotta in italiano. Ascolta o scarica

     

    16 min

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