News – Radio Onda d`Urto

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  • ANGOLA: FORTI PROTESTE ANTIGOVERNATIVE A SEGUITO DELL’AUMENTO DEL CARBURANTE, 5 MORTI


    Angola. Sono salite a cinque il numero di persone morte a Luanda, capitale dell’Angola, a seguito dello sciopero nel settore dei trasporti per l’aumento del 33% del carburante e da cui sono seguite forti manifestazioni antigovernative. L’ondata di protesta ha portato migliaia di persone in strada a bloccare il traffico, scontri con la polizia, e saccheggi di negozi.

    Dopo una guerra civile decoloniale durata 40 anni, l’Angola è divenuto il secondo produttore di petrolio dell’Africa subsahariana, dopo la Nigeria. Ha visto una forte crescita nei primi anni del 2000 grazie – tra gli altri – ai suoi rapporti economici con la Cina, ma sconta ora le conseguenze di anni di recessione, con aumento di disoccupazione e povertà.

    La questione del prezzo del carburante è la goccia che ha fatto traboccare un sotteso ma crescente malessere della popolazione? Su Radio Onda d’Urto Cornelia Toelgyes vicedirettrice di www.africa-express.info. Ascolta o scarica.

    9 min
  • ROMA: PERQUISITI ATTIVISTI E ATTIVISTE DEL MOVIMENTO PER IL DIRITTO ALL’ABITARE, “VOGLIONO CRIMINALIZZARE L’EMERGENZA CASA”

    Nella giornata di martedi 29 luglio tre attiviste e attivisti del Movimento per il Diritto all’Abitare di Roma hanno subito la perquisizione della propria abitazione e del proprio luogo di lavoro con il sequestro dei cellulari, dei computer e di materiale cartaceo di varia natura.

    “Un’operazione con uno spropositato dispiegamento di personale dei Carabinieri e della Digos”, scrive il movimento romano “sovradimensionata rispetto ai capi d’accusa contestati dalla PM” e che tenta di rendere illegale il sistema della solidarietà messa in campo dalla realtà di lotta per la casa nella Capitale con il solito schema di criminalizzazione attraverso la teoria secondo cui le occupazioni a scopo abitativo abbiano come obiettivo un sistema di racket, come titolano oggi i giornali di destra romani.

    “Si introduce un clima di sospetto e di criminalizzazione in grado di creare un’oggettiva accusa sia nei confronti del Movimento e di chi tratta con esso le vicende legate all’emergenza abitativa romana”. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto Margherita, del Movimento per il Diritto all’Abitare di Roma. Ascolta o scarica.

    8 min
  • CALCIO & BUSINESS: PRESENTATO PUBBLICAMENTE IL PIANO SPORTIVO E IMPRENDITORIALE DEL “CALCIO BRESCIA 1911 ASD” PER RIPARTIRE DALL’ECCELLENZA MANTENENDO LA STORIA DEL CLUB

    Il progetto del “Calcio Brescia 1911 Asd” conta su Pietro Lo Monaco, ex Direttore Generale di diverse società calcistiche (tra cui proprio il Brescia Calcio a cavallo del millennio), che vorrebbe far ripartire la storia del Brescia attraverso la PLM Management. Per farlo, però, necessita che il Comune di Brescia chieda alla Figc di attivare l’articolo 52 comma 10 delle norme federali, che permetterebbero di ripartire dall’eccellenza dopo aver imbastito una manifestazione di interesse.

    Fino ad oggi però il Comune di Brescia non ha ancora espresso questa volontà, nonostante tre incontri avvenuti con la società. Intanto il tempo stringe per potersi iscrivere al prossimo campionato. Parliamo di questo con il Presidente del Calcio Brescia ASD, Alessandro Lucà. Ascolta o scarica

     

     

    23 min
  • COMMERCIO GLOBALE: I DAZI USA SONO UNA “TEMPESTA PERFETTA SULL’ECONOMIA EUROPEA E IN PARTICOLARE SU QUELLA ITALIANA”

    Continua a suscitare timori per la tenuta del tessuto economico l’accordo tra Stati Uniti ed Unione Europea sui dazi al 15%. Guardando all’Italia, secondo una previsione realizzata dallo Svimez, l’intesa potrebbe portare – comprendendo nelle tariffe anche il settore farmaceutico – a una riduzione del Pil pari a 6,296 miliardi, cioè -0,3%, e una diminuzione delle esportazioni che arriverebbe fino a 8,627 miliardi, cioè un -14%, Questi dati sarebbero accompagnati anche da numeri molto negativi per il mercato del lavoro: si stima infatti un calo delle unità di lavoro di 103.892, cioè un -0,4%.

    E, a fianco delle stime dello Svimez, arrivano anche i calcoli del Codacons sui possibili aumenti dei prezzi al dettaglio in Italia: l’accordo su dazi tra Usa e Ue potrebbe infatti arrivare a pesare fino a 4,2 miliardi di euro sulla spesa delle famiglie.

    Guardando invece al differente impatto che i dazi avranno sul territorio, le stime indicano che per il Sud Italia si avrebbe una riduzione delle esportazioni di 705 milioni di euro (-11%), del Pil di 482 milioni (-0,1%) e di 8.519 unità di lavoro (-0,12%). Mentre la Lombardia sarebbe la regione che registrerebbe l’impatto più significativo: la perdita complessiva di Pil dovuta alle tariffe al 15% sarebbe per un quarto registrata qui, con una diminuzione di 1.576 milioni di euro su 6.296 complessivi.

    “Senza cambiare una linea politica così autolesionistica, c’è il concreto rischio che si scateni una tempesta perfetta sull’economia europea e, in particolare, su quella italiana. Ci sono, nell’immediato, provvedimenti molto precisi da assumere – sia a livello nazionale che continentale – per gestire l’emergenza”. Lo sostiene Christian Ferrari segretario confederale Cgil Ascolta o scarica

    9 min
  • TARANTO: SI DIMETTE IL SINDACO BINETTI. LE REALTÀ AMBIENTALISTE CONTESTANO L’ACCORDO SULLA DECARBONIZZAZIONE DELL’EX ILVA

    Il sindaco di centrosinistra di Taranto, Piero Bitetti, si è dimesso ieri, lunedì 28 luglio, dopo essere stato contestato da cittadini/e, comitati e associazioni ambientaliste nell’ambito del tavolo di discussione sull’accordo istituzionale di programma sull’ex ilva.

    Il sindaco Piero Bitetti e l’assessora all’Ambiente Fulvia Gravame avevano incontrato a Palazzo di Città, comitati e associazioni in vista del Consiglio comunale monotematico del 30 luglio chiamato a discutere dell’accordo sulla decarbonizzazione proposto dal governo e del vertice al Mimit del 31 luglio sullo stesso accordo interistituzionale che dovrà recepire le indicazioni degli enti locali.

    “Abbiamo incontrato i sindacati metalmeccanici – ha spiegato il primo cittadino – e ci è stato chiesto un ulteriore confronto con le associazioni ambientaliste che abbiamo voluto organizzare per illustrare lo stato dell’arte e soprattutto ascoltare le loro istanze”. Bitetti ha ricordato che la prima bozza di accordo di programma fu inviata ed esaminata il 18 giugno. “Ci si chiedeva di approvarla entro 48 ore – ha rilevato – ed oggi siamo ancora qui ad ascoltare il territorio ma soprattutto a difenderlo con determinazione. Abbiamo detto che quel periodo di 13 anni proposto, legato alla decarbonizzazione, era troppo lungo e quindi bisognava andare in direzione più rispettosa del territorio. Abbiamo messo insieme professionisti del settore per capire come affrontare al meglio l’argomento. Sarà il consiglio comunale ad esprimersi su quello che deve essere il futuro della città”.

    Il confronto con le associazioni si è aperto con un intervento della pediatra Annamaria Moschetti dell’associazione culturale Pediatri. “Noi – ha riferito – abbiamo raccolto negli anni ininterrottamente dati sanitari ed ora emergono dati su patologie di natura neurologica con eccessi di disturbi dello spettro autistico del 50% rispetto alla provincia, mentre altri studi documentano disturbi del neurosviluppo. Il principio di precauzione impone di interrompere l’esposizione senza cercare l’ultimo studio scientifico”.

    Comitati e assocazioni presenti hanno avuto alla base dei loro interventi un unico messaggio: quello di salvaguardare la vita e la salute dei cittadini prima di ogni cosa. Terminato l’incontro si sono poi riuniti in un’assemblea pubblica sotto Palazzo di Città, per esplicitare ai cittadini presenti i contenuti dell’incontro con il primo cittadino ed organizzarsi in vista del sit-in di mercoledì 30 luglio in piazza Castello durante i lavori del Consiglio comiunale monotematico sulla vicenda Ilva.

    Ma ben presto la tensione si è alzata, con i cittadini che hanno bloccato per diversi minuti l’uscita ai giornalisti e al primo cittadino Bitetti, chiedendo con slogan e cori a quest’ultimo di non firmare l’Accordo di Programma.

    Sentiamo una valutazione su quanto accaduto dall’ assessora all’Ambiente Fulvia Gravame Ascolta o scarica

    L’incontro con le realtà ambientaliste del territorio era stato chiamato in vista della riunione del Consiglio comunale del 30 luglio – incentrata sull’accordo per la decarbonizzazione dell’ex polo siderurgico proposto dal governo – e del vertice previsto il giorno dopo (31 luglio) al Mimit.

    Sentiamo Simona del Comitato Liberi e pensanti di Taranto presente ieri sera Ascolta o scarica 

    Dopo essersi riuniti nelle scorse ore, i consiglieri comunali di maggioranza hanno elaborato un comunicato dove sottolineano che il consiglio comunale del 30 luglio non si debba fare: “Ciò che è successo ieri sera al Sindaco Bitetti è gravissimo e va condannato. Al Sindaco noi esprimiamo la nostra più forte solidarietà. Costringere il Sindaco a rimanere per due ore chiuso a Palazzo di Città non è soltanto un atto di violenza verso il Sindaco, ma è anche la manifestazione di un modo di fare che non ci piace. Non è questa la comunità che noi vogliamo costruire. Come cittadini di Taranto abbiamo a cuore e siamo interpellati dalla scelta delle prospettive dell’acciaieria. Riteniamo che la decarbonizzazione, con la progressiva chiusura dell’area a caldo a carbone, sia la strada percorribile, ma l’accordo di intesa, così come proposto dal Governo, ci sembra che rechi precarietà, improvvisazione, assenza di certezze per il rispetto della salute e del lavoro nella nostra città. Riteniamo altresì che il Consiglio Comunale del 30/7 p.v. non possa essere svolto per motivi di sicurezza e che l’accordo di programma, in assenza del Sindaco, il 31/7 non possa essere sottoscritto”.

    Abbiamo chiesto a Rosy Battaglia giornalista e autrice di “Taranto chiama” che da anni segue le vicende dell’ex-Ilva di ricordarci le puntate precedenti e le battaglie dei comitati.  Ascolta o scarica

    Nonostante le dimissioni del Sindaco e il mancato via libera del Consiglio Comunale “Si terrà comunque la riunione, già convocata d’intesa con la Regione Puglia e gli enti locali e in programma al Mimit per giovedì 31 luglio, finalizzata alla definizione dell’Accordo di programma interistituzionale per la piena decarbonizzazione dello stabilimento di Taranto”. Lo ha concordato – spiega una nota del Mimit – il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, nel corso di un colloquio telefonico con il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano.

    Nella lettera di dimissioni, il neo sindaco – eletto meno di due mesi fa – denuncia una condizione di “inagibilità politica” che, secondo Francesco Rizzo, operaio Ilva nonché parte dell’esecutivo nazionale Usb, “è frutto anche dell’altissimo clima di tensione che ormai si respira a Taranto attorno alla vicenda Ilva”.

    Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, le valutazioni di Francesco Rizzo, operaio ex-Ilva e membro dell’esecutivo nazionale Usb Ascolta o scarica

    12 min
  • “CIAO PINO”: NEL DECENNALE DELLA MORTE I COBAS BRESCIA RICORDERANNO PINO GIANPIETRO MERCOLEDI 6 AGOSTO ALLA FESTA DI RADIO ONDA D’URTO

    I Cobas di Brescia nel decennale dalla morte ricorderanno il compagno Pino Giampietro. Il giorno 6 agosto 2025 dalle ore 18.00 alle ore 19.00 alla Festa della Radio presso lo stand Cobas, “casa sua”, si svolgerà una breve commemorazione che rievocherà la sua figura umana e politica di militante del movimento antagonista nonché dirigente nazionale dei Cobas Scuola.

    La presentazione con Renata dei Cobas Brescia Ascolta o scarica

    Segue un breve scritto che racconta chi era Pino e quello che ha rappresentato anche per il movimento bresciano.

    Ciao PINO

    TE NE SEI ANDATO COSI’ RAPIDO CHE CI HAI LASCIATO TUTTE E TUTTI TRAMORTITI, INCREDULI, SVUOTATI.
    TU viaggiatore senza patente, vagabondo delle ferrovie da nord a sud, uomo dalle scarpe polverose, hai calcato la terra molte volte come gli antichi mercanti medievali, sempre CARICO di PROTESTA, di LOTTA, di SOLIDARIETA’
    Armato di volantini, bandiere, cartelli, manifesti, raggiungevi i cancelli di una fabbrica, le porte di una scuola, le piazze del centro, le mille manifestazioni antirazziste, antifasciste, ambientaliste sempre in prima fila con la tua presenza fisica, SEMPRE PRONTO A RISPONDERE alla violenza repressiva e all’attacco contro lavoratrici e lavoratori con le parole di un volantino, organizzando momenti unitari di protesta , sempre disponibile ad improvvisare un appassionato comizio,
    dando voce alla nostra rabbia, ai nostri sentimenti, alla nostra memoria storica. Eri il primo a raggiungere i luoghi di una lotta, a portare la tua solidarietà, ad organizzare iniziative di protesta , a dare il tuo contributo in ogni dibattito dove ti chiamassero, ad aprire nuovi momenti di confronto in settori di lavoro dalla scuola, ai trasporti, alla fabbrica promuovendo una riflessione non solo locale ma nazionale sulle lotte in corso.
    Nessuna impresa per te era troppo ardua, nessuna sconfitta irrimediabile, nessuna battaglia di emancipazione era priva di significato anche se minoritaria, nessuna persona da te incontrata senza importanza..
    Hai avuto la pazienza del tessitore che cercava di costruire relazioni tra realtà politiche diverse su obiettivi comuni e la capacità di ascoltare voci differenti.
    E IL TUO ATTEGGIAMENTO DISTACCATO E A VOLTE IRONICO NASCONDEVA LA PROFONDA UMANITA’ DI CHI SA ACCOGLIERE NELLA PROPRIA SFERA UMANA E POLITICA PERSONE DIFFERENTI PER STORIA E SENSIBILITA SENZA PREGIUDIZI NE, FORZATURE IDEOLOGICHE.
    CI HAI INSEGNATO CHE LE RAGIONI DI UNA lotta possono camminare anche su poche gambe, ma trionferanno se indicano la strada di una giusta ribellione.
    CI HAI INSEGNATO CON LA TUA GENEROSITA’ quasi materna che un frigorifero pieno di leccornie ( come le tue famose mozzarelle) per compagni e compagne, amiche e amici e le tue cene, sociali o private , così abbondanti e preparate con tanto amore sono l’altra faccia della generosità di chi lotta e desidera il benessere di tutte/i a partire dall’oggi.
    SAPPIAMO che hai reso felici anche le tue amiche a quattro zampe MAJA e FRIDA partecipi della dovizia alimentare della tua casa, del tuo
    affetto e del vagabondare al tuo fianco per le città che hai abitato.
    CON TE E’ STATO CHIARO che non è la forza muscolare o la perfetta
    forma fisica a determinare la CAPACITA’ di LOTTARE, ma la tranquilla
    energia di un’intelligenza sempre in movimento, e sempre proiettata nel
    mondo , a fianco di tutte tutti gli oppressi in movimento CONTRO LE LORO CATENE,
    ERI L’UOMO DELLA GRANDE STORIA CHE TANTO AMAVI, MA ANCHE DELLE PICCOLE STORIE CHE, COME I CANTASTORIE DEL SUD, RACCONTAVI NEI MOMENTI DI RELAX, ATTINGENDO
    AD UNA RISORSA INESAURIBILE DI RACCONTI PER IL GUSTO
    DI AFFABULARE E DI COMUNICARE
    AFFATICATO E INSTANCABILE
    FRAGILE E RESISTENTE
    TENERO E IRONICO
    AMICO GENEROSO
    AMANTE DOLCE E APPASSIONATO DELLA TUA FULVIA A CUI
    HAI DEDICATO L’ULTIMA CAREZZA
    SEMPRE PRONTO A GETTARE IL CUORE OLTRE LA SIEPE E
    A LANCIARTI NELL’IMPRESA DI RENDERE MENO INGIUSTO QUESTO MONDO
    CI HAI LASCIATO UN VUOTO INCOLMABILE DI TENEREZZA E
    DI PASSIONE.
    RESTERAI SEMPRE NEL NOSTRO CUORE E NELLE NOSTRE LOTTE

    10 min
  • PARCO ADAMELLO: COMUNITA’ MONTANA APPROVA DOCUMENTO PER LA RIPERIMETRAZIONE. ESCLUDERE I CENTRI ABITATI DALL’AREA PROTETTA

    La Comunità montana di Valle Camonica ha approvato un documento che appoggia la proposta di riperimetrazione del Parco Regionale Adamello, escludendo dall’area protetta i centri abitati esistenti. L’assemblea si è svolta a Breno; presente un pubblico molto numeroso, più di un centinaio di persone. Il documento è stato votato a larga maggioranza con due astensioni, quelle del comune di Piancogno e di Angolo Terme. Questa decisione è stata giustificata ” al fine di sollevare i cittadini interessati e gli uffici tecnici comunali dall’eccessiva invasività delle procedure amministrative connesse alla tutela del paesaggio e conseguenti all’inclusione all’interno del territorio dell’area protetta.”

    I comitati e le associazioni ambientaliste del territorio sono contrarie a questa proposta che risponde “al tentativo di fare quello che si vuole, liberandosi dei vincoli di tutela presenti nel territorio del Parco. La massiccia partecipazione di un pubblico eterogeneo è stata molto significativa – afferma Alessandro Bono della redazione camuna di Radio onda d’urto – si è affermato che non c’è mai stata la volontà di togliere dal parco i territori sotto quota 1600 mt bensì  i centri abitati: la logica è però sempre la stessa, avere meno lacci e lacciuoli. Però non vogliono capire che la gestione e la tutela del territorio come il Parco dell’Adamello offre posti di lavoro buoni mentre lo spopolamento dei paesi montani è causato dalla mancanza di servizi, di socializzazione e di posti di lavoro buoni.”

    Il resoconto ed una valutazione politica dell’assemblea della Comunità montana di Alessandro Bono della redazione camuna di Valle Camonica Ascolta o scarica

     

     

    14 min
  • 29 LUGLIO 1900: GAETANO BRESCI UCCISE IL RE

    La sera di domenica 29 luglio 1900, l’anarchico Gaetano Bresci uccise a Monza, sparandogli contro tre colpi di pistola re Umberto I di Savoia. L’omicidio avvenne sotto gli occhi della popolazione festante che salutava il monarca. Bresci si lasciò catturare senza opporre resistenza. Il processo contro Bresci fu istruito in brevissimo tempo, un mese esatto dopo il delitto. La sentenza era scontata in partenza. Gaetano Bresci aveva chiesto come difensore il deputato socialista Filippo Turati, ma questi aveva declinato l’incarico e fu sostituito dall’avvocato anarchico Francesco Saverio Merlino. Ricotruiamo inseme a Paolo Finsi, direttore della rivista Anarchia, il contesto storico in cui è maturata questa uccisione e le reazioni politiche. ASCOLTA O SCARICA

    23 min
  • GAZA. ARBIA: “APPLICARE SANZIONI VERSO UNO STATO CHE COMMETTE UN GENOCIDIO E’ UN OBBLIGO SECONDO IL DIRITTO INTERNAZIONALE”

    Al netto della propaganda sugli – insufficienti – camion di aiuti e delle condanne, al momento solo verbali, della comunità internazionale, continua il genocidio per mano israeliana in Palestina. Massacri senza fine nella Striscia di Gaza. Dall’alba di stamattina i bombardamenti dell’Idf hanno ucciso almeno 62 persone. 30 di queste sono state sterminate da un solo raid che ha colpito l’area di Nuseirat. Altri palestinesi sono stati uccisi dai raid anche in altre aree, come Gaza city e Khan Yunis. Il bilancio ufficiale delle vittime palestinesi a Gaza dal 7 ottobre 2023 a oggi ha superato le 60mila

    Chi non muore sotto le bombe o le cannonate, muore per la fame, utilizzata da Israele come ulteriore arma di sterminio e pulizia etnica. Tel Aviv, però, continua a dare la colpa ad Hamas, sostenendo che i militanti dell’organizzazione palestinese sottraggano gli aiuti destinati alla popolazione civile. Intanto però l’Integrated Food Security Phase Classification, sistema globale di monitoraggio della fame sostenuto dall’Onu, avverte che a Gaza è in atto lo ‘scenario peggiore di carestia’, con migliaia di bambini malnutriti e morti per fame in aumento tra i più giovani. Secondo il gruppo di organizzazioni, i lanci aerei non saranno sufficienti a scongiurare la ‘catastrofe umanitaria’. L’accesso umanitario ‘immediato e senza ostacoli’ a Gaza è l’unico modo per fermare il rapido aumento di ‘fame e morte’.

    Senza freni anche la violenza dei coloni israeliani nella Cisgiordania occupata. Ieri a Masafer Yatta, sud di Hebron, dove la popolazione palestinese da anni resiste allo sfollamento forzato, un colono ha sparato al petto a un’attivista palestinese di 31 anni Awda Hataleen, uccidendolo. Lo ha denunciato uno dei registi del documentario No Other Land, dedicato proprio alla lotta dei residenti palestinesi locali contro l’occupazione. L’assassino è Yinon Levi, colono israeliano già sanzionato dall’Ue e dagli Stati Uniti. Anche le organizzazioni per i diritti umani israeliane, nei loro report, parlano ora esplicitamente di “genocidio” in corso. È il caso di B’Tselem e Phri, che ricordano inoltre come “l’attuale attacco va compreso nel contesto di oltre 70 anni in cui Israele ha imposto un regime violento e discriminatorio ai palestinesi”.

    Silvana Arbia, giurista, ex procuratrice della Tribunale internazionale dell’Onu  per il genocidio in Rwanda ed ex cancelliera della Corte penale internazionale analizzando il genocidio in atto e le attività della Corte internazionale di giustizia, spiega come secondo il diritto internazionale anche i paesi che vendono armi e aiutano Israele siano complici del genocidio  e come tali potrebbero essere processati  e come le sanzioni ad uno stato accusato di genocidio siano un obbligo per i paesi firmatari della convenzione Ascolta o scarica

    Sull’omicidio dell’attivista palestinese Awda Hataleen, il commento del regista Nicola Zambelli, che nella zona di Hebron ha girato il film “Sarura – il futuro è un luogo sconosciuto”. Ascolta o scarica

    Il commento di Elisa Caneve, che aveva lavorato in Palestina con Awda Hataleen. Elisa Caneve è una delle coordinatrici del progetto Mediterranea with Palestine, con il quale aveva lavorato in Palestina. Ascolta o scarica

    26 min
  • FREEDOM FLOTILLA: ATTERRATO A FIUMICINO ANTONIO MAZZEO, “DEPORTATO DA ISRAELE”


    Antonio Mazzeo – uno dei due attivisti italiani sequestrati dall’Idf sulla nave Handala della Freedom Flotilla Coalition – è atterrato intorno alle 12 all’aeroporto di Fiumicino. Il nostro collaboratore da Roma Stefano Bertoldi ha raccolto le sue prime parole appena atterrato. Ascolta o scarica

    Sabato sera a mezzanotte l’esercito israeliano aveva assaltato e sequestrato la nave della Freedom Flottilla e arrestato tutti i membri dell’equipaggio, che nel frattempo erano entrati in sciopero della fame “contro l’assedio israeliano alla Striscia di Gaza”. Tra gli attivisti e le attiviste rapiti illegalmente da Israele in acque internazionali c’erano appunto due cittadini italiani: Antonio Mazzeo e Antonio La Piccirella, di cui non si conoscono ancora i dettagli del rimpatrio, o meglio, della “deportazione”, come sottolinea ai nostri microfoni Michele Borgia del team comunicazione della Freedom Flotilla Coalition, intervistato pochi minuti prima dell’arrivo di Mazzeo a Fiumicino.

    Gli avvocati del team legale Handala hanno incontrato gli attivisti detenuti presso il porto di Ashdodr nella vicina stazione di polizia israeliana. Secondo le loro dichiarazioni, tutti si trovano in condizioni relativamente buone.

    Le autorità israeliane stanno gestendo la loro custodia come se avessero fatto ingresso illegale nel Paese, insomma, li hanno accusati di immigrazione clandestina, nonostante siano stati rapiti, prelevati con la forza da acque internazionali e condotti in Israele contro la loro volontà. A ciascun attivista sono state presentate due opzioni: accettare la cosiddetta “deportazione volontaria” – come ha fatto Mazzeo – oppure rimanere in detenzione e comparire davanti a un tribunale per la revisione della detenzione, in vista comunque della deportazione entro le 72 ore.

    L’obiettivo della missione della Handala era quello di raggiungere Gaza, rompere l’assedio illegale israeliano e portare aiuti alla popolazione palestinese.

    L’aggiornamento con Michele Borgia del team comunicazione della Freedom Flotilla Coalition. Ascolta o scarica

    Nel frattempo l’agenzia di stampa palestinese Wafa riporta che 13 palestinesi sono stati uccisi e più di 30 sono rimasti feriti oggi a causa dei continui bombardamenti israeliani su varie zone della Striscia di Gaza. Cinque palestinesi sono rimasti uccisi in seguito al bombardamento di un appartamento nella zona di Al-Mawasi, a ovest di Khan Yunis, si legge sul suto dell’agenzia. Altri cinque sono stati uccisi e più di 30 sono rimasti feriti a causa del bombardamento di una casa di tre piani nel quartiere giapponese a ovest di Khan Yunis. Altri tre palestinesi sono morti e diversi altri sono rimasti feriti quando le forze israeliane hanno bombardato un’abitazione nel campo profughi di Maghazi, nella Striscia di Gaza centrale. Un massacro a cui si aggiungono le 100 persone uccise ieri mentre cercavano aiuti a Gaza.

    Il resocondo di Farid Adly di Anbamed. Ascolta o scarica

    Ieri è stata una giornata di cosiddetta “tregua umanitaria” a Gaza per l’arrivo di aiuti dal cielo e da terra, celebrata da tutti i TG del mondo: apice del TG1 che ha parlato di tonnellate di cibo ferme al confine perche’ nessuna organizzazione umanitaria si prende l’incarico di distribuirle.

    Un neonato della Striscia di Gaza, Muhammad Ibrahim Adas, è morto a causa della malnutrizione e della carenza di latte artificiale, secondo quanto riferito da una fonte dell’ospedale Al-Shifa di Gaza City ai giornalisti di Al Jazeera Arabic. Ieri sei persone sono decedute per fame nelle ultime 24 ore, di cui due bambini, altri 24 sono morti per gli attacchi nelle zone designate alla distribuzione di aiuti.

    A fronte di tutto ciò, manifestazioni ieri sera in tutta Italia: al grido di “facciamo rumore per Gaza”, con battiture e cacerolazi, centinaia di persone si sono radunate in piazza, anche a Brescia in Largo Formentone. Ci ha raccontato la piazza bresciana Gloria Baraldi di RestiamoUmani Brescia Ascolta o scarica

    4 min

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