News – Radio Onda d`Urto

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  • MEDIO ORIENTE: QUARTA NOTTE DI ATTACCHI TRA ISRAELE E IRAN. ANCORA MASSACRI A GAZA

    Al termine della quarta notte di bombardamenti israeliani in Iran e missili iraniani sulle città israeliane, l’esercito di Tel Aviv ha affermato di avere preso il controllo dello spazio aereo di Teheran. Nelle ultime ore sono continuati i bombardamenti di Israele sull’Iran. Le autorità iraniane parlano di diversi obiettivi civili colpiti, compreso un ospedale pediatrico nella capitale. Forti esplosioni sono state segnalate anche nei pressi del sito nucleare di Fordow. Due enormi boati sono stati uditi a nord della capitale, mentre Tel Aviv dice di avere assassinato alcuni alti funzionari della Repubblica islamica. Anche nell’ovest dell’Iran i missili israeliani hanno colpito un ospedale. Secondo i dati del ministero iraniano sono almeno 244 le vittime dei bombardamenti israeliani da venerdì 13 giugno a oggi, lunedì 16 giugno 2025.

    A Teheran sono stati arrestati due agenti del Mossad, i servizi d’intelligence esteri israeliani. Con loro avevano 200 kilogrammi di esplosivo e un equipaggiamento di 23 droni. In manette sono finiti però anche militanti o attivisti dell’opposizione iraniana. Nel fine settimana sono state arrestate alcune decine di persone accusate di “collaborazionismo” e di seminare “agitazione” nell’opinione pubblica.

    Teheran ha risposto lanciando una serie di missili balistici su Israele. Colpiti due grattacieli residenziali nel centro di Tel Aviv, esplosioni anche nel nord e nel sud del paese, mentre droni armati sono stati segnalati al confine con il Libano. Un missile lanciato dallo Yemen è stato intercettato, insieme ad altri droni diretti a Tel Aviv. “Abbiamo colpito con successo Israele” ha affermato l’esercito iraniano annunciando nuovi attacchi a obiettivi vitali. Le vittime di questa notte sono 8, 24 in tutto dall’inizio dei bombardamenti tra Israele e Iran. Di queste, diverse sono palestinesi con passaporto israeliano, in particolare quelle decedute nella città di Tamra sabato. I rifugi antiaerei scarseggiano nelle città israeliane a maggioranza araba.

    Mentre infuriano i bombardamenti Trump parla di “buone chance” per un accordo tra Israele e Iran, ma dice anche di non escludere il coinvolgimento degli Stati Uniti nella guerra. Secondo una portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, citata da Sky News Uk, l’Iran starebbe preparando un disegno di legge per formalizzare la sua ucita dal Trattato di non proliferazione nucleare che attualmente lo impegna a non sviluppare armi atomiche. Il trattato è in vigore dagli anni Settanta e Israele non vi aderisce.

    Il fatto che Israele abbia deciso di aprire il fronte con l’Iran non ha interrotto il genocidio che l’esercito israeliano porta avanti ai danni dei palestinesi nella Striscia di Gaza. Nelle ultime ore più di 70 persone sono state uccise. Ancora una volta, 20 vittime sono state uccise dai militari israeliani che hanno aperto il fuoco contro persone in cerca di aiuti umanitari nel sud della Striscia. Le aggressioni di esercito e coloni israeliani proseguono anche nella Cisgiordania occupata.

    Il punto sulla cronaca, su Radio Onda d’Urto, con Eliana Riva, caporedattrice di Pagine Esteri. Ascolta o scarica.

    Sulle frequenze di Radio Onda d’Urto è intervenuta per un commento anche Cinzia Nachira, redattrice della rivista R-Project. Ascolta o scarica.

    8 min
  • DECIMOMANNU (CA): LA POLIZIA SCAGLIA ELICOTTERO E LACRIMOGENI CONTRO LA PROTESTA ANTIMILITARISTA E INNESCA UN INCENDIO

    Dura repressione poliziesca contro la protesta antimilitarista che, sabato 14 giugno, ha portato compagne e compagni del movimento A Foras e di altre realtà solidali del territorio attorno all’aeroporto militare di Decimomannu, in provincia di Cagliari, per manifestare contro la guerra e le basi militari presenti in zona.

    La repressione è infatti iniziata ancora prima dell’inizio della manifestazione in programma, con l‘arresto di un compagno del movimento, ed è proseguita causando, di fatto, un esteso incendio che ha messo a rischio l’incolumità dell3 manifestanti e dell’ambiente.

    “Appena arrivat3 ci siamo trovat3 davanti a un enorme dispiegamento di forze dell’ordine, perquisizioni personali e alle auto. Noi non eravamo migliaia, la fortuna, diciamolo, non sembrava girare dalla nostra parte – racconta il movimento A Foras sulla propria pagina instagram, e continua – Eppure, siamo riuscit3 a fargliela anche questa volta, con tutta la nostra determinazione abbiamo deviato per i campi per avvicinarci all’aeroporto militare. Siamo riuscit3 ad arrivare in prossimità delle reti e la polizia, ormai tesissima, ha tirato lacrimogeni contro il corteo. Contemporaneamente, l’elicottero è stato usato come sfolla gente, e scendeva ad altezza uomo per fare vento”.

    Ed è a questo punto che la situazione si è fatta ancora più critica.

    “I lacrimogeni tirati dalla polizia hanno dato fuoco ai campi e il vento generato dall’elicottero ha contributo a far divampare l’incendio, facendo sì che, nonostante idrante e vigili del fuoco, fosse molto difficile da spegnere – spiegano l3 militant3 nel comunicato diramato la domenica sul canale telegram “Contro le basi” – La leggerezza con cui hanno messo a rischio l’incolumità di tant3 manifestanti ci dà solo la conferma di essere dalla parte giusta e di dover continuare a lottare”.

    Sotto accusa da parte di compagne e compagni soprattutto l’utilizzo del rotore dell’elicottero per disorientare e disperdere l3 manifestanti, una tecnica considerata pericolosa e il cui impiego è vietato in Italia, salvo in casi di estrema necessità.

    Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, il racconto e l’analisi di Elena, parte del Movimento A Foras e presente in manifestazione Ascolta o scarica

    10 min
  • BRESCIA: CORTEO PER GAZA E LA PALESTINA. “STOP AL GENOCIDIO, AGLI ACCORDI ISRAELE ITALIA E PER LA LIBERTA’ DI ANAN, ALì E MANSOUR”

    Sabato 14 giugno 2025 a Brescia è stato promosso, con partenza da Metro San Faustino, un “Corteo provinciale per Gaza e per la Palestina” promosso dal  Coordinamento Palestina di Brescia e rilanciato da diverse realtà cittadine e della provincia, tra le quali  il Coordinamento della Marcia Antirazzista della Valcamonica e del Collettivo Gardesano Autonomo.

    Tre le rivendicazioni principali: Stop al genocidio, agli accordi tra Israele e Italia. e libertà per Anan, Alì e Mansour. 

    Un corteo che giunge a meno di 48 ore dall’inizio dell’attacco israeliano all’Iran, mentre il genocidio nella Striscia di Gaza prosegue senza tregua: anche nella giornata di questo 14 giugno sono almeno 35 i palestinesi uccisi dal fuoco israeliano nella Striscia. Alla partenza il corteo contava già diverse centinaia persone ma, come sempre accade, la presenza si è ampliata percorrendo le vie del centro cittadino.

    Vi proponiamo i contributi dalla piazza con: 

    Dalla partenza del corteo Michele della redazione. Ascolta o scarica

    L’ggiornamento alle 18.35 con Marco della redazione. Ascolta o scarica

    Il contributo di Alessandro del Collettivo Gardesano Autonomo. Ascolta o scarica

     

     

     

    3 min
  • GLOBAL MARCH TO GAZA: SCONTRI E ARRESTI A ISMAILIA, LUNEDì DELEGAZIONE A RAFAH

    L’Egitto accelera con la repressione dei partecipanti alla Global March To Gaza. Dopo respingimenti, fermi e deportazioni dagli aeroporti al Cairo, un gruppo rimane in attesa di istruzioni da parte delle autorità egiziane nella capitale, tra questi anche i 200 italiani e italiane, mentre altre delegazioni internazionali, diverse quelle Europee, si è mosso verso la città di Ismailia per tentare di superare i check point ed incamminarsi verso Rafah.

    Qui però sono intervenute le forze di polizia egiziane che li hanno bloccate, realizzando fermi e intimando i manifestanti di tornare al Cairo. Presidi nella cittadina attaccati anche da alcuni civili, protetti dalla polizia egiziana.

    L’aggiornamento delle ore 13 dal Cairo, con Stefano Bertoldi della delegazione italiana della March to Gaza. Ascolta o scarica

    L’aggiornamento delle ore 15.35 con Antonietta Chiodo, portavoce italiana della Global March to Gaza. Ascolta o scarica

    L’aggiornamento delle ore 16.30 con Chiara Di Giovambattista, dal Cairo, Egitto. Ascolta e scarica

    6 min
  • CURAMI – PRIMA DI TUTTO LA SALUTE: LA CARENZA DI MEDICI SPECIALISTI E DI MEDICINA GENERALE

    La puntata di sabato 14 giugno, intitolata “Chi ci cura? La carenza di medici specialisti e MMG. A che punto è la formazione dei nuovi medici”, ospita Francesco Corradi, Direttore della scuola di specializzazione anestesia e rianimazione dell’Università di Pisa e Andrea Filippi della CGIL Medici. Conduce la puntata Antonino Cimino. 

    Curami è una trasmissione di Radio Onda d’Urto in onda il sabato mattina dalle 12.00 alle 12.30 di Donatella Albini, medica del centro studi e informazione sulla medicina di genere, già delegata alla sanità del Comune di Brescia, e di Antonino Cimino, medico e referente di Medicina Democratica – Movimento di lotta per la salute- di Brescia. La trasmissione viene replicata mercoledi prossimo alle 12.30.

    La puntata di sabato 14 giugno. Ascolta o scarica

    31 min
  • GUERRA APERTA TRA ISRAELE E IRAN: INTERVISTA CON IL GIORNALISTA IRANIANO AHMAD RAFAT

    E’ guerra tra Iran e Israele. Teheran ha contrattaccato ieri sera e anche nella notte: è di tre morti e circa 80 feriti il bilancio degli attacchi con missili balistici in particolare su Tel Aviv. La Guardia Rivoluzionaria iraniana ha affermato che “l’operazione contro Israele continuerà finchè sarà necessario” e Teheran promette di proseguire con la rappresaglia e si dice pronto a lanciare “circa 2.000 missili verso Israele in futuri attacchi” precisando che “i nostri attacchi missilistici contro Israele saranno 20 volte più grandi dei precedenti”. Sempre l’Iran ha minacciato Gran Bretagna e Francia dicendo che attaccherà le loro basi militari in Medio Oriente “se contribuiranno a sventare i suoi attacchi contro Israele“. La stessa cosa è stata detta ieri agli USA.

    Forti esplosioni intanto anche nella capitale iraniana: una colonna di fumo si è alzata in particolare dall’aeroporto della capitale. In Iran il bilancio delle vittime non è stato più aggiornato da ieri ed è fermo a circa 78 morti e 300 feriti. Israele sostiene di aver ucciso nove scienziati e alti esperti coinvolti nel programma nucleare ed anche che, per la prima volta dall’inizio della guerra, schieramenti difensivi iraniani ad oltre 1.500 chilometri dal territorio israeliano. Raid che hanno raggiunto anche la zona della residenza della guida suprema iraniana Khamenei e del palazzo presidenziale. L’Iran poco fa ha confermato l’uccisione dei nove scienziati, ed anche quella di due generali. 

    I negoziati con gli Stati Uniti su un accordo nucleare “sono privi di significato alla luce degli attacchi israeliani all’Iran” ha dichiarato, come riporta Reuters sul suo sito web, Esmaeil Baghaei, portavoce del Ministero degli Esteri iraniano. “Gli Stati Uniti – ha detto Baghaei – hanno agito in un modo tale da rendere i colloqui inutili. Non si può affermare di stare negoziando e allo stesso tempo lasciare che Israele attacchi il territorio iraniano”. Israele replica sostenendo che non si tratti di una operazione estemporanea, ma di un attacco che proseguirà anche nelle prossime settimane.

    Sul fronte internazionale il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres chiede di mettere fine all’escalation: ‘Pace e democrazia prevalgano’ afferma, mentre la timida Europa attrevrso Ursula Von der Leyen dice di aver ribadito al Presidente israeliano Herzog “il diritto di Israele a difendersi e a proteggere il suo popolo. Allo stesso tempo, preservare la stabilità regionale è fondamentale. Esorto tutte le parti ad agire con la massima moderazione e ad adoperarsi per ridurre l’escalation della situazione. Gli sforzi diplomatici sono fondamentali per impedire un’ulteriore escalation”. Dall’Italia il governo, attravers il ministro degli esteri Tajani, si schiera con Israele sostenendo che “l’Iran ha violato le regole ed è andato al di là della linea rossa per quanto riguarda la costruzione dell’arma atomica. Quindi le osservazioni israeliane sono assolutamente fondate” ma chiede anche “la necessità di evitare un’escalation”. Oggi Tajani riferià in Parlamento.

    L’intervista al giornalista di origini iraniane Ahmad Rafat. Ascolta o scarica

    15 min
  • MESOPOTAMIA: ISRAELE BOMBARDA L’IRAN E ANNUNCIA L’INIZIO DELL’OPERAZIONE “LEONE NASCENTE”. DECINE DI MORTI E CENTINAIA DI FERITI

    In questa puntata di Mesopotamia – Notizie dal Vicino Oriente, ci siamo occupate dell’operazione “Leone Nascente”, nome con cui è stata definita la nuova agressione israeliana all’Iran, iniziata la notte tra giovedì 12 e venerdì 13 giugno 2025.

    Israele dà così il via all’ennesima escalation in Medio Oriente: 200 aerei da guerra partiti da Tel Aviv hanno iniziato a bombardare il territorio iraniano nella notte e le operazioni proseguono ancora in queste ore, tanto che alti ufficiali dell’esercito israeliano hanno dichiarato: “Siamo in guerra. Non è un’operazione”.

    I raid stanno colpendo impianti nucleari e militari, fabbriche di missili, ma anche infrastrutture industriali, aeroporti – come quello di Tabriz – e abitazioni civili. Tra le vittime si contano scienziati impiegati nel settore nucleare e alti ufficiali, tra cui il comandante delle Guardie Rivoluzionarie, Hossein Salami, il capo della forza Quds, Esmail Qaani, e il capo di stato maggiore delle forze armate, Mohammad Bagheri.

    I bombardamenti israeliani continuano in diverse località del paese mentre le autorità iraniane hanno diffuso un primo bilancio: almeno 78 morti e 376 feriti.

    Da Teheran, il nuovo comandante dei Pasdaran, Mohammad Pakpour, ha dichiarato: “Apriremo le porte dell’inferno a Israele.” Al momento, però, non si registrano risposte militari significative. Stamattina si è parlato dell’abbattimento di alcuni droni da parte dell’esercito giordano nello spazio aereo sopra Amman. Intanto, l’Iran ha chiesto e ottenuto una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, prevista per stasera alle 21 (ora italiana). Su richiesta iraniana, si terrà anche una riunione straordinaria dell’Aiea, l’agenzia ONU per l’energia nucleare, convocata per lunedì.

    Come possiamo interpretare questo attacco? Cosa c’è dietro la scelta israeliana di attaccare ora? Quale è il clima tra la popolazione civile iraniana? Ne parliamo con Farian Sabahi, ricercatrice senior in Storia contemporanea all’Università di Insubria nel campus di Varese e Aram Ghasemy, regista teatrale e coreografa iraniana che vive in Italia da molti anni. Ascolta o scarica

    31 min
  • GLOBAL MARCH TO GAZA: AGGIORNAMENTI DI VENERDI’ DALLE ATTIVISTE ITALIANE ATTUALMENTE A IL CAIRO

    In Egitto circa 1.500 attivisti internazionalisti cercano di affluire, da 50 Paesi, alla Global March To Gaza, nonostante respingimenti, fermi e deportazioni, in particolare da Il Cairo

    Bloccato invece a Sirte, Libia, il convoglio Sumud, partito via terra con 2mila partecipanti, tra cui medici, attivisti, avvocati e cittadini comuni, a bordo di 300 tra cui autobus e automobili . Partita da Tunisi, la “Carovana – spiega Gaza FreeStyle – ha attraversato Sousse, Sfax, Gabes, Medenine e Ben Guerdane, per poi entrare in Libia dal valico di Ras Ajdir”, accolta dalla popolazione locale. Le autorità della Cirenaica al momento però bloccano l’avanzata in direzione est. Sempre oggi, venerdì, è poi prevista la partenza di un secondo convoglio “Al Bunyan Al Marsous” dal valico turco di Tal AlHawa, diretto verso Gaza attraverso Siria, Giordania e il valico giordano-palestinese di Wadi Araba, con l’obiettivo dichiarato di rompere l’assedio israeliano.

    Dall’Italia circa 200 le persone che vorrebbero raggiungere Al Arish, nel Sinai, e da lì marciare a piedi verso il border di Rafah. Al momento però gli egiziani bloccano tutto e tutti già a Il Cairo.

    Aggiornamento delle ore 15.00 con Paolo Pasini, attivsta che si trova al Cairo. Ascolta o scarica

    Aggiornamento delle 13.00 ora italiana con il nostro collaboratore Stefano Bertoldi Ascolta o scarica

    Dall’Egitto Chiara Di Giovanbattista e Valeria Balzarini, due attiviste bresciane della Global March To Gaza. Ascolta o scarica

    Vi proponiamo anche la testimonianza di 5 attiviste partite da Torino, espulse dall’Egitto nella giornata di giovedì e spedite, via aereo, a Istanbul; sono Sara, Caterina, Isabella, Vittoria e Cecilia, che abbiamo sentito su Radio Onda d’Urto nella serata di giovedì 12 giugno, da Istanbul. Ascolta o scarica

    2 min
  • AI & FAKE NEWS: PER CONTINUARE A LOTTARE BISOGNA “DISCERNERE TRA IL VERO E IL FALSO”

    Quanto è importante prestare attenzione alle foto false generate dall’AI, l’intelligenza artificiale, che circolano sul web? Ne parliamo con Davide Del Monte, presidente di info.nodes.

    Radio Onda d’Urto ha intervistato Davide del Monte a seguito dell’incrementarsi nel Mondo di due diverse correnti di utilizzo dell’intelligenza artificiale e della diffusione delle ‘fake news‘. Un utilizzo è quello incontrollato della controparte, delle grandi potenze, per creare notizie false e criminalizzare lotte o movimenti e che Del Monte definisce pura “propaganda“.

    L’altro utilizzo dell’intelligenza artificiale proviene, invece, dal basso. E per analizzarlo si è partiti da una fake news diffusa durante la Global March to Gaza: una marcia composta da persone da tutto il mondo che stanno convergendo in Egitto per cercare di rompere l’assedio israeliano su Gaza.

    Le immagini che circolano, però, sono in alcuni casi false: la carovana Sumud partita dal Nordafrica è effettivamente partecipata da migliaia di persone, ma i video e le foto che si stanno diffondendo maggiormente sono realizzate dall’intelligenza artificiale (vedi foto). “C’è il rischio di depotenziare e delegittimare il messaggio di questa importante iniziativa se diffuse”, fa sapere Davide Del Monte.

    La disinformazione sui social ha anche contribuito grandemente alla tensione in California a seguito delle proteste anti-ICE. E’ tornata in auge la già utilizzata foto di mattoni impilati su dei pallet – e che circola sin dalle proteste di Black Lives Matter nel 2020 – per tentare di criminalizzare le proteste producendo notizie false e per tentare di dimostrare che ci sia una volontà “esterna” a guidare le rivolte a Los Angeles.

    Nel contesto del film Matrix, la “realtà” è definita come una simulazione creata da macchine, che viene percepita come “reale” dai personaggi umani. Siamo a questo punto? Ne parliamo con Davide Del Monte, presidente di info.nodes. Ascolta o scarica.

    0 min
  • ANALISI CRITICA DEI FATTI ECONOMICI CON ANDREA FUMAGALLI: SBARRA DALLA CISL AL GOVERNO, EFFETTI ECONOMICI DELL’ATTACCO ISRAELIANO ALL’IRAN E IL CASO BANCHE

    Consueto appuntamento del venerdì mattina con l’analisi critica dei fatti economici della settimana con l’economista e collaboratore di Radio Onda d’Urto Andrea Fumagalli.

    I temi della puntata di oggi, venerdì 13 giugno: la nomina governativa dell’ex segretario della Cisl Sbarra, gli effetti economici dopo l’attacco israeliano all’Iran, infine riflettori puntati sulle operazioni finaziaria delle banche italiane.

    Ha lasciato la leadership della Cisl solo quattro mesi fa Luigi Sbarra. Una leadershp sempre morbida con il governo, e ora la presidente del consiglio Meloni gli offre una poltrona: sottosegretario con delega al Sud.

    Israele ha intanto lanciato il suo attacco all’Iran prendendo di mira siti nucleari e vertici militari con una serie di raid che, ha spiegato il primo ministro Benjamin Netanyahu, continueranno per “molti giorni”. Un primo effetto a livello globale è l’aumento dei prezzi del petrolio schizzati su del 9%, il livello più alto in quasi cinque mesi alimentati. Quali ripersussioni può avere questa attacco in una situazione comunque di guerra: come l’Iran reagirà e se gli Stati Uniti interverranno.

    Infine la Procura di Milano, che ha messo sotto i riflettori la vendita di una quota del 15% del capitale di Banca MPS, effettuata dal MEF nel novembre scorso, per un corrispettivo di 1,1 miliardi di euro, nell’ambito del processo di progressiva dismissione delle quote pubbliche. All’operazione avrebbero partecipato un ristretto gruppo di soggetti, Fra questi Banco BPM, che ha rilevato il 5% del capitale, Anima, che ha acquistato il 3%, arrivando al 4% del capitale, e l’asse imprenditoriale forato da Delfin, holding della famiglia Del Vecchio, e dal gruppo Caltagirone. E poi c’è il caso della fusione della deutsche bank con Unicredit.

    La conversazione su Radio Onda d’Urto con Andrea Fumagalli docente di economia politica all’università di Pavia. Ascolta o scarica

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