News – Radio Onda d`Urto

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News – Radio Onda d`Urto episodes

  • LIVORNO: 2000 IN CORTEO PER LA PALESTINA. LUNEDI 12 MAGGIO PRESIDIO AL PORTO CONTRO LA LOGISTICA DI GUERRA

    “Stop al genocidio, Palestina Libera”, “Basta guerre, fermiamo il riarmo”. A gridarlo con forza sono stati almeno 2000 livornesi, tra cittadini comuni e associazioni, comitati anti guerra, sigle sindacali e politiche, studenti e lavoratori autonomi portuali, che sabato 10 maggio hanno partecipato in massa alla manifestazione in sostegno del popolo palestinese. 

    Un corteo che da piazza Cavour, passando per gli Scali Manzoni, ha poi percorso il lungomare ed è terminato al Varco Valessini, dove un gruppo di lavoratori portuali era in sciopero per protestare contro l’arrivo di un carico di armamenti militari e carri armati a bordo della nave Usa SLNC SEVERN.

    Questa mattina nuovo presidio al porto. Ci siamo collegati con Vittorio compagno livornese che sta partecipando al presidio e Alessio dei GAP Livorno Ascolta o scarica

    Ore 12.00:  Aggiornamento dal presidio con Alessio GAP Livorno Ascolta o scarica

    9 min
  • CURAMI – PRIMA DI TUTTO LA SALUTE: PRESENTAZIONE DEL CONVEGNO “SALUTE MENTALE: BENE COMUNE”

    Nella puntata del 10 maggio 2025 della trasmissione (in onda il sabato mattina dalle 12.00 alle 12.30) Donatella Albini, conduttrice e medica del centro studi e informazione sulla medicina di genere, ha presentato il convegno “Salute Mentale: Bene Comune” che si terra’ a Brescia martedi 13 maggio. Ospiti della puntata Carla Ferrari Aggradi e Arianna Carminati. Ascolta o scarica

    34 min
  • MILANO: DOMENICA 11 MAGGIO 2025 L’INAUGURAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE CONFEDERALISMO DEMOCRATICO KURDISTAN

    Domenica 11 maggio 2025, a Milano, si terrà l’inaugurazione della sede dell’Associazione Confederalismo Democratico Kurdistan, dalle ore 13 in viale Monza, 255, uno spazio definito di “internazionalismo, costruzione di alternativa pratica” ispirata al pensiero politico elaborato dallo stesso Abdullah Ocalan.

    La nuova sede dell’Associazione Confederalismo Democratico Kurdistan, si legge nell’invito a partecipare all’iniziativa, “sarà un punto di riferimento per chi, a Milano, vuole conoscere da vicino la storia, la cultura e le lotte del popolo curdo, ma anche costruire insieme percorsi di solidarietà e autodeterminazione. Si tratta di un percorso politico e sociale costruito insieme a diverse persone e realtà appartenenti a varie aree politiche e di diverse provenienze”.

    L’iniziativa è promossa dalla Rete Kurdistan Italia insieme alla comunità curda e all’Ufficio di Informazione del Kurdistan in Italia e vuole essere “un momento di festa, incontro e confronto tra comunità diverse, unite dal desiderio di costruire insieme una società più giusta e libera da ogni forma di oppressione“.

    Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, per presentare l’evento, è intervenuto Serkan Xozatli, di Rete Kurdistan Italia e della nuova Associazione Confederalismo Democratico Kurdistan. Ascolta o scarica.

    Di seguito il programma della giornata:

    • ore 13: Discorso di apertura
    • ore 13.30: Cerimonia del taglio del fiocco
    • Ore 14: concerto di Ashti Abdo, musicista curdo
    • Ore 14.45: Interventi degli ospiti
    • Ore 15: Musica italiana
    • Ore 15.40: Concerto di Ergin Xalikan, musicista curda
    • Ore 16: Intervento di chiusura
    • Durante il programma sarà servito un ricco aperitivo curdo.

       

      8 min
    • MIGRANTI: ALLA SEA WATCH 5 ASSEGNATO IL PORTO PIÙ LONTANO. “FAR SOFFRIRE LE PERSONE SEMBRA ESSERE L’UNICO SCOPO DELLE AUTORITÀ ITALIANE”

      La nave Sea-Watch 5 ha portato a termine il salvataggio di 190 persone in due distinte operazioni nel Mediterraneo centrale tra l’8 e il 9 maggio 2025.

      Dopo i soccorsi, l’imbarcazione aveva ricevuto dalle autorità italiane l’assegnazione del porto di Civitavecchia, scalo molto lontano dalle posizioni in cui si sono svolte le operazioni di soccorso in mare, soprattutto se si considerano le condizioni delle persone soccorse, stremate dal viaggio e dai molti giorni passati in mare oltre che dalla permanenza su una nave che, pur attrezzata per il soccorso marittimo, non è pensata per il trasporto prolungato di persone. Per questo attiviste e attivisti hanno chiesto l’assegnazione di un porto sicuro più vicino.

      In tutta risposta, lo stato italiano ha assegnato un porto ancora più lontano: Marina di Carrara, aggiungendo altri 240 km di navigazione verso nord.

      “Sembra che l’unico scopo delle autorità italiane sia, oltre a tenerci lontano dai luoghi di soccorso, far soffrire di più le persone, costringerle a ulteriori sofferenze oltre a quelle che hanno già vissuto”. Lo afferma microfoni di Radio Onda d’Urto Luca Faenzi, di Sea-Watch Italia. Ascolta o scarica.

      2 min
    • LIBANO: NONOSTANTE LA (FINTA) TREGUA ISRAELE CONTINUA A BOMBARDARE. IL PUNTO DA BEIRUT CON IL GIORNALISTA PASQUALE PORCIELLO

      Il Libano continua a vivere un periodo di grande incertezza, tra la crisi politica ed economica interna e la costante minaccia di aggressioni israeliane.

      Nonostante la tregua firmata tra Hezbollah e Israele il 27 novembre 2024, i bombardamenti israeliani non si sono mai fermati. “Parlare di tregua è improprio”, afferma ai microfoni di Radio Onda d’Urto il giornalista Pasquale Porcello. Israele, infatti, continua a bombardare il sud del paese e a occupare villaggi libanesi, utilizzandoli come avamposti militari. L’accordo di novembre 2024 è stato di fatto unilaterale e non ha mai fermato la guerra.

      Nel frattempo il Libano è nel pieno delle elezioni municipali con una crescente disillusione popolare e sull’orlo del collasso economico. L’inflazione, la svalutazione della moneta e il dramma dei risparmi congelati stanno devastando la classe media libanese, mentre il sistema bancario crolla sotto il peso della corruzione e della gestione clientelare.

      Ai microfoni di Radio Onda d’Urto l’approfondimento con il giornalista Pasquale Porciello, in collegamento da Beirut. Ascolta o scarica

      8 min
    • SOSTANZE STUPEFACENTI: LA NUOVA CIRCOLARE NON CAMBIA L’IMPOSTAZIONE DI PUNIRE A PRESCINDERE DAGLI EFFETTI SULLA CAPACITÀ DI GUIDA

      Nel mese di aprile i ministeri dell’Interno e della Salute hanno inviato una circolare per chiarire come applicare le regole del nuovo codice della strada riguardanti l’uso delle sostanze stupefacenti per chi è alla guida. Nei giorni scorsi su molti mezzi di informazione si è parlato di una “sconfessione” dell’impostazione voluta dal ministero dei Trasporti: il nuovo codice della strada fortemente voluto da Salvini ha introdotto sanzioni per l’uso delle sostanze stupefacenti a prescindere dagli effetti sulla capacità di guidare, e questa circolare “tecnica” spiega che bisogna accertare che “la sostanza stupefacente produca ancora i suoi effetti nell’organismo durante la guida”.

      “La circolare sembra contraddire l’impostazione del nuovo codice della strada, ma non lo fa“, spiega ai nostri microfoni Antonella Soldo, presidente di Meglio Legale. “Intanto perché non potrebbe mai farlo: una circolare è un atto esecutivo, non può cambiare una legge. Inoltre l’intenzione di questa circolare del Ministero della Salute e del Ministero dell’Interno corrisponde perfettamente all’intenzione che aveva il Ministro Salvini quando ha promosso e fatto approvare il nuovo codice della strada”, ovvero quel famoso lucido sì o lucido no, la patente te la tolgo comunque.

      Il testo dice fin dalle premesse che bisogna accertare il fatto che la persona che abbia assunto sostanza in prossimità del fatto di mettersi alla guida. “Questo accertamento secondo la Circolare viene fatto escludendo l’analisi delle urine, ma concentrando l’esame solo su quello del sangue e della saliva alla ricerca dei metaboliti attivi”. I metaboliti restano attivi anche diverse ore (fino a tre giorni, per i consumatori abituali), “il fatto che siano attivi non dimostra che il consumo sia venuto a ridosso del mettersi alla guida“.

      Inoltre, le visite che venivano fatte prima dal medico del pronto erano complete: “bisognava vedere se una persona aveva un giusto senso dell’equilibrio, della motorietà, della vista, parlava in modo coerente, aveva le pupille dilatate, aveva dei tremori, il medico doveva fare una visita medica e c’era un apposito di 3 pagine con una serie di criteri da accertare che oggi è sparito”. Ora la visita sparisce, restano solo i test. Inoltre la circolare chiarisce che non c’è un limite minimo o un limite massimo di THC o di altre sostanze da rilevare, a differenza di quanto accade negli altri paesi.

      Ascolta l’intervista completa di Antonella Soldo, presidente di Meglio Legale, ai microfoni di Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica

      9 min
    • IL PKK HA SVOLTO IL SUO 12° CONGRESSO: “PRESE DECISIONI DI IMPORTANZA STORICA”

      Il Partito dei Lavoratori del Kurdistan ha annunciato di aver svolto il suo 12° congresso tra il 5 e il 7 maggio 2025 presso due diversi luoghi nell’area di difesa di Medya, sulle montagne del nord dell’Iraq. L’organizzazione riferisce che le “decisioni di importanza storica” prese dal congresso verranno rese pubbliche “molto presto”, non appena saranno stati combinati i risultati dei due diversi luoghi in cui si è svolto.

      Il congresso del Pkk ha letto e valutato le proposte presentate dal leader e cofondatore del gruppo Abdullah Öcalan che, nell’ambito di un nuovo processo di dialogo e trattative con lo stato turco e il governo Akp-Mhp di Erdogan, lo scorso 27 febbraio 2025, dall’isola-carcere di Imrali nella quale è detenuto dal 1999, ha lanciato il suo Appello per la pace e una società democratica. Nel documento Öcalan invitava il partito a convocare il proprio congresso, decidere di sciogliersi e deporre le armi per favorire il processo di pace tra il movimento di liberazione curdo e lo stato turco.

      Il primo marzo 2025 il Pkk aveva risposto all’appello dichiarando un cessate il fuoco unilaterale e chiedendo, ancora una volta, che Abdullah Öcalan venisse messo nelle condizioni di partecipare al congresso e guidarne le decisioni. L’esercito turco, però, durante i mesi di marzo e aprile ha continuato a bombardare le posizioni del Pkk in nord-Iraq. In Turchia, nel frattempo, le trattative sono proseguite con la mediazione della delegazione a Imrali del Partito Dem.

      Ora, il Partito dei Lavoratori ha pubblicato questo breve comunicato (traduzione di Radio Onda d’Urto): Ascolta o scarica.

      Di seguito il testo integrale del comunicato:

      Il Partito dei Lavoratori del Kurdistan ha svolto con successo il suo 12° congresso

      Il 12° Congresso del Partito dei Lavoratori del Kurdistan si è svolto con successo nelle zone di difesa di Medya tra il 5 e il 7 maggio. Il congresso si è svolto in due diverse aree in parallelo con delegati che rappresentavano tutte le sezioni del partito.

      Il 12° Congresso del Pkk si è riunito su richiesta del leader Abdullah Öcalan. Il congresso ha innanzitutto salutato il leader Apo [Abdullah Öcalan] con affetto e rispetto e ha letto e valutato le prospettive e le proposte presentate da lui presentate al congresso. Inoltre, il congresso ha letto e discusso una breve relazione del Comitato centrale del Pkk.

      In questo contesto, il 12° Congresso del Pkk, sulla base dell’appello del leader Apo [Abdullah Öcalan], ha preso decisioni di importanza storica per il Pkk.

      Tenutosi a maggio, il mese dei martiri, il 12° Congresso del Pkk ha commemorato tutti gli eroici martiri dei 52 anni di lotta con rispetto e gratitudine. Il Congresso ha invitato il nostro popolo patriottico e tutte le forze socialiste democratiche ad abbracciare correttamente e a vivere in conformità con tutti i valori nazionali e democratici che questa grande lotta di 52 anni ha portato avanti.

      Il 12° Congresso del Pkk ha inoltre commemorato con rispetto e gratitudine il martire Sırrı Süreyya Önder, uno di coloro che hanno contribuito maggiormente alla preparazione del Congresso. Il Congresso ha invitato tutti a lavorare insieme per raggiungere gli obiettivi di pace e di società democratica di Sırrı Süreyya Önder, compagno del leader Apo [Abdullah Öcalan] per 12 anni.

      Informazioni e documenti ampi e dettagliati sui risultati e le decisioni del 12° Congresso del Pkk saranno condivisi con il pubblico molto presto, dopo che i risultati delle due diverse aree dove si è svolto il congresso saranno stati combinati.

      Su questa base, commemoriamo ancora una volta tutti i nostri eroici martiri – nella persona del nostro primo grande martire, il compagno Haki Karer – con rispetto e gratitudine; invitiamo il nostro popolo patriottico e i nostri amici pro-democrazia a commemorare i nostri eroici martiri in ogni campo e ad aumentare ulteriormente la lotta per la libertà del Leader Apo [Abdullah Öcalan].

      3 min
    • ANALISI CRITICA DEI FATTI ECONOMICI CON ANDREA FUMAGALLI: SALARI AL PALO IN ITALIA, CALO DEL PIL STATUNITENSE, RIDUZIONE ORARIO DI LAVORO IN SPAGNA

      Consueto appuntamento del venerdì mattina con l’Analisi critica dei fatti economici della settimana con l’economista e collaboratore di Radio Onda d’Urto Andrea Fumagalli.

      I temi della puntata: il discorso di Giorgia Meloni al question time al Senato con la crisi economica sullo sfondo, la stagnazione dei salari in Italia e il calo dei consumi al dettaglio; un argomento a parte dedicato alla diminuzione del Pil negli Stati Uniti dopo l’annuncio dei dazi imposti da Trump; in ultimo, la riduzione dell’orario di lavoro in Spagna varata dal Governo Sanchez.

      La puntata di venerdì 9 maggio. Ascolta o scarica.

      27 min
    • LA TUSCIA DICE NO AL DEPOSITO UNICO DI SCORIE NUCLEARI: DOMENICA 11 MAGGIO MARCIA DI PROTESTA

      Domenica 11 maggio a Corchiano- Viterbo la Tuscia manifesta nuovamente per dire No all’ipotesi del deposito nazionale unico dei rifiuti radioattivi di tutta Italia. Si parte alle 10.30 dalla piazza del Comune e per due km si attraversa la forra destinata al deposito. La Tuscia è mobilitata da tempo per opporsi al progetto.

      I comitati si oppongono alla decisione ministeriale che prevede ben 95.000 metri cubi di scorie nucleari accolte nella sola provincia di Viterbo, in siti che vengono giudicati non compatibili alla realizzazione di un Deposito Nazionale delle Scorie Nucleari nella Tuscia.

      L’Ordine dei medici nonché numerosi competenti tecnici ed esperti si sono già espressi contro lo smaltimento nucleare in questa area. Tra i vari argomenti individuati a favore della protesta inascoltata dei cittadini e del “NO” allo stoccaggio di scorie nucleari nel territorio della Tuscia ci sono una probabile e ingente contaminazione in un territorio di origine vulcanica, largamente abitato, che ha già un elevato grado di radioattività naturale, nonché le note problematiche sismiche; la sottovalutata presenza di aree naturali e di siti archeologici che costituiscono delle ricchezze uniche al mondo della Tuscia; i distretti biologici viterbesi hanno come funzione importante la sostenibilità ambientale che include anche la qualità delle eccellenze enogastronomiche, apprezzate in tutto il mondo, e la qualità della vita di chi ci abita; le risorse abbondanti di falde acquifere primarie di superficie potrebbero costituire una contaminazione radioattiva ad alto rischio di sicurezza; un deposito di scorie a bassa e media intensità combinate con scorie ad alta pericolosità è un’idea inaccettabile ed è in contrasto con le norme vigenti.

      Promuovono la Rete dei comitati della Tuscia in Movimento, il Biodistretto della via Amerina e delle Forre, le amministrazioni locali.

      Cittadini e comitati hanno approfondito le questioni scientifiche e i numerosi rischi ambientali come ci spiega Famiano Crucianelli presidente del Biodistretto della Via Amerina e delle Forre Ascolta o scarica

      8 min
    • NO TAV: SABATO 10 MAGGIO MARCIA POPOLARE PER DIRE NO ALLA DISCARICA DI SMARINO E ALLA CHIUSURA DELLA STAZIONE FERROVIARIA

      Sabato 10 maggio torna in piazza il Movimento No Tav con la marcia popolare a Susa per dire No al deposito di smarino e alla chiusura della stazione ferroviaria.

      “Un territorio il nostro, scrive il Movimento No Tav, da troppo tempo sacrificato in nome di un sistema di profitto che mette in secondo piano necessità e bisogni fondamentali e primari di cittadini e cittadine. Un territorio che vive e vivrà di leggi speciali in cui chi costruisce una grande opera, può e potrà sempre inquinare e creare disagi per decenni senza mai doverne rendere conto e senza nemmeno il bisogno di completare i lavori di realizzazione di un’opera”.

      “Il Tav è qui ed è arrivato per restare a lungo nelle nostre vite e in Valsusa: caccia dalle proprie case gli abitanti a San Giuliano, cementifica e distrugge la natura in Clarea, dimezza le riserve di acqua potabile a Venaus, costruisce autoporti e rotonde per facilitare il via vai di camion sulle statali da Chiomonte fino a Caprie, recinta con il filo spinato la Piana di Susa per depositare materiali pericolosi per la salute di ognuno di noi e non si preoccupa se tutto ciò va a discapito di servizi imprescindibili per la nostra valle come sanità, scuola e trasporto”.

      Alla marcia ci sara’ anche l’Unione montana Valle Susa con un nutrito gruppo di sindaci No Tav in fascia tricolore: “La motivazione principale per la quale noi saremo a Susa è perché ad oggi non è stata predisposta alcuna nuova valutazione di impatto ambientale sulla variante di cantierizzazione che prevede di spostare le operazioni di stoccaggio e lavorazione dello smarino da Salbertrand alla piana di Susa. Non essendoci garanzie per la salute dei cittadini e delle cittadine, e non avendo ricevuto risposta alle nostre delibere e richieste, abbiamo deciso di aderire alla marcia”. Questa la presa di posizione dell’Unione Montana Valle Susa che si inserisce in un contesto di lunga opposizione al progetto TAV.

      La presentazione della marcia con Doriana del Movimento No Tav Ascolta o scarica

      VOGLIONO SEPPELLIRE PRIMA SUSA E POI TUTTA LA VALLE. BLOCCHIAMO SUBITO LA DISCARICA DELLO SMARINO!

      Chiusura a lungo termine della stazione ed enormi disagi per la viabilità di strade provinciali e comunali. Accorpamento di istituti scolastici superiori e abbattimento di case. Tagli al servizio sanitario e un ospedale isolato dalla valle. Controllo e militarizzazione. Crollo dell’economia e del turismo. Aumento delle malattie respiratorie. Il paesaggio agricolo tra Susa e Bussoleno distrutto. Centinaia di camion in più ogni giorno sulle strade. Ecco che cosa succederà se partiranno nella Piana di Susa i lavori per la costruzione della Stazione Internazionale e se il deposito di smarino verrà collocato nell’area della pista di “Guida Sicura”. Fermiamoli!

      Avevano garantito che non sarebbe mai stata scelta Susa per lo smarino: dicevano che era troppo pericoloso per la salute. E invece TELT ha deciso di fare della Piana di Susa una discarica a cielo aperto per milioni di metri cubi di smarino provenienti dal Tunnel di base dell’Alta Velocità Torino-Lione: terre e rocce contaminate, PFAS usati nei lavori e che finiscono nelle sorgenti, polveri sottili e fibre di amianto che viaggiano nell’aria. Centinaia di migliaia di camion pieni di materiale pericoloso su e giù per la valle, da Chiomonte a Susa, da San Didero a Caprie. Tutto questo solo per risparmiare su tempi e costi e fare invece un favore a chi grazie al Tav ci guadagna: aziende come Sitaf e Cogefa, indagate per infiltrazioni mafiose.

      Se permettiamo che questo accada, andremo incontro a quanto dicono gli studi ufficiali di TELT che hanno già calcolato l’impatto dei cantieri sulla salute: un aumento delle malattie respiratorie pari al 10-15% soprattutto negli anziani e nei bambini e un tasso di mortalità più elevato della media.

      Susa è ormai di fatto sotto il controllo di TELT, che vorrebbe costruire l’Alta Velocità Torino- Lione condannando i valsusini a vivere in una zona sacrificata e ogni giorno più sacrificabile. Come nel caso della stazione ferroviaria di Susa che si vuole chiudere per almeno due anni. E questo in cambio di cosa? Di un’inutile Stazione Internazionale dove i turisti dovrebbero scendere per ammirare un paesaggio sconvolto e inquinato. Tutto questo a discapito dei reali bisogni di chi in questa valle ci vive e vuole continuare a farlo: un territorio ricco di piccola economia locale, di trasporti pubblici, di servizi di base, di biodiversità, di montagne e acqua pulite. I danni causati da TELT non potranno mai essere ripagati in alcun modo, perché la salute delle persone e di un territorio non hanno un prezzo e non hanno compensazioni.

      Per questo diciamo NO AL DEPOSITO DI SMARINO A SUSA E ALLA CHIUSURA DELLA STAZIONE! Diciamolo come lavoratori, come studentesse, come contadine, come negozianti, come medici, come No Tav, come vecchi e nuovi abitanti di questa valle che vuole vivere e non farsi solo ricattare e sfruttare dal sistema delle grandi opere.

      Il Tav è qui ed è arrivato per restare per moltissimi anni, con l’obiettivo di fare profitti calpestando le nostre vite e la Valsusa intera.

      È arrivato il momento di difenderci tutte e tutti dai danni che l’Alta Velocità Torino – Lione sta già portando in valle!

      Movimento No Tav

      4 min

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