News – Radio Onda d`Urto

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News – Radio Onda d`Urto episodes

  • “L’ULTIMO GIORNO DI GAZA”. GIORNATA DI AZIONE CONTRO LE COMPLICITÀ DELL’EUROPA NEL GENOCIDIO DEL POPOLO PALESTINESE

    “L’ultimo giorno di Gaza – Last day of Gaza”. E’ questo lo slogan che ha lanciato oggi, venerdì 9 maggio, nel Vecchio Continente una giornata di azione per Gaza e il popolo palestinese.

    Un appuntamento soprattutto social e online, con appuntamenti sul web e poi alcuni flash mob in strada, in occasione di quella che è oggi la Giornata dell’Europae. In questa data, non casuale, si chiede che “l’Ue e i suoi vertici prendano posizione sul genocidio a Gaza e pongano fine ai rapporti con Israele”.

    L’appello, partito in Italia da un gruppo di giornalisti e intellettuali – tra loro Paola Caridi, Claudia Durastanti e Tommaso Montanari – ha raccolto centinaia di adesione,  sotto l’hashtag #ultimogiornodigaza e #gazalastday. Tra i firmatari, Luisa Morgantini, fondatrice e presidente di Assopace Palestina. Ascolta o scarica.

    A Brescia sempre oggi, venerdì 9 maggio, ci sarà un presidio “fisico e di massa” alla Tenda di solidarietà con personale sanitario e popolazione palestinese voluta dai Sanitari per Gaza, allestita da martedì 6 maggio, 24 ore su 24, fuori dagli Spedali Civili. Appuntamento pubblico dalle ore 18 alle ore 20 oggi per sensibilizzare le migliaia di persone che ogni giorno entrano al principale nosocomio bresciano di fronte alla mattanza in corso a Gaza, come fatto in questi quattro giorni di tenda, attraverso migliaia di volontari e materiali informativi distribuiti alle persone che ogni giorno entrano ed escono da uno dei più grandi nosocomi di sanità pubblica della Lombardia.

    Sul presidio di martedì 9 maggio alle ore 18 davanti agli Spedali Civili arriva anche l’appello dell’Associazione di Amicizia Italia – Palestina di Brescia, parte integrante del Coordinamento Palestina, che ha supportato l’iniziativa della Tenda dei Sanitari per Gaza: “Partecipiamo in tanti per dire NO allo sterminio della popolazione palestinese a Gaza, Cisgiordania e Gerusalemme. Il genocidio sionista in Palestina è possibile solo grazie alla complicità occidentale e dei paesi arabi reazionari. A fianco della popolazione palestinese e della sua resistenza”.

    7 min
  • PISA: “FACCIAMO DA NOI”. IL FESTIVAL SULL’ABORTO A CURA DI OBIEZIONE RESPINTA

     

    Si intitola “Facciamo da noi. Un festival sull’aborto” ed è la tre giorni, a cura di Obiezione Respinta, in programma il 9, 10 e 11 maggio a Pisa, negli spazi di Exploit e della Casa della donna.

    Obiettivo dell’iniziativa, far rete tra realtà e collettivi che si occupano di giustizia riproduttiva, sostegno all’aborto, accompagnamento, aborto autogestito e altre pratiche di resistenza attraverso tre giorni  “di festa, iniziative, assemblee, laboratori, autoformazioni, relax e buon cibo”. Previsto anche un laboratorio di autodifesa digitale, a cura della stessa Obiezione Respinta.

    Molte le realtà internazionali presenti, dal Palestinian Feminist Collective – protagonista del talk del 10 maggio dal titolo “Giustizia riproduttiva anticoloniale: aborto e genocidio”  – al collettivo Shout Your Abortion (USA), dal gruppo Socorristas en Red (Argentina), a Le Planning Familial (Francia), fino al Ad’iyah Collective (Regno Unito).

    Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Eleonora di Obiezione Respinta Ascolta o scarica

    10 min
  • BRESCIA: STUDENTI E INSEGNANTI IN PRESIDIO PER UNA SCUOLA PUBBLICA, LIBERA, LAICA E SOLIDALE

    A Brescia, oggi pomeriggio presidio in piazza Duomo “per una scuola pubblica, laica, solidale e veramente libera. L’istruzione è un diritto, non un premio per pochi. La libertà si crea con consapevolezza, organizzazione e disobbedendo”. Queste le parole d’ordine del sit in di Cos in collaborazione con gli insegnanti, in gran parte precari, di Assenze Ingiustificate e con il Cga, oltre che alla presenza folta di lavoratrici-tori Cobas Scuola.

    Dalla piazza Marco della Redazione e le interviste raccolte tra i partecipanti: Rachele di Assenze Ingiustificate, Cecilia del Collettivo Onda Studentesca e Alessandro del Collettivo Gardesano Autonomo Ascolta o scarica

    16 min
  • DALLA PARTE DEL DIRITTO ALL’ABITARE. BRESCIA, TRAGEDIA SFIORATA ALLA TORRE RAFFAELLO. LA PROTESTA SI ALLARGA. 14 E 24 MAGGIO DUE SCADENZE DI LOTTA

    Dalla parte del diritto all’abitare, trasmissione quindicinale di Radio onda d’urto di informazione e approfondimento sulle lotte per la casa, contro sfratti, sgomberi e pignoramenti. In questa puntata:

     Brescia. Non c’è pace nè sicurezza per chi vive nelle case popolari: alla Torre Raffaello crolla un controsoffitto e si sfiora una tragedia; tre giorni dopo una anziana inquilina resta bloccata in ascensore e viene liberata dai pompieri; ora Diritti per tutti denuncia la presenza di un altro grave fattore di rischio. Alla Torre Michelangelo, sempre a San Polo, inizia la protesta con la raccolta firme e al complesso condominiale del quartiere San Bartolomeo parte una diffida legale contro l’Aler. Ma la lotta si rafforza: il 14 maggio assemblea alle ore 20 alla Casa delle Associazioni in via Cimabue e il 24 alle ore 15 presidio davanti all’Aler in Viale Europa. Ascolta o scarica

    30 min
  • LONATO DEL GARDA: SABATO 10 MAGGIO PRESENTAZIONE DEL LIBRO “HASSAN E IL GENOCIDIO”

    Sabato 10 maggio alle ore 17.00, presso l’ Abbazia di Maguzzano di Lonato del Garda ci sara’ la presentazione del libro di Raffaele Oriani e Alhassan Selmi «Hassan e il genocidio».

    Sarano presenti in sala Raffaele Oriani e in collegamento video Alhassan Selmi. A promuovere l’incontro Coop Iris Bio , Gas Franco Stuani, DES Basso Garda e il Tavolo Ambiente Garda.

    La presentazione con Sergio Salodini del Tavolo Ambiente Garda Ascolta o scarica

    6 min
  • “NO OTHER LAND- DIALOGHI POSSIBILI”: INIZIATIVA PUBBLICA A MILANO VENERDI 9 MAGGIO

    “No Other Land: dialoghi possibili”. Venerdì 9 maggio ore 17,30-19,30 sala Excelsior, Anteo Palazzo del Cinema, Milano, Piazza XXV Aprile 8.

    Mai indifferenti – Voci ebraiche per la pace,Ləa– Laboratorio ebraico antirazzista promuovono un incontro pubblico per dialogare con interlocutori palestinesi, che vivono in Italia,a partire dalla visione di alcuni spezzoni del film: testimonianza viva della violenza e della disumanità in atto nei Territori palestinesi occupati.

    Il film, che ha vinto il premio Oscar come miglior documentario, è stato girato tra il 2019 e il 2023. Le riprese si sono concluse a ridosso dell’attacco di Hamas, a cui Israele ha risposto intraprendendo un massacro senza fine. La relazione tra i due registi – un’amicizia possibile? – Yuval Abraham (israeliano) e Basel Adra (palestinese), i loro dialoghi, gli incontri con gli abitanti del villaggio di MasaferYatta infondono da un lato la speranza di un risveglio delle coscienze e dall’altro una profonda disperazione.

    Le due reti hanno organizzato diversi incontri, promosso appelli e ritengono fondamentale continuare a tenere alta l’attenzione per denunciare che la pace può realizzarsi solo con la fine del massacro e dell’Occupazione, la liberazione degli ostaggi e dei prigionieri palestinesi, il rispetto delle risoluzioni Onu – in particolare la 194 – e il riconoscimento del diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione.

    Nello stesso giorno (9 maggio) a Gerusalemme avrà luogo il People’sPeace Summit, un incontro della società civile in cui si attendono almeno 170 gruppi di pacifisti israeliani e palestinesi.

    In sala interverranno Davide Lerner, NajatiAlrabi, Stefano Levi DellaTorre, WidadTamimi, Noga Kadman, KhaderTamimi, Ali Rashid, Gad Lerner, Sarah Mustafa. Successivamente all’incontro il film verrà proiettato per intero alle ore 20 in altra sala dell’Anteo.

    Susanna Sinigaglia di “Mai indifferenti – Voci ebraiche per la pace” Ascolta o scarica

    9 min
  • ROMA: “CAMBIARE ROTTA” CHIEDE LA CHIUSURA DI TUTTE LE COLLABORAZIONI ACCADEMICHE CON ISRAELE

    Nella mattinata di giovedì 8 maggio, presso il rettorato dell’Università La Sapienza di Roma, si è svolto un flash mob organizzato dall’organizzazione giovanile Cambiare Rotta. Attiviste e attivisti hanno chiesto “il boicottaggio totale di Israele e la rottura di ogni rapporto istituzionale”.

    La mobilitazione prosegue nel pomeriggio quando studenti e studentesse sono invitate alle ore 17 presso l’aula Majorana, all’edificio di fisica “Marconi”, per proseguire la discussione e capire bloccare i nuovi accordi che l’Università romana continua a firmare con le università di Israele, come ad esempio quello per una ricerca in ottica di precisione che verrebbe direttamente applicata nel settore militare. L’accordo in questione è quello tra il dipartimento di fisica della Sapienza e la Hebrew University, finanziato dal bando Maeci”.

    Al flash mob attiviste e attiviste hanno ricordato che “per 19 mesi di genocidio in Palestina” si sono susseguite numerose mobilitazioni “contro la barbarie sionista” per chiedere “la fine della complicità con Israele da parte delle nostre istituzioni e delle nostre università, che invece è proseguita impunemente.

    Solo un mese fa il ministro della difesa israeliano Israel Katz è stato accolto a Roma con tutti gli onori dal ministro Tajani, che insieme alla Bernini e alla rettrice Polimeni della Sapienza ha continuato a ripetere che la collaborazione con Israele è necessaria anche per il ben dei palestinesi, portando come esempio il progetto Food for Gaza, operazione di facciata per ripulire la realtà di una rinnovata collaborazione con le istituzioni criminali israeliane, mentre si continuano a siglare nuovi accordi di ricerca ad applicazione militare”.

    Ai microfoni di Radio Onda d’Urto l’intervista a Bartolomeo, rappresentante alla facoltà di Scienze per Cambiare Rotta. Ascolta o scarica

    5 min
  • LEGAMBIENTE: PRESENTATO IL REPORT SULLO STATO DELLE BONIFICHE. “SONO SEMPRE PIÙ IN STALLO”

    Si intitola “Le bonifiche in stallo. L’immobilismo politico e il futuro dei siti inquinati” ed è il report stilato da Legambiente insieme alle altre realtà parte della campagna “Ecogiustizia subito: in nome del popolo inquinato”.

    Un report che tratteggia un quadro tutt’altro che roseo, mostrando come il nostro Paese abbia un grosso problema sul fronte del risanamento dei territori inquinati.  Per citare qualche dato: dei 148mila ettari di terreno inquinato, suddivisi nei 41 siti di interesse nazionale perimetrati, solo il 6% è stato bonificato e se si guarda alla falde acquifere, la percentuale delle bonifiche effettuate scende drammaticamente al 2%.

     

     

     

    Le cause sono molte, tutte dettagliatamente documentate nel report: si va dai gravi ritardi amministrativi, all’incremento dei reati per omessa bonifica degli ultimi anni.

    “In Italia – scrivono le realtà parte della campagna “Ecogiustizia subito” – manca una strategia nazionale per le bonifiche che metta a sistema il risanamento ambientale delle aree e la tutela della salute delle persone in una visione di riconversione industriale dei siti. Proponiamo una road map nazionale con 12 interventi chiave per garantire ecogiustizia e un nuovo futuro al popolo inquinato”.

    In questo quadro, tra le bonifiche ancora in stallo, compare anche quella del sito industriale Caffaro, una delle aree più inquinate non solo della Lombardia, ma dell’intera penisola. Eppure si tratta di una bonifica giudicata urgente, già autorizzata e finanziata. “Un vero paradosso”, lo ha definito ai nostri microfoni Danilo Scaramella, presidente di Legambiente Brescia.

    Abbiamo approfondito tutto questo, entrando nei dettagli del report, della campagna collegata e della situazione specifica della Caffaro con Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania, e Danilo Scaramella, presidente di Legambiente Brescia Ascolta o scarica

    20 min
  • OMICIDI SUL LAVORO: ANCORA UN MORTO IN UN CANTIERE, ANCORA UNA VOLTA CADENDO DALL’ALTO

    Un pittore edile di 24 anni residente a Rovato, nel bresciano, è morto nella mattinata  di martedì 6 maggio mentre lavorava in un cantiere edile di via Edoardo Bassini, a Milano, in città studi.  Precipitato per 12 metri, dal terzo piano, cadendo nel cortile interno dell’edificio. L’operaio è deceduto sul colpo: inutile la corsa dei sanitari del 118.  A dare l’allarme è stato un collega della vittima ed entrambi lavoravano per una ditta del Bresciano e si stavano occupando della tinteggiatura dell’edificio situato nel quartiere Lambrate.

    Dopo questa ennesima morte in un cantiere i sindacati hanno chiesto “azioni concrete e maggiori controlli, perché non si può sempre giustificare tutto con la fatalità”.

    Il commento ai microfoni di Radio Onda d’Urto di Antonella Albanese, della segreteria provinciale della Cgil di Brescia con delega alle politiche di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro. Ascolta o scarica

    7 min
  • GAZA: IL PIANO ISRAELIANO “CARRI DI GEDEONE”. IN TRE PAROLE: OCCUPARE, DEPORTARE E AFFAMARE.

    Si chiama Carri di Gedeone la nuova operazione militare israeliana annunciata a inizio maggio 2025 da Netanyahu.

    Obiettivo dichiarato: occupare tutta la Striscia di Gaza comprimendo i due milioni di palestinesi verso il sud, in una qualche “riserva” invivibile, in balìa degli occupanti, per costringerli a lasciare Gaza. Già oggi, comunque, ci sono già due grossi corridoi militari con l’occupazione di fatto di ampie parti della Striscia e con la deportazione della popolazione residente, in totale oltre 2 milioni di persone.

    Il piano criminale della destra isrealiana, in attesa del via libera di Trump (che dal 13 maggio sarà in Medio Oriente) prevede anche il controllo degli aiuti umanitari e alimentari, addirittura con dei contractors (privati) stranieri. Si prevede però l’entrata di un decimo dei 650 tir di aiuti. Intanto da due mesi la popolazione è alla fame, stante il perdurare del blocco criminale e impunito imposto dagli occupanti nell’indifferenza complice della “comunità internazionale”. I residenti, già sottoposti a oltre un anno e mezzo di genocidio, sono ormai costrett a mangiare erbe e quello che trova, dato che anche gli orti privati sono stati distrutti dai bombardamenti sistematici di Tel Aviv.

    A Radio Onda d’Urto le valutazioni di Alessandra Fava, giornalista freelance esperta di Medio Oriente, che descrive il piano di occupazione di Gaza “Carri di Gedeone”, parla dei tentativi di allontanare la popolazione bombardandola e affamandola, oltre che delle proteste in Israele da parte soprattutto dei famigliari degli ostaggi.  Ascolta o scarica

    19 min

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