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In Italia oggi terza udienza del processo contro i palestinesi Anan Yaeesh, Ali Irar e Mansour Doghmosh al Tribunale dell’Aquila. Sono accusati di terrorismo per aver, secondo accuse formulate dalle autorità israeliane, finanziato la Brigata Tulkarem, attiva nella resistenza palestinese nei territori occupati. Il processo si svolge in un tribunale italiano ma le indagini sono state svolte da inquirenti stranieri… quelli dell’occupazione israeliana. Oggi però i giudici hanno accolto la richiesta della difesa: quella, cioè, di non ammettere agli atti le trascrizioni degli interrogatori condotti dagli israeliani, con ogni probabilità mediante tortura e minacce.
Sentiamo Dawood, dei Giovani Palestinesi d’Italia Ascolta o scarica
Sentiamo su questo anche un audio dell’Avvocata dei tre resistenti palestinesi Ascolta o scarica
Per lanciare la mobilitazione del 21 maggio all’Aquila in occasione dell’udienza che potrebbe risultare decisiva oggi si svolgeranno presidi a Bergamo, Padova e Bologna davanti a Tribunali e Prefetture. A Milano è prevista la presentazione pubblica del Comitato Free Anan, appuntamento alle 19.30 presso Archive in via Arquà 15.
Sentiamo su questo Youssef dei Giovani Palestinesi di Milano Ascolta o scarica
APPELLO
Per la liberazione di Anan Yaeesh e la fine della criminalizzazione della Resistenza Palestinese
Alle organizzazioni, alle associazioni della società civile e a tutte le realtà impegnate nella difesa dei diritti umani.
Invitiamo, quindi, tutte le realtà politiche, sociali e sindacali a sostenere questo appello e a mobilitarsi su questi punti:
1. L’immediata liberazione di Anan Yaeesh, e il proscioglimento suo, di Ali Irar e di Mansour Doghmosh da ogni accusa.
2. Il rispetto del diritto internazionale, che riconosce al popolo palestinese e ai popoli sotto occupazione il diritto di resistere per l’ottenimento della propria liberazione e autodeterminazione.
3. La massima diffusione del caso di Anan Yaeesh, attraverso tutti i mezzi comunicativi disponibili, l’organizzazione di iniziative informative in ogni territorio e la partecipazione attiva alla campagna per la sua liberazione.
4. L’organizzazione di mobilitazioni per Anan Yaeesh, con presìdi davanti a Prefetture e Tribunali a partire da mercoledì 7 maggio, in occasione della prossima udienza, e nel weekend del 17-18 maggio in vista dell’udienza del 21 maggio. La voce di Anan deve essere presente in ogni manifestazione: ciò significa continuare a scendere in piazza per la Palestina.
5. La più ampia partecipazione al presidio a L’Aquila il 21 maggio, in occasione di una cruciale udienza del processo.
6. Il sostegno economico alla difesa legale, attraverso donazioni al Comitato Free Anan, per coprire le spese di questo processo.
PER ADESIONI
Tutto è iniziato quando il trio hip-hop nordirlandese si è esibito sul palco del Coachella, festival annuale seguitissimo negli Stati Uniti. “Israel is committing genocide against the Palestinian people… It is being enabled by the US… Fuck Israel/Free Palestine“, sono le tre frasi lanciate dal palco del Coachella che hanno reso i Kneecap la band più pericolosa e ricercata di Scotland Yard.
Da qui le reazioni di esponenti politici inglesi che ne hanno chiesto l’esclusione dai cartelloni musicali di festival o concerti, oltre che le indagini da parte della polizia britannica per “incitamento all’odio“.
Nel panorama musicale, a prendere le loro difese, tra gli altri, i Massive Attack: il gruppo di Bristol ha dichiarato che “se i politici di alto livello non riescono a trovare il tempo e le parole per condannare, per fare un esempio, l’assassinio di 15 operatori umanitari a Gaza o la fame imposta illegalmente alla popolazione civile e usata come arma, o ancora l’uccisione di migliaia di bambini da parte di uno Stato che possiede le armi di precisione più avanzate al mondo, quale peso dovremmo dare ai loro consigli sugli artisti da invitare a un festival?”.
Le prese di posizione politiche dei Kneecap non sono nuove. Figli della storia dei Troubles, il gruppo nordirlandese fin dagli esordi nel 2017 ha raccontato nelle sue canzoni la cultura giovanile della classe operaia di Belfast, il repubblicanesimo e i diritti linguistici irlandesi. Tanto da cantare in alcune canzoni in gaelico.
L’intervista a Carlo Gianuzzi, co-curatore con Sara Agostinelli della rubrica “Diario d’Irlanda”, in onda ogni ultimo sabato del mese. Carlo Gianuzzi – KneeCap
Bombardamenti tra India e Pakistan sul confine di fatto (ma mai riconosciuto formalmente dal Secondo Dopoguerra) nel Kashmir.
L’esercito indiano ha bombardato 9 siti in Pakistan sostenendo di aver effettuato raid mirati su campi di addestramento di “gruppi terroristici”. Per Islamabad gli attacchi hanno ucciso almeno 31 persone.
L’esercito pakistano ha risposto con colpi d’artiglieria lungo la linea di confine.
Secondo le autorità indiane gli attacchi pakistani hanno ucciso 8 civili e ne hanno feriti una trentina. Segnalati per tutta la notte diversi scontri a fuoco tra truppe dei due eserciti in diversi punti lungo la linea di controllo.
La tensione tra New Dehli e Islamabad è tornata a salire il 22 aprile in seguito all’attacco di un gruppo di separatisti del Kashmir che ha ucciso una ventina abbondante di turisti indiani, nell’attacco contro civili più pesante dell’ultimo quarto di secolo, rivendicato da un gruppo separatista del Kashmir, sostenuto – secondo l’India – dal Pakistan, che a sua volta nega
Il punto su Radio Onda d’Urto con Diego Maiorano, docente di Storia dell’Asia moderna e contemporanea all’ Università Orientale di Napoli. Ascolta o scarica
Il commento sull’origine di quanto accaduto e le possibili conseguenze con Emanuele Giordana direttore editoriale di Atlante guerre Ascolta o scarica
Le strade del basso Garda tornanano ad animarsi questo sabato 10 maggio, con i ritmi velocissimi della musica tekno, techno, goa e psy trance. L’appuntamento è proposto anche quest’anno da Collettivo Gardesano Autonomo, Smash Repression e Collettiva Onda Studentesca.
Il concentramento è fissato per le ore 15 in via Masaccio, a lato del piazzale della stazione dei treni di Desenzano del Garda. Il corteo partirà alle ore 16, percorrerà circa 4 chilometri per terminare alla Spiaggia d’Oro alle ore 22.
Due i carri che ospiteranno i sound system che si alterneranno proponendo musica ad alti volumi. Mixeranno Red Moon Music, Pirati Dell’Oglio, Smash Repression Milano, Vi Phate Nei Bush, Circus Bandits, Blame Society, 0Gravity, May Day, Mkn Brigade, Hpirates. Un terzo carro in corteo effettuerà servizio bar.
Saranno presenti, come durante le precedenti edizioni, i volontari e le volontarie del progetto Safe Trip della cooperativa Il Calabrone: distribuiranno volantini informativi sulla riduzione del danno, la prevenzione e l’utilizzo consapevole delle sostanze. Il Calabrone metterà inoltre a disposizione preservativi e tappi antirumore. Seguiranno il corteo diversi carrelli per la raccolta e la differenziazione dei rifiuti, poiché “il passaggio non impatti sull’ambiente e sulla città”. Lungo il percorso ci saranno dei punti d’acqua dove i partecipanti potranno riempire le borracce.
Garda Street Parade, hanno ricordato attiviste e attivisti dell’organizzazione in conferenza stampa, non è solo una proposta per socializzare e divertirsi a suon di musica, ma è anche una giornata di lotta con la quale si rivendicano spazi aggregativi non vincolati alle logiche commerciali: “un segno di ribellione verso un sistema ingiusto, un modo per far sentire la voce di studentesse e studenti delle scuole superiori, dell’università, di lavoratori e lavoratrici di tutte le età”.
L’iniziativa è infatti anche una protesta contro il liberticida DL sicurezza e contro la militarizzazione delle città che “sono sempre più silenziose e a misura di turista”. A questo proposito è stata ricordata la raccolta firme – ancora in corso – contro la turistificazione promossa dal Collettivo Gardesano Autonomo, che denuncia da anni “la mancanza di regolamentazione” del settore turistico. Il lago soffre infatti di overtourism, fenomeno che ha portato alla quasi assenza di case in affitto su lungo periodo nei comuni benacensi “se non a prezzi esorbitanti”.
“Tutti i volontari e le volontarie saranno riconoscibili da una fascia rossa sul braccio e quindi invitiamo i partecipanti, se hanno bisogno di informazioni o se si trovassero in una situazione non sicura, quindi se avessero bisogno di qualsiasi tipo di aiuto o nel caso fossero infastidite da qualcuno, di contattare le persone che hanno le fasce rosse e chiedere una mano”.
Il 20 aprile dello scorso anno oltre un migliaio di giovani avevano ballato per le strade di Desenzano.
L’audio della conferenza stampa in presentazione della Garda Street Parade. Ascolta o scarica
Lo spot della Garda Street Parade che Radio Onda d’Urto sta trasmettendo in questi giorni. Ascolta o scarica
Due giornate di mobilitazione nazionale, il 26 e 31 maggio, sono state annunciate dalla rete rete No ddl – A pieno Regime per fermare il DL Sicurezza.
Contro il pacchetto liberticida varato dal Governo Meloni, rinominato “paura” o “repressione”, la rete A pieno regime sta organizzando un corteo nazionale a Roma per sabato 31 maggio. Domenica scorsa un’assemblea che si è svolta alla sede dell’Arci della Capitale ha confermato l’appuntamento. Il 26 maggio, invece, il provvedimento arriverà in Aula alla Camera per la fiducia. In quel giorno la rete ha indetto una piazza fuori da Montecitorio.
Ne parla, ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Luca Blasi, della rete “No ddl – A Pieno regime”. Ascolta o scarica.
Presidio di protesta organizzato fuori Palazzo San Giacomo, sede del Comune di Napoli in piazza Municipio, dalla Rete Napoli per la Palestina per protestare contro il sindaco Gaetano Manfredi e l’amministrazione partenopea.
L’iniziativa, promossa con lo slogan ‘Not in my name‘, è nata dopo che l’amministrazione comunale ha espresso la propria solidarietà alla coppia di turisti israeliani protagonista del litigio, filmato dagli stessi e pubblicato sui social, con la ristoratrice Nives Monda che gestisce la Taverna Santa Chiara nel centro antico di Napoli.
Nella giornata di sabato 3 maggio, “siamo stati vittime di un episodio a scopo intimidatorio da parte di una avventrice che, dopo aver pranzato nel nostro locale, ha iniziato a parlare ad alta voce, facendo chiaramente intendere di essere sostenitrice dei crimini internazionali del governo israeliano contro il popolo palestinese”, scrive la Taverna Santa Chiara in un comunicato.
“A quel punto, da cittadini coscienziosi quali siamo, abbiamo evidenziato che condanniamo il genocidio palestinese in atto, quale crimine contro l’umanità. La turista ha immediatamente iniziato ad accusarci di antisemitismo, di sostenere il popolo palestinese che, nelle sue parole, lei individuava come popolo di terroristi e, quindi, dí essere noi stessi a supporto di terroristi. La turista, nel frattempo, ha iniziato a riprendere noi e i nostri lavoratori, nonché altri clienti senza consenso di chi veniva ripreso, per poi diffondere il video in rete”.
A seguito dell’episodio l’assessora al turismo Armato ha incontrato i turisti israeliani e non la titolare del locale. I manifestanti dalla piazza invocano le dimissioni del primo cittadino.
Il collegamento dal presidio in piazza del Municipio con Ludovico Chianese del Centro Culturale Handala Ali. Ascolta o scarica.
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Nella giornata di sabato 3 maggio, nel nostro esercizio, siamo stati vittime di un episodio a scopo intimidatorio da parte di una avventrice che, dopo aver pranzato nel nostro locale, ha iniziato a parlare ad alta voce, facendo chiaramente intendere di essere sostenitrice dei crimini internazionali del governo israeliano contro il popolo palestinese. A quel punto, da cittadini coscienziosi quali siamo, abbiamo evidenziato che condanniamo il genocidio palestinese in atto, quale crimine contro l’umanità. La turista ha immediatamente iniziato ad accusarci di antisemitismo, di sostenere il popolo palestinese che, nelle sue parole, lei individuava come popolo di terroristi e, quindi, dí essere noi stessi a supporto di terroristi. La turista, nel frattempo, ha iniziato a riprendere noi e i nostri lavoratori, nonché altri clienti senza consenso di chi veniva ripreso (inclusi minorenni di un’altra famiglia di clienti), per poi diffondere il video in rete (un reato), diffamandoci come sostenitori del terrorismo e antisemiti (un altro reato) e scatenando una campagna di odio che da ieri sfocia in messaggi anonimi con minacce di 1) spedizioni punitive, 2) distruzione del locale, 3) violenza fisica nei confronti della proprietaria e dello staff, 4) auspici di stupro della proprietaria (tutti reati).
La nostra unica responsabilità è quella di aver preso posizione, nell’ambito della campagna degli Spazi Liberi dall’apartheid israeliano, contro il genocidio palestinese in atto.
I nostri legali, inoltre, hanno mandato di segnalarci tutte le diffamazioni a mezzo social e a mezzo stampa che ci accusano, falsamente, di aver cacciato chicchessia dal locale, come dimostra lo stesso video diffuso dalla coppia.
Nel nostro locale, che accoglie da sempre persone di ogni nazionalità, fede ed etnia, non possiamo tollerare e continueremo a non tollerare alcuna forma di esternazione razzista, sia essa ispirata da antisemitismo, islamofobia, o, come in questo caso, razzismo antipalestinese.
Netanyahu aspetta solo il “via libera” di Trump per attuare il piano annunciato per l’occupazione militare totale della Striscia di Gaza a tempo indeterminato con deportazione nel sud della Striscia di oltre 2 milioni di palestinesi. Intanto l’esercito israeliano prosegue il genocidio del popolo palestinese. Nel pomeriggio di martedì 6 maggio 2025 un bombardamento ha colpito una scuola-rifugio ad al-Bureji uccidendo 16 persone. Da inizio marzo, poi, non entra un solo aiuto umanitario a Gaza, con gli ospedali nuovamente al collasso.
Nella Cisgiordania occupata i coloni sono scatenati e impuniti, con nuove provocazioni anche a Gerusalemme, mentre l’esercito israeliano lancia un’ondata di demolizioni a Tulkarem, assediata da 100 giorni esatti. A Nablus scontri nella notte, ferito un giovane. Poco più a sud, l’esercito israeliano ha raso al suolo il villaggio di Khalet a-Duqayqa, a Masafer Yatta, a Hebron. Intanto il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (Fplp) ha rilasciato un comunicato nel quale dichiara di ritenere lo stato di Israele responsabile della vita del segretario generale Ahmat Saadat, detenuto nelle carcerei israeliane da vent’anni e ora in gravi condizioni di salute. Il Fplp, nel comunicato, rinnova il suo impegno per i prigionieri politici e rilancia la campagna per la loro liberazione.
Le bombe israeliane, infine, sono state lanciate di nuovo anche sullo Yemen. Stavolta sull’aeroporto internazionale della capitale Sanaa, dopo che nella notte era stato distrutto lo scalo di Hodeida in una serie di raid che avevano fatto 4 morti e 39 feriti in tutto il paese. “Le operazioni militari continueranno, il sostegno dello Yemen alla Palestina non si fermerà fino alla fine dell’aggressione e dell’assedio di Gaza”, risponde il governo guidato dal movimento Ansar Allah, cioè gli Houthi, in un comunicato ufficiale. Nei giorni scorsi l’Idf era tornato a bombardare la Siria con il pretesto di difendere la minoranza drusa dagli attacchi delle milizie jihadiste ora al potere a Damasco.
Sui piani di guerra ed espansione israeliana in tutto il Medio oriente Radio Onda d’Urto ha intervistato Alberto Negri, giornalista ed editorialista de Il Manifesto. Ascolta o scarica.
“Onda Anomala”- Notizie eventi movimenti dal clima che cambia, la trasmissione quindicinale di Radio Onda d’Urto all’interno della casetta degli attrezzi del martedi pomeriggio alle 18.45 , in replica il mercoledi alle 6.30.
Oggi ci occupiamo di quanto accaduto in Spagna il 28 aprile scorso. Nel mirino dei negazionisti climatici sponsorizzati dai colossi energetici del fossile la colpa è tutta delle rinnovabili come fatto da “Libero” e “La Verità”.
Ma cosa è successo esattamente in Spagna? La rete ha almeno quattro o cinque componenti principali: solare, vento, turbine a gas, idroelettrico e nucleare. Di questi, sole e vento non sono “programmabili”; ovvero non si possono regolare a piacere. Lo stesso vale per le centrali nucleari, che si possono anche spegnere e riaccendere, ma in tempi lunghi. In pratica, sono le turbine a gas e gli impianti idroelettrici a bacino che si possono regolare per seguire la domanda. Negli ultimi tempi, si usano sempre di più le batterie di stoccaggio per lo stesso scopo.
Nel caso della Spagna la mancanza di batterie di stoccaggio è certamente uno dei fattori che ha peggiorato le cose, ma al contempo l’alta percentuale di rinnovabili prodotte ha permesso alla rete di ripartire in tempi relativamente brevi.
Quello che è certo è che nel 2024 il mondo ha installato 597 gigawatt (GW) di nuova capacità fotovoltaica, con un aumento del 33% rispetto all’anno precedente. Lo rileva l’ultimo rapporto di SolarPower Europe, che conferma la continua espansione del solare come fonte energetica strategica a livello globale.
«L’era del solare è davvero arrivata. Sebbene l’adozione del solare vari nelle diverse regioni del mondo, un tema comune è l’importanza di sistemi energetici elettrificati e flessibili – sostenuti da tecnologie fondamentali come l’accumulo a batteria. I decisori politici di tutto il mondo dovrebbero assicurarsi che i loro piani di flessibilità corrispondano, e valorizzino al massimo, la realtà solare», ha dichiarato Walburga Hemetsberger, ad di SolarPower Europe.
Ne parliamo con Lorenzo Tecleme giornalista che si occupa di questioni ambientali corrispondente de “Il Manifesto” da Madrid e Massimo Cerani ingegnere esperto di energia e attivista ambientalista Ascolta o scarica
Sono state riaperte le indagini sull’omicidio di Fausto e Iaio, i due giovani compagni uccisi il 18 marzo del 1978 vicino al centro sociale Leoncavallo, a Milano. A uccidere i due compagni un gruppo di fascisti, dopo l’attività di controinchiesta di Fausto e Iaio in particolare sullo spaccio di eroina a Milano, legato a doppio filo agli ambienti neofascisti del capoluogo lombardo. La perizia dattilografica sul volantino di rivendicazione del duplice omicidio sarebbe uno degli elementi al centro della riapertura del fascicolo di indagine.
Il commento di Saverio Ferrari dell’Osservatorio Democratico sulle nuove destre Italia e autore del libro “L’assassinio di Fausto e Iaio” Ascolta o scarica
Nel giugno 2023 il consiglio comunale milanese aveva votato all’unanimita’ un documento per la riapertura delle indagini come ci ricorda Rosario Pantaleo consigliere comunale del Pd Ascolta o scarica
Venerdì 9 maggio a Brescia si svolgerà l’incontro intitolato “Cittadinanza: verso il referendum” dell’8 e 9 giugno, “Si vota si. Per un lavoro più tutelato, dignitoso, stabile e sicuro”. L’appuntamento è presso la Cooperativa Circoli bresciani di via Cacciadenno 6, alle ore 18.
L’incontro è organizzato da Mediterranea Saving Humans Brescia, organizzazione di cui fa parte anche Donatella Albini che ha spiegato ai nostri microfoni le ragioni per le quali recarsi alle urne. Ascolta o scarica
Per approfondire i temi del referendum, potete cliccare qui.
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