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  • Radiomagazine CON LUIGI COBISI ANNO DI DANTE MEDIA E RADIO su Note Web Radio

    Ricorre l'Anno di Dante, 700 anni dalla sua scomparsa, 751 dalla sua nascita. Dante naque a Firenze nel 1265 e scomparve nella notte tra il 13-14 settembre 1321 a Ravenna. Pur occupandoci di radio e mondo dei media, ne approfittiamo spesso per spaziare in altri ambiti, trovando il punto d'incontro con la nostra passione che è la radio. Oggi abbiamo voluto sciaquare i panni nell'Arno, parlando di Dante con Luigi Cobisi in collegamento da Firenze, giornalista, membro del consiglio direttivo tesoriere dell'Associazione Giornalisti Europei, già in passato collaboratore della Deutschlandfunk, e di quotidiani importanti come La Nazione, e soprattutto grande appassionato di radio, in quanto ha collaborato alla nascita della Associazione Italiana Radioascolto e del Portale Italradio. Cobisi ci parla di come radio e media che usano la nostra stessa lingua stanno cominciando a parlare di Dante Alighieri. Ed egli inizia citando innanzitutto l'attività delle radio appartenenti alla Comunità Radiotelevisiva Italofona, riunita in videocoferenza a fine aprile e che raccoglie RAI,Radio Svizzera Italiana, Radio Vaticana, Radio Capodistria, RadioTV San Marino, Radio Romania, ed altre. Inoltre ci si sofferma anche sull'attività e aneddoti di altre emittenti come quello raccontato durante una trasmissione in Italiano della SBS Australia e degli speciali dedicati a Dante dalla Radio Polacca.

    Nel corso della trasmissione viene riproposta la lettura di alcuni passi dalla Divina Commedia ad opera dell'attore Vittorio Gassman.

    **Al termine spazio alle notizie dal mondo delle comunicazioni.

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    30 min
  • Radiomagazine FESTA DELLA LIBERAZIONE E MARCONI

    Il 25 aprile si è celebrata la Festa della Liberazione, che durante il Fascismo era ugualmente festa nazionale, ma riservata alla figura dell'inventore della Radio Guglielmo Marconi, a cui il regime volle dare particolare enfasi per sottolineare la genialità tutta italiana, una impronta nazionalista sull'invenzione dello scienziato Premio Nobel, il cui 25 aprile coincideva col suo compleanno. Sono due avvenimenti che vanno a braccetto, anche perchè si collocano nel triste contesto storico della Seconda Guerra Mondiale. Dove ognuno dopo ha voluto tirare un po' l'acqua al suo mulino per farli propri. Ad esempio il 25 aprile, lo si vuole forzatamente attribuire a una vittoria politicamente rossa, fatto storicamente non vero, in quanto la cacciata dei fascisti è stata contributo di un movimento partigiano spontaneo a cui appartenevano varie forze politiche stufe dell'oppressione fascista. E dove senz'altro c'è stata una matrice più rossa nell'Italia Settentrionale e multicolore al Sud.Marconi, è stato probabilmente fra incudine e martello. E si creò dopo l'uguale polemica come per tanti altri, accusati non tanto di appartenere al fascismo ma di non aver fatto nulla contro di esso. Si ricordi ad esempio del filosofo Gentile, contro Benedetto Croce che ebbe il coraggio di non schierarsi col fascismo. Fu probabilmente per questo, che nel 1943, le autorità scientifiche internazionali vollero punire l'Italia attraverso Marconi, ormai morto, non rinnovandogli i brevetti, e assegnandoli invece al suo rivale Tesla. Una subdola ripiccacol quale probabilmente più che dare un riconoscimento a Tesla si voleva colpire il nazionalismo fascista. E' stata questa un'assurdità, visto che Marconi è deceduto il 20 luglio 1937, per un angina pectoris, (così cita la fonte ufficiale che ben conosciamo),mentre in realtà il fascismo entrò nella sua fase più acuta esattamente un anno dopo la sua morte, ovvero l'11 novembre 1938, quando il Corriere della Sera annuncia l'entrata in vigore delle Leggi Razziali. L'Italia è un Paese di carbonari, e le epurazioni il regime le ha sempre fatte in modo soft, così come avvenne ad esempio per Italo Balbo, il braccio destro del duce, che guarda caso venne abbattuto per caso, si disse per un incidente, mentre era in volo in Etiopia, ma che probabilemte ombrava la figura del Duce che lo riteneva scomodo. E certo Marconi che aveva trasferito il centro dei suoi affari a Londra, ciò non era di suo aiuto.

    In questo programma apriamo una parentesi sia su Marconi, che sulle radio partigiane e quelle d'informazione, con una chiacchierata leggera, senza alcuna pretesa. E quindi abbiamo nostro ospite, Bruno Lusuriello, da Genova, radioamatore, appassionato di surplus militare, di musei di radio d'epoca e conoscitore di molti aneddoti circa quel periodo storico.

    **Al termine spazio alle notizie dal mondo delle comunicazioni.

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    31 min

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