#222-26 Per molti anni abbiamo parlato di obesità utilizzando soprattutto un numero: il bmi, l'indice di massa corporea.
Ma il bmi, da solo, non è sufficiente per descrivere la condizione di salute della singola persona.
In questo episodio analizziamo il nuovo modello diagnostico dell'obesità proposto dalla commissione internazionale pubblicata su The Lancet Diabetes & Endocrinology, che introduce una distinzione importante tra obesità clinica e obesità preclinica.
L'obesità preclinica è caratterizzata dalla presenza di adiposità in eccesso con una funzione di organi e tessuti sostanzialmente preservata.
Nell'obesità clinica, invece, l'eccesso di adiposità determina alterazioni della funzione di organi o tessuti oppure limitazioni significative nelle normali attività quotidiane.
Il bmi non viene eliminato. Rimane uno strumento utile di screening, ma deve essere integrato con una valutazione più completa.
Circonferenza vita, distribuzione del tessuto adiposo, composizione corporea, massa muscolare, parametri metabolici e capacità funzionale contribuiscono a costruire una rappresentazione più precisa della salute della persona.
La domanda quindi non è più soltanto: quanto pesa una persona?
Dobbiamo chiederci anche: quanto tessuto adiposo è presente, dove è distribuito e quali conseguenze sta producendo sull'organismo?
Questo nuovo paradigma modifica anche il significato del trattamento dell'obesità. L'obiettivo non dovrebbe essere esclusivamente perdere chilogrammi, ma proteggere organi e tessuti, preservare la massa muscolare, migliorare la salute metabolica e la capacità funzionale e prevenire la progressione della malattia.
Un episodio dedicato a un cambiamento importante: passare dalla semplice valutazione del peso alla valutazione complessiva della salute della persona.
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