Occhi aperti su Gaza

Occhi aperti su Gaza

By Marco MagnanoNewsDaily News
Download on the App Store

Occhi aperti su Gaza episodes

  • #213 - Preoccupazione senza conseguenze

    In un incontro alla Casa Bianca, il Segretario di Stato USA Antony Blinken ha espresso preoccupazione per gli attacchi israeliani a Gaza e per le vittime civili, definendone il numero "inaccettabilmente elevato". Blinken ha ribadito l'impegno del presidente Biden per la sicurezza di Israele. Biden, in un'intervista su YouTube, ha affermato di aver fatto "più per la comunità palestinese di chiunque altro" e si è definito "sionista", suscitando critiche nell'elettorato democratico.


    Nel frattempo, a Gaza, gli attacchi israeliani continuano con violenza e intensità. Oggi un attacco aereo israeliano ha ucciso 5 persone a Rafah e 4 a Khan Younis. A Nuseirat, almeno 11 palestinesi sono stati uccisi, tra cui 5 bambini. L'IDF sostiene che le operazioni sono "basate sull'intelligence", ma funzionari delle Nazioni Unite e ONG denunciano violazioni sistematiche delle regole.


    Il blocco degli aiuti umanitari peggiora la crisi. A Deir Al-Balah, 700.000 persone non hanno più accesso all'acqua potabile. Il governo turco ha protestato per la presenza di soldati israeliani nell'area dell'Ospedale dell'Amicizia Turco-Palestinese a Gaza City, temendo un attacco.


    Hamas ha ritirato la propria delegazione dai negoziati per un cessate il fuoco dopo l'attacco al campo di al-Mawasi, ma i mediatori del Qatar stanno cercando di riprendere i colloqui. I negoziati non hanno prodotto risultati significativi nell'ultima settimana.


    Haaretz ha rivelato che Netanyahu ha ordinato di spegnere il sistema di registrazione nel quartier generale militare all'inizio dell'assedio su Gaza, impedendo la documentazione delle riunioni del gabinetto di sicurezza.


    In Libano, un attacco israeliano a Bint Jbeil ha ucciso 3 persone, mentre Hezbollah ha lanciato missili su Kiryat Shmona senza causare vittime. Bombardamenti israeliani hanno colpito la fascia di confine e un drone ha ucciso due persone nel distretto di Nabatieh.


    In Yemen, gli Houthi hanno preso di mira tre navi nel Mar Rosso in rappresaglia per il massacro di al-Mawasi, senza causare vittime.

    8 min
  • #212 - Una strage nel silenzio

    Durante il fine settimana, abbiamo assistito a un chiaro esempio di doppio standard nei media: mentre un singolo proiettile negli Stati Uniti ha dominato le notizie, decine di bombe americane utilizzate da Israele hanno ucciso oltre 100 persone a Gaza, rimanendo in secondo piano.


    Israele ha bombardato il campo profughi di al-Mawasi, designato "zona umanitaria sicura", uccidendo 90 persone e ferendone 300.

    L'attacco, secondo l’esercito, mirava a Mohammed Deif, comandante militare di Hamas, rimasto illeso.

    L'IDF ha giustificato l'attacco come "preciso" e "basato sull'intelligence", ma le testimonianze e le foto sul campo mostrano il contrario.

    In seguito all'attacco, Hamas ha deciso di ritirarsi temporaneamente dai negoziati per un cessate il fuoco con Israele, pur dichiarandosi pronta a riprenderli quando Israele sarà "serio" nelle trattative.


    Almeno 141 persone sono state uccise da Israele nelle ultime 24 ore, con attacchi su una moschea nel campo profughi di al-Shati e una scuola gestita da UNRWA. Israele ha dichiarato che queste strutture erano usate per nascondere combattenti, ma non ha fornito prove.


    Nel frattempo, in Libano, la situazione al confine rimane tesa ma contenuta. La comunità internazionale spera in una soluzione diplomatica, legata ai negoziati di cessate il fuoco a Gaza, che però sembrano in stallo.


    Infine, a Ramallah si è tenuta la cerimonia per la partenza degli otto atleti palestinesi alle Olimpiadi di Parigi, nonostante le gravi perdite subite a Gaza. La tregua olimpica, un'antica tradizione, sembra oggi solo un'illusione, con i conflitti che continuano nonostante l'appello delle Nazioni Unite.

    9 min
  • #211 - Un “governo tecnico” per la Palestina?

    Il primo ministro israeliano Netanyahu insiste sulla necessità di continuare le operazioni militari per distruggere Hamas e liberare tutti gli ostaggi. Netanyahu ha anche dichiarato che Israele vuole mantenere il controllo del “corridoio di Filadelfia” e del varco di Rafah al confine con l’Egitto, per impedire il contrabbando di armi verso Hamas. Questa posizione incontra l'opposizione di Hamas e dell'Egitto, ostacolando un possibile cessate il fuoco.


    Per aggirare questo ostacolo, si propone un sistema di sorveglianza remoto sul lato egiziano, ma ciò limiterebbe ulteriormente la sovranità palestinese e l'accesso a beni e aiuti per Gaza. Hamas ha presentato una nuova proposta politica, suggerendo la creazione di un governo apartitico per governare Gaza e la Cisgiordania fino a nuove elezioni.


    Intanto, gli attacchi israeliani a Gaza nelle ultime 24 ore hanno ucciso almeno 32 persone, con circa 70 attacchi aerei. La protezione civile di Gaza ha trovato 60 persone uccise sotto le macerie nel quartiere di Shujaiya. Il Comitato Internazionale della Croce Rossa segnala almeno 6.400 palestinesi dispersi, molti dei quali potrebbero essere sotto le macerie o detenuti da Israele.


    Ieri, quattro lavoratori dell’ONG al-Khair sono stati uccisi in un bombardamento israeliano su un centro di distribuzione di aiuti.


    Un rapporto dell'esercito israeliano ammette il fallimento nella protezione del Kibbutz Beeri il 7 ottobre, giorno in cui furono uccisi 101 abitanti e presi in ostaggio 32 persone. L'esercito riconosce la mancanza di preparazione e coordinamento.


    Un'inchiesta di Haaretz rivela che l'esercito israeliano ha applicato la “direttiva Hannibal” il 7 ottobre, ordinando di colpire i nemici anche a costo di uccidere civili israeliani per evitare trattative per la liberazione degli ostaggi.


    Infine, oltre 60 testate internazionali hanno chiesto a Israele di permettere ai giornalisti l'accesso indipendente alla Striscia di Gaza, dopo una visita sotto stretto controllo dell’esercito che non ha permesso contatti con i palestinesi.

    8 min
  • #210 - Nuovo assedio su Gaza City

    Il portavoce per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, John Kirby, ha detto a CNN che gli Stati Uniti sono “cautamente ottimisti” riguardo ai colloqui per il cessate il fuoco a Gaza. I nuovi colloqui per fermare l’assedio israeliano su Gaza sono iniziati ieri in Qatar. La delegazione israeliana, guidata dal direttore del Mossad, David Barnea, è arrivata a Doha insieme al direttore della CIA. Un funzionario di Hamas, Hossam Badran, ha dichiarato che l’intensificarsi dei massacri israeliani a Gaza rafforza le rivendicazioni di Hamas.


    Gli Stati Uniti, che si dichiarano “ottimisti” sulla tregua, hanno deciso di riprendere la consegna a Israele di bombe da 500 libbre, dopo una pausa nei trasferimenti a maggio. Secondo il Washington Post, la decisione di inviare 1.700 bombe a Israele segue una campagna di pressione di Netanyahu e gruppi filo-israeliani come AIPAC. Hamas ha dichiarato che i Paesi mediatori non hanno ancora fornito nuove informazioni sui negoziati, accusando Israele di cercare di far fallire il ciclo di negoziati.


    Nel frattempo, l’assedio israeliano su Gaza si intensifica. Ieri l’esercito israeliano ha lanciato volantini su Gaza City invitando i residenti a fuggire. Israele sta lanciando un’operazione su larga scala su Gaza City, facendo irruzione in diverse scuole. OCHA stima che a Gaza City si trovassero tra le 300 e le 350mila persone. L’IDF ha annunciato di aver completato le operazioni a Shujaiya, smantellando 8 tunnel e eliminando decine di combattenti. L’IDF prevede ora di colpire il Quartier Generale dell’UNRWA, usato da Hamas come base.


    In Libano, Hezbollah ha rivendicato attacchi contro caserme israeliane, mentre Israele ha lanciato attacchi aerei su villaggi libanesi, inclusi proiettili al fosforo bianco. Hezbollah ha ribadito il proprio supporto a Hamas, accettando le decisioni sui negoziati di tregua.

    9 min
  • #209 - Scuole nel mirino, di nuovo

    Ieri l’esercito israeliano ha bombardato una scuola ad Abasan al Kabira, a est di Khan Yunis, rifugio di almeno 3.000 sfollati.

    Secondo BBC, l’attacco ha ucciso almeno 30 persone, dato confermato da AP. È il quarto attacco in quattro giorni contro scuole che ospitano sfollati.

    Israele giustifica gli attacchi sostenendo che nelle scuole si nascondono miliziani di Hamas, senza fornire prove, mentre gli appelli per indagini indipendenti restano inascoltati.


    Il molo militare costruito dagli Stati Uniti per portare aiuti umanitari via mare nella Striscia sarà smantellato entro pochi giorni. Inaugurato due mesi fa, il molo è costato 320 milioni di dollari e ha funzionato poco e male per appena dieci giorni. Dal molo sarebbe dovuto passare poco più di un quarto del fabbisogno di aiuti della Striscia, ma questo non è mai accaduto. In due mesi sono stati scaricati aiuti pari a circa 500 camion, mentre ne servirebbero 500 al giorno. Le consegne di aiuti umanitari via terra sono diminuite dall’offensiva su Rafah. Secondo l'ONU, i camion entrati a Gaza sono scesi da 840 a maggio a 18 a luglio, mentre ne servirebbero 500 al giorno.


    L’esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito un sistema di difesa di Hezbollah in Libano, a Janta, nella valle della Bekaa. È un attacco più in profondità del solito in territorio libanese. Secondo Sultan Barakat, gli attacchi tra Libano e Israele fanno parte di una politica di “deterrenza reciproca”. Molto dipende dalle difficili trattative per una tregua a Gaza. La delegazione israeliana è arrivata a Doha per la ripresa dei negoziati e domani sarà al Cairo. La scorsa settimana, Hamas ha abbandonato la richiesta di un cessate il fuoco permanente come condizione preliminare, accettando di negoziare durante 6 settimane di tregua. Tuttavia, Netanyahu ha pubblicato un elenco di principi non negoziabili, complicando ulteriormente le prospettive.

    8 min
  • #208 - Tregua, sempre più ostacoli

    I negoziati per un cessate il fuoco a Gaza stanno affrontando difficoltà a causa delle nuove richieste di Israele e dell’intensificarsi degli attacchi su Gaza City. Il capo politico di Hamas, Ismail Haniyeh, ha avvertito che l’ultimo assalto israeliano potrebbe far fallire i negoziati, responsabilizzando Netanyahu. Gli Stati Uniti, che avevano visto una "svolta" nella proposta di Hamas, si trovano ora in difficoltà. John Kirby, portavoce della Sicurezza Nazionale USA, ha evidenziato discrepanze tra le dichiarazioni pubbliche e le conversazioni private con Hamas e Israele. Per rilanciare il dialogo, il direttore della CIA William Burns e Brett McGurk del Consiglio di sicurezza nazionale sono in Egitto per incontri con i mediatori. Le trattative continueranno a Doha e al Cairo, con entrambe le parti che sembrano concordare su diversi punti.


    Nel frattempo, Gaza City è sotto uno degli attacchi più violenti da fine ottobre. L'estrema destra israeliana minaccia di far cadere il governo se si raggiunge una tregua, mentre l'esercito israeliano afferma che la rete di tunnel di Hamas è ancora funzionante. Gli ultimi dati parlano di almeno 50 persone uccise nelle ultime 24 ore, con la Mezzaluna Rossa Palestinese che segnala la chiusura delle sue strutture mediche a Gaza City. Oltre il 90% dei gazawi è concentrato in una "zona umanitaria sicura" ad al-Mawasi, già sovrappopolata e con condizioni disastrose.


    Sul confine tra Libano e Israele, Hezbollah ha attaccato postazioni militari israeliane, provocando incendi e feriti. Israele ha risposto colpendo villaggi di confine libanesi e una caserma a Marj. In Siria, un attacco israeliano ha ucciso due persone, tra cui un membro di Hezbollah. Questi eventi indicano una lenta escalation, mentre si parla meno di una possibile invasione israeliana del Libano.

    8 min
  • #207 - Netanyahu sta sabotando i negoziati?

    Secondo Haaretz, il governo israeliano sta cercando di sabotare la proposta di cessate il fuoco sostenuta dagli Stati Uniti, introducendo nuove richieste. Giovedì, Hamas aveva rinunciato alla richiesta chiave di porre fine all’assedio prima di un accordo, accettando di discutere il ritiro durante una tregua di 6 settimane. Tuttavia, il capo del Mossad, David Barnea, ha presentato nuove richieste che potrebbero rallentare o far naufragare i negoziati. Netanyahu ha dichiarato che l’accordo deve consentire a Israele di continuare le operazioni offensive finché non raggiungerà i suoi obiettivi di guerra, ricevendo critiche dalle opposizioni e dalle famiglie degli ostaggi.


    Ieri, 15 persone sono state uccise in attacchi tra Gaza City e Zawayda. Oggi, Gaza City è sotto attacco con carri armati israeliani che sono entrati nel centro città, costringendo 80.000 persone a fuggire. I rifugi sicuri sono inesistenti; l’esempio più recente è il bombardamento della scuola Al-Jaouni nel campo rifugiati di Nuseirat, che ha causato 16 morti. Gli ospedali non sono sicuri, con pazienti evacuati dall’ospedale Al-Ahli di Gaza City a causa dei bombardamenti. Gli sfollati sono aumentati a 1.900.000 persone, il 90% degli abitanti di Gaza.


    La rivista medica britannica Lancet ha pubblicato uno studio che mette in dubbio il bilancio ufficiale delle vittime a Gaza, stimando che le vittime potrebbero superare le 186.000, considerando anche le “morti indirette” dovute alla distruzione dei servizi essenziali.


    Hezbollah ha attaccato con droni una base israeliana sul monte Hermon. In risposta, Israele ha colpito con l’artiglieria e droni varie località libanesi, causando una vittima e ferendo un’altra persona. Israele ha anche ucciso più di 700 capre in un attacco, portando il Ministero dell’Agricoltura libanese a chiedere condanne internazionali e aiuti. La guerra ha influenzato le festività religiose, con Nasrallah che ha avvertito che le celebrazioni dell’Ashura dovranno essere confermate giorno per giorno per garantire la sicurezza.

    9 min
  • #206 - Si ricomincia da Doha

    La giornata di oggi a Gaza è iniziata con attacchi aerei israeliani su Gaza City, Jabalia e il campo di Nuseirat. Al Jazeera ha riportato colpi di artiglieria israeliana sul villaggio di al-Nasr e l’ingresso di carri armati israeliani nella zona. Wafa ha riferito di 6 morti, tra cui 3 bambini, ma i dati non sono verificabili. Ieri, l’aviazione israeliana ha colpito più di 50 obiettivi a Gaza. Secondo il Critical Threats Project, gli scontri tra israeliani e combattenti palestinesi sono aumentati, indicando una parziale ricostituzione della capacità militare di Hamas. La scarsità di carburante ha portato l’OMS a interrompere servizi sanitari in vari ospedali.


    I negoziati per un cessate il fuoco riprendono oggi a Doha. La nuova proposta di Hamas è stata definita positiva, ma non differisce sostanzialmente dalla precedente. Hamas richiede un cessate il fuoco permanente e il ritiro delle truppe israeliane, mentre Netanyahu vuole continuare l’assedio fino alla sconfitta di Hamas e la liberazione di tutti i prigionieri. Gli USA considerano la proposta di Hamas una "svolta decisiva", ma avvertono che i negoziati restano complessi.


    In Cisgiordania, l’IDF ha bombardato la città palestinese di Jenin, causando 6 morti. Israele ha recentemente “legalizzato” 3 colonie nei territori occupati, autorizzando la costruzione di circa 5500 case, un atto considerato illegale dal diritto internazionale.


    Nel sud del Libano, un missile israeliano ha ferito una persona a Markaba. Hezbollah ha colpito caserme israeliane con razzi e colpi di artiglieria. Numerosi incendi sono scoppiati su entrambi i lati della Linea Blu. Naim Kassem di Hezbollah ha dichiarato che non si prevede un’espansione della guerra in Libano a breve termine.


    Oggi si svolge il secondo turno delle elezioni presidenziali in Iran tra il moderato Masoud Pezeshkian e l’ultra-conservatore Saeed Jalili. L’affluenza è un punto chiave, con la partecipazione del primo turno al minimo storico.

    8 min
  • #205 - Ripartono i negoziati

    Ieri Hamas ha presentato nuove idee ai mediatori del Qatar, Egitto e Turchia per raggiungere un cessate il fuoco e uno scambio di prigionieri. Israele sta valutando la proposta, con Netanyahu che ha approvato la partenza di una delegazione per i negoziati. La precedente proposta del presidente USA Biden non ha avuto successo, a causa di interpretazioni contrastanti e mancanza di volontà politica.


    A giugno, gli USA insistevano sul piano, ma Netanyahu rifiutava di terminare l’assedio senza distruggere Hamas. Hamas voleva un impegno a una cessazione permanente dell’assedio. L’11 giugno, la controproposta di Hamas è stata respinta da Israele, bloccando i colloqui.


    Ora Hamas ha ripreso i contatti con i mediatori, confermati dall’ufficio di Netanyahu e dal Mossad. Una fonte AFP ha riferito di sforzi prolungati da parte di Qatar e USA per colmare il divario tra le parti.


    Secondo Rami Khouri, ricercatore all’American University di Beirut, ci sono ancora punti critici da risolvere, come la fine completa dell’assedio e il numero di detenuti palestinesi da liberare in cambio degli ostaggi israeliani. Su The Guardian si parla di una “seria divisione” tra esercito e governo israeliano su come procedere, con i vertici militari favorevoli a un accordo, ma i leader politici contrari.


    Nel frattempo, Israele continua a colpire duramente Khan Younis, costringendo 250.000 palestinesi a fuggire, con almeno 7 morti in un attacco vicino all’ospedale principale.


    L’uccisione di un comandante di Hezbollah ha intensificato i conflitti al confine meridionale del Libano. Israele ha attaccato diversi villaggi, uccidendo un membro di Hezbollah a Houla. In risposta, Hezbollah ha lanciato razzi contro una postazione militare israeliana a Kfar Blum e ha condotto un pesante attacco contro il nord di Israele, in rappresaglia per l’uccisione del comandante Mohammad Nehmeh Nasser. Hezbollah ha dichiarato di aver lanciato oltre 200 missili contro varie caserme sulle alture del Golan.

    8 min
  • #204 - Una “lunga campagna” senza limiti

    Il primo ministro israeliano Netanyahu ha dichiarato che la "guerra con Hamas" sarà una "lunga campagna", respingendo l'idea di una tregua proposta da funzionari israeliani per garantire il rilascio degli ostaggi. Netanyahu ha detto che una tregua "non accadrà", definendo la situazione sul terreno come una vittoria solo se l'obiettivo è lo sterminio di massa.


    Da lunedì notte, decine di migliaia di palestinesi stanno fuggendo da Khan Younis, dopo un nuovo ordine di evacuazione lanciato da Israele. I residenti sono stati spinti verso la “zona umanitaria di al-Mawasi”, regolarmente attaccata. Al Jazeera si chiede il senso di questi ordini di evacuazione da zone dichiarate “ripulite” dall’IDF. Luciano Zaccara, professore di scienze politiche, sostiene che Israele stia cercando di stremare la popolazione palestinese a Gaza. AP ha riportato la morte di almeno 12 persone che avevano lasciato Khan Younis per Deir el-Balah, tra cui 3 donne e 5 bambini.


    Nel quartiere Shejaiya di Gaza City, attacchi israeliani hanno ucciso almeno 11 persone, tra cui un medico. Il governo israeliano è diviso: il ministro della Difesa Gallant ha aumentato la fornitura di elettricità a Gaza per motivi umanitari, decisione definita "una follia" dal ministro delle Finanze Smotrich.


    In Libano, attacchi israeliani hanno colpito tre case e un attacco di droni ha ucciso due persone a Hosh, tra cui un comandante di Hezbollah. Hezbollah ha risposto colpendo una caserma israeliana. Il vicesegretario di Hezbollah, Kassem, ha dichiarato che l'unica via per la fine dei combattimenti è un vero cessate il fuoco a Gaza.


    Il ministro degli Esteri libanese ha inviato un messaggio a Israele tramite l'Azerbaigian, esprimendo il desiderio di pace. Il presidente francese Macron ha esortato Netanyahu a prevenire un conflitto totale con Hezbollah. Tuttavia, un cessate il fuoco sembra lontano, mentre i massacri continuano senza limiti di tempo o intensità.

    8 min

About Occhi aperti su Gaza

From the publisher's feed

Ogni giorno da un anno, Marco Magnano racconta direttamente dalla regione una crisi che sta destabilizzando di nuovo l'intero Medio Oriente, cercando di sfuggire al troppo rumore e alle troppe voci…