Occhi aperti su Gaza

Occhi aperti su Gaza

By Marco MagnanoNewsDaily News
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Occhi aperti su Gaza episodes

  • #223 - Con il fiato sospeso

    In questi giorni, la tensione è alta mentre si attende la risposta di Hezbollah e dell'Iran agli omicidi compiuti da Israele a Beirut e Teheran. La diplomazia internazionale tenta di intervenire, ma potrebbe essere troppo tardi. Il segretario di Stato USA, Antony Blinken, ha dichiarato che solo un cessate il fuoco a Gaza può riportare la calma, posizione condivisa dal capo della diplomazia europea, Josep Borrell. Tuttavia, il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, è in disaccordo, sostenendo che un cessate il fuoco non ridurrebbe la tensione regionale. Israele sembra pronto a negoziare con Hamas, mentre i media iraniani riportano l’arrivo di sistemi di difesa aerea dalla Russia, nonostante il presidente russo Putin abbia consigliato moderazione. Secondo AFP, la mancanza di direttive dell'IDF ai civili suggerisce che un attacco non è imminente.


    La situazione in Libano è diventata ancora più critica. Un attacco israeliano ha colpito un edificio a Mayfadoun, uccidendo cinque membri di Hezbollah. Hezbollah ha risposto con attacchi a caserme israeliane nel nord, ma un incidente a Nahariya ha visto due persone ferite da un "missile intercettore" israeliano che ha mancato il suo bersaglio. I caccia israeliani hanno nuovamente rotto il muro del suono sopra Beirut, intensificando la paura tra la popolazione.


    Il segretario generale di Hezbollah, Hassan Nasrallah, ha tenuto un discorso commemorando Fouad Shokor e inviando messaggi a Giordania e Siria, avvertendo che se Israele vincerà, anche Amman e Damasco cadranno. Nasrallah ha promesso una risposta agli omicidi della settimana scorsa, ma ha sottolineato che sarà "coraggiosa ma con tatto", evitando un'escalation generalizzata. Ha ribadito che la battaglia deve concludersi, collegando i fronti di supporto a quanto accade a Gaza, sottolineando che solo un cessate il fuoco lì può portare risultati.


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    7 min
  • #222 - La regione nella spirale

    A Gaza, l'assedio israeliano continua con un bilancio devastante degli ultimi due giorni. Durante il fine settimana, Israele ha colpito due scuole a Gaza City, provocando la morte di almeno 30 persone, principalmente donne e bambini secondo i gruppi di soccorso, nonostante l'IDF sostenga che le scuole ospitassero un centro di comando di Hamas. Nei recenti bombardamenti a Jabaliya e Deir el-Balah sono state uccise 16 persone palestinesi, e un attacco a una tendopoli all'interno di un ospedale a Gaza City ha causato 44 vittime. Questi eventi si sono verificati poco dopo l'ultimo round di negoziati falliti tra Hamas e Israele. Ieri l'IDF ha ordinato l'evacuazione dei civili dalle aree meridionali di Khan Younis e Rafah.

    L'attenzione è ora rivolta al Libano e all'Iran, dopo due omicidi compiuti da Israele. Il segretario di Stato USA, Antony Blinken, ha avvertito che Hezbollah e l'Iran potrebbero attaccare Israele entro le prossime 24-48 ore, sperando però di convincerli a limitare gli attacchi. Gli USA hanno inviato nuove forze militari nella regione, dichiarando che lo schieramento è difensivo. Il ministro della Difesa israeliano, Yoav Gallant, ha affermato che l’IDF è pronto per una "rapida transizione dalla difesa all’offesa", mentre l'Iran ha ribadito il proprio "diritto legale" alla rappresaglia. 

    Nonostante la tensione, quasi tutti gli analisti militari ritengono che nessuna delle parti sia pronta per un conflitto totale. 

    Nel sud del Libano, la giornata è stata segnata da intensi attacchi. A Beirut, il rumore di un'esplosione a metà giornata era causato da caccia israeliani che hanno rotto la barriera del suono, aumentando la paura tra la popolazione, che ieri ha commemorato i quattro anni dall'esplosione al porto di Beirut del 2020, ancora senza responsabili.

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  • #221 - Libano, scenari di risposta

    Molto si è scritto e detto sull'attacco israeliano su Haret Hreik, nella periferia meridionale di Beirut, di martedì sera verso le 19:50 locali. L'attacco ha confermato l'uccisione di Fouad Chokor, uno dei principali comandanti militari di Hezbollah, noto per l'attacco del 1983 ai Marines USA a Beirut e capo del progetto missilistico di precisione di Hezbollah. Il bilancio totale è di 7 persone uccise, tra cui Chokor, e almeno 75 ferite.


    Dopo l'attacco, Hezbollah è rimasto in silenzio per diverse ore, mentre Israele ha condotto altri due omicidi: quello del capo politico di Hamas, Ismail Haniyeh, ucciso a Teheran, e quello a Gaza di Mohammed Deif, il capo militare di Hamas nella Striscia.


    Ieri, durante i funerali di Fouad Shokor, il segretario generale di Hezbollah Hassan Nasrallah ha tenuto un discorso in cui ha annunciato che il partito sta studiando una risposta “reale e non simbolica” e che la battaglia ora è aperta su tutti i fronti, segnando una nuova fase del conflitto.


    Nasrallah ha sottolineato che la risposta sarà “dura” ma “studiata”, dipendendo dall'ulteriore reazione di Israele. Intanto, in una telefonata "tesa" con il presidente USA Joe Biden, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che Israele è pronto per qualsiasi scenario, difensivo o offensivo, sebbene la de-escalation debba essere una priorità.


    Hezbollah deve dare una risposta che dissuada Israele da futuri attacchi e rassicuri la propria base, evitando una guerra totale. L'Iran, impegnato nei negoziati sul nucleare con gli USA, non cerca un confronto più ampio con Israele. La risposta potrebbe colpire una caserma israeliana come Ramat-David, un'importante base aerea nel nord di Israele, fotografata due settimane fa da un drone Hezbollah.


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  • #220 - Un’escalation da disinnescare

    Nonostante l'attenzione sia concentrata sul Libano, Israele continua a bombardare Gaza e a condurre attacchi via terra e ha ordinato l'evacuazione delle persone residenti ad al-Bureij e al-Chouhada nel centro della Striscia.


    In Libano, il governo italiano non ha deciso di evacuare i soldati del contingente UNIFIL. Andrea Tenenti di UNIFIL ha smentito questa notizia, confermando il ruolo attivo della missione di mediazione tra Israele e Hezbollah. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha promesso una "dura risposta" alla strage di Majdel Shams, accusando Hezbollah, che nega ogni responsabilità. Gli USA, rappresentati da Antony Blinken, cercano di prevenire un'escalation. Funzionari militari israeliani vogliono colpire Hezbollah senza provocare una guerra totale. Elias Bou Saab ha detto che Israele potrebbe evitare una grave escalation non colpendo civili o Beirut.


    Il presidente iraniano Massoud Pezeshkian ha avvertito Israele contro un attacco al Libano, mentre Emmanuel Macron ha invitato alla moderazione. Giorgia Meloni ha esortato Israele a non cadere nella "trappola" della ritorsione, invitando la comunità internazionale alla moderazione. I leader drusi di Majdel Shams hanno condannato la vendetta.


    Sul terreno, la situazione è tesa. Droni israeliani hanno bombardato Beit Lif, uccidendo un combattente di Hezbollah. Un civile israeliano è stato ucciso in un attacco dal Libano. Hezbollah ha colpito la caserma di Beit Hillel e Israele ha bombardato Khiam. Air France, Lufthansa e Aegean Airlines hanno sospeso i voli per Beirut, mentre Middle East Airlines mantiene i voli attivi con alcune riprogrammazioni.


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    8 min
  • #219 - Tutto passa dal Golan

    La puntata di oggi è dedicata alla strage di Majdel Chams, un villaggio druso nel Golan occupato e annesso da Israele dal 1967. Sabato, un missile ha colpito un campo da calcio, uccidendo almeno 12 persone, la maggior parte bambini. Israele ha accusato Hezbollah e ha promesso ritorsioni, mentre Hezbollah nega ogni responsabilità, accusando Israele di cercare un pretesto per intensificare gli attacchi in Libano.

    I giornali italiani hanno trattato diversamente questa strage rispetto a quelle avvenute a Gaza, dando volti e nomi alle vittime, suggerendo che potrebbe segnare un punto di svolta nel conflitto con Hezbollah. Tuttavia, è importante non normalizzare tali atrocità, indipendentemente da dove avvengano.

    Diverse ipotesi sono emerse su chi possa essere responsabile della strage. È improbabile che Hezbollah abbia deliberatamente colpito un'area civile drusa, poiché la loro strategia finora si è concentrata su obiettivi militari. Alcuni analisti suggeriscono che potrebbe trattarsi di un missile errante o di un errore di mira, mentre altre ipotesi includono un possibile missile intercettore israeliano che ha mancato il suo obiettivo. Gli USA sembrano propendere per l'errore di mira, e si richiede un'indagine indipendente, che potrebbe essere condotta dall'UNDOF.

    L'ipotesi meno credibile è che un altro gruppo nel sud del Libano sia responsabile dell'attacco. Nel frattempo, Israele ha già risposto con attacchi che hanno causato la morte di combattenti di Hezbollah. Netanyahu ha promesso una risposta forte, nonostante le richieste internazionali di moderazione.

    In Libano, attacchi israeliani hanno colpito civili e combattenti, mentre Hezbollah ha risposto prendendo di mira obiettivi israeliani. Le ambasciate straniere hanno consigliato ai loro cittadini di lasciare il Libano, ma non sono state avviate evacuazioni ufficiali. Alcune compagnie aeree europee hanno cancellato i voli per Beirut.

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    10 min
  • #218 - “Non resterò in silenzio”

    “Non resterò in silenzio”. Queste parole pronunciate ieri da Kamala Harris, vicepresidente degli Stati Uniti e probabile candidata del Partito Democratico alle prossime elezioni, durante un incontro con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, sembrano voler marcare una discontinuità rispetto al presidente Biden.

    Ha definito la situazione a Gaza una "crisi terribile" e ha chiesto la creazione di uno Stato palestinese e un cessate il fuoco. Funzionari USA hanno descritto il colloquio come "franco", indicando disaccordo. Un funzionario israeliano ha criticato Harris, sostenendo che le sue parole rafforzano Hamas e rendono meno probabile un accordo. Bezalel Smotrich e Itamar Ben-Gvir, ministri del governo Netanyahu, hanno espresso disaccordo con Harris su X.


    Mustafa Muhammad Abu Ara, funzionario di Hamas, è morto sotto custodia israeliana. La Commissione palestinese per gli affari dei detenuti afferma che è stato torturato e privato di cure mediche. Il WFP ha ridotto le razioni alimentari a Gaza per coprire i nuovi sfollati. Israele ha attaccato Khan Younis e Rafah, causando almeno 50 morti. Il Parlamento israeliano ha rinnovato il bando di Al Jazeera. Gli attacchi continuano su Gaza City, Nuseirat e Bureij, con civili impossibilitati a fuggire.


    Il Regno Unito ha deciso di non contestare la giurisdizione della CPI sui mandati di arresto per Netanyahu e il ministro della Difesa Gallant, permettendo alla corte di procedere.


    In Libano, attacchi israeliani hanno ucciso un combattente di Hezbollah e ferito altre persone. Hezbollah ha risposto attaccando caserme israeliane. La Francia ha ribadito la necessità di una soluzione diplomatica.


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  • #217 - Parole, bugie e sangue

    Ieri il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha parlato al Congresso degli USA. Fuori dal Campidoglio, migliaia di manifestanti hanno protestato contro la sua visita. Almeno 50 deputati Democratici hanno boicottato l'incontro per denunciare le responsabilità del governo israeliano nella strage in corso a Gaza. La deputata Rashida Tlaib ha mostrato un cartello con scritto “criminale di guerra” e “colpevole di genocidio”.


    Netanyahu ha invitato gli USA e Israele a "rimanere uniti di fronte alla minaccia di Hamas e dell’Iran", difendendo l’assedio su Gaza, che chiama “guerra”. Ha chiesto agli Stati Uniti di continuare a fornire aiuti militari a Israele. Ha parlato del “giorno dopo l’assedio” a Gaza, affermando che Israele non vuole “tornare a occupare” il territorio palestinese ma solo “smilitarizzarlo e deradicalizzarlo”.


    In Italia, Isaac Herzog è stato accolto da Meloni e Mattarella. Herzog ha firmato le bombe lanciate su Gaza e ha dichiarato che “non esistono civili innocenti a Gaza”. Mattarella ha chiesto il rispetto del diritto umanitario a Gaza e ha parlato della soluzione “due popoli, due Stati”, nonostante il Parlamento israeliano abbia votato contro la nascita di uno Stato palestinese.


    Sul terreno, le forze israeliane sono avanzate a Khan Younis, nel sud di Gaza. Al Jazeera ha riportato 9 morti nei bombardamenti su Beit Lahiyah e al-Bureij. Gli ordini di evacuazione hanno ridisegnato le “zone umanitarie sicure”, rendendole sempre più ristrette e costringendo decine di migliaia di palestinesi a vivere per le strade.


    Mentre Netanyahu parlava al Congresso, l'IDF ha rilasciato almeno 8 prigionieri palestinesi nel centro di Gaza. Alcuni prigionieri mostrano segni di gravi torture e privazioni.


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  • #216 - La Palestina verso l’unità nazionale?

    A Pechino, Hamas, Fatah e altri partiti palestinesi hanno firmato un accordo di "unità nazionale" per mantenere il controllo palestinese su Gaza dopo l'assedio israeliano. L'accordo prevede un governo di unità nazionale ad interim, una leadership unificata, elezioni per un nuovo Consiglio nazionale palestinese e una dichiarazione di unità contro gli attacchi israeliani. La riconciliazione tra Hamas e Fatah, mediata dalla Cina, è il primo risultato positivo dopo molti fallimenti. Il presidente cinese Xi Jinping ha chiesto una Conferenza internazionale di pace per porre fine all'assedio.


    Il parlamento israeliano ha approvato preliminarmente un disegno di legge che dichiara UNRWA, l'agenzia UN per i rifugiati palestinesi, un'organizzazione terroristica. Questo voto segue accuse israeliane di collaborazione tra UNRWA e Hamas, mai provate. Diversi Paesi donatori avevano interrotto i finanziamenti a UNRWA, ma molti hanno ripreso il supporto. La portavoce di UNRWA, Juliette Touma, ha definito il voto "un passo inaudito nella storia delle Nazioni Unite". L'IDF ha sparato su un convoglio di UNRWA, causando gravi danni e annullando la consegna di aiuti umanitari.



    In Libano, ieri è stato ucciso un combattente del Partito Sociale Nazionale Siriano in un attacco israeliano. Aerei israeliani hanno colpito un veicolo nel distretto di Bint Jbeil, uccidendo una persona e ferendone un'altra. Nuovi incendi sono stati causati da bombardamenti con proiettili al fosforo bianco. Hezbollah ha dichiarato di aver colpito una base israeliana, causando vittime. Il ministro dell'Istruzione israeliano Yoav Kisch ha annunciato che il prossimo anno scolastico non inizierà nelle comunità evacuate nel nord di Israele. Il primo ministro israeliano Netanyahu è in missione negli USA, dove domani parlerà al Congresso e giovedì incontrerà Joe Biden.


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    10 min
  • #215 - Dall’Aja a Hodeidah, una crisi sempre più ampia

    Il fine settimana è stato segnato da un enorme blocco informatico e dal ritiro di Joe Biden dalle presidenziali USA, eventi che hanno rischiato di far passare in secondo piano importanti sviluppi nella crisi mediorientale.


    Negli ultimi giorni, lo Yemen è tornato al centro dell'attenzione. Venerdì, un drone del gruppo yemenita Houthi ha colpito Tel Aviv, uccidendo un civile. Israele ha risposto bombardando il porto di Hodeidah, uccidendo 6 persone. Gli Houthi hanno lanciato un missile contro Eilat, intercettato dalle difese israeliane. Nonostante le dichiarazioni bellicose, un'escalation regionale con l'Iran sembra improbabile, dato che l'Iran ha mantenuto un basso profilo e gli Houthi considerano le loro azioni un "fronte di supporto" per Gaza. Israele, già impegnata a Gaza e in Cisgiordania, non ha la capacità di aprire un nuovo fronte a piena intensità in Yemen.


    Oggi, l'esercito israeliano ha bombardato Khan Yunis, uccidendo almeno 39 persone, nonostante l'area fosse designata come "zona umanitaria sicura". L'ordine di evacuazione emesso pochi minuti prima dell'attacco è stato inefficace, poiché non ha dato il tempo ai residenti di cercare riparo.


    La cronaca dal Libano non registra eventi particolari, mentre l'ICJ ha ordinato a Israele di porre fine all'occupazione dei territori palestinesi e di effettuare risarcimenti. Il tribunale ha riscontrato numerose violazioni del diritto internazionale, tra cui apartheid e segregazione razziale. Il primo ministro israeliano Netanyahu ha respinto il parere, affermando che "il popolo ebraico non è occupante nella propria terra". Ora il parere sarà trasmesso all'Assemblea Generale delle UN per decidere come procedere.


    In questo contesto, i negoziati per un cessate il fuoco appaiono sempre più fragili. Mentre il Segretario di Stato USA, Antony Blinken, parla di un accordo imminente, funzionari regionali citano negoziati in stallo o naufragati.

    10 min
  • #214 - Gaza, non si ferma il massacro

    Nelle ultime 24 ore a Gaza, almeno 80 persone sono state uccise dagli attacchi israeliani, portando il totale mensile a 2500 vittime dall'inizio dell'anno. Tra i recenti attacchi, un bombardamento vicino a una pompa di benzina ad al-Mawasi ha causato 17 morti, mentre 23 persone sono state uccise nella scuola di al-Awda a Nuseirat, la sesta scuola colpita in 9 giorni.


    L'artiglieria israeliana ha colpito Nuseirat e Bureij, uccidendo due persone e ferendone 15. A Zawayda, un bombardamento ha ucciso 8 persone rifugiate in una casa, e due palestinesi sono stati uccisi a Shakush, vicino Rafah. Hamas ha lanciato 3 razzi verso Sderot, ma solo uno è stato abbattuto. Il Ministro della Difesa israeliano, Yoav Gallant, ha dichiarato che gli attacchi hanno creato condizioni favorevoli per un accordo con Hamas, nonostante il continuo stallo nei negoziati.


    The Guardian riferisce che l'attacco al campo profughi di al-Mawasi, che ha causato 90 morti e 300 feriti, mirava a uccidere Mohammad Deif, capo militare di Hamas, senza prove del successo. Hamas si è ritirato dai negoziati, ma resta aperto a trattative se Israele mostrerà la volontà di raggiungere un accordo.


    Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha respinto le richieste di un'inchiesta sui fallimenti del 7 ottobre, affermando di voler prima eliminare Hamas. Netanyahu ha rivendicato le proprie scelte, sostenendo che Israele è vicina ai propri obiettivi nonostante la pressione interna ed esterna, compresa quella degli Stati Uniti.


    In Libano, attacchi israeliani hanno causato la morte di 5 civili, tra cui 3 bambini curdi siriani. Il Segretario Generale di Hezbollah, Hassan Nasrallah, ha minacciato di colpire nuove località se Israele continuerà a uccidere civili in Libano, ma ha anche affermato che eventuali negoziati con Israele saranno condotti dallo Stato libanese, non da Hezbollah.

    8 min

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