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Le proteste in Israele contro il governo di Benjamin Netanyahu hanno raggiunto nuove dimensioni con uno sciopero generale, organizzato dal sindacato Histadrut. Lo sciopero ha bloccato settori chiave dell'economia israeliana, come l'aeroporto Ben Gurion, aziende tecnologiche e scuole. Tuttavia, il tribunale del lavoro di Tel Aviv ha ordinato il ritorno al lavoro dopo 8 ore, dichiarando che lo sciopero era politicamente motivato. La protesta è legata alla mancanza di progressi nei negoziati per la liberazione degli ostaggi a Gaza, con Netanyahu accusato di anteporre considerazioni politiche alla loro salvezza. L'estrema destra del governo, con ministri come Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich, ha accolto con favore la decisione del tribunale e continua a bloccare gli accordi di cessate il fuoco.
Negli Stati Uniti, il presidente Joe Biden ha criticato Netanyahu per non aver fatto abbastanza per raggiungere un accordo e ha annunciato l'intenzione di presentare una proposta "definitiva" per i negoziati, avvertendo che un fallimento potrebbe segnare la fine delle trattative.
Nel frattempo, il Regno Unito ha sospeso 30 licenze di esportazione di armi verso Israele, una mossa significativa ma limitata, rappresentando meno del 10% delle licenze attive.
A Gaza, gli attacchi israeliani continuano, con bombardamenti che hanno colpito l'ospedale Al-Aqsa e ucciso almeno 17 palestinesi. Le informazioni sulla situazione restano frammentarie.
In Libano, gli attacchi israeliani hanno ucciso diverse persone, tra cui un membro di Hezbollah e due civili, con Hezbollah che ha risposto con razzi Katyusha. Nonostante l'escalation, si parla di possibili aperture diplomatiche.
In Cisgiordania, l'esercito israeliano ha intensificato l'assedio su Tulkarem, assediando ospedali e distruggendo infrastrutture, segnalando una delle offensive più gravi degli ultimi vent'anni.
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L'assedio israeliano in Cisgiordania, il più grande da vent'anni, continua con un'offensiva che ha causato numerose vittime. A Gaza, l'esercito israeliano ha recuperato i corpi di sei ostaggi rapiti da Hamas durante l'attacco del 7 ottobre. Israele e Hamas si accusano reciprocamente della morte degli ostaggi, mentre il Forum delle Famiglie degli Ostaggi critica duramente il governo israeliano per non aver concluso un accordo di liberazione in tempo. Netanyahu insiste sulla via militare, dichiarando che Israele "regolerà i conti" con Hamas.
Questa situazione ha scatenato manifestazioni in Israele contro il governo Netanyahu, accusato di non voler salvare gli ostaggi. Il leader dell'opposizione, Yair Lapid, ha chiesto uno sciopero generale, che è stato confermato dal sindacato Histadrut per domani, con la sospensione delle operazioni all'aeroporto di Tel Aviv.
Nel frattempo, a Gaza, la campagna di vaccinazione contro la poliomielite è iniziata, nonostante le difficoltà legate alle pause umanitarie promesse da Israele. Tuttavia, le operazioni militari continuano, con Israele che ha colpito una scuola a Gaza City, sostenendo che fosse un centro di comando di Hamas.
In Libano, dopo una notte relativamente tranquilla, la tensione è tornata a salire. Hezbollah ha attaccato un checkpoint israeliano a Kfar Youval, ferendo tre soldati. In risposta, Israele ha bombardato case a Beit Lif e Adaisseh, località di confine, intensificando ulteriormente il conflitto.
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Questa mattina, l'esercito israeliano ha ucciso cinque palestinesi in una moschea a Tulkarem, nella Cisgiordania occupata, portando a 16 il numero totale di morti in due giorni di operazioni tra Tulkarem, Jenin e la valle del Giordano. Questi attacchi segnano un'escalation critica nella regione. Funzionari israeliani temono che la Cisgiordania possa trasformarsi in un nuovo fronte di conflitto. L'escalation è alimentata anche dalle azioni dei coloni, sostenute da parte del governo di Netanyahu. Il ministro degli Esteri israeliano, Israel Katz, ha dichiarato che Israele è in guerra e ha suggerito l'evacuazione temporanea di civili palestinesi, parole che ricordano la situazione a Gaza. L'UE, attraverso Josep Borrell, ha richiesto sanzioni contro alcuni ministri israeliani per incitamento all'odio e crimini di guerra.
A Gaza, il WFP ha temporaneamente sospeso le operazioni dopo che uno dei suoi veicoli è stato colpito da proiettili vicino a un checkpoint israeliano. Nelle ultime 24 ore, 68 palestinesi sono stati uccisi da attacchi israeliani, inclusi bombardamenti su Khan Younis e Deir el-Balah, dove due bambini sono morti, e su Gaza City, dove otto persone sono bruciate vive in un hotel. Netanyahu ha accennato a una possibile sospensione parziale delle operazioni militari per consentire la vaccinazione contro la poliomielite, ma la proposta rimane vaga e contrastata all'interno del governo israeliano.
Questa mattina, quattro bombardamenti israeliani hanno colpito il villaggio libanese di Kfar Kila, distruggendo sei case e attività commerciali. In risposta a precedenti attacchi israeliani, Hezbollah ha rivendicato un attacco con droni sul quartier generale della Divisione Golan 210 e lanciato razzi contro diverse caserme israeliane.
Gli Houthi hanno accettato di permettere l'accesso a una petroliera danneggiata nel Mar Rosso, che rappresenta un grave rischio ambientale. Questa decisione garantisce una tregua temporanea nell'area per affrontare le preoccupazioni umanitarie e ambientali.
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Oggi, i colloqui per un cessate il fuoco a Gaza proseguono a Doha. I mediatori, Stati Uniti, Egitto e Qatar, hanno presentato una nuova proposta che prevede solo la prima fase dell'accordo: una pausa di 6 settimane e la liberazione di alcuni ostaggi, mentre i dettagli per un accordo completo sarebbero trattati successivamente. Si sta cercando anche di ottenere una tregua umanitaria di 4-7 giorni per facilitare la vaccinazione antipolio a Gaza.
In Libano, un drone israeliano ha colpito un furgone a Baalbeck e un'auto lungo la strada Damasco-Beirut, uccidendo tre combattenti palestinesi e un membro di Hezbollah. Oggi il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha prorogato il mandato di UNIFIL.
In Cisgiordania, gli attacchi israeliani hanno ucciso 10 palestinesi, con scontri tra esercito e coloni. Le nuove sanzioni degli Stati Uniti contro i coloni sono simboliche rispetto al sostegno governativo che ricevono. Dal 7 ottobre, oltre 650 palestinesi sono stati uccisi nella Cisgiordania occupata.
A Gaza, nuova incursione israeliana a Khan Younis e nuovo ordine di evacuazione, mentre un bombardamento su una scuola a Deir el-Balah ha ucciso 8 persone.
Infine, il molo temporaneo costruito dagli Stati Uniti a Gaza, costato 230 milioni di dollari, è stato smantellato dopo poco utilizzo. Il progetto, gestito dall'esercito, ha ridotto l'efficacia degli aiuti umanitari e non ha supportato adeguatamente gli sforzi diplomatici per migliorare l'accesso via terra agli aiuti.
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Ieri, un alto funzionario delle Nazioni Unite aveva dichiarato la sospensione delle attività umanitarie a Gaza, ma un chiarimento successivo ha specificato che le operazioni “in loco” continuano, seppur con restrizioni dovute agli ordini di evacuazione israeliani e agli attacchi che hanno colpito strutture umanitarie. Nonostante ciò, l'azione umanitaria è quasi paralizzata e il rischio di diffusione della poliomielite aumenta, aggravato dal rifiuto israeliano di concedere una tregua umanitaria per la vaccinazione. Oggi, Josep Borrell ha chiesto un cessate il fuoco di tre giorni, ma è improbabile che venga accolto.
A Gaza, 18 persone, tra cui 8 bambini, sono state uccise in attacchi aerei. L'episodio più rilevante è stato il salvataggio di Qaid Farhan Alkadi, un beduino arabo, da parte dell'esercito israeliano, che ha dichiarato che continuerà le operazioni per liberare tutti gli ostaggi, mettendo in dubbio i negoziati.
In Cisgiordania, 5 palestinesi sono stati uccisi in un attacco aereo sul campo profughi di Nur Shams, e un altro palestinese è stato ucciso dai coloni a Betlemme. Le tensioni aumentano anche a Gerusalemme, dove Itamar Ben-Gvir ha proposto la costruzione di una sinagoga nel complesso della moschea di al-Aqsa, una mossa che ha suscitato critiche persino all'interno del governo israeliano.
In Libano, la giornata è stata relativamente tranquilla, con attacchi israeliani che hanno ferito alcune persone e due attacchi di Hezbollah contro caserme israeliane senza vittime. Tuttavia, la calma potrebbe essere solo temporanea.
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Il giorno dopo l'escalation di violenza tra Libano e Israele, la situazione è tornata a un livello di intensità più familiare, sebbene ancora tesa. Un drone israeliano ha colpito un'auto a Saida, ferendo un presunto funzionario di Hamas e altre tre persone. Ci sono stati anche attacchi aerei su diverse località libanesi e un attacco con droni esplosivi di Hezbollah contro una caserma israeliana.
Nonostante l'intensa giornata precedente, i negoziati per il cessate il fuoco a Gaza non sembrano aver subito grossi scossoni. Hezbollah ha indicato di voler dare una possibilità ai colloqui in corso al Cairo, mentre la delegazione israeliana, guidata dal capo del Mossad, è tornata ai negoziati. Tuttavia, non ci sono segnali concreti di progresso, con Hamas che continua a respingere le richieste israeliane.
A Gaza, l'assedio prosegue, con 30 morti nelle ultime 24 ore e migliaia di persone costrette a evacuare l'ospedale Al-Aqsa. La situazione umanitaria è sempre più critica, con aiuti bloccati e operazioni sospese. Allo stesso tempo, gli Stati Uniti continuano a rifornire militarmente Israele, mentre chiedono un cessate il fuoco immediato. La tensione resta alta, e un cambiamento significativo sembra sempre più necessario.
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Questa domenica è iniziata con un'intensa escalation di violenza tra Libano e Israele, segnando un notevole allontanamento dalle normali schermaglie. Israele ha lanciato un massiccio attacco aereo contro il sud del Libano, uccidendo due combattenti di Hezbollah e un militante di un gruppo alleato. In risposta, Hezbollah ha lanciato droni e oltre 320 razzi contro 11 siti militari israeliani, uccidendo un ufficiale della marina israeliana e ferendone altri due.
Questi attacchi segnano la "prima fase" della risposta di Hezbollah all'uccisione di Fouad Shukur, un loro comandante chiave, avvenuta il 30 luglio. Tuttavia, entrambe le parti, pur scambiandosi pesanti bombardamenti, sembrano non volere una guerra su vasta scala. Secondo Reuters, attraverso intermediari, Israele e Hezbollah hanno concordato di evitare ulteriori escalation.
Il ministro della Difesa israeliano, Yoav Gallant, ha dichiarato lo stato di emergenza per 48 ore, ma ha avvertito che Hezbollah potrebbe pianificare ulteriori attacchi. Nasrallah, il leader di Hezbollah, ha ribadito l'intenzione di evitare una guerra totale, concentrando gli attacchi su obiettivi militari specifici, come la base di Glilot.
Nonostante l'apparente intenzione di evitare una guerra su vasta scala, resta incerta la durata di questa fragile logica di deterrenza.
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A Gaza, il 90% della popolazione è sfollato a causa degli ordini di evacuazione, con 1,9 milioni di persone ammassate in condizioni disastrose. La crisi idrica è peggiorata, con la fornitura di acqua a Deir al Balah ridotta del 70%, aggravando l'emergenza sanitaria. Nel frattempo, l'artiglieria israeliana continua a colpire, causando feriti, tra cui un bambino, mentre i carri armati avanzano nella Striscia.
I negoziati per un cessate il fuoco, ripresi al Cairo, non mostrano progressi. La proposta di tregua statunitense è stata rifiutata da Hamas e non accettata pubblicamente da Israele, che insiste sul controllo del "Corridoio di Filadelfia". Kamala Harris, candidata alla presidenza USA, ha ribadito il sostegno alla sicurezza israeliana senza impegni concreti per i palestinesi, suscitando dubbi sul reale impegno degli Stati Uniti per un cessate il fuoco.
La tensione si estende anche in Libano, dove gli attacchi israeliani contro Hezbollah si intensificano, con numerosi morti, tra cui un bambino. Hezbollah risponde con attacchi mirati, mantenendo un ciclo di violenza in una guerra a bassa intensità ma con gravi conseguenze. L'Iran, pur rimanendo cauto, potrebbe delegare le rappresaglie a Hezbollah e agli Houthi yemeniti per evitare un'escalation regionale.
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Le trattative per un cessate il fuoco a Gaza rimangono ferme, con Israele e Hamas saldamente ancorati alle loro posizioni. Joe Biden ha sollecitato Netanyahu a concludere l'accordo, ma Israele insiste sul mantenimento delle truppe nel Corridoio di Filadelfia, ritenuto cruciale per la sicurezza contro Hamas, mentre Hamas esige la fine dell'assedio e un ritiro totale.
Intanto, la situazione a Gaza si aggrava. L'accesso all'acqua potabile è ulteriormente compromesso, e l'emergenza sanitaria peggiora, con l'UNRWA che denuncia condizioni critiche. Le forze israeliane continuano gli attacchi, con 22 uccisioni registrate solo oggi, e avanzano in profondità nel territorio, isolando città e costringendo molte famiglie a fuggire sotto il fuoco.
In Libano, gli scontri tra Israele e Hezbollah si intensificano, innescando un ciclo di violenze reciproche. Israele ha colpito oltre 10 aree del Libano meridionale in risposta a un attacco di Hezbollah nel Golan. Con l'arrivo di una portaerei statunitense nella regione, la situazione resta altamente instabile, con il rischio di un'escalation che potrebbe coinvolgere anche l'Iran.
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Il Segretario di Stato USA, Antony Blinken, ha ribadito l'urgenza di concludere un accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hamas, basato su una "proposta ponte". Questo piano prevede un cessate il fuoco di 6 settimane, con la liberazione di ostaggi in cambio di detenuti palestinesi, e successivamente il ritiro parziale delle truppe israeliane da Gaza. Tuttavia, persistono divergenze tra Netanyahu e gli USA riguardo il ritiro totale delle truppe e le condizioni per il rilascio dei prigionieri, bloccando i negoziati.
Nel frattempo, a Gaza, l'esercito israeliano ha intensificato gli attacchi e ordinato nuove evacuazioni, costringendo migliaia di persone a rifugiarsi in aree già sovraffollate. La situazione umanitaria è critica, con attacchi che hanno colpito anche scuole, causando vittime tra i civili.
In Libano, Israele ha lanciato nuovi attacchi aerei nella valle della Bekaa e nel sud del Paese, causando morti e feriti, inclusi membri di Hezbollah e civili siriani. Hezbollah ha risposto con il lancio di razzi verso Israele. Le tensioni lungo il confine continuano a crescere, mentre il ministro degli Esteri libanese ha chiesto alle Nazioni Unite di indagare su una strage nel Golan, sollecitando chiarezza per evitare ulteriori escalation.
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