Oddio è lunedì

Oddio è lunedì

By Riccardo CorbucciNewsPolitics
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Oddio è lunedì episodes

  • Oddio è lunedì #193 - usare i social per avvicinare la realtà alle persone
    Il fallimento di Virginia Raggi a Roma è una realtà che quotidianamente i romani vivono sulla propria pelle. Una città inefficiente, sporca, degradata, piena di buche, pericolosa sul fronte della viabilità e privata di una visione per il futuro.

    Tuttavia il M5S in Campidoglio vive sui social network, si auto celebra sulle proprie pagine social, “tarocca” le fotografie dei tombini per fingere che siano puliti, assume al Comune parenti e familiari, assegna impianti sportivi a privati senza mettere al primo posto l’interesse pubblico e quello sociale, si vanta di piccoli interventi di manutenzione, senza proferire una parola sulle grandi questioni che affliggono la città, come la pesante crisi occupazionale che potrebbe investire la capitale con il dimensionamento di Alitalia. In effetti Virginia Raggi vive in una bolla social.

    La questione interessante sulla quale riflettere è proprio la potenza di questo mondo virtuale, in grado di sostituirsi a quello reale. Facciamo un altro esempio utile. In questi mesi è fermo in Senato il disegno di legge sull’omotransfobia presentato dal deputato democratico Alessandro Zan.

    La questione ha trovato una fortissima ribalta fra il popolo dei social in queste ultime ore grazie alla diretta di Fedez e Chiara Ferragni, che parlando con l’On. Zan hanno cercato di spiegare le ragioni per le quali il disegno di legge fosse incredibilmente fermo da mesi al Senato, nonostante fosse già stato approvato dall’aula della Camera. La diretta di Fedez ha raggiunto oltre un milione di visualizzazioni.

    Una mobilitazione social che oggi nessun partito in Italia sarebbe in grado organizzare. Una dimostrazione di come i social possano essere utilizzati per avvicinare la realtà alle persone, invece di costruire finte narrazioni irreali.
    5 min
  • Oddio è lunedì #192 - a Roma il Partito Democratico è pronto per le elezioni
    Nella Roma del 2021 ad un ragazzo come tanti è successo di essere stato picchiato alla stazione di Valle Aurelia, semplicemente perché si stava baciando con il proprio compagno. Due settimane prima una ragazza era stata aggredita e violentata nel parco di Villa Gordiani mentre faceva jogging. Ad inizio mese in un fazzoletto di terra di proprietà comunale, uno degli ex punti verde Qualita tra via Macchia Saponara e via di Acilia, un giovane di sedici anni aveva perso la vita in conseguenza di un malore, perchè si era ritrovato inseguito da uno sbandato armato che viveva in un accampamento abusivo.

    Un fallimento politico, che tuttavia impallidisce dinnanzi a quello etico e morale. In questi giorni, infatti, sono emersi i tentativi dell’amministrazione grillina di assumere amici e parenti negli staff degli assessori capitolini. I giornali hanno infatti scoperto una delibera della giunta capitolina con la quale si assumeva la compagna dell’assessore al bilancio del Comune di Roma Gianni Lemmetti, nello staff dello stesso assessore all’urbanistica. La Sindaca, che li ha nominati entrambi e che presiede la sua Giunta, scende dalla montagna del sapone e come già accaduto con il caso Marra spergiura di non saperne nulla. La stessa cosa, tuttavia, era successa qualche giorno prima con il compagno della neo assessora alla cultura Lorenza Fruci, amica di liceo di Virginia Raggi, che aveva provato a farsi nominare capo staff della sua compagna. Tutti incarichi lautamente retribuiti ovviamente con fondi pubblici, ovvero dei cittadini.

    Il Partito Democratico a Roma è in salute e alle ultime elezioni ha conquistato importanti vittorie, diventando il primo partito in città. Anche alle politiche, pur venendo da una situazione complicata, è riuscito a portare a casa collegi uninominali ed ha ottenuto dati migliori della media nazionale. È andato bene alle elezioni municipali suppletive del III e dell’VIII Municipio, ha contribuito in maniera determinante alla vittoria della Regione Lazio guidata da Nicola Zingaretti, ha ottenuto un ottimo risultato alle elezioni europee e alle suppletive dello scorso anno ha eletto alla Camera Roberto Gualtieri.
    5 min
  • Oddio è lunedì #191 - Enrico Letta eletto segretario del Partito Democratico
    Ieri ho espresso il mio voto per eleggere Enrico Letta segretario del Partito Democratico. Insieme a me hanno votato 860 membri dell’assemblea nazionale da ogni parte d’Italia. Solo due i contrari e quattro gli astenuti. In sostanza, quindi, un voto all’unanimità, largamente prevedibile dopo le dimissioni improvvise di Nicola Zingaretti.

    Tuttavia all’imprevedibilità ci ha pensato proprio il neo segretario Letta con un discorso chiaro, trasparente e dal chiaro orizzonte politico. Uno degli indicatori per valutare se il discorso di un leader sia stato buono è la reazione che suscita nei suoi avversari politici.

    E a giudicare da come Giorgia Meloni e Matteo Salvini hanno commentato le parole di insediamento di Enrico Letta si è capito subito come il neo segretario del Pd abbia colpito nel segno.
    2 min
  • Oddio è lunedì #190 - non c'è mai un'unica scelta
    Il Partito Democratico è stato fondato il 14 ottobre del 2007. In tredici anni e mezzo il popolo democratico ha eletto ben 7 segretari, 4 di questi con le elezioni primarie. Matteo Renzi per ben due volte nel 2013 e nel 2017. Nessuno di loro, tuttavia, ha mai completato il proprio mandato. Ben 4 si sono dimessi (Walter Veltroni, Pierluigi Bersani, Matteo Renzi due volte ed ora Nicola Zingaretti). Due sono subentrati da vicesegretari, dopo essere stati eletti in assemblea nazionale (Dario Franceschini e Maurizio Martina). Uno, l’ex segretario della Cgil Guglielmo Epifani, venne scelto come reggente, in seguito alle dimissioni di Pierluigi Bersani, l’unico segretario ad aver vinto un’elezione politica nelle urne.

    C’e un’altra realtà, simile a quella del Partito Democratico, che nello stesso lasso di tempo ha subito la medesima sorte e fatto persino peggio. È l’associazione sportiva Roma, che negli ultimi tredici anni e mezzo ha cambiato ben 11 allenatori. L’incapacità di dare continuità ad un progetto sportivo, scegliendo una propria guida certa e dandole il tempo necessario per portarlo avanti, ha avuto una conseguenza facilmente prevedibile. La Roma negli ultimi anni non ha vinto nulla.

    Gli anni di governo del PD sono oggettivi così come lo sono le sue continue crisi interne ed è proprio questo eterno conflitto fra potere e identità, quello sul quale si giocherà il futuro dei democratici italiani. Le dimissioni di Nicola Zingaretti hanno un grande merito, ovvero quello di non consentire a nessuno di poter eludere la discussione sull’identità del Partito Democratico Italiano.
    6 min
  • Oddio è lunedì #189 - rompere la bolla social, perchè il conflitto è salutare
    In questi ultimi giorni ho trascorso diverse ore sulle bacheche di Facebook per rispondere ai messaggi e alla domande di persone, che giustamente mi chiedevano conto di alcune posizioni politiche che ho assunto. Eviterò di entrare in questo articolo nel merito delle questioni, perché l’ho già fatto molto in questi giorni e continuerò a farlo anche nei prossimi. Quello che mi interessa è condividere una riflessione generale sulla natura e sulla qualità del dibattito politico che si sviluppa sui social. Per prima cosa devo ammettere che trovo molto stimolante la possibilità di poter interloquire direttamente con tante persone, soprattutto con quelle che non la pensano come me.

    C’è tuttavia un grande rischio che mi sembra di scorgere da questa opportunità straordinaria di confronto one to one, ovvero una certa autoreferenzialità della discussione, che in alcuni casi rende difficile lo scambio di punti di vista differenti. Provo a spiegarmi meglio. Ognuno sulla propria bacheca social al termine di una discussione, anche quella più interessante e conflittuale, alla fine corre il rischio di convincersi di avere ragione. Questo rischia di accadere semplicemente perché amici, conoscenti e supporters tendono a fidarsi dell’opinione di chi già conoscono e di conseguenza a rafforzarla di fronte ad una contesa dialettica. La discussione avviene dentro una bolla personale, al di fuori della quale tuttavia esiste un mondo, che a sua volta si trova rappresentato da altri che sono più vicini alle proprie idee e convinzioni.

    Per questo motivo in questi giorni ho accettato di discutere anche sulle bacheche di altri, che peraltro bisogna ringraziare per la propria disponibilità e ospitalità. L’ho fatto e continuerò a farlo in futuro perché i social, come ogni spazio pubblico, sono destinati ad essere uno spazio conflittuale.

    Di conseguenza il mio invito è a rompere le proprie bolle social e ad invadere con le proprie idee ed opinioni quelle degli altri, perché il conflitto anche se duro e faticoso è salutare per la democrazia e può consentirci di conoscere meglio punti di vista diversi dai nostri.
    6 min
  • Oddio è lunedì #188 - Per Bill Gates la pandemia è come il clima. Ed ha ragione
    Ieri nella trasmissione “Che Tempo che fa” Fabio Fazio ha intervistato Billa Gates, a pochi giorni dall’uscita del suo libro “Clima. Come evitare un disastro - le soluzioni di oggi, le sfide di domani”, pubblicato in Italia dalla casa editrice “La nave di Teseo”. Inutile dire che questo libro lo stia divorando. Conosciamo tutti Bill Gates come fondatore della Microsoft, l’azienda di software per personal computer più grande del mondo. Gates è attualmente la quarta persona più ricca al mondo, ma non tutti forse sanno che dopo aver lasciato la Microsoft, Gates ha continuato a donate fondi a diverse organizzazioni di beneficenza e a vari progetti di ricerca scientifica, attraverso la Fondazione Bill e Melinda Gates, creata assieme alla moglie e ritenuta la fondazione privata più grande del mondo.

    Il suo allarme è lo stesso lanciato dalla giovane Greta Thunberg, ma a differenza del trattamento ricevuto dalla coraggiosa ragazza svedese, sarà difficile per i sostenitori dell’iper capitalismo di mercato banalizzarlo o tacitarlo. Per questo qualunque cosa di importante stiate facendo ora, fermatevi e dedicate qualche ora del vostro tempo per comprendere quello che che ci aspetta in futuro, se non saremo in grado di cambiare subito, oggi, adesso.
    4 min
  • Oddio è lunedì #187 - la strategia di Israele sui vaccini è la prova di quanto conti la politica
    Mentre in Italia soltanto ieri ha prestato giuramento il nuovo governo guidato da Mario Draghi, nel resto del mondo è in pieno svolgimento la campagna vaccinale per contrastare il Covid 19. Stati Uniti e Cina guidano questa speciale classifica (clicca qui) rispettivamente con 50 e 40 milioni di dosi già somministrate. Segue il Regno Unito con 15 milioni e il piccolo e potente Stato di Israele, che ha già somministrato 6 milioni e 280 mila dosi dei tre vaccini disponibili Pfizer, Moderna e AstraZeneca.

    Con 8 milioni e mezzo di abitanti, Israele ha già vaccinato con la seconda dose, oltre 2 milioni e mezzo di persone, corrispondenti al 28,39% dell’intera popolazione. L’Italia ad oggi ha somministrato 3 milioni di dosi di vaccino ad 1 milione e 200 mila cittadini, pari soltanto al 2,12% della popolazione totale (siamo circa 60 milioni).

    Questa disparità di risultati non è legata soltanto alla differenza numerica fra le diverse popolazioni, ma anche alla disponibilità immediata delle dosi di vaccino, alla capacità organizzativa nel somministrarlo e soprattutto al diverso potere decisionale ed economico nell’accaparrarselo prima degli altri.

    D’altronde raggiungere una sorta di immunità di gregge prima degli altri, significa tornare per primi alla normalità e di conseguenza ricominciare a crescere e a produrre.
    4 min
  • Oddio è lunedì #186 - arriva Mario Draghi, il più politico dei politici in circolazione
    La caduta del governo Conte mi ha lasciato una profonda amarezza. Aldilà dei limiti e degli errori che ogni governa porta con se, il Governo è caduto per la volontà del leader di Italia Viva Matteo Renzi di eliminare politicamente l’ex premier Giuseppe Conte e tentare di minare l’alleanza politica fra il Partito Democratico, il M5S e Leu. In poche ore Renzi è passato dal volere garanzie sul programma di governo per avallare un Conte ter, all’accettare a scatola chiusa un nuovo governo presieduto da Maria Draghi e di cui probabilmente farà parte anche la Lega di Matteo Salvini.

    Mario Draghi ha il curriculum, la personalità, le capacità, l’esperienza e le giuste relazioni internazionali per poter essere un formidabile Presidente del Consiglio. Su questo non ci sono dubbi. Mi spingo oltre, Draghi è forse il più politico dei politici in circolazione. La sua politica economica e le sue idee sono scritte ovunque.

    Con lui l’Italia tornerà ad essere un Paese convintamente europeista e con molta probabilità i sovranisti nazionali torneranno alle percentuali di irrilevanza che gli competono.

    In questi anni è stato lui a dare le carte a tutti gli altri giocatori. Nei prossimi mesi anche lui diventerà un giocatore e per il bene dell’Italia dobbiamo augurarci davvero che sia quel campione che tutti ci aspettiamo.
    4 min
  • Oddio è lunedì #185 - da mediano si vincono gli scudetti
    Venerdì scorso la giornalista Concita De Gregorio ha scritto un editoriale su La Repubblica, nel quale ha aspramente criticato la performance al Quirinale del segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti.

    L’articolo ha provocato la risposta di Zingaretti, che ha giustamente ribadito la solennità istituzionale delle consultazioni, che non dovrebbero prestarsi a comizi e show mediatici. Le consultazioni al Quirinale sono lo strumento costituzionale utile a dirimere le crisi di governo e rappresentano uno dei momenti più importanti per la politica nazionale.

    È indubbio che il Partito Democratico, il suo segretario, i gruppi dirigenti e il parlamentari stiano facendo politica per tentare di dare al Paese un governo forte, capace di affrontare le sfide sanitarie, sociali ed economiche prodotte dalla pandemia.

    Questo ruolo di mediatore silenzioso e costante non produce titoloni sui giornali, non infiamma le tribune politiche televisive, non incendia gli animi sui social e non precipita il Paese nel caos politico. È un ruolo che non piace molto, perché evidentemente si preferisce chi cerca lo scontro, chi anima l’agone del litigio e provoca lo stato di permanente instabilità. Come in un reality permanete gli all in e le manovre spregiudicate producono maggiore audience, anche se non fanno il bene del Paese.

    Per riprendere la metafora calcistica usata dalla De Gregorio nel suo articolo, al mediano che recupera palloni, troppo spesso si preferisce la testa matta capace di buttarli in rete. Per un vero romanista la scelta fra le qualità di un Damiano Tommasi e un Antonio Cassano potrebbe essere molto difficile. Tuttavia con il primo si è vinto uno scudetto, con il secondo qualche bella partita.
    5 min
  • Oddio è lunedì #184 - il Governo o è forte o non è
    I casi di Covid nel mondo hanno superato quota 99 milioni secondo i dati della Johns Hopkins University. Le vittime sono arrivate a 2.129.403. Gli Stati Uniti e molte nazioni europee stanno pensando a nuovi lockdown temporanei per arginare la ripresa del virus e le sue nuove varianti, anche in conseguenza dei ritardi sulle vaccinazioni. In Italia purtroppo siamo ancora nel pieno della crisi di governo innescata da Matteo Renzi.

    Il Partito Democratico non vuole le elezioni e lavora ad un governo autorevole, purché la nostra storia non si sommo a quella dei sovranista e negazionisti di Lega e Fratelli d’Italia. Non sono contrario alle elezioni, ma le considero l’ultima risorsa per affrontare la crisi politica.

    Tuttavia il voto non è mai un tabù o una sciagura in democrazia. Qualsiasi governo tanto per governare non può andare bene. Il passato è disseminato di prove in tal senso. Non è stato un successo il governo tecnico di Mario Monti. Non facevano il bene del Paese i governi balneari della Prima Repubblica. Il Governo o è forte o non è.

    La stessa cosa che faremo a Roma, dove è certo che quest’anno si voterà (giugno o settembre). Nella Capitale Virginia Raggi ha avvelenato i pozzi, alimentando il degrado e rendendola più spenta, più povera, meno solidale.

    Credo sia arrivato il momento per il M5S romano di archiviare la sua fallimentare esperienza ed aprire una nuova fase politica per il bene di Roma. Si potrebbe cominciare isolando chi usa la politica per i propri fini ed unendo chi ha a cuore il bene della propria comunità.
    4 min

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Oddio è lunedì è il podcast settimanale di approfondimento politico e sociale, a cura di Riccardo Corbucci, giornalista, sociologo e coordinatore della segreteria del Partito Democratico di Roma.