Oddio è lunedì

Oddio è lunedì

By Riccardo CorbucciNewsPolitics
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Oddio è lunedì episodes

  • Oddio è lunedì #183 - viva l'Italia, l'Italia che non ha paura
    Questa è la settimana della resa dei conti. Il Governo Conte si presenterà oggi alla Camera e domani al Senato per verificare se ci sono ancora i numeri per governare, dopo la crisi aperta da Matteo Renzi. In piena pandemia, con la maggior parte delle Regioni in zona arancione, il coprifuoco alle 22, la necessità di fare presto con i decreti ristori e il recovery Plan, stiamo vivendo l’ennesima crisi di un governo di centrosinistra, provocata dalle decisioni di Matteo Renzi. La terza in sette anni.

    La crisi attuale, tuttavia, è persino più grave delle altre, poiché i parlamentari di Italia Viva, la formazione politica nata dalla scissione con il Pd, sono stati eletti in Parlamento con i voti di milioni di democratici italiani. Se dovessero votare contro questo governo in ossequio alla volontà del proprio leader, quei parlamentari si assumerebbero una responsabilità storica difficilmente cancellabile agli occhi di chi li ha votati.

    Di fronte alla crisi il Partito Democratico dopo aver mediato ha alzato tre paletti. La parlamentarizzazione della crisi per rendere chiare ed evidenti davanti al Paese le responsabilità e le scelte di tutte le forze politiche. Il sostegno a Giuseppe Conte e al lavoro fin qui portato avanti dal Governo in piena pandemia mondiale. Infine la preclusione a qualsiasi collaborazione futura con la destra populista e sovranista italiana amica di Trump.

    L’Italia ha bisogno di persone che sappiano assumersi le proprie responsabilità e che prima di tutto lavorino per l’interesse del Paese.
    4 min
  • Oddio è lunedì #182 - quando il populismo perde il potere mette a rischio l'idea stessa di democrazia
    Le immagini dell’insurrezione di Washington hanno dimostrato un concetto piuttosto semplice: quando il populismo prende il potere, se poi rischia di perderlo è disposto a mettere a rischio l’idea stessa di democrazia pur di tenerselo.

    Si è provato, anche in Italia, a ridicolizzare l’assalto al Campidoglio soltanto perché alcuni degli assalitori ci sono apparsi come bizzarri personaggi vestiti come i Village People.

    Un’analisi davvero superficiale. Come se le tuniche, i turbanti e persino i cappelli da cowboy indossati da Osama Bin Ladin o dal mullah afgano Omar li abbiano mai resi in qualche modo ridicoli o meno pericolosi durante i dieci anni di lotta al terrorismo islamista. 

    Quanto accaduto negli Stati Uniti è una questione mondiale, che chiama in causa la capacità delle nostre democrazie di resistere all’assalto di nuove forme di totalitarismo, che usano la democrazia dei social network per iniettare nella società idee malsane di odio, violenza, intolleranza e soppressione delle libertà individuali.

    Queste idee spesso assurde arrivano troppo facilmente sui profili di tantissime persone che ci credono e che non posseggono gli strumenti idonei per sapersi difendere da fake news e false ideologie.

    I social network hanno creato una sorta di nuova coscienza di classe fra tutte quelle persone che non riuscendo a spiegarsi in altro modo la concatenazione fra gli eventi o la casualità degli stessi, ha la necessità di spiegare la realtà attraverso teorie complottistiche e cospirazioniste.
    5 min
  • Oddio è lunedì #181 - quel 6 gennaio 2021 in cui gli Stati Uniti difesero la democrazia
    Quel 6 gennaio del 2021 in cui gli Stati Uniti rischiarono la guerra civile. Potrebbe essere questo, un giorno non troppo lontano, il titolo di un articolo sull’esito delle elezioni americane del 2020. Mercoledì 6 gennaio, infatti, sarà una giornata campale per gli Stati Uniti e per la democrazia americana. Sarà la giornata nella quale si ratificherà ufficialmente il voto delle elezioni presidenziali.

    Tuttavia Trump e i suoi accoliti vogliono avvolgere nel caos la giornata del 6 gennaio.
    L’ex presidente degli Stati Uniti, ormai allo sbando, sembra essersi trasformato nel personaggio di Bane, il rivoluzionario cattivo con il respiratore del film di Christopher Nolan il Cavaliere Oscuro. Soprattutto dopo la pubblicazione da parte del Washington Post dell’incredibile telefonata fra il Presidente degli Stati Uniti e il segretario di Stato della Georgia Brad Raffensperger, nella quale in sostanza Trump gli chiedeva di trovare il modo per ribaltare il risultato elettorale del 3 novembre, quando Joe Biden la spuntò per 11 mila e ottocento voti.

    Il piano di Trump funzionerà? La democrazia americana sembra tenere. Fino ad ora le manifestazioni a sostegno del Presidente sono state pacifiche, ma cosa potrebbe succedere qualora Trump dovesse definire i repubblicani dei traditori in combutta con i democratici? Sarà una lunga e pericolosa giornata fuori e dentro Capitol Hill. Una di quelle giornate destinate a finire nei libri di storia.
    4 min
  • Oddio è lunedì #180 - vaccinarsi non è solo un atto di difesa personale, ma un gesto d'amore collettivo
    Questo è l’ultimo lunedì del 2020. Un anno bisestile particolarmente funesto che rimarrà nei libri di storia per la comparsa del Covid e per le conseguenze globali sociali ed economiche della pandemia. Durante quest’anno abbiamo dovuto abbandonare tante delle nostre abitudini.

    Tuttavia questo non è stato soltanto l’anno nel quale è emersa la fragilità della specie umana, in continua lotta con virus e malattie per la propria sopravvivenza sul nostro pianeta. Questo è stato senza dubbio l’anno del progresso scientifico, con buona pace dei negazionisti di ogni sorta. Il 2020 ci ha portato il primo vaccino per il Covid, grazie al lavoro di Ugur Sahin e Ozlem Türeci, due medici di origine turca, migrati in Germania.

    Questo 2020 è stato anche l’anno dell’avvio del primo programma spaziale privato. Il geniale multi milionario Elon Musk è riuscito nell’impresa storica di portare due astronauti americani nello spazio. A dimostrazione che non ci sono confini e limiti fisici entro i quali rinchiudere l’ingegno umano.

    Il 2020 ci ha voluto ricordare la fragilità umana, sferzata da virus e crisi economiche, sociali e politiche. Allo stesso tempo in questo lungo anno scienziati e visionari ci hanno dimostrato come la nostra specie trovi nelle maggiori difficoltà la spinta per la sua costante evoluzione. La fiducia nell’evoluzione scientifica e tecnologica rappresenta il marchio di fabbrica della specie umana. Vaccinarsi non sarà quindi soltanto un atto di difesa personale, ma un gesto d’amore collettivo.
    Il 2020 finirà fra pochi giorni nei libri di storia ed anche noi, che magari la storia non l’abbiamo ancora scritta, potremmo farne parte semplicemente partecipando alla vaccinazione di massa dei prossimi mesi.
    6 min
  • Oddio è lunedì #179 - garantista per se stessa, giustizialista con gli avversari politici
    La Sindaca di Roma Virginia Raggi è stata assolta anche in appello dall’accusa di falso ideologico per la nomina di Raffaele Marra. Chi come me è sempre stato garantista sulle questioni della giustizia, non può che salutare positivamente questa notizia. Soprattutto perché salvaguarda l’onore e la storia di Roma. La Sindaca, al contrario, sembra essere rimasta quella che portava le arance ad Ignazio Marino per la Panda lasciata in divieto di sosta.

    D’altronde Virginia Raggi è fatta così, garantista per se stessa e giustizialista con tutti gli avversari politici.

    Ha provato a trasformare l’assoluzione in un processo in un risultato politico personale. “Me cojoni” direbbe il compianto Gigi Proietti. Nemmeno il Silvio Berlusconi dei tempi d’oro lo avrebbe fatto con tanta arroganza e spudoratezza. La realtà è che il giudizio politico su Virginia Raggi, il suo staff e i suoi pochi alleati arriverà per l’incapacità e l’assoluta mancanza di risultati della sua amministrazione. Sarà un giudizio emesso dai cittadini romani.
    5 min
  • Oddio è lunedì #178 - il tempo della buona politica e non dei cattivi politicanti
    Mi sto convincendo che lentamente ci si stia abituando ai morti per Covid. Soltanto così avrebbero senso le assurde polemiche che nelle ultime settimane stanno tenendo banco nel mondo e nel nostro Paese.

    Proprio nel fine settimana anche la Corte Suprema ha respinto l’ultimo dei ricorsi, quello dello Stato del Texas sull’esito delle elezioni. Eppure sui social si continua a parlare di secessione e guerra civile.

    Non va meglio nel nostro Paese. L’inizio della settimana ci aveva finalmente consegnato un voto unitario di tutto il Parlamento sulla legge di stabilità. Questa unità d’intenti è durata lo spazio di un mattino, perché dal giorno dopo gli interessi particolari dei singoli hanno ripreso il sopravvento ed ora sui giornali si parla di crisi di governo, di rimpasti e di poltrone.

    Questo deve essere il tempo della buona politica e non dei cattivi politicanti.
    5 min
  • Oddio è lunedì #177 - non dipende da lei, dipende da noi
    Lo scorso 25 novembre si è celebrata in tutto il
    mondo la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, una ricorrenza istituita dall’Assemblea delle Nazioni Unite. Nel nostro Paese si sono tenute numerose iniziative istituzionali e civiche, flashmob, presìdi, campagne social e assemblee virtuali. Voglio citarne soltanto un paio. Quella del Partito Democratico che ha lanciato la campagna social “Non dipende da lei. Dipende da noi”.

    Nell'anno della pandemia in cui diminuiscono gli omicidi, i femminicidi continuano a crescere: triplicati nei giorni del lockdown. Nei primi dieci mesi del 2020 sono state 96 le donne vittime di femminicidio. I numeri ufficiali della polizia raccontano come il 75% delle vittime dei delitti compiuti in famiglia sia composto da ragazze, mogli ed ex fidanzate.

    Dai freddi numeri, mi sono imbattuto nella storia di cronaca delle tre sorelle russe Khachaturyan, che poco più di due anni fa hanno ucciso il proprio padre-padrone che da anni le sottoponeva, secondo il loro racconto, a incredibili violenze fisiche e sessuali.

    La cosa più assurda ed incredibile è che in Russia queste tre donne, che si sono ribellate alle violenze di un uomo, rischiano dagli 8 ai 20 anni di carcere.

    Per farci un’idea, in Russia vengono uccise 9.600 donne ogni anno, anche se il Governo parla di cifre esagerate. La violenza sulle donne è una battaglia planetaria, che coinvolge personalmente ognuno di noi. Facciamola diventare la priorità della politica e dell’educazione in ogni sua forma.
    6 min
  • Oddio è lunedì #176 - la storia la conosciamo, fuori dai romanzi troppo volte i buoni perdono
    “Penso che si debbano usare le parole corrette. Trump sta progettando un colpo di stato. In maniera confusa, ma concreta". Questo è l’allarmante tweet postato nel fine settimana da Enrico Letta, persona non proprio facile agli allarmismi o alle ipotesi di complotto. Le preoccupazioni di molti analisti e osservatori delle vicende politiche americane si sta concentrando in queste ore nelle procedure di certificazione dei voti espressi nei singoli Stati e nelle controversie legali innescate dai numerosi ricorsi presentati dai legali di Donald Trump.

    Stiamo assistendo alla più grave crisi istituzionale che la democrazia americana abbia mai avuto, nel mezzo di una pandemia globale che non accenna a rallentare.

    In questa elezione storica infatti, per la prima volta, è entrata nel Congresso degli Stati Uniti una donna in rappresentanza del QAnon . Il QAnon è un movimento/setta americano sostenitore di teorie complottiste.

    Marjorie Taylor Greene, debuttante della politica e attivista di questo movimento, oggi eletta al
    congresso ha intrapreso una campagna elettorale dai forti toni razzisti, sintetizzata dal suo slogan: “Salva l’America, ferma il socialismo”. In un video sul web la si può vedere armata di un fucile semiautomatico, mentre mette in guardia contro i presunti “terroristi Antifa”.

    I QAnon vedano Trump come un messia destinato a guidare un’ondata mondiale di arresti, nota come “The Storm”. Un’azione condotta da reparti militari a lui fedeli in cui migliaia di persone verranno arrestate perché appartenenti ad una setta di cui farebbe parte, indovinate chi... proprio lui George Soros.

    Se fossimo in un romanzo sarebbe una trama distopica niente male, ma alla fine avremmo la certezza che a vincere sarebbero sempre i buoni. Questa però è la realtà. La storia purtroppo già la conosciamo, e fuori dai romanzi nella vita reale troppe volte i buoni perdono.
    7 min
  • Oddio è lunedì #175 - avremo il vaccino per il Covid, ma non scordiamo gli anticorpi della democrazia
    In questi tempi difficili molto spesso ci siamo ritrovati a temere per la tenuta della nostra democrazia. È successo negli ultimi giorni per per i risultati delle elezioni americane, ancora sub iudice in attesa dell’esito dei ricorsi del probabile sconfitto Donald Trump. È capitato in queste ore in Perù, dove il popolo è sceso in piazza per manifestare contro il tentativo di deporre il Presidente eletto Martin Vizcarra per sostituirlo con un avversario politico.

    Nel 2020 in piena emergenza Covid, potrebbe sembrare fuori luogo discutere sullo stato di salute delle nostre democrazie, ma a me pare invece assolutamente necessario farlo, perché intravedo un rischio globale concreto che tutti dovremmo voler scongiurare. La mia preoccupazione è quella di valutare in anticipo quali siano i rischi di un prolungato stato speciale d’emergenza per le nostre democrazie liberali.

    Cosa potrebbe succedere, tuttavia, se in una parte consistente della popolazione si sviluppasse un’indifferenza asettica nei confronti dei più deboli? Una sorta di immunità di gregge al rispetto del valore della vita umana?

    Avremo il vaccino per il Covid, ma non scordiamoci gli anticorpi della democrazia.
    5 min
  • Oddio è lunedì #174 - questa è la stagione della cura
    “Questa è la stagione della cura”. Comincia con questa frase la nuova era di Joe Biden, 46esimo Presidente degli Stati Uniti, democratico testardo che prima di diventare il Presidente eletto con il maggior numero di voti della storia degli Stati Uniti d’America, aveva già perso due elezioni presidenziali nel 1998 e nel 2008. Biden compirà 78 anni a breve e di conseguenza è anche il Presidente americano più anziano. In uno dei momenti più difficili e incerti della nostra storia, gli Stati Uniti scelgono la guida di una persona saggia, che è tornata a parlare di unità con toni pacati, eliminando dal proprio vocabolario quelle parole d’odio, che sono state il marchio di fabbrica di Donald Trump e della nuova generazione di politici neo sovranisti.
    7 min

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Oddio è lunedì è il podcast settimanale di approfondimento politico e sociale, a cura di Riccardo Corbucci, giornalista, sociologo e coordinatore della segreteria del Partito Democratico di Roma.