
Sign up to save your podcasts
Or


In questa puntata ospitiamo Isabella Lazzini, Founder di Boldstuff ed ex CMO con una lunga esperienza in colossi tech come Apple e Huawei. Insieme ripercorriamo le tappe della sua carriera, analizzando le profonde differenze culturali tra Occidente e Oriente, le competenze chiave del marketing del futuro e i rischi legati all'uso incontrollato dell'AI, come il Brand Drifting e l'appiattimento dei contenuti.
Un viaggio tra la necessità di reskilling, aneddoti di progetti pionieristici (come la prima sfilata di moda co-creata con l'AI nel 2019) e consigli pratici per mantenere salda l'identità di un brand nell'era dell'AI.
00:00 - Introduzione e l'oggetto simbolo: il pongo tra malleabilità e avventura
02:15 - Culture multinazionali a confronto: la precisione di Apple vs la flessibilità orientale
06:30 - Le competenze del futuro: il marketing manager come "direttore d'orchestra"
10:45 - Prima parola chiave: Controllo e come bilanciare le direttive centrali con la localizzazione
15:20 - Il caso studio (2019): la prima sfilata di moda co-creata con le reti neurali dell'AI
18:50 - Catene decisionali complesse e strategie di sopravvivenza nelle aziende asiatiche
22:15 - Che cos'è il Brand Drifting e come proteggere l'identità di marca nell'era dell'AI
26:40 - Garbage In, Garbage Out: l'importanza di addestrare bene la macchina mantenendo il fattore umano
29:30 - Seconda parola chiave: Identità e la nascita del progetto Boldstuff
33:00 - Comunicare la tecnologia oggi: opportunità, formazione e visione di lungo termine
In questa puntata di "Oltre il Titolo", ospitiamo Alessandro Mininno, co-founder di Gummy Industries e Flatmates. Alessandro ci accompagna in un viaggio che parte dalle strade di Brescia a metà degli anni '90, dove ha scoperto la potenza sovversiva dei graffiti, fino ad arrivare alla guida di alcune delle agenzie creative e di influencer marketing più rilevanti in Italia.
Il background nelle controculture diventa, nel suo racconto, un metodo per costruire visioni originali, capaci di “stracciare” i brief tradizionali. Alessandro analizza la crisi dell'editoria cartacea, il ruolo crescente dei content creator nel ridefinire i modelli di business dei media e la gestione di agenzie creative che puntano sulla marginalità e sul pensiero critico, allontanandosi dalle scorciatoie del perfezionismo e dell'automazione superficiale legata all'intelligenza artificiale.
Un episodio per capire dove sta andando la cultura pop, come i brand possano restare rilevanti senza cercare di controllare ogni messaggio e cosa voglia dire avere una visione autentica nel mercato attuale.
In questa puntata di "Oltre il Titolo", ospitiamo Massimiliano Zucchi, CEO di La Romana dal 1947, per un viaggio profondo tra identità, fallimento e rinascita imprenditoriale.
Dalla storica gelateria di 55 mq a Rimini fondata dal padre, fino ai 94 punti vendita in 9 paesi, Massimiliano racconta come ha trasformato un’attività artigianale in una media impresa di successo internazionale, senza mai perdere il "DNA denso" delle origini.
In questo episodio esploreremo:
Un’intervista ricca di spunti per chiunque voglia capire cosa significhi davvero fare impresa oggi, tra responsabilità verso i collaboratori e la costante cura del cliente.
I momenti salienti dell'intervista:
Registrata al Timeless Festival 2026, questa puntata ospita Elisa Mereatur, responsabile marketing e comunicazione di Galup.
Il punto di partenza è il nome stesso, che in dialetto piemontese significa "goloso". Attorno a questa parola si costruisce l'intera identità del marchio: anche di fronte ai trend salutistici, Elisa rivendica il dovere di comunicare la golosità in modo pieno, perché chi sceglie di concedersi un piacere deve poterlo fare fino in fondo.
Dalla golosità nasce anche la sfida della stagionalità. Il prodotto simbolo, il panettone basso ricoperto di nocciole, vive del periodo natalizio, perciò la strategia per abitare tutto l'anno parte dagli elementi iconici del brand: la storica glassa diventa un biscotto in formato quotidiano. Lo stesso immaginario si allarga poi oltre il settore alimentare attraverso le contaminazioni con arte e design, dai piatti in porcellana firmati da una designer alla partnership con Artissima, fino al merchandising nato dall'interesse spontaneo verso le magliette usate come divisa di lavoro.
Il fulcro della comunicazione resta la golosità, espressa con linguaggi sempre nuovi per portare il marchio fuori dalla propria comfort zone, anche grazie agli scambi con l'esterno come le collaborazioni con le università.
Quando la comunicazione parte dal perché, il brand resta nel tempo, con Marta Fabiani, PR, Events & Trade Advocacy Manager di Gruppo Montenegro
Cosa significa costruire una strategia di comunicazione per un brand con 140 anni di storia? A Timeless Festival lo abbiamo chiesto a Marta Fabiani, PR, Events & Trade Advocacy Manager del Gruppo Montenegro.
Marta racconta come il punto di partenza di qualsiasi scelta comunicativa stia nel chiedersi il perché: perché un contenuto, perché un formato, perché un testimonial. Questa domanda, applicata con coerenza nel tempo, è quello che permette a un brand storico di restare rilevante senza inseguire ogni tendenza.
Uno degli argomenti centrali della conversazione riguarda il valore della presenza fisica in un panorama dominato dal digitale: secondo Marta, un'attività tangibile ha oggi un impatto maggiore proprio perché rompe la piattezza dello schermo. Lo conferma anche l'attenzione che il Gruppo dedica alla Generazione Z, una generazione che ha più bisogno di connessione reale di quanto si pensi e che va raggiunta nella vita quotidiana, non solo sui social.
Sul fronte dell'influencer marketing, Marta condivide una lettura precisa: funziona quando la nicchia del creator rispecchia davvero il posizionamento del brand, non come strumento generalizzato. Un approccio che riflette la stessa logica della campagna con Totti e Spalletti, in cui Amaro Montenegro ha scelto due figure capaci di incarnare i valori di amicizia autentica su cui il brand costruisce la propria comunicazione da sempre.
In questa puntata di Oltre il titolo, registrata a Timeless Festival, ospitiamo Lorenzo Bagnoli, vicepresidente di Sammontana, arrivata oggi alla terza generazione.
Lorenzo ci racconta come l'azienda ha affrontato il passaggio generazionale, un momento delicato per qualsiasi realtà familiare, attraverso un approccio strutturato che ha permesso a Sammontana di mantenere continuità e identità nel tempo.
Al centro della conversazione c'è il concetto di rigenerazione, inteso come la capacità di restituire valore al mondo invece di limitarsi a estrarlo. Un principio che guida Sammontana sia sul piano della sostenibilità che su quello dell'innovazione, e che ha trovato una tappa importante nel percorso verso la certificazione B Corp, attraverso la scelta di mettere nero su bianco i propri valori aziendali.
Lorenzo spiega anche perché oggi comunicare questi valori richiede un approccio non standardizzato, capace di muoversi su più fronti contemporaneamente: dai social agli eventi, dalla televisione ai media tradizionali.
"Il grande giocatore sa esattamente quale è il momento di fermarsi e qual è il momento di rischiare." Spartaco Albertarelli, game designer di Risiko, ci ha lasciato un insegnamento che parte dal gioco, ma che si applica ovunque.Comunicare un prodotto storico e iconico come Risiko, che vede coinvolte intere generazioni, è una grande sfida, ma Spartaco ci ha fatto comprendere quanto sia importante creare appartenenza e portare così un brand a diventare riconoscibile e memorabile, oltre gli anni e i confini.
Direttamente dal Timeless Festival oggi chiacchieriamo con Vittoria Majani, Brand Manager di Majani 1796, per scoprire qualche curiosità in più su uno dei co-marketing più iconici che esistano (Il cremino Fiat di Majani) e su cosa mantenga sempre viva la reputazione di un brand che ha 230 di storia alle spalle.
In questa puntata di Oltre il Titolo, incontriamo Andrea Battisti, Managing Partner di Mai Tai, agenzia specializzata in eventi. Battisti porta con sé oltre vent'anni di esperienza maturata in aziende come Fox, National Geographic e Warner Bros.
Il punto di partenza dell’intervista è un elettrodomestico: la televisione. Andrea la sceglie come oggetto perché da bambino non la guardava, la studiava: pubblicità, doppiatori, meccanismi di produzione. Quella curiosità ha definito un metodo di lavoro e, poi, una carriera.
La conversazione però si sviluppa intorno a una domanda precisa: cosa rende (oggi) un evento efficace?
Il primo aspetto riguarda la differenza tra visibilità e connessione. Nel settore degli eventi, la rincorsa alla non-convenzionalità ha prodotto un effetto paradossale: tutto tende ad assomigliarsi. Per Battisti, l'obiettivo non è generare condivisioni forzate, ma costruire empatia con la linea editoriale di chi partecipa.
Il secondo livello riguarda la gestione del rischio. Il guerrilla marketing si è trasformato: dalle azioni improvvisate a operazioni costruite intorno a un concept narrativo solido, pensate per non generare reazioni negative e per far sentire il pubblico a proprio agio.
Il terzo livello è strategico. Un evento inserito correttamente nel piano media non è un touchpoint isolato, ma una fonte di contenuti da valorizzare nel tempo, attraverso i materiali ufficiali, i creator presenti e il punto di vista di chi ha vissuto l'esperienza fisicamente.
La puntata si chiude con tre parole: folla, linguaggio, stupore. Tre concetti che Battisti collega in una sola direzione: dentro un evento affollato, il compito è trovare le parole giuste per entrare in relazione con le persone. Solo così lo stupore diventa un ricordo.
In questa puntata di Oltre il titolo, registrata in partnership con Timeless Festival, ospitiamo Luca Naj-Oleari, founder dell'agenzia Alma e co-founder di Timeless Brands e Timeless Festival.
Luca ci accompagna dietro le quinte della seconda edizione del festival, in programma a Sarzana e Portovenere dal 12 al 14 giugno 2026, e ci racconta come si progetta un evento che mette in dialogo il tessuto delle PMI italiane con alcuni dei brand più riconoscibili del panorama nazionale, da Sammontana ad Amaro Montenegro, da Galup a Comfort Zone, fino a realtà come la onlus Dinamo Camp o il "re del pollo" Giannasi. Cosa rende un brand davvero "Timeless"? Secondo Luca la risposta passa attraverso l'impatto sociale, il legame con il territorio, la qualità della relazione con i collaboratori e la coerenza identitaria nel tempo, più che attraverso il fatturato.
Timeless Festival vale la pena di essere vissuto perché tiene insieme tre dimensioni che raramente si incontrano nello stesso evento: la formazione imprenditoriale nei talk del venerdì al Teatro degli Impavidi, l'esperienza diretta dei brand nel "Timeless Playground" del sabato in Fortezza Firmafede (con un Risiko gigante di 7 metri, un torneo di calcetto firmato Amaro Montenegro, percorsi olfattivi e attività pensate anche per le famiglie) e la dimensione più umana del lavoro imprenditoriale nei talk della domenica a Portovenere.
Per imprenditori, manager e famiglie, l'occasione è quella di confrontarsi con modelli di riferimento concreti e di entrare in una community che vive tutto l'anno attraverso webinar, eventi "Experience" nelle aziende e contenuti video su YouTube.
🗓️ Sarzana e Portovenere, 12–14 giugno 2026
🎟️ Biglietti dal pass verticale del sabato (12€) ai pacchetti aziendali fino a 250€ per percorsi di formazione manageriale
🔗 Programma completo e biglietti sul sito ufficiale del Timeless Festival: https://www.timelessfestival.it/
From the publisher's feed