Il piano del Mossad di dar vita a un cambio di regime in Iran è chiaramente fallito.
E un’inchiesta del New York Times ci ha svelato la storia di questo fallimento: a metà gennaio il capo del Mossad David Barnea avrebbe convito Netanyahu che bombardamenti mirati e una “decapitazione” della leadership avrebbero scatenato sommosse e ribellioni tali da far crollare la Repubblica Islamica.
Barnea espone il piano anche ai vertici dell’amministrazione Trump, convincendo infine il presidente americano nonostante i dubbi della CIA.
Ma il piano fallisce..
I giorni dopo l’attacco gli aggressori uccidono Khamenei e decine di leader iraniani,
Trump nel primo discorso di guerra invita il popolo iraniano a ribellarsi,
ma l’insurrezione promessa, non avviene.
Anzi.
Le piazze si riempiono di manifestazioni a difesa della sovranità del paese, gli oppositori rimasti temono repressioni più dure di prima, e il New York Times racconta di un Netanyahu furioso per il fallimento totale del piano.
Oggi tutti gli obiettivi dell’attacco israelo-americano sembrano diventati irraggiungibili.
E se l’Iran diventerà il nuovo Vietnam per gli Stati Uniti, o addirittura una nuova Stalingrado come dicono i più fiduciosi e appassionati,
molto, conclude il New York Times, lo dovremmo a questo storico errore di valutazione dell’intelligence israeliana.
Di questa inchiesta dirompente ci ha parlato il giornalista di InsideOver Roberto Vivaldelli.
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