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Il cinema come lo conosciamo sta per morire? Tipo come quando D’Alema rilasciò 420 concessioni statali per l’apertura di altrettante sale Bingo a discapito delle sale cinematografiche? Oppure come quando provarono a imporre quella cagata del cinema in 3D?
(per fortuna non ha mai funzionato)
Oppure come quando arrivò la TV, negli anni ’50 ? Oppure come quando iniziò a fare film Nanni Moretti?
Impossibile dirlo, ma è un fatto che in queste settimane nel cuore profondo dell’industria cinematografica mondiale, Hollywood, è scoppiata una vera e propria bomba: l’OPA contro la Warner Bros da parte di Netflix e Paramount. Praticamente Netflix e Paramount cercano di papparsi Beep Beep_. Si parla di più di 100 miliardi di dollari, cioè due finanziarie di Giorgetti. E non si parla solo di cinema, ma di controllo totale dei media. Di rimodellamento o danneggiamento dell'industria dell'intrattenimento.
Chi divorerà la Warner Bros . allora? La piattaforma woke di Ted Sarandos o quella vicina a Trump che il woke lo odia con tutta l’anima? Ed è vero che il cinema sta per scomparire?
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Una classe sociale che non sappia usare le armi merita di essere schiava, diceva Lenin.
E lo stesso sostiene David Colantoni nella sua “teoria della classe armata” e nel suo prossimo libro, che avrà la prefazione di nientpopòdimeno che Luciano Canfora, Oliver Stone e Jeffrey Sachs.
La professionalizzazione dell’esercito con l’abolizione della leva obbligatoria avvenuta negli ultimi decenni in tutti i principali paesi occidentali, ha creato una vera e propria “classe armata” che porta automaticamente avanti una propria agenda politica per ricevere sempre maggiore potere sociale e finanziamenti.
Una classe sociale che conta circa 27 milioni di persone in occidente, i cui massimi rappresentanti hanno in mano il potere delle armi, e il cui ruolo all’interno del sistema di potere occidentale è diventato strutturale: determinante tanto quanto quello delle grandi oligarchie finanziarie, se non di più.
Il modo in cui questa classe si riproduce e aumenta la propria egemonia? La guerra.
E per combatterli, dovremmo, come Russia e Cina, ripristinare la leva e tornare agli eserciti nazional popolari, in modo da togliere potere ai “professionisti” della guerra e far tornare l’esercito sotto il controllo civile.
Ne parliamo con David Colantoni
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A pochi giorni dalla pubblicazione della National Security Strategy, il Giappone dell’ultrareazionaria Tamagochi Sanae decide di provocare la Cina per mettere alla prova la partnership sinorussa e giustificare la svolta militarista di Tokyo
Sono le prove generali della nuova strategia imperiale
Che per funzionare deve rottamare il globalismo woke, e riesumare il caro vecchio ultranazionalismo
Le basi non mancano
E per rintracciarle, non serve scavare a fondo
America First, dice Trump
A prima vista sembra uno slogan tutto sommato innocuo
Non lo è
America First Committee è il nome della popolare organizzazione fondata nel 1940 dall’isolazionista e ammiratore del Fuhrer Charles Lindbergh
Da oltre 80 anni, il principale punto di riferimento del suprematismo bianco USA, dal Ku Klux Klan ai think tank più oltranzisti della galassia MAGA
Il fulcro ideologico per reinventare un ASSE all’altezza del XXI secolo
Che sta facendo proseliti dalla Germania al Giappone, passando per l’Italia
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Gli Stati Uniti, in un nuovo assalto piratesco, sequestrano una petroliera venezuelana cercando di ripulire il loro giardino dalle foglie secche.
L'idea è quella di ristabilire la dottrina Monroe. Ma ad un mondo diviso per sfere di influenza non crede più nessuno e la Cina non ha intenzione di andarsene dal sud america. Sembra che le speranze americane di nuovi alleati fedeli si debbano scontrare con la leadership dei paesi latini che non hanno più voglia di essere servi di nessuno e vogliono fare i loro interessi nazionali scegliendo liberamente i propri partner.
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La Germania, si sa, ha una tradizione: quando proprio non sa cosa fare, rispolvera i vecchi attrezzi. E così eccoci di nuovo a guardare un Paese che sembra aver rimesso in moto la sua macchina preferita; non si tratta delle auto elettriche ma dell'apparato della sorveglianza. Altro che transizione ecologica: la vera startup tedesca è la polizei che ti sfonda la porta alle sei perché hai messo “mi piace” al post sbagliato.
Infatti i fondi per la “sicurezza interna” crescono più rapidi degli arresti: ogni mese un finanziamento nuovo, ogni mese un nuovo reparto pronto a sequestrarti il telefono con la delicatezza di un cingolato.
In questo clima arriva il Digital Services Act, venduto come protezione per gli utenti ma in realtà è una museruola europea lucidata bene: dal 2023 tutto ciò che sembra “pericoloso” online viene cancellato, anche meme e satire, grazie a filtri automatici più zelanti di un inquisitore digitale.
L’UE vuole una sola cosa: controllare le narrazioni. Per questo ha creato lo “Scudo Europeo per la Democrazia”, un grande apparato che classifica opinioni sgradite come “minacce narrative”. Kaja Kallas accusa i russi di qualunque dubbio venga in testa ai cittadini, e intanto Bruxelles arma fact-checker, ONG e il nuovo Media Freedom Act per mettere in riga chi parla fuori dal coro.
Non basta censurare: serve anche propaganda confezionata dai media mainstream. Risultato? Una UE che ti dice cosa pensare, cosa non condividere e che ti punisce se non ti allinei; sempre ovviamente “per il tuo bene”.
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“La Russia sta vincendo, Zelenksy usa la guerra per non indire le elezioni e continua a prendere tempo sul piano di pace nonostante i suo collaboratori siano tutti d’accordo”.
Ecco alcune delle bordate lanciate da trump al presidente ucraino durante una lunga intervista a POLITICO pubblicata ieri mattina.
Un’intervista nella quale il presidente americano si è dato di nuovo anche al suo sport preferito e l’unica passione che forse ci accomuna:
Infamare le elite e i leader europei... definiti a questo giro deboli e in stato confusionale.
Con grande rammarico per gli ultras della guerra italiani ed europei, sembra che questa volta l’asse dell’escalation composto da Zelensky e volenterosi non sia riuscito a convincere gli USA a voler ritardare ancora l’inevitabile fine della guerra.
Secondo il Financial Times
gli inviati americani Witkoff e Kushner avrebbero dato un ultimatum a Kiev affinché accetti il loro piano di pace entro Natale,
e le ultime esternazioni di Trump sembrano affettivamente andare tutte in questa direzione.
Ma ieri è stato soprattutto il grande giorno di Zelensky a Roma.
L’ennesima tappa del suo eurotour permanente per consolidare alleanze e sperare in nuove armi finanziamenti e appoggi politici.
Ma la verità è che la nostra premier ormai scaga i summit dei volenterosi, il piano di pace di trump non è sembrato dispiacerle affatto, e secondo gli ultimi dati del Kiel institute, dopo la Spagna l’Italia è il paese europeo che nel 2025 ha maggiormente ridotto gli aiuti militari a Kiev.
Insomma molte delle richieste di Zelensky fatte ieri al nostro governo sono destinate a rimanere insoddisfatte. E se Trump mollerà definitivamente Zelensky probabilmente anche il nostro governo gli andrà dietro.
Ne parliamo con Gianandrea Gaiani
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sul web c’è una certa euforia
in molti si sono convinti che Forrest Trump sta per salvarci una volta per tutte la giogo delle élite globaliste e da quell’immonda schifezza che è l’Euro e l’Unione Europea
me sa che se so visti troppo Batman
l’idea che a salvare il culo ai popoli europei ci pensi un miliardario yankee annoiato dal politically correct potrebbe rivelarsi leggermente velleitaria
ma allora cosa c’è dietro alla crociata di Forrest Trump contro l’Unione Europea?
e cosa potrebbe comportare?
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Dopo l’ignobile tradimento di quelli che un tempo erano stati guardiani e amici..
Quando le tenebre sembravano aver avuto alla fine il sopravvento.
E ogni speranza essersi smarrita.
Ecco una luce levarsi all’orizzonte, e un corno suonare in lontananza...
È quello di Tajani, e Calenda, Gentiloni, Monti...Prodi!!
Suonano la carica dei Guerrieri d’Europa!
Pronti a difendere con la vita degli altri i vincoli Maastricht, la guerra e il riarmo.
Gli europeisti sono letteralmente in estasi:
dopo giorni di disperazione per la possibile tregua in ucraina, per il veto del Belgio alla possibilità di rubare soldi non nostri, e infine il disprezzo per Macron e Von der leyen dimostrato da Trump e Musk, sulle pagine de La Stampa, de La Repubblica, e del Corriere, si è finalmente passati al contrattacco:
e probabilmente sotto l’effetto di droghe eccitanti, è da circa 48 ore ininterrotte che i giornalisti delle redazioni vengono costretti e intervistare tutti gli europeisti di lusso e padri nobili dell’euro che hanno in agenda.
L’obiettivo? far loro emettere per l’ennesima volta gli stessi polisillabi che emettono da anni a questa parte, e che però sono ancora in grado di scaldare i cuori e l’immaginazione di tutti gli ZTL italiani:
"con Kiev fino alla vittoria, più Europa, “riforme”, riarmo."
E la ciliegina sulla torta…
Una nuova manifestazione per l’Europa in stile quella invocata da Serra a marzo scorso!!
Sinceramente, noi non vediamo l’ora. E voi??
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LA FINANZA SPECULATIVA È MERDA. E questo video – su "La grande scommessa" e "Margin Call", due film hollywoodiani sulla truffa del millennio, quella della Lehman Brothers del 2007/2008 – è solo un pretesto per dire ancora una volta che LA FINANZA SPECULATIVA È MERDA. “Ancora una volta” perché lo abbiamo già detto con molta chiarezza parlando di "Una poltrona per due". In realtà, magari non ve ne eravate accorti, tutte le puntate di Desaparecinema usano il cinema come pretesto per parlare di politica ed economia. La puntata di oggi usa il cinema come pretesto per dire che… LA FINANZA SPECULATIVA È MERDA. Ogni tanto ovviamente lo dice anche qualche film. E come vedremo tra poco, lo dicono anche i più grandi economisti-umanisti di sempre, cioè coloro che ritengono l’eeconomia al servizio del popolo e non del PD. Tra questi giganti c’è Federico Caffè , misteriosamente scomparso nel 1987, che chiamava i finanzieri, i CEO, i banchieri, i draghi , gli “incappucciati della finanza”.
E anche Marx, secondo cui l'accumulazione finanziaria conferisce un potere politico sempre maggiore ai grandi gruppi economici, che possono influenzare le decisioni statali e superare l'autorità delle nazioni. Al punto da ritenersi loro stessi il potere.
E chi non vede il video intero è la finanza speculativa.
Centinaia di migliaia di giovani in più di 60 piazze
Non è la chiusura del Black Friday
Ma sono gli studenti e i movimenti pacifisti tedeschi che hanno protestato ieri contro la nuova leva militare
Noi ve lo abbiamo sempre detto:
Il più grande ostacolo per Merz per fare tornare la Germania “il più potente esercito d’Europa” è che i giovani tedeschi non hanno nessuna intenzione nei prossimi anni di uccidere e farsi uccidere per gli interessi di qualcun altro.
E quindi portare il numero di soldati da 80 mila 270 mila entro il 2035 come vorrebbe il governo
era un’impresa assolutamente impossibile se l’arruolamento rimaneva su base volontaria.
Da qui il disegno di legge approvato ieri al Bundestag
che prevede l’obbligo per gli uomini (non per le donne e le persone non binarie, per cui resta facoltativo) di passare una visita di leva e rispondere a un questionario già dal prossimo 1 gennaio
non solo
perché nell’ultima parte della legge c’è una piccola clausola
per la quale, nel caso abbastanza persone non si arruolino volontariamente, si procederà alla chiamata diretta di cittadini estratti a sorteggio.
Ora pensate lo sculo di essere estratti a sorteggio per comebattere con la Wermacht.
E infine, se dopo un anno nemmeno così si arriverà a un numero di uomini sufficiente, si tornerà alla buona vecchia coscrizione obbligatoria..
Ma no no non preoccupatevi ragazzi!
perché il ministro della difesa Pistorius, si è detto convinto che non succederà!
perché il servizio militare sarà reso “più interessante per i giovani”.
Concerti in mezzo ai Leopard 2, aperitivi con vista Stalingrado...no.
Il riferimento è la martellante propaganda che il governo con l’appoggio di tv e giornali ha in piano per i prossimi anni.
Ne abbiamo parlato con il giornalista Claudio Celani, che in Germania ci vive e lavora e ci ha raccontato tutto quello che c'è sa sapere sulla crisi tedesca.
ci vediamo alle 19
Per approfondire consultate i seguenti link:
👉Schiller institute: https://schillerinstitute.com/
👉Eir news: https://eir.news/
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