Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta

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Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta episodes

  • Radicofani 25 novembre 1840 (Toscana) - «Viaggi in Italia (1840-1845)» di John Ruskin
    Durante il suo viaggio per l'Italia Ruskin eseguì disegni e acquerelli e tenne un «diario di bordo», che è appunto quello che segue, e che è costituito da una serie di appunti sinestetici, impressioni, schizzi testuali. 
    Anche se non fu il primo incontro di Ruskin con l'Italia, quello del 1840-1841, continuato poi nel 1845, rivestì i caratteri del viaggio iniziatico nel quale affiorano i primi segni della sua visione dell'arte.

    Nella seconda località di posta dopo Siena c’era una viuzza al di sotto di un arco con la scritta «Via delle Pulci».
    Via delle Pulci? Che interessante esempio di nomenclatura!
    Vicino Siena erano come antichi castelli del Galles; oggi, semplici torri in cima a un poggio.
    Ambrato lo spazio di cielo al di sotto, a inondare di un fulgore purissimo e intenso una catena di monti mirabilmente aguzzi, e riverberarsi dirimpetto sulle torri di Radicofani - brutte torri di rossi mattoni, ma per questo tanto calde - e a splendere su un ammasso di lava e basalto, sparso per tutto il fianco del colle.

    Radicofani: https://maps.app.goo.gl/E7geyHY5T1VD9kCo8   

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    5 min
  • Siena 25 novembre 1840 (Toscana) - «Viaggi in Italia (1840-1845)» di John Ruskin
    Durante il suo viaggio per l'Italia Ruskin eseguì disegni e acquerelli e tenne un «diario di bordo», che è appunto quello che segue, e che è costituito da una serie di appunti sinestetici, impressioni, schizzi testuali. 
    Anche se non fu il primo incontro di Ruskin con l'Italia, quello del 1840-1841, continuato poi nel 1845, rivestì i caratteri del viaggio iniziatico nel quale affiorano i primi segni della sua visione dell'arte.

    Arrivati a Siena in pieno sole, ma con un vento gelido che mi ha provocato un mal di capo nei dieci minuti in cui ho corso per le strade per dare un’occhiata alla Cattedrale.
    Questa città ne vale cinquanta, di Firenze: edifici in generale più grandi e più massicci, con trifore veneziane in gran numero.
    Una nobile Piazza, con una fontana in marmo bianco delicatamente scolpita.
    La Cattedrale disorienta, si tratta, tuttavia, della chiesa che più mi ha colpito di quante ne abbia viste finora in Italia.

    Siena: https://maps.app.goo.gl/ovqV87UjpguyJptP9  

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  • Firenze 13-15-22-23-24 novembre 1840 (Toscana) - «Viaggi in Italia (1840-1845)» di John Ruskin
    Durante il suo viaggio per l'Italia Ruskin eseguì disegni e acquerelli e tenne un «diario di bordo», che è appunto quello che segue, e che è costituito da una serie di appunti sinestetici, impressioni, schizzi testuali. 
    Anche se non fu il primo incontro di Ruskin con l'Italia, quello del 1840-1841, continuato poi nel 1845, rivestì i caratteri del viaggio iniziatico nel quale affiorano i primi segni della sua visione dell'arte.

    13 novembre
    Ho appena camminato, o passeggiato, nella piazza delle statue: aria meravigliosamente balsamica, e non dimenticherò troppo presto, spero, l’impressione lasciatami vuoi da questa piazza, nel suo aprirsi a chi arriva dal fiume, con l’enorme massa della torre dominante, vuoi dal Duomo stesso.

    15 novembre
    Ancora non riesco a farmi un’idea chiara di questo luogo, anche se al momento i miei sentimenti sono di penoso disappunto.
    Le gallerie, che ho percorso ieri, sono abbastanza imponenti ma, per quel che riguarda il godimento, tanto sarebbe valso essere al British Museum, eccezion fatta per i Raffaello.
    Disegnato un poco in Palazzo Vecchio, ma in realtà non c’è un solo punto di tutta questa città che sia veramente pittoresco.
    Non ci sono portici, niente ornamenti turchi o moreschi; tutto è stantio e insignificante, salvo i vecchi palazzi fiorentini, che sembrano altrettante carceri: semplici masse di ruvida pietra, con finestre ad arco di ornamento gotico.

    22 novembre
    Troppo piccola la chiesa inglese, qui, in genere un vero e proprio parapiglia per i posti a sedere.
    Nobile la voce dell’organo: passaggi di melodia sommessa durante l’elevazione dell’ostia, poi, mentre la folla si alzava, improvvisamente anche la musica cambiava.

    23 novembre
    Freddo tagliente e vento di tramontana.
    Fuori subito dopo la colazione, per arrampicarsi sul campanile.
    Un funerale nella Cattedrale: l’effetto era piuttosto suggestivo e, poiché la Cattedrale è sempre buia, la luce delle candele non appariva giallognola o stentata.
    Poi, dura fatica su per i 418 scalini del Campanile, le colonne di marmo delle finestre davvero squisite da vicino, ritorte, con rosoni.

    24 novembre
    Su a San Miniato, la chiesa bianca e nera: nauseante concime d’ossa o altro, nel giardino, e vista non più come appariva quando vi salii in precedenza.

    Firenze: https://maps.app.goo.gl/RSyLNFtH4Z9yoYNWA 

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    15 min
  • Empoli 12 novembre 1840 (Toscana) - «Viaggi in Italia (1840-1845)» di John Ruskin
    Durante il suo viaggio per l'Italia Ruskin eseguì disegni e acquerelli e tenne un «diario di bordo», che è appunto quello che segue, e che è costituito da una serie di appunti sinestetici, impressioni, schizzi testuali. 
    Anche se non fu il primo incontro di Ruskin con l'Italia, quello del 1840-1841, continuato poi nel 1845, rivestì i caratteri del viaggio iniziatico nel quale affiorano i primi segni della sua visione dell'arte.

    Strada incantevole ma un po’ monotona.Parte inferiore della val d’Arno molto piana; più in là, basse ondulazioni, con ville sparse.
    Pessima locanda stasera, scomoda per scrivere, e lungo tragitto a piedi su strada appena tracciata.
    Tuttavia è delizioso, per quanto sembri incredibile, trovarsi a poche ore da Firenze.

    Empoli: https://maps.app.goo.gl/ut5AnSjh4D2Y11gR7 

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  • Pisa 10 novembre 1840 (Toscana) - «Viaggi in Italia (1840-1845)» di John Ruskin
    Durante il suo viaggio per l'Italia Ruskin eseguì disegni e acquerelli e tenne un «diario di bordo», che è appunto quello che segue, e che è costituito da una serie di appunti sinestetici, impressioni, schizzi testuali. 
    Anche se non fu il primo incontro di Ruskin con l'Italia, quello del 1840-1841, continuato poi nel 1845, rivestì i caratteri del viaggio iniziatico nel quale affiorano i primi segni della sua visione dell'arte.

    Disegnato, in mattinata, con pochi curiosi intorno, e quei pochi molto più riguardosi che in Inghilterra o in Francia.
    La Cattedrale lascia sopraffatti per il suo sfoggio di marmi, e tutto l’effetto va perduto per il cattivo impiego dei materiali.
    Buoni soltanto i capitelli, ma più per essere studiati da vicino che per il colpo d’occhio.
    Veramente brutto il Battistero quanto a disegno generale esterno: pesante e tetro all’interno, privo di sublimità.
    Campo Santo mi ha totalmente deluso: è molto stretto, privo di eleganza e del tutto mancante di malinconia o di pace.
    Torre Pendente interessantissima e, dall’alto, vista magnifica.Ma la città è squallida, e il fiume e i ponti non visibili dalla torre.

    Pisa: https://maps.app.goo.gl/vSNXqM5b4FqSYNgQ8          

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  • Lucca 8-9 novembre 1840 (Toscana) - «Viaggi in Italia (1840-1845)» di John Ruskin
    Durante il suo viaggio per l'Italia Ruskin eseguì disegni e acquerelli e tenne un «diario di bordo», che è appunto quello che segue, e che è costituito da una serie di appunti sinestetici, impressioni, schizzi testuali. 
    Anche se non fu il primo incontro di Ruskin con l'Italia, quello del 1840-1841, continuato poi nel 1845, rivestì i caratteri del viaggio iniziatico nel quale affiorano i primi segni della sua visione dell'arte.

    Da Carrara a Massa, un ripido tratto in salita: i buoi, per issarci fin su.Massa sembrava un luogo ridente, sovrastato da una bella fortezza.Infine pianura assoluta per quattro miglia fino a Lucca, brutta cittadina, per essere italiana, uniformemente cinta di solide mura.Rapida corsa attraverso la città, che come città: bassa e carente quanto a decorazione. è ben poco interessante.
    La mole della Cattedrale e la torre nobilissime nella luce morente, ma tutto l’effetto distrutto dal perpetuo piatire dei mendicanti.

    Lucca: https://maps.app.goo.gl/xgdbAbgjRYoYRsgW6         

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  • Carrara 6-7 novembre 1840 (Toscana) - «Viaggi in Italia (1840-1845)» di John Ruskin
    Durante il suo viaggio per l'Italia Ruskin eseguì disegni e acquerelli e tenne un «diario di bordo», che è appunto quello che segue, e che è costituito da una serie di appunti sinestetici, impressioni, schizzi testuali. 
    Anche se non fu il primo incontro di Ruskin con l'Italia, quello del 1840-1841, continuato poi nel 1845, rivestì i caratteri del viaggio iniziatico nel quale affiorano i primi segni della sua visione dell'arte.

    Usciti dalla città di La Spezia quando appena albeggiava, dove c’era uno spazio di cielo giallo pallido all’orizzonte, contro il quale le nobili forme montane dei promontori che delimitano il golfo si stagliavano nitidamente.
    Attraverso una distesa di paludosa pianura, fino a un lento e malandato traghetto sulla Magra; per un buon miglio, strada pesante tra sabbia e ciottoli su entrambi i lati, che continua scellerata fino a Sarzana.
    Attraversata poi una fertile pianura di vigne, tutta coperta, tanto da non concedere neppure per un istante una chiara veduta delle montagne di Carrara, levatesi sopra di noi all’improvviso.
    Imboccando una stretta valle ai loro piedi, la piccola città di Carrara in basso, i loro precipizi affacciati sopra gli edifici e i portici della piazza, proprio come a Chamonix o a Innsbruck.
    Mi sono inerpicato fino alla cava più bassa, scavalcando frammenti di candido marmo scalpellati via dai blocchi per squadrarli.
    E’ incredibile che questo splendido marmo debba essere cavato in uno degli scenari montani più belli d’Italia.

    Carrara: https://maps.app.goo.gl/hvLfqfqsFShnhSQA9         

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    8 min
  • Calabria Citeriore - Via da Policoro a Corigliano - «Viaggio Pittoresco» Jean Claude Richard de Saint-Non
    Questa è la sezione calabrese dell’opera monumentale «Voyage pittoresque de Naples et de Sicile», frutto della spedizione di Dominique Vivant Denon, che aveva ricevuto l’incarico di guidare un manipolo di paesaggisti e di compilare un puntiglioso diario.
    Il viaggio in Calabria iniziò ai primi di maggio del 1778, zigzagando qua e là, l’équipe visitò località piccole e grandi, testimonianze archeologiche e quant'altro potesse entrare nel cerchio debordante di un viaggio incentrato sulla riproduzione di città, strade, monumenti, ponti, golfi, montagne e altri elementi variamente pittoreschi.

    Calabria Citeriore - Via da Policoro a Corigliano presso luoghi dell'antica Sibari, passando per Rocca Imperiale, Castel Roseto e Casalnuovo

    Lasciamo con rammarico questo bel paese dell'antica Eraclea, paese incantevole per ricchezza di siti, e dopo essere discesi dalle alture che dominano su tutta questa bella parte d'Italia, entrammo in un bosco già celebre nell'antichità e riferito già come foresta sacra. 
    Si può dire che essa ne conserva ancora tutto il carattere: il silenzio, il cupo misterioso, che regna su immense scene, vecchie quanto il mondo, che sembrano richiamarci, attraversandole, il Santuario ispirato dai Druidi.
    Questa bella foresta era abitata da una folla quieta di animali e di selvaggina di ogni specie; cinghiali, daini, cervi, caprioli, senza parlare delle martore e degli scoiattoli, dei quali vedemmo grandissima quantità, saltare da albero ad albero, sulle nostre teste.
    Arriviamo infine presso le rive del Siri, uno dei più grandi fiumi del Regno di Napoli, sempre seguendo la foresta, e passammo il fiume a guado su bufali che si attendevano sulla riva.
    E’ alla foce di questo fiume che esisteva altra volta l’antica Siri, una delle città più considerevoli della Repubblica dei Sibariti.
    Eravamo soprattutto sorpresi di vedere che questa Calabria, di cui ci avevano fatto tanta paura, era il luogo dove durante tutto il nostro viaggio, avevamo visto esercitare l'ospitalità con la più larga franchezza e cordialità.
    Si può dire, e senza esagerazione, di questi felice e tranquilli abitanti, che, da quando si entra in loro case, e se divengono vostre; quelli non hanno più nulla per loro, e senza fasto vi mettono davanti tutto ciò che può piacervi, tutto ciò che voi potete desiderare.

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    30 min
  • Dove finisce il mondo - «Viaggio in Puglia» di Raffaele Nigro
    Il libro del viaggiAutore Raffaele Nigro, uscì nel 1991, uno scrittore, il fascino di una terra antica, un appassionante affondo antropologico in una regione dai mille volti.
    Senza dimenticare la grande Puglia dei miti, dei riti, del mare, della civiltà letteraria e quella del nuovo millennio, dove convivono valori e ritmi di vita tradizionali e ansie di ammodernamento, diffuse macchie di povertà e sfacciate sacche di ricchezza.

    In cinque risaliamo sulla statale che da Maglie porta a Leuca.Si fa più insistente la presenza dei trulli a tronco di cono.
    Poi un cartello indica Santa Maria di Leuca.
    Quattro tedesche in bicicletta pedalano verso il mare, cariche di zaini.
    Le auto si sono fatte più rade e il vento più forte.
    Quando la strada si biforca prendiamo un gomito stretto che porta verso il santuario di Finisterre, l’altra strada scende a Leuca.
    Il vento mi scompiglia i capelli,  e sbatacchia le tende dei rivenditori sul piazzale.
    Cerchiamo rifugio nel santuario.
    Sobrio nelle sue linee neoclassiche e con un quadro nel cuore dell’altare maggiore, quasi un’icona, di Palma il Vecchio.
    Qui vengono i pellegrini in tutte le stagioni.Se non si tocca la soglia del santuario in vita, dice una leggenda, bisognerà venirci da morti.
    Mentre ripartiamo penso a quegli uomini, nudi di fronte al mare infinito, di fronte all’alba di tante vicende.Iniziavano un cammino difficile, proprio dove per noi oggi questo cammino ha fine.

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    5 min
  • Male d'Albania - «Viaggio in Puglia» di Raffaele Nigro
    Il libro del viaggiAutore Raffaele Nigro, uscì nel 1991, uno scrittore, il fascino di una terra antica, un appassionante affondo antropologico in una regione dai mille volti.
    Senza dimenticare la grande Puglia dei miti, dei riti, del mare, della civiltà letteraria e quella del nuovo millennio, dove convivono valori e ritmi di vita tradizionali e ansie di ammodernamento, diffuse macchie di povertà e sfacciate sacche di ricchezza.

    Ripartiamo nel primo pomeriggio verso Lecce.
    In periferia ci attende un giovane, Nanni, un giornalista che conosce a menadito il Salento.Nanni è amico di Livio Muci, il nostro ospite di Nardò.
    Muci è responsabile di un importante gruppo editoriale milanese per l’area meridionale.
    Da tempo mi chiede di far visita alla sua piccola azienda agricola.
    L’edificio è basso e bianco, una costruzione moderna difesa da un paio di cani e divisa in due abitazioni, quella di Muci e quella del mezzadro.
    Sull’imbocco delle stalle brucano le capre, con tre quattro mucche.
    In casa c’è una bella libreria.
    Le pareti sono tappezzate di quadri, tutti di provenienza albanese.Muci è patito del paese delle aquile, con quel paese fa di continuo la spola, sta preparando un'edizione lussuosa delle opere di Onufri, un iconografo albanese del XV secolo e un’antologia di narratori schipetari del Novecento.

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    14 min

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