Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta

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Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta episodes

  • Albenga 28 ottobre 1840 (Liguria) - «Viaggi in Italia (1840-1845)» di John Ruskin
    Durante il suo viaggio per l'Italia Ruskin eseguì disegni e acquerelli e tenne un «diario di bordo», che è appunto quello che segue, e che è costituito da una serie di appunti sinestetici, impressioni, schizzi testuali. 
    Anche se non fu il primo incontro di Ruskin con l'Italia, quello del 1840-1841, continuato poi nel 1845, rivestì i caratteri del viaggio iniziatico nel quale affiorano i primi segni della sua visione dell'arte.

    Siamo in una curiosa suite di capanni dalle nude pareti e dal pavimento a piastrelle, con due lampade mezzo barbare e mezzo classiche per l’illuminazione.Il tempo umido e tetro da non credersi.
    Archi su in alto da casa a casa, con stanze, e perfino case, costruite sopra.Ubertosità del paesaggio perfino crescente.

    Albenga: https://maps.app.goo.gl/3HiGx8yautzpaciGA   

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    3 min
  • Oneglia 27 ottobre 1840 (Liguria) - «Viaggi in Italia (1840-1845)» di John Ruskin
    Durante il suo viaggio per l'Italia Ruskin eseguì disegni e acquerelli e tenne un «diario di bordo», che è appunto quello che segue, e che è costituito da una serie di appunti sinestetici, impressioni, schizzi testuali. 
    Anche se non fu il primo incontro di Ruskin con l'Italia, quello del 1840-1841, continuato poi nel 1845, rivestì i caratteri del viaggio iniziatico nel quale affiorano i primi segni della sua visione dell'arte.

    Ponte San Luigi, un miglio dopo Mentone, gettato attraverso un baratro impressionante con acquedotto ad archi al di sotto, mentre la strada si mantiene vicina al mare.Ventimiglia difesa da un forte inespugnabile che digrada lungo il versante della collina.
    Cena a Sanremo.
    Ripide rocce di calcare ardesìaco, molto venate di spato lungo tutto il tratto verso Oneglia.

    Oneglia: https://maps.app.goo.gl/FRUCyT3Bu3LJocAQ7  

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    3 min
  • Mentone 26 ottobre 1840 (Francia) - «Viaggi in Italia (1840-1845)» di John Ruskin
    Durante il suo viaggio per l'Italia Ruskin eseguì disegni e acquerelli e tenne un «diario di bordo», che è appunto quello che segue, e che è costituito da una serie di appunti sinestetici, impressioni, schizzi testuali. 
    Anche se non fu il primo incontro di Ruskin con l'Italia, quello del 1840-1841, continuato poi nel 1845, rivestì i caratteri del viaggio iniziatico nel quale affiorano i primi segni della sua visione dell'arte.

    Scuri promontori sporgono in basso, racchiudendo azzurre insenature; le rocce sovrastanti, strati sottili di compatto, marmoreo calcare, in uno dei due punti quasi verticali e molto ondulate in superficie - più come una colata di lava che altro - e coperte, vicino a Mentone, da masse di enormi ciottoli calcarei conglomerati in un impasto di marmo, con venature di marmo più solido, brecciato, che affiorano a tratti.

    Mentone: https://maps.app.goo.gl/ZzfR1urUs17bxsbf6 

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    4 min
  • I diavoli architetti - «Viaggio in Puglia» di Raffaele Nigro
    Il libro del viaggiAutore Raffaele Nigro, uscì nel 1991, uno scrittore, il fascino di una terra antica, un appassionante affondo antropologico in una regione dai mille volti.
    Senza dimenticare la grande Puglia dei miti, dei riti, del mare, della civiltà letteraria e quella del nuovo millennio, dove convivono valori e ritmi di vita tradizionali e ansie di ammodernamento, diffuse macchie di povertà e sfacciate sacche di ricchezza.

    I secoli non hanno reso giustizia alla grandezza della famiglia Del Balzo Orsini imparentata con re e principi, e non hanno reso giustizia alla grandezza di questa terra che viene ricordata oggi soltanto come patria del tarantismo.
    Quel fenomeno arcaico che vede molti invasati, tra il 29 e il 30 giugno di ogni anno, recarsi a ballare o piuttosto a dimenarsi fino allo sfinimento sul sagrato di una chiesetta dedicata a San Paolo, in aperta campagna.
    Di questa pratica strana, fascinosa per il senso di mistero e di inspiegabilità che le è connesso, incominciai ad interessarmi molti anni orsono.

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    28 min
  • Otranto - «Viaggio in Puglia» di Raffaele Nigro
    Il libro del viaggiAutore Raffaele Nigro, uscì nel 1991, uno scrittore, il fascino di una terra antica, un appassionante affondo antropologico in una regione dai mille volti.
    Senza dimenticare la grande Puglia dei miti, dei riti, del mare, della civiltà letteraria e quella del nuovo millennio, dove convivono valori e ritmi di vita tradizionali e ansie di ammodernamento, diffuse macchie di povertà e sfacciate sacche di ricchezza.

    Oggi a Torre dell’Orso una tedesca di non più di vent’anni si è lasciata sorprendere dal tepore della primavera.
    Sono rientrato a Otranto con una domanda insistente sul labile confine tra realtà e immaginazione, con la mente confusa da un contrasto stridente, tra l’immagine erotica e vitale di quel corpo e la lugubre atmosfera di morte che le ossa de martiri soffondono dalle teche della cattedrale.

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    24 min
  • I toscani hanno il cielo negli occhi, e l'inferno in bocca - «Maledetti toscani» - Curzio Malaparte
    Perché, di fronte a un toscano, tutti si sentono a disagio? 
    Risposta ovvia, per Malaparte: di gran lunga più intelligente degli altri italiani, e libero - la libertà dipende dall'intelligenza -, il toscano è spregioso, disprezza tutti gli esseri umani per la loro stupidità. 

    In una cosa tutti i toscani si assomigliano fra loro: ed è nel colore degli occhi, che sono chiari, danno sul grigio, son del colore del cielo Toscano.
    Dal che nasce l'antico detto, che «i toscani hanno il cielo negli occhi», al quale si accompagna a quell'altro detto antichissimo «e l'inferno in bocca».
    Gli altri italiani, dunque, m’han da scusare se nel dir bene dei Toscani, ho avuto l'aria, talvolta di dir male di loro: poiché se avessi detto bene dei toscani, che sono gelosissimi, senza aver l'aria di dir male degli altri italiani, certo mi ammazzerebbero.

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    19 min
  • I toscani son la cattiva coscienza d'Italia - «Maledetti toscani» - Curzio Malaparte
    Perché, di fronte a un toscano, tutti si sentono a disagio? 
    Risposta ovvia, per Malaparte: di gran lunga più intelligente degli altri italiani, e libero - la libertà dipende dall'intelligenza -, il toscano è spregioso, disprezza tutti gli esseri umani per la loro stupidità. 

    Poiché i toscani non appartengono alla razza di quelli, che voltano alla storia un sedere tondo e grasso, e vorrebbero dare a intendere che la storia la fanno loro.
    Che è il modo italiano tradizionale, e il più comodo, di farla la storia, un modo, direi, prudentissimo. Ma se tutti gli italiani fossero, come i toscani, di mele strette, (il che vuol dire che non si fidano di nessuno, nemmeno degli amici parenti), potrebbero senza timore voltare il sedere alla storia, e non correrebbero così quei grandissimi pericoli che ogni tanto, per colpa loro, tutti corriamo.
    O poveri italiani che siete schiavi non soltanto di chi vi comanda, ma di chi vi serve, e di voi stessi. Imparate dai toscani a stimare un onore il male che dicono di voi.
    E soprattutto perché noi toscani siamo la cattiva coscienza in Italia.
    E questo che io dico, che siamo la cattiva coscienza d'Italia, non è un'offesa, ma un elogio dei Toscani.
    Poiché ogni uomo, come ogni popolo, se non vuole addormentarsi nell'àdipe, e affogare nella retorica, ha bisogno di qualcuno che gli dica in faccia quel che si merita, quel che tutti pensano di lui e nessuno osa dirgli, se non dietro la schiena e a voce bassa.
    Quel che salva un uomo, o un popolo, è la sua cattiva coscienza, non la coscienza  tranquilla: e questo è particolarmente vero in Italia, dove la storia non è intesa se non come panegirico, e tutto, anche i tradimenti, le fughe, diventa materia di lode e di trionfo. 

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    32 min
  • Lecce - «Viaggio in Puglia» di Raffaele Nigro
    Il libro del viaggiAutore Raffaele Nigro, uscì nel 1991, uno scrittore, il fascino di una terra antica, un appassionante affondo antropologico in una regione dai mille volti.
    Senza dimenticare la grande Puglia dei miti, dei riti, del mare, della civiltà letteraria e quella del nuovo millennio, dove convivono valori e ritmi di vita tradizionali e ansie di ammodernamento, diffuse macchie di povertà e sfacciate sacche di ricchezza.

    «Facci caso, Lecce è tutta racchiusa nel rosone della chiesa di Santa Croce».
    Michele Damiani esce dall’auto e si accosta alla vetrina di mastro Malecore, dove, quasi in fila una decina di statuine in cartapesta osservano i loro osservatori.
    Ecco la Lecce che amiamo, la Lecce di calcare, dove l’ansia di meravigliare ha convinto gli scalpellini e gli scultori seicenteschi a tempestare la pietra di colpi.Pietra tenera questa, friabile, arrendevole.
    Questa è la città che ci portiamo nel cuore, la Lecce dei palazzi a quinte ondulate, addossati l’uno all’altro e tuttavia mai disposti a rinunciare ognuno alla propria dignitosa individualità, la Lecce gentilizia che ad ogni portale aperto ti sorprende per le scalee degli interni, gli atrii abbelliti da palmizi che si cercano la luce e si arrampicano al cielo, in trionfi di edere.
    Camminando tra i vicoli stretti sei condannato ad appenderti con gli occhi ai terrazzi, alle facciate, alle prospettive.

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    17 min
  • Verso Aradeo - «Viaggio in Puglia» di Raffaele Nigro
    Il libro del viaggiAutore Raffaele Nigro, uscì nel 1991, uno scrittore, il fascino di una terra antica, un appassionante affondo antropologico in una regione dai mille volti.
    Senza dimenticare la grande Puglia dei miti, dei riti, del mare, della civiltà letteraria e quella del nuovo millennio, dove convivono valori e ritmi di vita tradizionali e ansie di ammodernamento, diffuse macchie di povertà e sfacciate sacche di ricchezza.

    Il rettilineo per Nardò dopo Avetrana non ha soste.
    Si intravvede talvolta la marina poi ci si rituffa nell’interno e dopo Galatone e Seclì ecco Aradeo.
    La campagna è animata di contadini.
    Le case bianche e basse si nascondono dietro i canneti e gli olivi.Tengono compagnia alle masserie che si levano imponenti qua e là.

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    13 min
  • Da Ginosa a Taranto - «Viaggio in Puglia» di Raffaele Nigro
    Il libro del viaggiAutore Raffaele Nigro, uscì nel 1991, uno scrittore, il fascino di una terra antica, un appassionante affondo antropologico in una regione dai mille volti.
    Senza dimenticare la grande Puglia dei miti, dei riti, del mare, della civiltà letteraria e quella del nuovo millennio, dove convivono valori e ritmi di vita tradizionali e ansie di ammodernamento, diffuse macchie di povertà e sfacciate sacche di ricchezza.

    Oggi Samarcanda è Ginosa, da dove inizia il mio giro di conferenze.Saremo domani a Taranto, dopodomani ad Aradeo, poi saliremo a Lecce.
    La strada si biforca, il ramo di sinistra scende verso Ginosa marina, quello di destra di incunea tra le case di periferia della Ginosa collinare.Il paese non è stato salvato dagli scempi edilizi, ma il centro storico ricorda in alcuni quartieri l’albore lattiginoso della valle d’Itria.
    Nella gravina la gente ci ha abitato per secoli, dal Medioevo, forse da prima, stando ai ritrovamenti archeologici e alle notizie di Plinio sulla Genusium romana.
    Il giorno si è levato pulito dalla gravina, pieno di sole.
    Risaliamo all’autostrada e scendiamo verso Taranto.
    La città che vedi estesa nella foschia della distanza, la città che ha rubato spazi di suolo coltivabile, alle ampie distese di pianura.
    Credo che la storia di Taranto, almeno quella dei tempi moderni, sia da rapportare al prima e al dopo Italsider.
    Prima e dopo la nascita e lunga agonia dello stabilimento siderurgico.
    Taranto è la più spagnola delle città pugliesi, nel Mezzogiorno terza probabilmente soltanto a Palermo e Napoli.

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    30 min

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