Durante il suo viaggio per l'Italia Ruskin eseguì disegni e acquerelli e tenne un «diario di bordo», che è appunto quello che segue, e che è costituito da una serie di appunti sinestetici, impressioni, schizzi testuali.
Anche se non fu il primo incontro di Ruskin con l'Italia, quello del 1840-1841, continuato poi nel 1845, rivestì i caratteri del viaggio iniziatico nel quale affiorano i primi segni della sua visione dell'arte.
Genova, al nostro entrarvi, sì e no visibile in un crepuscolo foriero di tempesta, con i lampi che balenavano dietro il Faro e le navi che rollavano paurosamente sull’onda lunga del golfo.
Eccomi di nuovo,dopo sette anni, a contemplare da sopra queste balconate di marmo il Golfo di Genova.
Ieri in quattro palazzi, a mo’ di penitenza; visto un solo Raffaello, ma valeva la pena fare mille miglia.
Sempre un cortile aperto, dentro, con archi e grandiosa concezione dell’effetto all’interno.
Poi, eseguito qualche schizzo della Cattedrale.
Giornata coperta, ma clima di nuovo mite, come in estate.
Di nuovo a disegnare sul molo; tratto caratteristico dei portici, che corrono lungo l’intera città, bui come la pece e sudici, e in alto madonne in tutti gli angoli.
Qui le strade, strettissime, mancano di effetto, bianche con semplici finestre quadrate.
Genova: https://maps.app.goo.gl/8SMAbZWkHJNuVYMk9
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