Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta

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Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta episodes

  • Ottava rima e ragù da «La leggenda dei Monti Naviganti» di Paolo Rumiz
    In questo libro Paolo Rumiz racconta la più lunga traversata italiana svolta a bordo di una Fiat Topolino: due grandi viaggi compiuti per il quotidiano “la Repubblica” sulle Alpi e gli Appennini, fatti rispettivamente nel 2003 e nel 2006.

    GLI APPENNINI - DAI MONTI REATINI AL MOLISE

    Quando arrivo a Villa Pulcini trovo solo quattro case e un cane enorme che, dormendo in mezzo alla strada, mi impedisce di passare con l’auto.
    Nessuno in giro, anche la locanda è chiusa.
    Ma a un tratto un canto corale rompe il silenzio, le porte della chiesa si spalancano, un piccolo fiume di gente si riversa per strada.
    Ora ricordo, Francesco Guccini me l’aveva detto: da queste parti vive ancora la voce antica dell’Appennino.
    Qui puoi ancora assistere a pubbliche disfide in rima, a gare fra poeti capaci di continuare per notti intere attorno al fuoco.

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    18 min
  • "Immanis horribilisque specus" da «La leggenda dei Monti Naviganti» di Paolo Rumiz
    In questo libro Paolo Rumiz racconta la più lunga traversata italiana svolta a bordo di una Fiat Topolino: due grandi viaggi compiuti per il quotidiano “la Repubblica” sulle Alpi e gli Appennini, fatti rispettivamente nel 2003 e nel 2006.

    GLI APPENNINI - DAI MONTI REATINI AL MOLISE

    Stasera il Lazio comincia con strade deserte e villaggi senza una luce; come se un diserbante avesse annichilito ogni presenza umana.
    La capote fischia nel vento, l’abitacolo è pieno di profumi nuovi.
    Mi accorgo che senza il mio macinino crivellato di fessure non percepirei nulla della metamorfosi in atto.
    Nell’aria c’era anche qualcosa di oscuro.
    La Sibilla era solo l’inizio.
    Entravo in un territorio a sud-est dove l’invisibile prendeva il sopravvento.
    Dopo le balene volanti e gli elefanti di Annibale incontrati in terra padana, ora si svegliavano caverne e acque sotterranee.

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    9 min
  • Introduzione - L'ultimo orizzonte - «In viaggio con Leopardi» di Attilio Brilli
    Leopardi percorse l’Italia per più di un decennio - fra il 1822 e il 1833 - con le carrozze postali dell’epoca, e il libro descrive con maestria il quadro materiale del suo viaggiare (le carrozze, le soste alle locande, gli incidenti), e si rileggono le notazioni leopardiane, nelle quali l’acutezza dello sguardo riesce a cogliere in pochi tratti la fisionomia dei luoghi più diversi e l’indole degli abitanti, in quel sovrapporsi di immaginazione e realtà che caratterizza la sensibilità del poeta.

    1 - Il trauma della partenza
    2- Lo sguardo immaginativo
    3 - Città senza mappe

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    40 min
  • Introduzione - L'ultimo orizzonte: Città senza mappe - «In viaggio con Leopardi»
    Leopardi percorse l’Italia per più di un decennio - fra il 1822 e il 1833 - con le carrozze postali dell’epoca, e il libro descrive con maestria il quadro materiale del suo viaggiare (le carrozze, le soste alle locande, gli incidenti), e si rileggono le notazioni leopardiane, nelle quali l’acutezza dello sguardo riesce a cogliere in pochi tratti la fisionomia dei luoghi più diversi e l’indole degli abitanti, in quel sovrapporsi di immaginazione e realtà che caratterizza la sensibilità del poeta.

    INTRODUZIONE - L’ULTIMO ORIZZONTE
    Il trauma della partenza - Lo sguardo immaginativo - Città senza mappe

    Nel novero dei suoi viaggi Leopardi non conosce approdo effettivo, poiché i luoghi nei quali soggiorna esistono non in sé e per sé, con le loro fisionomie e le loro caratteristiche, ma come lacerazione e distacco dal luogo natìo e quindi come manifestazione della sua mancanza.
    La stessa sua tendenza a classificare le città in grandi e piccole e a comunicare lo spaesamento ingenerato dalle prime è strettamente connesso ad un’idea di città che è venuta modellandosi sul proprio luogo d’origine.

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    8 min
  • Introduzione - L'ultimo orizzonte: Lo sguardo immaginativo - «In viaggio con Leopardi»
    Leopardi percorse l’Italia per più di un decennio - fra il 1822 e il 1833 - con le carrozze postali dell’epoca, e il libro descrive con maestria il quadro materiale del suo viaggiare (le carrozze, le soste alle locande, gli incidenti), e si rileggono le notazioni leopardiane, nelle quali l’acutezza dello sguardo riesce a cogliere in pochi tratti la fisionomia dei luoghi più diversi e l’indole degli abitanti, in quel sovrapporsi di immaginazione e realtà che caratterizza la sensibilità del poeta.

    INTRODUZIONE - L’ULTIMO ORIZZONTE
    Il trauma della partenza - Lo sguardo immaginativo - Città senza mappe

    In un passo dello Zibaldone datato 30 novembre 1828, Leopardi scrive che «all’uomo sensibile e immaginoso che viva, come io sono vissuto gran tempo, sentendo di continuo e immaginando, il mondo e gli oggetti sono in certo modo doppi. Egli vedrà cogli occhi una torre, una campagna; udrà cogli orecchi un suono d’una campana; e nel tempo stesso coll’immaginazione vedrà un’altra torre, un’altra campagna, udrà un altro suono. In questo secondo genere di obietti sta tutto il bello e il piacevole delle cose. Trista quella vita ... che non vede, non ode, non sente se non che oggetti semplici, quelli soli di cui gli occhi, gli orecchi e gli altri sentimenti ricevono la sensazione».

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    19 min
  • Introduzione - L'ultimo orizzonte: Il trauma della partenza - «In viaggio con Leopardi»
    Leopardi percorse l’Italia per più di un decennio - fra il 1822 e il 1833 - con le carrozze postali dell’epoca, e il libro descrive con maestria il quadro materiale del suo viaggiare (le carrozze, le soste alle locande, gli incidenti), e si rileggono le notazioni leopardiane, nelle quali l’acutezza dello sguardo riesce a cogliere in pochi tratti la fisionomia dei luoghi più diversi e l’indole degli abitanti, in quel sovrapporsi di immaginazione e realtà che caratterizza la sensibilità del poeta.

    INTRODUZIONE - L’ULTIMO ORIZZONTE
    Il trauma della partenza - Lo sguardo immaginativo - Città senza mappe

    L’immaginario che si forma nel corso degli studi scolastici e, per quanto sia possibile dirlo, quello popolare hanno inchiodato Leopardi al «natio borgo selvaggio» di Recanati.
    Seppure con notevole ritardo nei confronti del desiderio d’indipendenza e fuga, Leopardi percorre di fatto non poche strade della penisola e si ferma nelle più importanti città.
    Quello che più conta inoltre, è che viaggia sugli itinerari tradizionalmente battuti dagli epigoni del Grand Tour e soggiorna nelle città più amate dai viaggiatori stranieri.
    Leopardi investe il viaggio di una valenza tipicamente metaforica.
    Le sue partenze sono di certo dettate dal bisogno di liberarsi dalla «gabbia», dal «carcere», dalla «prigione» recanatese, eppure costituiscono sempre degli autentici, delle sfide del destino, delle provocazioni del fato e in ultima istanza, la morte.
    Né è meno significativo che l’atto stesso del partire si tramuti allora, esaurita ogni possibile procrastinazione, ogni indugio fantastico, in un gesto scomposto, talora forsennato, proprio di chi per prima cosa deve fare forza a se stesso, alla propria paralizzante incertezza.

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    14 min
  • Viaggi di ritorno da «Viaggio in corso» di Attilio Brilli
    In questo libro Attilio Brilli racconta, attraverso lettere e diari privati illustri viaggiatori in cui vengono messi in luce, da un lato, umori, reticenze e brame segrete che il viaggiatore non oserebbe rendere pubbliche, e dall'altro pene e delizie nell'uso della diligenza di posta o della carrozza privata, nonché delle soste nelle locande. 
    Non manca una rassegna completa del guardaroba e del bagaglio del viaggiatore.

    C'è una sorta di richiamo a distanza nel renitente silenzio del viaggiatore. 
    Così come nulla ci dice nella sua relazione delle aspettative più intime che prefigurano in viaggio, nulla ci narra del suo ritorno, del rientro nel tempo scandito dalle incombenze, dalle necessità e dagli obblighi quotidiani: in una parola, del suo riassorbimento nell'alveo delle abitudini.
    Giunto al termine dell'itinerario peninsulare, il viaggiatore si affretta verso casa nella consapevolezza che il ritorno è solo veloce spostamento, tappe forzate verso la conclusione, cecità e disinteresse nei confronti dei luoghi attraversati, accumulo crescente della fatica.

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    11 min
  • Capitolo 5 - La tradizione ospitaliera da «Viaggio in corso» di Attilio Brilli
    In questo libro Attilio Brilli racconta, attraverso lettere e diari privati illustri viaggiatori in cui vengono messi in luce, da un lato, umori, reticenze e brame segrete che il viaggiatore non oserebbe rendere pubbliche, e dall'altro pene e delizie nell'uso della diligenza di posta o della carrozza privata, nonché delle soste nelle locande. 
    Non manca una rassegna completa del guardaroba e del bagaglio del viaggiatore.

    LA TRADIZIONE OSPITALIERA

    29 - Alberghi e camere locande
    30 - Le sale dei dei cavalieri erranti
    31 - Incognite e sorprese della camera da letto
    32 - Borbottii della cucina
    33 - Caffè degli artisti
    34 - Viaggiatori alle terme

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    56 min
  • Viaggiatori alle terme da «Viaggio in corso» di Attilio Brilli
    In questo libro Attilio Brilli racconta, attraverso lettere e diari privati illustri viaggiatori in cui vengono messi in luce, da un lato, umori, reticenze e brame segrete che il viaggiatore non oserebbe rendere pubbliche, e dall'altro pene e delizie nell'uso della diligenza di posta o della carrozza privata, nonché delle soste nelle locande. 
    Non manca una rassegna completa del guardaroba e del bagaglio del viaggiatore.

    LA TRADIZIONE OSPITALIERA
    Alberghi e camere locande - Le sale dei dei cavalieri erranti - Incognite e sorprese della camera da letto - Borbottii della cucina - Caffè degli artisti - Viaggiatori alle terme

    Per quanto il recupero della salute sia uno dei motivi che spingono a effettuare il viaggio in Italia, fino alla fine dell’Ottocento non esiste un’effettiva tradizione di turismo termale sul tipo di quello di altre nazioni europee.
    Ciò non toglie che sino dal Cinquecento si faccia sosta presso quelle che venivano chiamate locande termali.
    Ma come è noto, la fortuna di queste stazioni anche presso i viaggiatori stranieri è un fenomeno tipicamente borghese, allorché la sosta alle terme acquista un’articolata valenza edonistica e un'implicita componente erotica.

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    5 min
  • Caffè degli artisti da «Viaggio in corso» di Attilio Brilli
    In questo libro Attilio Brilli racconta, attraverso lettere e diari privati illustri viaggiatori in cui vengono messi in luce, da un lato, umori, reticenze e brame segrete che il viaggiatore non oserebbe rendere pubbliche, e dall'altro pene e delizie nell'uso della diligenza di posta o della carrozza privata, nonché delle soste nelle locande. 
    Non manca una rassegna completa del guardaroba e del bagaglio del viaggiatore.

    LA TRADIZIONE OSPITALIERA
    Alberghi e camere locande - Le sale dei dei cavalieri erranti - Incognite e sorprese della camera da letto - Borbottii della cucina - Caffè degli artisti - Viaggiatori alle terme

    Ci sono poi locali urbani nei quali l’arte e la letteratura hanno pigramente indugiato e dove, in certi momenti della storia, si sono concentrati personaggi della cultura internazionale.
    Fra questi meritano particolare attenzione le sale dei caffè delle maggiori città, specie nei casi in cui diventano punti di riferimento della vita culturale.Grazie alla loro fama, queste non tardano a trasformarsi in veri e propri santuari per i nuovi venuti e in tappe d’obbligo per i forestieri in visita alla città.
    Non c’è viaggiatore che non faccia cenno ai caffè alla moda e non c’è guida che non li annoveri fra i luoghi celebri della città.

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    6 min

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