Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta

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Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta episodes

  • Viaggiatori alle terme da «Viaggio in corso» di Attilio Brilli
    In questo libro Attilio Brilli racconta, attraverso lettere e diari privati illustri viaggiatori in cui vengono messi in luce, da un lato, umori, reticenze e brame segrete che il viaggiatore non oserebbe rendere pubbliche, e dall'altro pene e delizie nell'uso della diligenza di posta o della carrozza privata, nonché delle soste nelle locande. 
    Non manca una rassegna completa del guardaroba e del bagaglio del viaggiatore.

    LA TRADIZIONE OSPITALIERA
    Alberghi e camere locande - Le sale dei dei cavalieri erranti - Incognite e sorprese della camera da letto - Borbottii della cucina - Caffè degli artisti - Viaggiatori alle terme

    Per quanto il recupero della salute sia uno dei motivi che spingono a effettuare il viaggio in Italia, fino alla fine dell’Ottocento non esiste un’effettiva tradizione di turismo termale sul tipo di quello di altre nazioni europee.
    Ciò non toglie che sino dal Cinquecento si faccia sosta presso quelle che venivano chiamate locande termali.
    Ma come è noto, la fortuna di queste stazioni anche presso i viaggiatori stranieri è un fenomeno tipicamente borghese, allorché la sosta alle terme acquista un’articolata valenza edonistica e un'implicita componente erotica.

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    5 min
  • Caffè degli artisti da «Viaggio in corso» di Attilio Brilli
    In questo libro Attilio Brilli racconta, attraverso lettere e diari privati illustri viaggiatori in cui vengono messi in luce, da un lato, umori, reticenze e brame segrete che il viaggiatore non oserebbe rendere pubbliche, e dall'altro pene e delizie nell'uso della diligenza di posta o della carrozza privata, nonché delle soste nelle locande. 
    Non manca una rassegna completa del guardaroba e del bagaglio del viaggiatore.

    LA TRADIZIONE OSPITALIERA
    Alberghi e camere locande - Le sale dei dei cavalieri erranti - Incognite e sorprese della camera da letto - Borbottii della cucina - Caffè degli artisti - Viaggiatori alle terme

    Ci sono poi locali urbani nei quali l’arte e la letteratura hanno pigramente indugiato e dove, in certi momenti della storia, si sono concentrati personaggi della cultura internazionale.
    Fra questi meritano particolare attenzione le sale dei caffè delle maggiori città, specie nei casi in cui diventano punti di riferimento della vita culturale.Grazie alla loro fama, queste non tardano a trasformarsi in veri e propri santuari per i nuovi venuti e in tappe d’obbligo per i forestieri in visita alla città.
    Non c’è viaggiatore che non faccia cenno ai caffè alla moda e non c’è guida che non li annoveri fra i luoghi celebri della città.

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    6 min
  • Borbottii della cucina da «Viaggio in corso» di Attilio Brilli
    In questo libro Attilio Brilli racconta, attraverso lettere e diari privati illustri viaggiatori in cui vengono messi in luce, da un lato, umori, reticenze e brame segrete che il viaggiatore non oserebbe rendere pubbliche, e dall'altro pene e delizie nell'uso della diligenza di posta o della carrozza privata, nonché delle soste nelle locande. 
    Non manca una rassegna completa del guardaroba e del bagaglio del viaggiatore.

    LA TRADIZIONE OSPITALIERA
    Alberghi e camere locande - Le sale dei dei cavalieri erranti - Incognite e sorprese della camera da letto - Borbottii della cucina - Caffè degli artisti - Viaggiatori alle terme

    Richiesto di informazioni sulla cucina italiana, un viaggiatore straniero del Settecento non potrebbe che rispondere con le parole di un autore di una diffusissima guida: «In Italia il cibo è buono e abbondante.
    Eccellente la vitella mongana così come la carne di maiale.
    Più scadente è quella di montone.
    Hanno anche carne di capretto, di cervo e di capriolo che però risulta troppo magra.
    Pollame e volatili sono di ottima qualità».
    Le guide turistiche delle città offrono, dalla fine del Settecento, veri e propri elenchi di alberghi e di trattorie con i menù più caratteristici.
    Talora le predilezioni e le stesse ricorrenze dei cibi vengono interpretate dai viaggiatori come manifestazioni del temperamento locale, alludendo a veri e propri condizionamenti climatici.

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    9 min
  • Incognite e sorprese della camera da letto da «Viaggio in corso» di Attilio Brilli
    In questo libro Attilio Brilli racconta, attraverso lettere e diari privati illustri viaggiatori in cui vengono messi in luce, da un lato, umori, reticenze e brame segrete che il viaggiatore non oserebbe rendere pubbliche, e dall'altro pene e delizie nell'uso della diligenza di posta o della carrozza privata, nonché delle soste nelle locande. 
    Non manca una rassegna completa del guardaroba e del bagaglio del viaggiatore.

    LA TRADIZIONE OSPITALIERA
    Alberghi e camere locande - Le sale dei dei cavalieri erranti - Incognite e sorprese della camera da letto - Borbottii della cucina - Caffè degli artisti - Viaggiatori alle terme

    Per il viaggiatore che, stanco e frastornato da un lungo viaggio, smonta a una locanda, la camera da letto rappresenta l’agognato porto di requie, lo spazio chiuso, a suo modo protettivo, da opporre per la durata della notte alla fuga interminabile della strada, allo sballottamento della carrozza, all’inclemenza degli elementi atmosferici.
    Eppure l’ospitalità delle locande, specie se fuori mano, riserva talora qualche incognita e può rendere la sosta ancora più turbolenta della tappa appena conclusa.
    Viene consigliato, per rimediare ai pessimi alloggi, se non ci si porta appresso un lettuccio smontabile completo di tutto, bisogna almeno rifornirsi di lenzuola e di coperte, e «non per essere schizzinosi», ma per salvaguardare la propria salute.
    Si ricorda poi che nelle locande postali, per mancanza di serrature e chiavistelli, le porte delle singole camere restano sempre aperte.

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    12 min
  • Le sale dei dei cavalieri erranti da «Viaggio in corso» di Attilio Brilli
    In questo libro Attilio Brilli racconta, attraverso lettere e diari privati illustri viaggiatori in cui vengono messi in luce, da un lato, umori, reticenze e brame segrete che il viaggiatore non oserebbe rendere pubbliche, e dall'altro pene e delizie nell'uso della diligenza di posta o della carrozza privata, nonché delle soste nelle locande. 
    Non manca una rassegna completa del guardaroba e del bagaglio del viaggiatore.

    LA TRADIZIONE OSPITALIERA
    Alberghi e camere locande - Le sale dei dei cavalieri erranti - Incognite e sorprese della camera da letto - Borbottii della cucina - Caffè degli artisti - Viaggiatori alle terme

    La locanda nella quale fanno sosta i viaggiatori nel corso dell’Ottocento è passata attraverso due fasi.
    In una prima fase si separa la cucina dalle camere da letto e si fa recedere nella mitologia dei viaggi il tempo in cui la locanda consisteva in uno stanzone unico, buio come una spelonca, abitato da uomini e bestie in totale promiscuità.

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    4 min
  • Alberghi e camere locande da «Viaggio in corso» di Attilio Brilli
    In questo libro Attilio Brilli racconta, attraverso lettere e diari privati illustri viaggiatori in cui vengono messi in luce, da un lato, umori, reticenze e brame segrete che il viaggiatore non oserebbe rendere pubbliche, e dall'altro pene e delizie nell'uso della diligenza di posta o della carrozza privata, nonché delle soste nelle locande. 
    Non manca una rassegna completa del guardaroba e del bagaglio del viaggiatore.

    LA TRADIZIONE OSPITALIERA
    Alberghi e camere locande - Le sale dei dei cavalieri erranti - Incognite e sorprese della camera da letto - Borbottii della cucina - Caffè degli artisti - Viaggiatori alle terme

    Affidarsi all’ospitalità privata mediante il sistema delle lettere commendatizie è un modo ricorrente messo in voga dai viaggiatori del Grand Tour e poi usato in maniera indiscriminata nel viaggio italiano.
    Il viaggiatore che non ricorre all’ospitalità privata, al beau monde felice di accogliere un suo pari di un altro paese, giunto in un centro di media grandezza, può rivolgersi alle comuni osterie e agli alberghi, oppure alle così dette camere locande.
    Meno costose degli alberghi e più decorose delle scalcinate osterie postali, le camere locande garantiscono vitto e alloggio, compreso il servizio di lavanderia.

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    21 min
  • Capitolo 12 - Gli Appennini: dal Montefeltro ai Sibillini - «La leggenda dei Monti Naviganti» - Paolo Rumiz
    In questo libro Paolo Rumiz racconta la più lunga traversata italiana svolta a bordo di una Fiat Topolino: due grandi viaggi compiuti per il quotidiano “la Repubblica” sulle Alpi e gli Appennini, fatti rispettivamente nel 2003 e nel 2006.

    GLI APPENNINI - DAL MONTEFELTRO AI SIBILLINI

    56 - Il cielo si oscura, governo ladro
    57 - Donna in nero con temporale
    58 - Hitler, Ginetto e san Severo

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    51 min
  • Hitler, Ginetto e San Severo da «La leggenda dei Monti Naviganti» di Paolo Rumiz
    In questo libro Paolo Rumiz racconta la più lunga traversata italiana svolta a bordo di una Fiat Topolino: due grandi viaggi compiuti per il quotidiano “la Repubblica” sulle Alpi e gli Appennini, fatti rispettivamente nel 2003 e nel 2006.

    GLI APPENNINI - DAL MONTEFELTRO AI SIBILLINI

    L’auto partigiana si imbosca nella Provinciale 16 di Sassoferrato, deserta nella pioggia, poi in una ex Statale dal nome pazzo di Septempedana, persa nel polpaccio d’Italia, il punto più largo dello Stivale.
    Fa freddo, il parabrezza si appanna, viaggio quasi alla cieca finché, in fondo ad una gola, il bilico su una cascata, appare Piòraco, un borgo medievale dove si fabbrica carta da sette secoli e che la grazia dell’Onnipotente ha risparmiato dalla furia devastatrice dei geometri.
    Pochi chilometri dopo, a Seppio, riparo sotto un portico a dar di spugna al fondo della Topo.
    Non posso continuare, le previsioni sono pessime.
    Accanto c’è un “bar alimentari”, con un tavolo impegnato in una briscola.
    Qui sono curiosi, oltre che privi di diffidenza.
    Mi offrono da bere, e si prodigano in consigli: “Vicino c’è un buon alloggio”, suggeriscono, “e fra poco arriva Ginetto che può accompagnarti lassù”.
    Omettono di aggiungere che Ginetto ha ottantatré anni e il suo mezzo di trasporto è un’Ape, il più glorioso triciclo da combattimento della storia nazionale.
    Nel fiume di parole di Ginetto sbuca un certo “Itterle” che deve aver avuto un ruolo nella sua vita, molti anni fa.
    Itterle, chi sarà costui?
    “Quello che gli dicevano ‘aile Itterle!’ Capito?
    E per fare il saluto nazista molla non una, ma entrambe le mani dal manubrio nel punto dove la strada compie una curva pazzesca in un asfalto crivellato di buche.Hitler, dunque.
    Colui che l’ha mandato in un campo di lavoro tedesco l’8 settembre ‘43.
    Mi porta sotto una tettoia, davanti a una pesante slitta.
    “Con questa ho portato le pietre per fare la chiesa”, spiega.
    E indica poco lontano, una cappella di venti metri per dieci, in perfetto rettangolo aureo, con il campanile a vela, una finestrella rotonda sopra l’ingresso e una dietro l’abside.
    Le pietre hanno mille anni, vengono da una chiesa medievale crollata, poco sopra il cimitero.
    “Ti piace? L’ho costruita per sposarmi. Nel 1947”.
    Chiedo a che santo è dedicata la chiesa.
    “A Severu”, risponde, e smette di ridere, come se nominasse qualcosa di molto importante.

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    14 min
  • Donna in nero con temporale da «La leggenda dei Monti Naviganti» di Paolo Rumiz
    In questo libro Paolo Rumiz racconta la più lunga traversata italiana svolta a bordo di una Fiat Topolino: due grandi viaggi compiuti per il quotidiano “la Repubblica” sulle Alpi e gli Appennini, fatti rispettivamente nel 2003 e nel 2006.

    GLI APPENNINI - DAL MONTEFELTRO AI SIBILLINI

    Negli anni cinquanta don Beppe andava all’eremo ancora a dorso di mulo.
    La strada non c’era, il viaggio durava mezza giornata in una “selva oscura” di querce e cinghiali.
    Oggi che ha ottant'anni, don Beppe a Fonte Avellana ha scelto di viverci.
    E’ uno che parla poco: ma stasera, davanti alla Topolino appena sbucata dal temporale di fronte al portone del convento, gli torna la voglia di raccontare.
    Di notte, in un convento può succedere di tutto.Anche che una donna vestita di nero, bella come una dea, ti svegli alle tre del mattino.Una dea madre appenninica, o forse l’icona di un volto perduto.
    E’ venuta in sogno da chissà dove, ma tu credi di averla vista davvero, ferma con le spalle al muro dello scriptorium, accanto al portone d’ingresso.

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    19 min
  • Il cielo si oscura, governo ladro - «La leggenda dei Monti Naviganti» - Paolo Rumiz
    In questo libro Paolo Rumiz racconta la più lunga traversata italiana svolta a bordo di una Fiat Topolino: due grandi viaggi compiuti per il quotidiano “la Repubblica” sulle Alpi e gli Appennini, fatti rispettivamente nel 2003 e nel 2006.

    GLI APPENNINI - DAL MONTEFELTRO AI SIBILLINI

    Il Sasso chiamato Simone naviga sotto le stelle, sul confine tra Marche e Toscana, solitario fra i grilli in un mare di querce nel vento.
    Sembra una portaerei, con gigantesche murate e una lunga pista sulla sommità.
    Il mattino dopo l’auto sale nella boscaglia sopra Pennabilli in un forte odore di aglio selvatico.
    Saliamo per una rampa franosa e in cima scopriamo che Sasso Simone è isolato nel saliscendi d’Appennino come la boa di una regata.
    Intanto il cielo si oscura, governo ladro.
    Sulla sommità facciamo in tempo a vedere un fronte di nubi nero inchiostro arrivare a tutta velocità da occidente.

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    19 min

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