Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta

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Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta episodes

  • Barletta, Morano, Reggio Calabria, Mileto, Resina - Dalle lettere di Paul-Louis Courier ufficiale di Napoleone,
    Paul-Louis Courier scrittore, filosofo e polemista francese (1772-1825), si fermò a lungo in Italia come ufficiale dell’esercito napoleonico.
    Nel biennio dal 1805 al 1807 fu di stanza nel mezzogiorno e partecipò alla repressione dell'insurrezione in Calabria.
    Lasciò nelle sue lettere un vero e proprio memoriale sulle condizioni della Calabria e dell’intero Mezzogiorno.

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    37 min
  • Andando e tornando nelle Due Sicilie - Palermo, aprile 1787 di Johann Wolfgang Goethe
    Johann Wolfgang Goethe poeta, scrittore e scienziato tedesco, viaggiò in Italia dal 1786 al 1788.Soggiornò a Napoli e in Sicilia dal febbraio al giugno 1787.

    Abbiamo fatto un giro delle cose più rilevanti della città. 
    Lo stile architettonico somiglia in generale a quello di Napoli, ma nei pubblici monumenti - certe fontane ad esempio - si nota più ancora l'assenza di buon gusto.
    Qui non è, come a Roma, lo spirito dell'arte a improntare di sé i lavori; forma ed essenza delle costruzioni dipendono da circostanze fortuite.

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    7 min
  • Andando e tornando nelle Due Sicilie - Napoli 1787 di Johann Wolfgang Goethe
    Johann Wolfgang Goethe poeta, scrittore e scienziato tedesco, viaggiò in Italia dal 1786 al 1788.Soggiornò a Napoli e in Sicilia dal febbraio al giugno 1787.
    Il suo Viaggio in Italia, pubblicato tra il 1816 e il 1829, segna un punto fermo nella stessa concezione della visita al nostro Paese.

    Man mano che ci avvicinavamo a Napoli l'atmosfera si faceva sempre più pura; ormai ci trovavamo davvero in un'altra terra.
    Le case dai tetti piatti ci annunciano la diversità del cielo, anche se all'interno non devono essere molto comode.
    Tutti sciamano per la strada, tutti siedono al sole finché non cessa di splendere.
    Il napoletano è convinto di avere per sé il Paradiso e si fa un'idea ben triste delle terre del settentrione.

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    1 hr
  • Onori a Santa Rosalia di Patrich Brydone - Palermo, 12-15-16 luglio 1770
    Patrich Brydone, scienziato e viaggiatore irlandese, visitò l'Italia dal 1767 al 1771.Nel 1770 da Napoli si imbarcò per la Sicilia e il diario di questo viaggio riscosse un enorme successo, venne tradotto in francese e divenne un punto di riferimento fondamentale per i successivi viaggiatori.

    Il 12 luglio 1770 si trova a Palermo e racconta la festa che ha avuto inizio verso le 5 del mattino con la processione di Santa Rosalia, portata in giro con grandissima pompa attraverso tutta la città. 
    Uno squadrone di cavalleria con trombe e timballi e tutti i notabili vestiti allo stesso modo precedevano il carro trionfale: una macchina enorme, lunga 70 piedi, larga 30 e alta più di 80, cioè molto più alta di più alti palazzi di Palermo.
    Un grande castello semovente che occupa interamente la strada da un verso all'altro, e non sempre a spazio sufficiente per muoversi.
    Questa prodigiosa architettura è trainata da 56 robustissime mule addobbate in modo singolare, disposte su due file e montate da 28 palafrenieri abbigliati di stoffe in tessuto e d'oro e di argento, i cappelli guarniti con piume di struzzo.
    Finestre e balconi da ogni parte della strada sono gremiti gli spettatori ben vestiti, e il carro è seguito da circa 2.000 popolani.
    Questa processione trionfale è durata sino alle tre, in seguito si sono avute magnifiche luminarie.
    Ieri si sono svolte tre corse di sei cavalli ciascuna, come la prima volta.
    Tutti hanno detto di essersi molto divertiti; io non posso dirvi altrettanto.
    Un uomo è stato travolto e - credo - ucciso, mentre uno dei cavalieri è caduto da cavallo.
    La conversazione della nobiltà si è tenuta questa volta nella casa del Giudice della Monarchia, ufficiale che riveste una carica di fiducia e di grande distinzione.
    Ottima la colazione, accompagnata da un pregevole concerto.
    Alle 11, insieme a tutta la compagnia e seguito da un corteo favoloso, il Vicerè si è recato a visitare la piazza e il Duomo.
    Immaginate una delle nostre grandi cattedrali addobbata a questo modo e illuminata da 20.000 candele e comincerete a farvi una debole idea di questa visione.
    Devo riconoscere che essa ha superato ogni mia aspettativa, benché fossi preparato a vedere qualcosa di veramente sorprendente.
    Quando si pensa a queste splendide decorazioni che abbelliscono tutta intera una chiesa, è difficile collegarvi un'idea di grandezza e di maestà, e fu questo che mi venne di pensare quando sentii parlarne la prima volta.
    È sorprendente che essi affrontino così grandi spese e si diano tanta pena per un apparecchio di qualche ora; da stamani, infatti, hanno cominciato a sguarnire la chiesa, e si dice che questa operazione si protrarrà ancora per molte settimane.
    Ieri, al sopraggiungere della sera, tutte le strade furono completamente illuminate.
    Non vi dico che, già trascorsi due o tre giorni al termine stabilito per il nostro ritorno a Napoli, avevamo noleggiato un battello, preso congedo dal viceré e ricevuto i nostri passaporti.
    Il nostro bagaglio e le provviste per il viaggio erano già a bordo, quando i nostri amici ci hanno pregato con tale insistenza e cordialità di passare ancora 15 giorni con loro, che non siamo stati capaci di rifiutare; e così abbiamo dovuto far scaricare il bagaglio.
    Riferisco questo particolare per mostrarvi come qui, molto più che nelle altre città del continente, sia sviluppato il senso dell'ospitalità per gli stranieri.

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    21 min
  • Lecce, la città del buon gusto di George Berkeley
    George Berkeley, filosofo irlandese, capostipite della scuola empirista, visitò l'Italia tra il 1717 e il 1721 soggiornando a Roma, Napoli, Ischia e in Puglia.
    Questi appunti si riferiscono alla visita fatta a Lecce tra l'aprile e il maggio 1717.

    Ad aprile 1717 scrive: sono appena rientrato da un viaggio per le terre più remote e sconosciute in Italia.
    Vostra Signoria conosce perfettamente le città più decantate, ma forse per la prima volta senti dire che la più bella città italiana si trova in un lontano angolo del tacco.
    Lecce è, per i suoi ornamenti architettonici, la città più fastosa che abbia mai visto.
    Devo, poi, anche ricordare oltre alle antichità viste in molti posti, chi ci guardava fisso come uomini più utili dal cielo e che talvolta ci seguivano a frotte, e non solo per curiosità ma per assisterci lungo la strada.
    Non visitare questi paesi interessanti per paura dei banditi è solo una cosa da vigliacchi.
    [...] Anche le abitazioni più povere sono di gusto.
    In nessun'altra città ho visto tante porte, finestre, logge, pilastri, balaustrate, tutti in pietra.
    [...] In nessuna parte d'Italia si trova un gusto così compatto di forme architettoniche.
    I dintorni sono ben abitati.
    Le porte della città sono corinzie e composite.
    Si ha l'impressione che architetti e scultori abbiano ereditato lo spirito e l'ingegno dedicato dei Greci che anticamente hanno abitato queste zone.

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    10 min
  • Villa Grock la villa del clown (Liguria)
    La Villa Grock è una villa fatta costruire da Charles Adrien Wettach, vissuto tra il 1880 e il 1959, clown di fama mondiale noto come "Grock".
    Originariamente nota come " Villa Bianca", si trova a Imperia Oneglia, e fu residenza della famiglia di Grock nella prima metà del XX secolo.
    Nel 2013 all'interno di "Villa Grock" fu inaugurato e aperto al pubblico anche il "Museo del Clown", un museo interattivo alla scoperta del mondo circense.

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    4 min
  • Il rettilineo non accorcia un bel niente da «La leggenda dei Monti Naviganti» di Paolo Rumiz
    In questo libro Paolo Rumiz racconta la più lunga traversata italiana svolta a bordo di una Fiat Topolino: due grandi viaggi compiuti per il quotidiano “la Repubblica” sulle Alpi e gli Appennini, fatti rispettivamente nel 2003 e nel 2006.

    GLI APPENNINI - DA SAVONA ALLA TREBBIA

    E’ un attimo.
    Come infilo la chiavetta a forma di chiodo nella toppa dell’accensione, la Calabria diventa lontana come la Patagonia.
    E, l’Aspromonte, capolinea del viaggio, si trasforma in un infuocato purgatorio, perso nei miasmi della distanza.
    Ce la farò.
    Non accendo nemmeno il motore.
    Guardo le spiagge roventi della Riviera di Ponente, le prime luci dei ristoranti, le donne tirreniche, le palme, le agavi, e mi chiedo come ho fatto a cacciarmi in un guaio simile.
    Fare gli Appennini per le strade minori è già una follia.
    Gli Appennini non finiscono mai.Ma farli con una Topolino del 1953 è un delirio.

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    28 min
  • Tutto cominciò al buio da «La leggenda dei Monti Naviganti» di Paolo Rumiz
    In questo libro Paolo Rumiz racconta la più lunga traversata italiana svolta a bordo di una Fiat Topolino: due grandi viaggi compiuti per il quotidiano “la Repubblica” sulle Alpi e gli Appennini, fatti rispettivamente nel 2003 e nel 2006.

    GLI APPENNINI - DA SAVONA ALLA TREBBIA

    Scesi fino a quaranta metri sotto terra tra due pareti di cemento, in una navata nuda che dopo mezzo chilometro formò un curvone da autodromo sotto le fondamenta di Sesto Fiorentino e si inabissò nella montagna.
    Dieci ore di viaggio in fuoristrada al buio, con solo sei finestre sull’Appennino, sei lampi di luce su foreste, abbazie, torrenti e vecchie stazioni di posta.

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    18 min
  • Capitolo 1 - Il lato oscuro del viaggio da «Viaggio in corso» di Attilio Brilli
    In questo libro Attilio Brilli racconta, attraverso lettere e diari privati illustri viaggiatori in cui vengono messi in luce, da un lato, umori, reticenze e brame segrete che il viaggiatore non oserebbe rendere pubbliche, e dall'altro pene e delizie nell'uso della diligenza di posta o della carrozza privata, nonché delle soste nelle locande. 
    Non manca una rassegna completa del guardaroba e del bagaglio del viaggiatore.

    IL LATO OSCURO DEL VIAGGIO
    • Reticenze e umori saturnini 
    • Aspettative nascoste
    • Prima di esporsi al viaggio
    • Compagni di viaggio e d’avventura
    • Mappe reali e montagne immaginarie
    • Rimesse di denaro e messe «pro itinerantibus»

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    1 hr 35 min
  • Rimesse di denaro e messe «pro itinerantibus» da «Viaggio in corso» di Attilio Brilli
    In questo libro Attilio Brilli racconta, attraverso lettere e diari privati illustri viaggiatori in cui vengono messi in luce, da un lato, umori, reticenze e brame segrete che il viaggiatore non oserebbe rendere pubbliche, e dall'altro pene e delizie nell'uso della diligenza di posta o della carrozza privata, nonché delle soste nelle locande. 
    Non manca una rassegna completa del guardaroba e del bagaglio del viaggiatore.

    IL LATO OSCURO DEL VIAGGIO
    Reticenze e umori saturnini - Aspettative nascoste - Prima di esporsi al viaggio - Compagni di viaggio e d’avventura - Mappe reali e montagne immaginarie - Rimesse di denaro e messe «pro itinerantibus»

    I preparativi per la partenza possono essere esaltanti, ma anche terribilmente noiosi.
    La burocrazia segnala infatti la propria torbida e intransigente invadenza anche nei preparativi del viaggio in Italia, sin dal suo nascere.
    C’era inoltre il problema della salvaguardia del denaro che il viaggiatore si portava appresso; infatti il denaro contante è «d’impiccio e pericoloso» per cui si consigliava: «non si carichi il viaggiatore di minuta moneta, ma ne’ confini di ciascuna città si provveda soltanto di quel denaro che sarà necessario ... e portando denaro in oro, procuri di tenerlo in qualche bastone concavo, dentro le suole delle scarpe, oppure coperto in forma di bottoni nella camiciola».

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    17 min

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