Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta

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Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta episodes

  • Un paio di maneggevoli pistole da «Viaggio in corso» di Attilio Brilli
    In questo libro Attilio Brilli racconta, attraverso lettere e diari privati illustri viaggiatori in cui vengono messi in luce, da un lato, umori, reticenze e brame segrete che il viaggiatore non oserebbe rendere pubbliche, e dall'altro pene e delizie nell'uso della diligenza di posta o della carrozza privata, nonché delle soste nelle locande. 
    Non manca una rassegna completa del guardaroba e del bagaglio del viaggiatore.

    IL CORREDO DEL VIAGGIATORE
    Elogio del baule e della valigia - Un paio di maneggevoli pistole - Cofanetti di delizie - Scatole magiche - Il guardaroba del viaggiatore

    Appena salito in carrozza, il viaggiatore fissa con una catena a un apposito gancio del pavimento una cassetta ferrata; giunto alla locanda, la prima cosa che fa è legare la medesima cassetta alle gambe del letto.
    Il piccolo forziere portatile custodisce il suo futuro poiché contiene la documentazione che ne certifica l’identità e la possibilità di movimento, le lettere di presentazione e il denaro contante.
    Coricarsi con a fianco la spada o tenendo il pugnale sotto il cuscino è poi il consiglio che il Misson, come tanti altri redattori di guide, rivolge al viandante che alloggia in una comune locanda nel corso del Seicento, mentre il Reichard gli suggerisce di avere sempre a portata di mano un paio di pistole cariche, o, per dirla con il gergo dell’epoca, una coppia di maneggevoli terzaroli.

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    4 min
  • Elogio del baule e della valigia da «Viaggio in corso» di Attilio Brilli
    In questo libro Attilio Brilli racconta, attraverso lettere e diari privati illustri viaggiatori in cui vengono messi in luce, da un lato, umori, reticenze e brame segrete che il viaggiatore non oserebbe rendere pubbliche, e dall'altro pene e delizie nell'uso della diligenza di posta o della carrozza privata, nonché delle soste nelle locande. 
    Non manca una rassegna completa del guardaroba e del bagaglio del viaggiatore.

    IL CORREDO DEL VIAGGIATORE
    Elogio del baule e della valigia - Un paio di maneggevoli pistole - Cofanetti di delizie - Scatole magiche - Il guardaroba del viaggiatore

    Se potessimo aprire il bagaglio di Goethe poco dopo che lo scrittore ha varcato il Brennero, cosa vi troveremmo?
    Più o meno lo stesso corredo troveremmo nel sacco Hernri Beyle si da quando scorrazzava per la penisola con l’esercito napoleonico, con l’aggiunta di un paio di scarpe con dentro una borsetta contenente un rasoio, forbici, ago e filo.
    Ci sono viaggiatori che percorrono l’Italia a piedi con un bagaglio ancora più spartano, e altri che invece si portano dietro la casa.

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    8 min
  • Colosso dell'Appennino di Villa di Pratolino (Toscana)
    Di fronte al castello si erge la statua gigantesca dell’Appennino. È dello stile più grandioso e il carattere della testa è perfettamente adatto al soggetto; la fronte, dalle folte sopracciglia, sfida la tempesta e sembra coperta di rugiada; i suoi capelli scendono come ghiaccioli sulle spalle larghe e i riccioli della sua immensa barba imitano le stalattiti; le membra stesse sembrano cariche di brina, senza che i contorni e la forma dei muscoli ne siano alterati. Per aggiungere ancora un effetto straordinario a questo colosso, sul suo capo è stata posta una sorta di corona formata da piccoli getti d’acqua, che gli ricadono sulle spalle e, scivolando su tutta la figura, la fanno brillare di uno scintillio soprannaturale, allorquando è colpita dal sole.
    Con queste suggestive parole il poliedrico artista Antoine-Laurent Castellan descrisse la meraviglia provata dinanzi al Colosso dell'Appennino, durante la sua visita in Toscana nel 1797.
    Il colosso dell'Appennino è una statua in pietra alta circa 14 metri, situata nei terreni di Villa Demidoff a Vaglia, in Toscana.
    Venne realizzato negli anni 1580 dallo scultore fiammingo Jean de Boulogne (meglio noto come Giambologna), con l'intento di rappresentare gli Appennini. 

    Villa Demidoff - Parco Mediceo di Pratolino: https://maps.app.goo.gl/n9f5nCHa3hjWVeXLA

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    9 min
  • Capo Vaticano il luogo del vaticinio (Calabria)
    Una leggenda fa derivare il nome Capo Vaticano da ‘luogo di vaticinio’, riferendosi ad una grotta abitata da un oracolo di nome Manteco, al quale si rivolgevano i marinai prima di affrontare il mare.

    Capo Vaticano: https://maps.app.goo.gl/4qekfB724nC1Hp6n9

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    3 min
  • Viaggio in Italia di Thomas Stearns Eliot
    Questo viaggio in Italia è raccontato dal viaggiAutore Thomas Stearns Eliot, poeta, drammaturgo e critico statunitense, Nobel per la letteratura nel 1948, con il suo libro-guida «Viaggio in Italia», contenente note prese durante un viaggio di due settimane nell’Italia delle tre regioni del nord: Veneto, Emilia Romagna e Lombardia.
    Estate 1911: un giovane Thomas Eliot, studente alla Sorbona, intraprende un viaggio nell'Italia settentrionale, tutto nel segno dell'arte.

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    31 min
  • Sicilia 1948 da «Un treno nel Sud» di Corrado Alvaro
    L’impressione di una società in timore è dunque continuo in Sicilia.Il timore di essere umiliato fa sì che l'individuo sia continuamente in sospetto.
    Di una natura che non si rassegna una condizione che si intuisce sottoposta a mille inibizioni, prepotenze, cattiverie, vendette, reagisce con un senso prepotente di sé, con un'affermazione della propria personalità, col lavoro accanito, l’ingegnosità, l'abilità, l'intrigo, e in mancanza d'altro con il suo brusco riserbo.
    Una certa cortesia che se è così contrastante con la formalissima cortesia di cui sono capaci i Siciliani, è il segno di questa personalità, l'indizio di questa fuga dalla condizione di sottomissione, di umiliazione, di pericolo, che si intuiscono subito e che vi danno alla prima l'impressione di trovarvi in un ambiente facile ai risentimenti e una rivalità inconsulta e quasi femminile.
    Tenendo presente ciò, ci si può appassionare alla lotta quotidiana che si svolge vivace, infaticabile, piena di accorgimenti e di meandri.
    Ma qual è il fondo di questo timore?
    Entrando in certi villaggi e paesi, forestiero, si ha chiara l'impressione di arrivare inopportuni.
    Ed essere seguiti, tenuti d'occhio, se non proprio di essere in pericolo.
    Si entra così nell'atmosfera di timore che è di tutti gli altri, solo che voi siete identificato a quel non so che di denotante in voi il forestiero.

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    1 hr 24 min
  • Messina, Taormina, Enna di Bernhard Berenson
    Bernhard Berenson, storico e critico d’arte americano (1865-1959), compì gli studi all’università di Harvard dove si laureò nel 1887, conseguendo una borsa di studio per un viaggio in Europa.
    Il soggiorno in Italia fu fondamentale per la sua decisione di dedicarsi alla storia dell’arte e stabilirsi definitivamente in Italia (a Settignano, presso Firenze).
    Berenson visitò diverse volte il Mezzogiorno e in particolare la Sicilia.
    Le sue memorie di viaggio sono contenute in “Pagine di diario”, pubblicato nel 1958.

    La principale ragione del mio fermarmi a Messina per tre giorni è la mostra dei dipinti di Antonello da Messina, l'unico pittore universalmente famoso della Sicilia, anzi di tutta l'Italia Meridionale, tra quelli del Quattrocento. 

    Quando io venni a Taormina per la prima volta, l'unico albergo era una casetta dipinta in rosa proprio sotto al Teatro Romano.
    Che differenza con l'attuale caravanserraglio costituito dagli alberghi e dalle pensioni, che ora formano il nucleo della piccola città! 

    Enna è una città situata su un colle tanto superbamente bella da farmi ritenere che per la sua stupenda posizione superi Edimburgo, Toledo, Siena, Perugia e tutte le altre città in vetta a un colle io conosca in Europa e nel mondo Mediterraneo non europeo. 

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    26 min
  • «Finalmente ti abbiamo, o Sicilia» di Charles Alexis Henri de Tocqueville
    Charles Alexis Henri de Tocqueville, pubblicista e uomo politico francese (1806-1859), viaggiò negli Stati Uniti, in Inghilterra, in Algeria, visitò la Sicilia nel 1827.

    Il 12 marzo, effettuato il controllo, approdammo infine a una piccola spiaggia. «Finalmente ti abbiamo, o Sicilia!» esclamammo felici, saltando sul lido, e subito ci demmo a percorrere la terra che si apriva dinanzi a noi. 
    Mai prospettiva più deliziosa si offrì a dei miseri ai quali ancora sembrava sentire sotto i piedi il ponte vibrante di un vascello.
    Assenti le lunghe dune di arida sabbia che fanno così tristi le rive dell'oceano e che del resto ben si inseriscono nel paesaggio grumoso di quelle contrade, qui, invece, a trenta passi dalla riva potevi scorgere aloe di enorme grandezza, lunghe spalliere di fichi d'india e ogni specie di arbusti fioriti.
    In Italia avevamo lasciato l'inverno.

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    29 min
  • Anapo e la sua sposa, il Ciane, il papiro di Joseph-Antoine de Gourbillon
    Joseph-Antoine de Gourbillon, letterato francese e buon italianista, venne spesso in Italia e nel 1819 raggiunse Napoli, da dove si imbarcò per la Sicilia.
    Nel suo diario di viaggio propone un interessante ritratto dell’Isola all’indomani della restaurazione.

    Un miglio oltre Ortigia scorre l'Anapo; qui, uscito incautamente da un letto angusto ma sicuro, da una riva modesta ma fresca e ridente, ornata di verzura, e abbandonandosi ancor più incautamente al perfido pendio di una spiaggia sabbiosa e infuocata, il tranquillo e umile fiume riconosce presso il suo errore e si getta come disperato nei flutti agitati e verdastri del grande mare Jonio.
    E' la sposa del dolce Anapo, quell’amabile ninfa che i poeti siciliani, di Grecia e di Roma, hanno così sovente cantato sotto il nome di Ciane.

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    18 min
  • La vita teatrale a Napoli e Capua, febbraio 1817 di Stendhal
    Tra il 1816 e il 1817, lo scrittore francese Stendhal (al secolo Henri Beyle, 1783-1842), visitò diverse località italiane, tra cui Napoli, ricavandone, sotto forma di diario di viaggio, il volume Roma, Napoli e Firenze 1817.

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    23 min

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