Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta

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Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta episodes

  • La Campagna Romana (1856) - «Passeggiate per l'Italia» di Gregorovius - vol. I pagg. 7-11
    L'opera di Ferdinando Gregorovius, intitolata «Passeggiate per l'Italia» raccoglie in cinque volumi le escursioni in Italia che lo storico tedesco fece tra il 1856 e il 1877, e costituisce ancora oggi uno degli scritti più affascinanti e poetici della letteratura di viaggio.

    La regione nota sotto il nome di Campagna Romana varia di estensione a seconda del modo come ne vengono tracciati i confini.
    Nel senso più preciso della parola, si chiama Campagna di Roma la regione deserta e grandiosa che si stende intorno alle mura della città de’ Cesari e che è bagnata dal Tevere e dall’Aniene.
    Il suo perimetro si può tracciare ad un dipresso con i punti seguenti: Civitavecchia, Tolfa, Ronciglione, monte Soratte, Tivoli, Palestrina, Albano e Ostia. 

    Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE tutti i podcast di «Passeggiate per l'Italia» https://penisolabella.blogspot.com/2024/04/lettura-del-libro-passeggiate-per.html
    10 min
  • Serata 13 - Da Milano a Tocco da «Il Bel Paese» dell'abate Antonio Stoppani
    Reminiscenze del brigantaggio - Il cornetto acustico - Dintorni di Tocco - L'agricoltura nell'Italia meridionale - Topografia di Tocco - Il travertino e le ulivete - Ospitalità toccolana - Fogge toccolane - Il cent’erbe - Un poeta ciabattino
     
    Il giovedì seguente eccomi di nuovo circondato dal mio piccolo uditorio. 
    Il tema stavolta era obbligato, anzi, così fecondo, che ho dovuto penare più che altro a mantenermi entro limiti ragionevoli.
    Vi ho dunque promesso di raccontarvi qualche cosa dei petroli e delle altre manifestazioni dell'attività interna del globo che si incontrano in Italia.
    Sono tanti, come vi dissi, i luoghi dove si mostrano quei fenomeni, che non saprei da quale punto pigliare le mosse.
    Basta, comincerò da un'escursione che io feci a Tocco (Casauria) nel 1864.
    Sapete voi dove è Tocco?
    Il silenzio fu una risposta più che chiara di diniego universale.
    Ebbene, Tocco è una grossa borgata dell'Abruzzo citeriore, posta nelle valli interne, le falde della maggiore catena degli Appennini, sul versante Adriatico.

    Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE tutti i podcast del libro «Il Bel Paese» https://penisolabella.blogspot.com/2024/02/lettura-del-libro-il-bel-paese-di.html
    48 min
  • Enna, 27 maggio di Bernhard Berenson - Memorie del Sud
    Bernhard Berenson, storico e critico d’arte americano (1865-1959), compì gli studi all’università di Harvard dove si laureò nel 1887, conseguendo una borsa di studio per un viaggio in Europa.
    Il soggiorno in Italia fu fondamentale per la sua decisione di dedicarsi alla storia dell’arte e stabilirsi definitivamente in Italia (a Settignano, presso Firenze).
    Berenson visitò diverse volte il Mezzogiorno e in particolare la Sicilia.
    Le sue memorie di viaggio sono contenute in “Pagine di diario”, pubblicato nel 1958.

    Enna è una città situata su un colle tanto superbamente bella da farmi ritenere che per la sua stupenda posizione superi Edimburgo, Toledo, Siena, Perugia e tutte le altre città in vetta a un colle io conosca in Europa e nel mondo Mediterraneo non europeo. 
    La direi un luogo ideale per trascorrere giorni e settimane se vi fosse modo di alloggiarvi più comodamente di quanto non capiti al forestiero, il quale, per questo riguardo, non è certo allettato a rimanervi, come sarebbe nell'interesse dei suoi abitanti.

    Enna: https://maps.app.goo.gl/XLoMj2ViWnFmQ9tz7
    13 min
  • Taormina, 26 maggio di Bernhard Berenson - Memorie del Sud
    Bernhard Berenson, storico e critico d’arte americano (1865-1959), compì gli studi all’università di Harvard dove si laureò nel 1887, conseguendo una borsa di studio per un viaggio in Europa.
    Il soggiorno in Italia fu fondamentale per la sua decisione di dedicarsi alla storia dell’arte e stabilirsi definitivamente in Italia (a Settignano, presso Firenze).
    Berenson visitò diverse volte il Mezzogiorno e in particolare la Sicilia.
    Le sue memorie di viaggio sono contenute in “Pagine di diario”, pubblicato nel 1958.

    Mi sono levato alle quattro e trenta per mettermi di nuovo al balcone a contemplare, seguendola di attimo in attimo, l'alba sopra il Teatro Romano e il suo lento diffonder chiaro in cielo, sul mare, e sulla campagna, fino all'Etna incappucciata di neve. 
    Mentre guardavo le case di Taormina, strette a grappoli entro il semicerchio delle sue colline, lo spettacolo mi ha ricordato qualcosa, ma in modo vago, impensabile al momento.
    Dopo un certo sforzo per conquistarne la coscienza, ho riconosciuto che il ricordo mi riportava a Mantegna, al Mantegna del «Cristo Dell'Orto» della National Gallery di Londra.
    3 min
  • Taormina, 25 maggio di Bernhard Berenson - Memorie del Sud
    Bernhard Berenson, storico e critico d’arte americano (1865-1959), compì gli studi all’università di Harvard dove si laureò nel 1887, conseguendo una borsa di studio per un viaggio in Europa.
    Il soggiorno in Italia fu fondamentale per la sua decisione di dedicarsi alla storia dell’arte e stabilirsi definitivamente in Italia (a Settignano, presso Firenze).
    Berenson visitò diverse volte il Mezzogiorno e in particolare la Sicilia.
    Le sue memorie di viaggio sono contenute in “Pagine di diario”, pubblicato nel 1958.

    Che cos'è che mi spinge a lasciare questo luogo così bello, comodo, riposante?
    Forse la coscienza di non aver io nulla da fare, qui, specie adesso che cammino male, con gambe appesantite, e che non riesco più a compiere lunghe passeggiate.
    Una permanenza protratta potrebbe ricondurmi, trascorso un periodo di non spiacevole noia, ad uno stato abbastanza creativo e quindi atto a procurarmi in maggiore soddisfazione cioè di quella prevista nel passare da un disagio all'altro per vedere cose che s'erano mirabilmente esaltate nella mia memoria di visite giovanili e che ora posso trovar figurate da aggiunte e volgarità di ogni sorta.
    3 min
  • Taormina, 24 maggio di Bernhard Berenson - Memorie del Sud
    Bernhard Berenson, storico e critico d’arte americano (1865-1959), compì gli studi all’università di Harvard dove si laureò nel 1887, conseguendo una borsa di studio per un viaggio in Europa.
    Il soggiorno in Italia fu fondamentale per la sua decisione di dedicarsi alla storia dell’arte e stabilirsi definitivamente in Italia (a Settignano, presso Firenze).
    Berenson visitò diverse volte il Mezzogiorno e in particolare la Sicilia.
    Le sue memorie di viaggio sono contenute in “Pagine di diario”, pubblicato nel 1958.

    Stamani mi son levato alle 4:45 e mi sono messo al balcone della mia stanza per vedere l'alba sull'Etna. 
    Il suo colore era argento e viola sopra un delicato rossore, che sembrava venirgli di dietro.
    In vetta, un diadema di neve, e, sotto, la collana delle nubi.
    La grande altezza della montagna non appariva tale, per via dei suoi morbidi e lunghi fianchi.
    Il mare era uno specchio che rifletteva i colori del cielo, via via pervaso di rosso per il sorgere dal basso del sole, sempre più presente, sebbene non fosse ancora scoperto al mio occhio.
    Una calma senza suoni, eccetto quello vasto e subito spento della grande distesa del mare rompendosi al suo toccare la riva.
    4 min
  • Taormina, 23 maggio di Bernhard Berenson - Memorie del Sud
    Bernhard Berenson, storico e critico d’arte americano (1865-1959), compì gli studi all’università di Harvard dove si laureò nel 1887, conseguendo una borsa di studio per un viaggio in Europa.
    Il soggiorno in Italia fu fondamentale per la sua decisione di dedicarsi alla storia dell’arte e stabilirsi definitivamente in Italia (a Settignano, presso Firenze).
    Berenson visitò diverse volte il Mezzogiorno e in particolare la Sicilia.
    Le sue memorie di viaggio sono contenute in “Pagine di diario”, pubblicato nel 1958.

    Quando io venni qui per la prima volta, l'unico albergo era una casetta dipinta in rosa proprio sotto al Teatro Romano.
    Che differenza con l'attuale caravanserraglio costituito dagli alberghi e dalle pensioni, che ora formano il nucleo della piccola città!
    Piccola, ma già con una sua parte importante nella storia antica della Sicilia.
    Sempre in guerra, al pari delle consorelle, contro l'una o l'altra di loro: perfino contro il villaggio di Mola, che le sta sopra in vetta a un alto picco ad obelisco.
    Il suo richiamo e maggior titolo di gloria risiede nella vista al cosiddetto Teatro Romano.
    4 min
  • Messina, Taormina, Enna di Bernhard Berenson - Memorie del Sud
    Bernhard Berenson, storico e critico d’arte americano (1865-1959), compì gli studi all’università di Harvard dove si laureò nel 1887, conseguendo una borsa di studio per un viaggio in Europa.
    Il soggiorno in Italia fu fondamentale per la sua decisione di dedicarsi alla storia dell’arte e stabilirsi definitivamente in Italia (a Settignano, presso Firenze).
    Berenson visitò diverse volte il Mezzogiorno e in particolare la Sicilia.
    Le sue memorie di viaggio sono contenute in “Pagine di diario”, pubblicato nel 1958.

    La principale ragione del mio fermarmi a Messina per tre giorni è la mostra dei dipinti di Antonello da Messina, l'unico pittore universalmente famoso della Sicilia, anzi di tutta l'Italia Meridionale, tra quelli del Quattrocento. 
    La mostra non contiene che una parte delle sue opere.
    Mancano i quadri di Londra, di Parigi, di Washington, e manca, purtroppo, il suo capolavoro: il San Sebastiano della galleria di Dresda, che vogliamo sperare sia scomparso solo temporaneamente.
    Intanto, le autorità sovietiche avrebbero dichiarato di non sapere nulla circa la sua presente ubicazione; ma ciò può venire detto per motivi di carattere diplomatico.
    5 min
  • In Trenino verso il Gennargentu di David Herbert Lawrence - Memorie del Sud
    David Herbert Lawrence, narratore e saggista inglese (1885-1930), autore tra l’altro di Lady Chatterly partono alla scoperta della Sardegna.
    Il soggiorno in quest’isola è narrato nell’opera Mare e Sardegna.

    I vari treni erano inerti a fianco a fianco della stazione di smistamento, e si fecero lunghissime chiacchierate prima che si partisse finalmente! 
    Ma come era magnifico poi correre nella chiara mattina verso il cuore della Sardegna, sul piccolo treno che ci era così familiare.
    Viaggiavamo ancora in terza, con alquanto disgusto degli impiegati della stazione di Mandas.
    Da prima, campagna abbastanza aperta, con i soliti lunghi speroni di monti dai fianchi ripidi, ma non alti.
    E dal nostro trenino guardavamo la campagna, i monti, le valli. Lontano su un basso pendio, si scorgeva una piccola città.
    Se non fosse stato per il suo aspetto compatto, fortificato, avrebbe potuto essere una città della regione collinosa dell'Inghilterra meridionale.
    Un uomo del nostro scompartimento si sporse dal finestrino con un panno bianco in mano, come per annunciare il proprio arrivo a qualcuno nella città lontana, il vento agitava il panno bianco, la città lontana scintillava, piccolo e sola nel suo incavo.
    E il trenino correva via.
    32 min
  • Cagliari di David Herbert Lawrence - Memorie del Sud
    David Herbert Lawrence, narratore e saggista inglese (1885-1930), autore tra l’altro di Lady Chatterly partì assieme alla moglie alla scoperta della Sardegna.
    Il soggiorno in quest’isola è narrato nell’opera Mare e Sardegna.

    Scendemmo fino alla stradina ma vedemmo affiorare altri panieri da un'ampia scalinata di pietra, coperta.
    Perciò salimmo, e ci trovammo nel mercato della verdura.
    Qui l’a-r (l'ape regina: come lui chiamava la moglie Frieda) si divertì ancora di più.
    Dietro i mucchi di verdura sedevano le contadine, scalze alcune, nei rigidi corpetti, nelle voluminose sottane variopinte, e mai mi accadde di vedere più deliziosa mostra.
    Pareva predominare il verde-cupo e intenso degli spinaci, da cui sorgevano monumenti di cavolfiori bianco-ricotta e viola scuro: ma cavolfiori meravigliosi, come fasci di fiori, intensi e purpurei come grandi massi di violette.
    Su questa massa verde, bianca, spiccava l'acceso rosa-scarlatto e l'azzurro-cremisi dei rapanelli, grandi rapanelli a mucchi, come piccole rape.
    Poi le lunghe, slanciate gemme grigio-porpora dei carciofi, e oscillanti grappoli di datteri, e mucchi di fichi bianchi coperti da una polvere zuccherina e cupi fichi neri, e lucenti fichi tostati: ceste di fichi.
    E tanto altro.
    «Oh!» grida l’a-r.
    «Se vengo ad abitare a Cagliari e non faccio la spesa qui morirò con un desiderio insoddisfatto».
    17 min

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