Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta

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Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta episodes

  • Via Toledo e Via Chiaia di Alexander Dumas - Memorie del Sud
    Alexander Dumas, romanziere francese (1802-1870), visitò Napoli nell’autunno del 1835 ricavandone una serie di «quadretti» nei quali a vivaci immagini della città si alternano numerosi luoghi comuni.

    Toledo è la via di tutti; e la via dei ristoranti, dei caffè, delle botteghe; è l'arteria che alimenta e attraversa tutti i quartieri della città; è il fiume in cui vanno a confluire tutti i torrenti della folla. 
    L'aristocrazia vi passa in carrozza, la borghesia vi vende le sue stoffe, il popolo vi fa la siesta.
    Per il nobile è una passeggiata, per il mercante un bazar, per il lazzarone un domicilio.
    Chiaia, invece, non è altro se non una strada e quindi non può offrire di curioso più di quanto di strada offra, cioè una lunga fila di edifici moderni più o meno di cattivo gusto.
    Del resto Chiaia sotto questo punto di vista ha, come la strada di Rivoli a Parigi un vantaggio: quello di presentare una sola linea di porte, di finestre di pietre più o meno felicemente collegate una sull'altra.
    6 min
  • La transumanza di Richard Keppel Craver - Memorie del Sud
    Richard Keppel Craver, viaggiatore inglese (1779-1851), figlio di un nobile inglese viaggiò a lungo in Europa e nel 1805 si stabilì a Napoli.
    Nel 1834 una cospicua eredità gli consentì di acquistare un grande convento tra le montagne salernitane dove trascorse molti anni ospitando viaggiatori e politici.

    Uno dei laghi tratturi o sentieri per le pecore corre parallelo alla strada provinciale per L'Aquila, ed io ebbi la fortuna di vederlo occupato da una lunga fila di greggi, che passarono lentamente accanto alla mia carrozza per un tratto di un miglio o forse più.
    Dire che fui fortunato a vedere un simile spettacolo farà forse sorridere i lettori; ma devo confessare che ogni volta che ho visto questi armenti innumerevoli attraversare le pianure della capitanata e le vallate dell'Abruzzo, coprendole fino a perdita d'occhio, ho provato una sensazione nuova ed eccitante, affine alla gioia, ma che non tenterò di analizzare.
    15 min
  • Il salotto lucano di Crauford Tair Ramage - Memorie del Sud
    Crauford Tair Ramage, pubblicista inglese (1803-1878), precettore dei figli di sir Henry Lushington li accompagnò nel loro viaggio in Italia e si fermò tre anni a Napoli, dal 1822 al 1825.

    Per andare verso sud avevo lasciato Napoli senza un preciso itinerario da seguire; non avevo deciso se prendere la via Nazionale che conduce all'interno, oppure seguire la costa il più dappresso possibile.
    Mio intento era vedere quanti più usciti di antiche località potesse consentirmi il tempo a mia disposizione.
    Chiesi notizie al sacerdote, mio compagno di viaggio, sulle terre dell'interno che egli conosceva molto bene, ma le sue informazioni non mi incoraggiarono a seguirne il consiglio.
    Mi pare di non avervi ancora descritto il mio abbigliamento: giacca chiara di lana, abbondantemente fornita di tasche per le carte geografiche e i miei quaderni di appunti, pantaloni di lana robusta, cappello di paglia a larghe tese, scarpe bianche e un robusto ombrello per proteggermi dai cocenti raggi del sole che sarebbero certamente andati aumentando man mano che avrei proceduto verso sud.
    36 min
  • Tor San Lorenzo (Lazio)
    Tor San Lorenzo è una popolosa frazione del comune di Ardea, i cui abitanti sono detti Laurentini; è situata dove sorge l'omonima torre, una delle più antiche torri costiere del Lazio, situata nell'Agro Romano.

    Tor San Lorenzo: https://maps.app.goo.gl/GFLv4eRvjoBRb1Fp9
    5 min
  • Ardea (Lazio)
    Ardea (Àrdea o Ardèa) è un comune della città metropolitana di Roma Capitale nel Lazio, i cui abitanti sono detti Ardeatini o Ardiesi.
    Ardea sorge su una rocca tufacea, in vista delle propaggini occidentali dei Colli Albani, dalla quale domina la zona circostante; il comune è inserito nell'Agro Romano e si estende a sud di Pomezia, con ai lati la veduta dei Castelli Romani e del Mar Tirreno.

    Ardea: https://maps.app.goo.gl/p6kTXzKPsPfTeSYC6
    21 min
  • Da Agrigento a Catania di Charles Alexis Henri de Tocqueville - Memorie del Sud
    Charles Alexis Henri de Tocqueville, pubblicista e uomo politico francese (186-1859), viaggiò negli Stati Uniti, in Inghilterra, in Algeria, visitò la Sicilia nel 1827.
    Deputato alla Costituente nel 1847 e ministro degli Affari esteri nel gabinetto Odilon Barrot.

    Da Agrigento i nostri viaggiatori si muovono alla volta di Catania attraversando la fertile piana dei Lestrigoni. 
    Arrivati a Catania volemmo subito rimetterci in cammino per Nicolosi e tentare durante la notte la grande ascensione all'Etna.
    Partimmo alle quattro.Uscendo dalla città si traversa qualche campo coltivato, si entra poi in una zona di lava, antica ma ancora nuda ed orribile.
    E da qui che si ha la migliore visuale su Catania, circondata da boschetti e da colate di lava.
    Con uno sforzo eccezionale raggiungiamo l'orlo del cratere, che contempliamo con una sorta di terrore.
    Dovunque intorno a noi il mare, e la Sicilia è distesa ai nostri piedi.
    Eccola finalmente, ci diciamo, questa Sicilia, meta del nostro viaggio, per tanti mesi oggetto dei nostri discorsi, eccola tutta intera ai nostri piedi.
    In queste valli Apollo ha guardato le greggi; questi boschetti che si estendono sino a toccare la riva del mare hanno risuonato del flauto di Pan; le ninfe si sono perdute tra le loro ombre e hanno respirato il loro profumo.
    Qui Galatea cercava di sfuggire a Polifemo, mentre Aci, vicino a soccombere sotto i colpi del suo Rivale, ancora faceva liete queste spiagge legate per sempre al suo nome.
    Più lontano si possono scorgere il lago di Ercole e le rocce dei Ciclopi.
    Terra degli dei e degli Eroi! Povera Sicilia!
    Che cosa sono divenute le tue brillanti chimere?
    15 min
  • I viaggiatori puntano su Agrigento di Charles Alexis Henri de Tocqueville - Memorie del Sud
    Charles Alexis Henri de Tocqueville, pubblicista e uomo politico francese (186-1859), viaggiò negli Stati Uniti, in Inghilterra, in Algeria, visitò la Sicilia nel 1827.
    Deputato alla Costituente nel 1847 e ministro degli Affari esteri nel gabinetto Odilon Barrot.

    Attraversata Sciacca e Siculiana, i viaggiatori puntano su Agrigento.
    Qui giunti ci si trova dinanzi all'immenso anello formato un tempo dalle mura di Girgenti, e che, a quanto possiamo giudicare, non doveva avere un perimetro inferiore alle cinque o sei leghe.
    Quasi tutti i resti dell'antica città sono sistemati su questo bastione naturale a cospetto del mare.
    Scorgiamo anzitutto il tempio di Giunone Lacinia; il fregio e numerose colonne dell'edificio sono crollati.
    Passiamo poi al tempio della Concordia: mai visto niente di più straordinario in quanto a conservazione.
    Questi templi, a parte la dimensione più ridotta, somigliano in tutto e per tutto a quelli di Selinunte: lo stesso modulo di colonne, la stessa semplicità di linee, la stessa disposizione degli accessori.
    È straordinario che i greci, la cui immaginazione era tanto irrequieta, non abbiano mai pensato a mutare sia pure in qualche dettaglio il sistema architettonico, una volta adottato.
    4 min
  • La carovana giunge a Palermo di Charles Alexis Henri de Tocqueville - Memorie del Sud
    Charles Alexis Henri de Tocqueville, pubblicista e uomo politico francese (186-1859), viaggiò negli Stati Uniti, in Inghilterra, in Algeria, visitò la Sicilia nel 1827.
    Deputato alla Costituente nel 1847 e ministro degli Affari esteri nel gabinetto Odilon Barrot.

    Attraversata Sciacca e Siculiana, i viaggiatori puntano su Agrigento.
    Qui giunti ci si trova dinanzi all'immenso anello formato un tempo dalle mura di Girgenti, e che, a quanto possiamo giudicare, non doveva avere un perimetro inferiore alle cinque o sei leghe.
    Quasi tutti i resti dell'antica città sono sistemati su questo bastione naturale a cospetto del mare. Scorgiamo anzitutto il tempio di Giunone Lacinia; il fregio e numerose colonne dell'edificio sono crollati.
    Passiamo poi al tempio della Concordia: mai visto niente di più straordinario in quanto a conservazione.
    Questi templi, a parte la dimensione più ridotta, somigliano in tutto e per tutto a quelli di Selinunte: lo stesso modulo di colonne, la stessa semplicità di linee, la stessa disposizione degli accessori.
    È straordinario che i greci, la cui immaginazione era tanto irrequieta, non abbiano mai pensato a mutare sia pure in qualche dettaglio il sistema architettonico, una volta adottato.
    5 min
  • «Finalmente ti abbiamo, o Sicilia» di Charles Alexis Henri de Tocqueville - Memorie del Sud
    Charles Alexis Henri de Tocqueville, pubblicista e uomo politico francese (1806-1859), viaggiò negli Stati Uniti, in Inghilterra, in Algeria, visitò la Sicilia nel 1827.
    Deputato alla Costituente nel 1847 e ministro degli Affari esteri nel gabinetto Odilon Barrot.

    Si procedeva lentamente, dinanzi a noi il superbo spettacolo della baia di Napoli, l'orecchio ancora risonante degli ultimi rumori di vita che si levavano dalla popolosa città. 
    Costeggiamo la spiaggia di Ercolano e presto scorgemmo la collina che nasconde Pompei.
    Era già notte quando fummo vicini alle rocce di Capri.
    Il vascello che veleggiava la volta di Palermo, non riuscì a raggiungere la città, e finalmente in vista del piccolo porto di Olivieri, nel circondario di Messina.
    Il 12 marzo, effettuato il controllo, approdammo infine a una piccola spiaggia.
    «Finalmente ti abbiamo, o Sicilia!» esclamammo felici, saltando sul lido, e subito ci demmo a percorrere la terra che si apriva dinanzi a noi.
    Mai prospettiva più deliziosa si offrì a dei miseri ai quali ancora sembrava sentire sotto i piedi il ponte vibrante di un vascello.
    Assenti le lunghe dune di arida sabbia che fanno così tristi le rive dell'oceano e che del resto ben si inseriscono nel paesaggio grumoso di quelle contrade, qui, invece, a trenta passi dalla riva potevi scorgere aloe di enorme grandezza, lunghe spalliere di fichi d'india e ogni specie di arbusti fioriti.In Italia avevamo lasciato l'inverno.
    7 min
  • Museo dell'Amore Perduto ad Aggius (Sardegna)
    Il Museo dell’Amore Perduto, di Aggius Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, inaugurato il 5 agosto 2019, prende vita all'interno di un vecchio magazzino in terra battuta, poi diventato laboratorio tessile e oggi trasformato in esposizione museale per raccontare l’amore, quello perduto appunto, ma che vuole essere ricordato e rivive nelle foto, nelle canzoni, nei disegni, negli oggetti, anche quelli più piccoli e apparentemente insignificanti che, però, portano in sé una storia da rivelare.

    Museo dell'Amore Perduto: https://maps.app.goo.gl/VMWdUYG9AMQWvX3e6  

    Facebook: @museodellamoreperduto

    Instagram: @museo_dell_amore_perduto
    4 min

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