Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta

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Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta episodes

  • Scampia è diventata piazza di spaccio di libri (Campania)
    Una storia di impresa che riscatta e redime un intero territorio. 
    La casa editrice Marotta&Cafiero è il simbolo di una nuova Scampia, che si rigenera mentre cadono le Vele: il più grande complesso di edilizia economica e popolare del Sud, realizzato con i fondi della Cassa per il Mezzogiorno, crolla a colpi di ruspa (erano sette edifici dei quali ne restano 3), mentre il quartiere prova a rinascere, un libro dietro l’altro.
    E così è anche nata La Scugnizzeria, la Casa degli Scugnizzi, un luogo dove la porta è sempre aperta. 140 mq di rivoluzione in periferia, tra Scampia e Melito, una moltitudine, una bottega, un bazar, una Piazza di Spaccio Creativa.

    Marotta&Cafiero editori: https://maps.app.goo.gl/R1sRQmgBLEnLVLbq6  
     
    Facebook: http://www.facebook.com/marottaecafiero 

    YouTube: http://www.youtube.com/user/marottaecafiero

    Made in Scampia: https://www.facebook.com/Made-in-Scampia-1183220625026526/
    7 min
  • 25 Aprile 2024 ricordando gli italiani buona gente che salvò gli ebrei dall’olocausto
    25 Aprile 2024 Festa della Liberazione, come ogni anno, e forse anche di più sarà giornata di litigi e polemiche di parte; ma mi sono chiesto perché invece, quest’anno che vede la guerra tra Israeliani e Palestinesi, non offriamo la nostra testimonianza e il ricordo verso tutti gli italiani che combatterono la resistenza salvando gli ebrei dall’olocausto, rischiando la propria vita?
    E' scritto nel Talmud: “Chi salva una vita salva il mondo intero”, lo dobbiamo a loro, a noi e ai giovani che non lo sanno.
    10 min
  • Il papiro di Joseph-Antoine de Gourbillon - Memorie del Sud
    Joseph-Antoine de Gourbillon, letterato francese e buon italianista, venne spesso in Italia e nel 1819 raggiunse Napoli, da dove si imbarcò per la Sicilia.
    Nel suo diario di viaggio propone un interessante ritratto dell’Isola all’indomani della restaurazione.

    Finalmente la vedo, questa pianta celeberrima, questo povero giunco, più famoso e forse assai più utile dell'orgoglioso cedro del Libano! 
    Con immenso rispetto le mie mani si posano sul più prezioso tesoro dell'Egitto e della Sicilia, la foglia umile modesta alla quale dobbiamo il nome, i fatti, gli scritti degli uomini insigni, il ricordo delle imprese gloriose, l'esempio delle virtù e dei vizi, le arti, le scienze, i mestieri e le lettere; la pianta senza il cui soccorso poesia e storia non esisterebbero per noi e senza la quale forse neanche sapremmo leggere!
    Una foresta di papiri è ora davanti a me, mentre quelli che li coltivavano sono scomparsi per sempre.
    Questa rara è preziosa piantagione è senza dubbio il più bell’ornamento delle rive dell'Anapo e del Nilo.
    9 min
  • Il Ciane di Joseph-Antoine de Gourbillon - Memorie del Sud
    Joseph-Antoine de Gourbillon, letterato francese e buon italianista, venne spesso in Italia e nel 1819 raggiunse Napoli, da dove si imbarcò per la Sicilia.
    Nel suo diario di viaggio propone un interessante ritratto dell’Isola all’indomani della restaurazione.

    A circa un quarto di lega oltre alla foce del fiume, si scorge improvvisamente sulla destra un altro grazioso canale la cui acqua è ugualmente limpida e circondata di verde perenne. 
    Il suo corso appare più sinuoso dell'Anapo, nel quale confluisce; nasce da un'altra sorgente, non meno pura e profonda; è la sposa del dolce Anapo, quell’amabile ninfa che i poeti siciliani, di Grecia e di Roma, hanno così sovente cantato sotto il nome di Ciane e che gli isolani di oggi non cantano più da tanto tempo, e tuttavia conoscono sotto il nome ridicolo di Pisma.
    3 min
  • Anapo e la sua sposa di Joseph-Antoine de Gourbillon - Memorie del Sud
    Joseph-Antoine de Gourbillon, letterato francese e buon italianista, venne spesso in Italia e nel 1819 raggiunse Napoli, da dove si imbarcò per la Sicilia.
    Nel suo diario di viaggio propone un interessante ritratto dell’Isola all’indomani della restaurazione.

    Un miglio oltre Ortigia, dal lato opposto al grande porto che, aprendosi dapprima in semicerchio, si estende poi quasi in linea retta fino al promontorio Plemirio - promontorio che nella più bella delle cornici racchiude il più incantevole dei quadri -, là dicevo, come posato sulle rive dello Jonio, vi è un luogo sereno e incantato, un angolo di terra sfuggito alla generale rovina, soggiorno favorito del cielo, che certo lo sottrasse ai furori del tempo e degli uomini, per offrirlo alla nostra ammirazione.
    Qui scorre l'Anapo; qui, uscito incautamente da un letto angusto ma sicuro, da una riva modesta ma fresca e ridente, ornata di verzura, e abbandonandosi ancor più incautamente al perfido pendio di una spiaggia sabbiosa e infuocata, il tranquillo e umile fiume riconosce presso il suo errore e si getta come disperato nei flutti agitati e verdastri del grande mare Jonio.
    8 min
  • La vita teatrale a Napoli, 23 febbraio 1817 di Stendhal - Memorie del Sud
    Tra il 1816 e il 1817, lo scrittore francese Stendhal (al secolo Henri Beyle, 1783-1842), visitò diverse località italiane, tra cui Napoli, ricavandone, sotto forma di diario di viaggio, il volume Roma, Napoli e Firenze 1817.
    La stessa opera fu poi ripubblicata dallo stesso Stendhal  nel 1827 in un’edizione molto ampliata rispetto alla precedente.

    Sono stato tanto ingenuo, ancora all'età che ho, da credere che in un'opera pubblica si possano curare due cose contemporaneamente. 
    Se la sala è superba, la musica deve essere cattiva; se la musica è deliziosa, la sala deve far pietà. Il merito di aver ricostruito questo teatro spetta interamente a un certo signor Barbaja: si tratta di un milanese, garzone di caffè che con locali da gioco ha fatto milioni: ha costruito la sala con i profitti futuri del suo banco.
    5 min
  • La vita teatrale a Napoli, 20 febbraio 1817 di Stendhal - Memorie del Sud
    Tra il 1816 e il 1817, lo scrittore francese Stendhal (al secolo Henri Beyle, 1783-1842), visitò diverse località italiane, tra cui Napoli, ricavandone, sotto forma di diario di viaggio, il volume Roma, Napoli e Firenze 1817.
    La stessa opera fu poi ripubblicata dallo stesso Stendhal  nel 1827 in un’edizione molto ampliata rispetto alla precedente.

    Trovo pochissimo tempo per scrivere, forse perché Napoli è una grande capitale, come Parigi. 
    Passo piacevolmente il tempo ma, grazie al cielo, la sera non ho da dire nulla di nuovo e posso andare a letto senza lavorare.
    Napoli, fra le città italiane, e la sola vera capitale: tutte le altre grandi città sono altrettante Lione rinforzate.
    2 min
  • La vita teatrale a Napoli, 13 febbraio 1817 di Stendhal - Memorie del Sud
    Tra il 1816 e il 1817, lo scrittore francese Stendhal (al secolo Henri Beyle, 1783-1842), visitò diverse località italiane, tra cui Napoli, ricavandone, sotto forma di diario di viaggio, il volume Roma, Napoli e Firenze 1817.
    La stessa opera fu poi ripubblicata dallo stesso Stendhal  nel 1827 in un’edizione molto ampliata rispetto alla precedente.

    Entrando, stessa sensazione di rispetto e di gioia. 
    In Europa non v’è nulla, non dirò che somigli, ma che possa anche lontanamente dare un'idea di ciò che vedo.
    La sala, ricostruita in trecento giorni, è un vero e proprio colpo di stato: riavvicina re e popolo più di quella costituzione data alla Sicilia, e tanto desiderata a Napoli, che del resto vale quanto la Sicilia.
    Tutta Napoli è ebbra di gioia.Sono tanto entusiasta dell'ambiente che di riflesso mi è piaciuto anche lo spettacolo.
    4 min
  • La vita teatrale a Napoli, 12 febbraio 1817 di Stendhal - Memorie del Sud
    Tra il 1816 e il 1817, lo scrittore francese Stendhal (al secolo Henri Beyle, 1783-1842), visitò diverse località italiane, tra cui Napoli, ricavandone, sotto forma di diario di viaggio, il volume Roma, Napoli e Firenze 1817.
    La stessa opera fu poi ripubblicata dallo stesso Stendhal  nel 1827 in un’edizione molto ampliata rispetto alla precedente.

    Eccolo, infine, il gran giorno dell'inaugurazione del San Carlo: follia, fiumi di gente, la sala è abbagliante. 
    È necessario dare e prendersi qualche pugno e qualche rozzo spintone.
    Ho giurato a me stesso di non arrabbiarmi e ci sono riuscito, ma ho perduto due falde della mia giacca.
    2 min
  • La vita teatrale a Napoli, 9 febbraio 1817 di Stendhal - Memorie del Sud
    Tra il 1816 e il 1817, lo scrittore francese Stendhal (al secolo Henri Beyle, 1783-1842), visitò diverse località italiane, tra cui Napoli, ricavandone, sotto forma di diario di viaggio, il volume Roma, Napoli e Firenze 1817.
    La stessa opera fu poi ripubblicata dallo stesso Stendhal  nel 1827 in un’edizione molto ampliata rispetto alla precedente.

    Ingresso grandioso: si scende per un'ora verso il mare su una larga strada incisa nella tenera roccia sulla quale è costruita la città. 
    Solidità delle Mura. Albergo de’ poveri, primo edificio.
    Assai più notevole di quella bomboniera millantata che è la porta del Popolo a Roma.
    Eccoci al palazzo degli studi, giriamo a sinistra ed ecco via Toledo.
    Uno degli scopi del mio viaggio è proprio questa strada, la più affollata e allegra del mondo.
    Ci credereste?
    Siamo stati in giro per gli alberghi per cinque ore; è evidente che devono esserci due o tremila inglesi; alla fine riesco a trovare un posticino al settimo piano, è proprio di fronte al San Carlo e vedo il Vesuvio e il mare.
    8 min

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