Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta

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Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta episodes

  • Parco di Villa Carpegna di Roma (Lazio)
    Situata alle porte del Vaticano, negli ultimi anni del Settecento la Villa fu residenza del colto e raffinato cardinale Gaspare Carpegna.
    L'impianto formale del parco fu in parte trasformato nel corso dell'Ottocento sotto l'influenza del gusto paesaggistico.

    Villa Carpegna: https://maps.app.goo.gl/JByMmbnSXptQYhJk6
    1 min
  • Parco di Palazzo Chigi di Ariccia (Lazio)
    La proprietà del Palazzo di Ariccia è stata dei Savelli e quindi dei Chigi.
    Attorno al monumentale Palazzo realizzato tra il 1500 e il 1700 si estende il magnifico parco, ultimo lembo superstite della selva dedicata a Diana.

    Palazzo Chigi: https://maps.app.goo.gl/1gqYwRSMSaSB1CkWA
    1 min
  • Parco di Palazzo Altieri a Oriolo Romano (Lazio)
    L'abitato di Oriolo fu pianificato, a seguito del disboscamento della Selva Manziana.
    Dopo il 1671 gli Altieri collegarono il parco al piano nobile del palazzo.
    Suddiviso in varie zone, ha un asse centrale che conduce alla Palazzina della Prospettiva, aggiunta nel 1700.

    Palazzo Altieri: https://maps.app.goo.gl/mw1j75cHcufVm8zu6
    1 min
  • Palazzo Patrizi a Castel San Giuliano (Lazio)
    Nel sito di un insediamento Etrusco e Romano, resti di tombe ruderi affiorano tra la fitta macchia e i cespugli fioriti.
    La proprietà, la 1500 dei Marchesi Patrizi, è dominata dal severo palazzo e comprende un parco.
    La maggiore attrattiva è il Roseto, che esplode nei colori e profumi di numerose varietà, con rose antiche che si arrampicano sulle mura della chiesetta seicentesca dedicata a San Filippo Neri.

    Palazzo Patrizi: https://maps.app.goo.gl/WoDE3M36iXepawBn9
    1 min
  • Palazzo Corsini e Orto Botanico di Roma (Lazio)
    La cinquecentesca Villa Riario, che comprendeva il palazzo con il giardino, il bosco, il casino sulla sommità del Gianicolo e aveva una dotazione di 12 once di Acqua Paola, fu acquistata nel 1736 dal cardinale Neri Corsini e dal fratello principe Bartolomeo.
    Il giardino è stato trasformato nell'Orto Botanico di Roma ed è attualmente gestito dall'Università La Sapienza.
    L'assetto originario è stato arricchito con l'introduzione di numerose importanti collezioni di specie vegetali, coltivate in serra e all'aperto.

    Palazzo Corsini e Orto Botanico: https://maps.app.goo.gl/M5FAYr29GPH81iSB7
    4 min
  • Miti e Mostri nei Giardini dell'Alto Lazio
    La Tuscia viterbese era celebrata come la “Sacra Toscana", dove fioriva il mito leggendario di Giano-Noè, che rivendicava il prestigio della cultura etrusca, con ascendenze perfino egizie, contro l'egemonia della cultura classica romana.
    La Tuscia costituisce un paesaggio straordinario, modellato dagli Etruschi sia con l'arte scultorea sia con l'ingegneria strutturale e importanti segni architettonici: tutti elementi che costituiscono una cornice essenziale per comprendere taluni giardini cinquecenteschi.
    6 min
  • La Musica delle Acque da Tivoli alle Ville Tuscolane (Lazio)
    Tra il 1570 e il 1620 si affermò nel Lazio la moda della musica idraulica, a partire dalla Villa d'Este a Tivoli con le sue fontane dell'organo, della civetta e dei draghi, che riproduceva nel suono degli strumenti musicali, dei canti degli uccelli, che facevano persino a correre gli uccelli veri, e degli scopi di artiglieria attraverso artifici idraulici descritti in antico da Erone Alessandrino e da Vitruvio.
    5 min
  • 73 - L'arcipelago - «Morimondo» di Paolo Rumiz
    Sfioravamo isole mitiche e dimenticate. Rodi, Mafalda e, poco oltre il meandro di Ostiglia, la famosa isola Boschina, dove aveva soggiornato Maria Callas.
    Su quella di Rodi stavano rimediando alla catastrofe della pioppicultura ripiantando la vegetazione originale - salici, frassini, querce -, 1000 ettari di alberi nuovi per Po, vincolati a bosco perenne.
    Da lontano sembravano la peluria sulla testa di un neonato; li vedevamo bene sulla sommità di quel balenone di sabbia e limo grigio argento, alto sui fianchi piallati dalla corrente, che crescendo in altezza in autonomia, generano una rassicurante asimmetria.
    12 min
  • 72 - Il grido di Persefone - «Morimondo» di Paolo Rumiz
    Il terremoto.
    Già, chi ci pensò al terremoto in quel viaggio.
    Veleggiando tra argini secolari e mobili, a nessuno di noi venne in testa che la pianura era solo un Adriatico interrato e che sotto quel mare una lingua enorme di zolla africana premeva con forza bestiale contro le Alpi.
    Mancavano solo due settimane al boato che avrebbe fatto ballare l'Emilia e non ci ispirò l'immagine di quella massa oscura che spingeva, sotto chissà quanti strati di lava, ghiaie e, sabbie, ossa di mastodonti, conchiglie e balene fossili.
    Eppure sapevo delle botte tremende che profondo aveva inferto, fin dal medioevo, proprio lì lungo l'asta di Po.
    Ma quel giorno avevamo altri pensieri, altre catastrofi ci venivano incontro, indotte dall'uomo e non dalla natura. Disastri evitabili, dunque.
    Subito dopo il Mincio, la Secchia sbucò mormorando in Po e sapevamo che sarebbe bastato risalirla fin sotto l'Appennino per trovarla incassata in una voragine di 15 m sotto il piano di campagna.
    L'avevano sfigurata i cavatori di ghiaia, e ancor peggio avevano fatto quelli che avevano tentato di limitare il danno mettendo le pezze di cemento.
    Anche lì si scoperchiavano gli abissi di Persefone.
    6 min
  • 71 - Il sabba - «Morimondo» di Paolo Rumiz
    Verso Mantova tutti i nostri nasi sentirono l'odore forte di maiale.
    Acido, quasi irritante.
    Qualcuno stava scaricando escrementi del fiume.
    Da Cuneo al Friuli scatta una baraonda epidemica, indescrivibile; come se un mestolo enorme entrasse in azione creando un vortice di milioni di animali, scatenando in ogni box un sabba di schiene, cosce e culi che si scavalcano, annaspano nuotano come un branco di barracuda dentro una vasca da bagno.
    Solo che i maiali non stanno zitti come i pesci, urlano come indemoniati; una fame boia, metafisica, primordiale.
    Emettono lo stridio di un milione di forchette che grattano all'unisono il fondo di un piatto.
    7 min

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